{"id":3305,"date":"2014-02-05T13:20:50","date_gmt":"2014-02-05T12:20:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/?p=3305"},"modified":"2014-02-05T13:28:44","modified_gmt":"2014-02-05T12:28:44","slug":"3305","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/?p=3305","title":{"rendered":""},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Firenze2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3306\" alt=\"Firenze2\" src=\"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Firenze2-300x225.jpg\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Firenze2-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Firenze2-1024x768.jpg 1024w, http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Firenze2.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Volentieri presento oggi\u00a0 una riflessione di grande spessore di Ninnj Di Stefano Bus\u00e0 sull\u2019esperienza del lavoro poetico. Il testo risulta, come si potr\u00e0 vedere, di una chiarezza a dir poco esemplare. Si tratta, in effetti, di un contributo di grande suggestione lodevolmente finalizzato, a parer mio, a bandire per cos\u00ec dire la <em>conventio ad excludendum<\/em> dei\u00a0 \u201cnon addetti ai lavori\u201d; affrancando di fatto la poesia da quella strozzatura auto-referenziale che tanto comodo fa (oggi come sempre) ai \u201cPersuasori Occulti\u201d -per citare il titolo di un fortunato e tuttora attualissimo libro di Vance Packard- interessati a convincere l\u2019uomo che tutto sia merce e denaro (mia la foto qua sopra, in base alla quale \u00e8 possibile osservare un meraviglioso capolavoro di Donatello, l\u2019altorilievo dell<em>\u2019Annunciazione<\/em> in pietra serena all\u2019interno della fiorentina Basilica di Santa Croce):<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>LA POESIA NEL PROCESSO MORFOLOGICO DELLA SPECIE<\/strong><\/p>\n<p><strong>di Ninnj Di Stefano Bus\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>La Poesia racchiude la ragione ultima e la necessit\u00e0 prioritaria all&#8217;interno di un processo emotivo, logico, interscambiabile\u00a0di ogni essere umano <i>pensante\u00a0<\/i>che sa ritrovare in essa la materia-prima di molti e suggestivi modelli d conoscenza.<\/p>\n<p>La sua rara e preziosa struttura morfologica, la carica emotiva, il lampeggiamento interiore hanno sempre fornito all&#8217;uomo la sensazione di non vivere di solo<em> pane<\/em> ovvero, di possedere anche un&#8217;anima e un cervello che devono essere alimentati, se non vogliono morire soffocati dal banale, dalla mediocrit\u00e0 e dal quotidiano.<\/p>\n<p>L&#8217;individuo \u00e8 fatto essenzialmente di materia, di cellule, di cromosomi, ma anche di genio ed esaltazione. Ne ha bisogno come dell&#8217;aria. \u00c8 in torto, chi crede di glissare, tergiversare o, peggio ancora, di banalizzare il concetto poetico, che si fa interprete di un ruolo necessario alla psiche, come l&#8217;ossigeno.<\/p>\n<p>Concorrono poi diversi elementi perch\u00e9 un individuo giunga alla poesia. Innanzitutto, la predisposizione alla visione globale di un piano logico\/culturale che lo porti a formulare dentro di s\u00e9 il concetto lirico.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, come per il musicista le note, il poeta deve sentire le parole\u00a0armonizzarsi, fondersi attraverso la coscienza \u00a0che formalizzi il linguaggio (ri)componendone il suo universo psicologico\/intellettuale.<\/p>\n<p>Infatti, perch\u00e9 non \u00e8 di tutti scrivere versi? Lo fa solo chi lo sa fare, (talvolta, anche chi proprio non vi riesce), ma \u00e8 ugualmente elogiativo lo sforzo di voler scrivere in poesia.<\/p>\n<p>L&#8217;individuo sia esso di genere femminile o maschile avverte l&#8217;impianto poetico come un dono aggiuntivo, un quid che lo catapulta oltre lo steccato di una vita miserevole, a volte appiattita dalle vicende quotidiane e dalle sofferenze, ma proprio per questo, portato ad immaginare orizzonti pi\u00f9 vasti, cieli pi\u00f9 alti, stratosfere dove \u00e8 bello volare senza le ali, magari solo con la fantasia e il coraggio di voler essere migliori, pi\u00f9 ricchi psichicamente, intellettualmente&#8230;<\/p>\n<p>\u00c8\u00a0un\u00a0dono che non tutti possono possedere, raggiungere uno stadio alto,\u00a0a priori, nell&#8217;immediatezza \u00e8 pressoch\u00e9 impossibile, perch\u00e9 anche i grandi poeti hanno dovuto lavorare per imporre alla pagina letteraria il loro nome. Niente \u00e8 facile su questa terra e anche la Poesia, per quanto istintiva, innata e ricercata, ha bisogno di essere incanalata, orientata e perseguita con tenacia e abnegazione. Nessuno ignori mai la necessit\u00e0 del tirocinio, della sua elaborazione a livello d&#8217;anima e d&#8217;ingegno. Anche i grandi poeti hanno dovuto dimostrare di esserlo. Ovviamente poi, c&#8217;\u00e8 una scala di valori, una graduatoria di meriti che vanno rispettate, perch\u00e9 la Poesia abbia una sua universalit\u00e0 e veridicit\u00e0.<\/p>\n<p>La programmazione di essa non avviene a tavolino, non ci si sveglia la mattina grandi poeti, non ci si scopre dall&#8217;oggi al domani: occorrono tirocinio, sensibilit\u00e0, profondit\u00e0 emozionale, senso estetico della forma, bisogna inseguire e perseguire la Bellezza della Poesia come fattore di riscatto interiore, da opporre alle forme sbiadite di una vita abitudinaria o spenta.<\/p>\n<p>La ricerca della Luce interiore porta verosimilmente ad un atto unico, inesplicabile, autentico e sincero quale \u00e8 il presupposto poetico, ma \u00e8 sforzo di adattamento alla vita, \u00e8 superamento di se stessi, da un punto di vista umano, etico e spirituale non indifferente. La poesia bisogna amarla, vezzeggiarla, inseguirla, non \u00e8 un\u00a0raggiungibile\u00a0in un sol giorno, non \u00e8 capriccio intellettuale da mostrare in pubblico per far capire quanto si \u00e8 bravi&#8230;\u00c8 palestra esistenziale, costante, e tenace, crogiolo di sofferenza, sublimazione del dolore a livello inconscio o, magari, a volte, \u00e8 la idealizzazione di un sogno che si realizza attraverso le spirali del dolore. Non si spiega diversamente il fatto che la migliore poesia \u00e8 quasi sempre il frutto o il risultato di un travaglio interiore che tende a sfociare in una bellissima, imparagonabile oasi di luce, attraverso cui filtriamo il nostro dolore e la nostra solitudine. Torner\u00f2 ancora a parlarvi di poesia, c&#8217;\u00e8 tanto da dire al riguardo&#8230;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Volentieri presento oggi\u00a0 una riflessione di grande spessore di Ninnj Di Stefano Bus\u00e0 sull\u2019esperienza del lavoro poetico. 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