{"id":2255,"date":"2012-11-19T00:41:41","date_gmt":"2012-11-18T23:41:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/?p=2255"},"modified":"2013-01-06T14:09:14","modified_gmt":"2013-01-06T13:09:14","slug":"2255","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/?p=2255","title":{"rendered":""},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Immag007.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Immag007-225x300.jpg\" alt=\"\" title=\"Immag007\" width=\"225\" height=\"300\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2256\" srcset=\"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Immag007-225x300.jpg 225w, http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Immag007-768x1024.jpg 768w, http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Immag007.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Tutto \u00e8 nato da una puntata recentemente riproposta in televisione (non ricordo neppure il canale digitale sul quale \u00e8 apparsa) della riduzione televisiva della CERTOSA DI PARMA da parte di  Mauro Bolognini, risalente ai primi anni Ottanta (con l\u2019attore Andrea Occhipinti nel ruolo di Fabrizio del Dongo, il protagonista del capolavoro di Stendhal). A questo punto ho cercato invano sulla Rete, archivi RAI, le puntate della suddetta riduzione televisiva, peraltro arricchita dalla musica di Mozart\u2026per dirmi, in brevissimo tempo: \u201cche stupido! rileggi il romanzo di Stendhal!\u201d; e cos\u00ec ho cominciato a sfogliare le pagine iniziali dell\u2019edizione Feltrinelli acquistata in libreria, nella bella e raccomandabile traduzione dal francese di Gianni Celati. Ebbene, non rileggendo da decenni la CERTOSA DI PARMA, romanzo chiave della narrativa europea, \u00e8 proprio il caso di riconoscere di aver riassaporato in questi giorni il piacere supremo della lettura; amando, per quanto mi riguarda, Stendhal in modo profondo (e del resto chi non ravvisa nello scrittore di Grenoble un maestro perenne di giovinezza spirituale, risultando riduttivo parlare, in questo caso, semplicemente, di \u201cfreschezza narrativa\u201d?). L\u2019infortunio leggero di cui sono rimasto vittima una settimana fa (frattura di un dito della mano sinistra) ha peraltro reso ancor pi\u00f9 favorevoli le condizioni per una vera e propria fuga della mia immaginazione nei luoghi evocati da Stendhal, in compagnia dei protagonisti del suo romanzo. E\u2019 noto, credo, il \u201cmiracolo\u201d della stesura del romanzo in oggetto: Stendhal lo port\u00f2 a termine in appena 52 giorni, a partire dal 4 novembre 1839 (Minerva nata adulta dal cervello di Giove, che altro dire?). Ora, riallacciandomi a un felicissimo articolo sulla CERTOSA DI PARMA dello scrittore Alessandro Piperno (<em>Premio Strega <\/em>di quest\u2019anno), apparso sul <em>Corriere della Sera <\/em>del 18.2.2008, vorrei sottolineare, innanzitutto, come la CERTOSA (con la sua misteriosa dettatura da parte di una superiore ispirazione, al romanziere) costituisca un esempio evidente di maturit\u00e0 artistica nella sua assolutezza; quando, cio\u00e8, per dirla con l\u2019espressione felice di Piperno, \u201cla forma si piega all\u2019interiorit\u00e0, e non pi\u00f9 l\u2019interiorit\u00e0 alla forma\u201d. Sempre Alessandro Piperno nel citato suo articolo parla incisivamente di \u201cun poveruomo (Stendhal) con la mente ingolfata di patacche romantiche\u2026in preda a un delirio immaginativo\u2026E\u2019 formidabile come nella Certosa sia riuscito a distillare l\u2019essenza prelibata di quelle fantasticherie adolescenziali, pulendole da qualsiasi stucchevolezza. Celebrandole s\u00ec, ma senza pi\u00f9 crederci, rendendole vive come tutte le cose che abbiamo perso. Come ogni uomo ispirato e vicino alla morte Stendhal si tuffa in se stesso\u201d. I visitatori del presente blog che hanno letto il capolavoro stendhaliano non potranno che riconoscersi in queste parole; giacch\u00e9 davvero LA CERTOSA, al pari di altri grandi romanzi del XIX secolo -penso, in economia di citazioni, alla EDUCAZIONE SENTIMENTALE di Flaubert e alle ILLUSIONI PERDUTE di Balzac, per rimanere in terra di Francia- possiede un potere di suggestione narrativa enorme; fatto di sapienza emotiva, declinata in mille finissime sfumature che sono poi i pensieri e le azioni dei personaggi <em>vivi<\/em> della narrazione (viene in mente, al riguardo, un regista come Truffaut, forse il pi\u00f9 fedele traduttore in immagini del pudore, della pungente delicatezza di sentimenti che cogliamo in Stendhal). Balzac, pur entusiasta della CERTOSA, ebbe da ridire sulla \u201cforma\u201d; senza tuttavia turbare Stendhal, una sorta di Hemingway <em>ante litteram<\/em>; consapevole, con il suo stile apparentemente sciatto ma scattante ed incisivo, di porsi al servizio dei fatti e delle idee circolanti nel romanzo. Stendhal, amante del nostro paese, andrebbe letto e riletto oggi anche per le acute e attuali osservazioni sul \u201ccarattere degli italiani\u201d, sia detto per inciso; e poi, da un punto di vista pi\u00f9 strettamente stlistico, andrebbe studiato come maestro di quell\u2019arte di \u201cscorcio\u201d -cos\u00ec come avverte Gianni Celati nell\u2019introduzione alla citata edizione del romanzo- grazie alla quale, a un certo punto, lo scrittore prende congedo, nella CERTOSA (in modo memorabile e anche criticato per concisione) dai suoi personaggi chiave, che chiudono gli occhi a poca distanza di tempo l\u2019uno dall\u2019altro (Clelia Conti, Fabrizio del Dongo, la duchessa Sanseverina, zia di Fabrizio) in quanti legati da <em>Amore<\/em> (\u201cch\u2019al cor gentile ratto s\u2019apprende\u201d, come dice Dante; Inferno, V, 100; tenendo ben presente, il Sommo Poeta, il trattato <em>De Amore <\/em>di Andrea Cappellano). Stendhal, a sua volta autore di un trattato sull\u2019amore (il ben noto DE L\u2019AMOUR, ove viene esposta la teoria della cosiddetta \u201ccristallizzazione amorosa\u201d) era peraltro letto con passione da Paolina Leopardi, sorella di Giacomo, nel tetro palazzo Leopardi a Recanati (come si desume dalla lettera indirizzatale da Firenze dal fratello il 31.8.1832: \u201cNuove non ho da darti, se non che ho riveduto qui il tuo Stendhal\u2026\u201d; in G.Leopardi, EPISTOLARIO; in TUTTE LE OPERE, a cura di W.Binni, con la collaborazione di E.Ghidetti, Firenze, Sansoni, 1983). E\u2019 dolce per me ricordare qui che, visitando la prima volta Parigi, imperioso fu l\u2019impulso di recarmi al <em>Cimeti\u00e8re de Montmatre<\/em>, dove riposa Stendhal, maestro della \u201cgiovent\u00f9 del cor\u201d, per dirla con un verso del suo grande contemporaneo Giacomo Leopardi. Il motivo di fondo per cui ho scritto questo articolo, al di l\u00e0 di un sia pure apprezzabile \u2013spero- intento comunicativo con i visitatori del blog? il seguente: un tacito ringraziamento a mia madre scomparsa per avermi trasmesso a suo tempo l\u2019insegnamento di questo supremo nutrimento della lettura, pi\u00f9 che mai prezioso in tempi come gli attuali. In fondo, nel centenario della morte di Giovanni Pascoli, io mi riconosco come un \u201cfanciullino\u201d cinquantasettenne che in questi ultimi giorni ha dimorato felicemente all\u2019interno della CERTOSA DI PARMA, di tutto dim\u00e9ntico; giacch\u00e9 la lettura dei classici antichi e moderni (che sono tali in quanto vivi e attuali) \u00e8 un bene incomparabile che ci fa prendere le debite distanze dalle vuote ciance della nostra epoca (la foto qua sopra, mia, permette di ammirare il bellissimo rilievo della DEPOSIZIONE di Benedetto Antelami all\u2019interno del Duomo di Parma).<\/p>\n<p>N.B. Per porre riparo a una mia colpevole omissione, puntualizzo qui che nella suddetta riduzione televisiva del regista Mauro Bolognini, la parte del conte Mosca, devoto alla duchessa di Sanseverina, fu affidata al grande attore Gian Maria Volont\u00e9 (della mini-serie di quest&#8217;anno sulla CERTOSA andata in onda su Rai Uno, che dire?)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutto \u00e8 nato da una puntata recentemente riproposta in televisione (non ricordo neppure il canale digitale sul quale \u00e8 apparsa) della riduzione televisiva della CERTOSA DI PARMA da parte di &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-2255","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-senza-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2255","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2255"}],"version-history":[{"count":14,"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2255\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2370,"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2255\/revisions\/2370"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2255"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2255"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2255"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}