{"id":3375,"date":"2014-03-07T19:33:16","date_gmt":"2014-03-07T18:33:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/?p=3375"},"modified":"2014-03-09T23:34:14","modified_gmt":"2014-03-09T22:34:14","slug":"3375","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/?p=3375","title":{"rendered":""},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2013-08-16-15.02.56.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3376\" alt=\"2013-08-16 15.02.56\" src=\"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2013-08-16-15.02.56-300x225.jpg\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2013-08-16-15.02.56-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2013-08-16-15.02.56-1024x768.jpg 1024w, http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2013-08-16-15.02.56.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>DALLA CONTEMPLAZIONE DELL\u2019<i>INFINITO<\/i> ALLA IMMERSIONE COSMICA DELLA <i>GINESTRA<\/i> NEI <i>CANTI<\/i> DI GIACOMO LEOPARDI<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dovendo riassumere il mio lungo intervento \u201ca braccio\u201d del 16 agosto 2013 a Toffia (Rieti) -cittadina gemellata con Recanati- in occasione della X rassegna della <i>mostra itinerante di poesia<\/i> dal titolo POESIA IN LIBERTA\u2019, a cura di Paolina Carli, non potr\u00f2 che essere forzosamente sommario, senza per questo trascurare, spero, alcuni punti nevralgici sui quali ho insistito nel suddetto intervento (in onore di Walter Binni, l\u2019illustre critico leopardiano di cui ricorreva nel 2013 il centenario della nascita). Ebbene, nonostante il trascorrere dei decenni che ci separano, in merito al grande Recanatese, dalla famosa \u201csvolta\u201d critica del 1947 proprio ad opera di Walter Binni (<i>La nuova poetica leopardiana<\/i>) e del filosofo Cesare Luporini (<i>Leopardi progressivo<\/i>) -essenziale rivalutazione, tale svolta, dell\u2019ultimo Leopardi (quello post-recanatese, per intenderci)- inveterata risulta tuttora, direi, una visione riduttivamente \u201cidillica\u201d del poeta pi\u00f9 importante della nostra modernit\u00e0. Ora il lettore intellettualmente onesto non potr\u00e0 negare l\u2019esistenza di una evidente frattura nei <i>CANTI<\/i> leopardiani, fra <i>IL SABATO DEL VILLAGGIO<\/i> (XXV) e <i>IL PENSIERO DOMINANTE<\/i> (XXVI); nel senso, per\u00f2, che non \u00e8 pensabile, oggi, farsi ancora condizionare dalla critica di matrice crociana bollando come <i>non poesia<\/i> i versi leopardiani successivi, nei <i>CANTI<\/i>, al citato <i>SABATO.<\/i> Nei fatti Leopardi, \u201clo spettatore alla finestra\u201d, aveva per sempre abbandonato Recanati, il \u201cnatio borgo selvaggio\u201d nel 1830, accettando l\u2019invito \u201cdegli amici di Toscana\u201d a stabilirsi a Firenze, generosamente sovvenzionato da essi. La vita a questo punto, la <i>calda vita<\/i>, irrompe nelle tetre giornate del poeta; in quanto a Firenze Leopardi inizier\u00e0 nel novembre di quello stesso 1830 il suo sodalizio con l\u2019esule napoletano Antonio Ranieri; per tacere dell\u2019incontro con Fanny Targioni Tozzetti, assai in vista nella Firenze letteraria del tempo e della quale il Recanatese si innamorer\u00e0 perdutamente, non ricambiato. N\u00e9 si dovr\u00e0 dimenticare l\u2019assidua e coeva frequentazione da parte di Leopardi della cerchia di Giampietro Vieusseux, volendo alludere alle polemiche acri sorte con gli spiritualisti e liberali fiorentini capeggiati da Gino Capponi e Niccol\u00f2 Tommaseo. Ecco. Se \u00e8 vero, in chiave di esegesi letteraria, che il cosiddetto <i>metodo biografico<\/i> non ci porter\u00e0 mai di per se stesso a un fondato e intrinseco giudizio di valore intorno a una determinata <i>poetica<\/i>, \u00e8 altrettanto plausibile che il suindicato metodo risulter\u00e0 utilissimo, nella fattispecie, per sentir vibrare una <i>ragione umana<\/i> -prima ancora che stilistica- del brusco passaggio di pronuncia poetica sussistente, nei <i>CANTI<\/i>, fra i versi del <i>SABATO<\/i> (\u201cGarzoncello scherzoso,\/ cotesta et\u00e0 fiorita\u2026\u201d) e quelli del\u00a0<i>PENSIERO DOMINANTE<\/i>, dal folgorante <i>incipit<\/i> (\u201cDolcissimo, possente\/ dominator di mia profonda mente\u201d). Un Leopardi, quello del <i>PENSIERO<\/i>, non pi\u00f9 <i>petrarchesco<\/i>; di contro scabro, <i>dantesco<\/i> (com\u2019\u00e8 stato giustamente riconosciuto non soltanto da Binni): un poeta di fatto incamminato verso l\u2019approdo supremo della <i>GINESTRA<\/i>. Una breve parentesi andr\u00e0 aperta a questo punto sulla <i>nuova poetica leopardiana<\/i>, citando alla lettera il titolo del famoso saggio binniano del 1947 (poi confluito pi\u00f9 largamente nella P<i>rotesta di Leopardi<\/i>, 1973). In sintesi, la parola poetica del grande Recanatese, a partire dallo snodo espressivo in oggetto, eccola farsi pi\u00f9 asciutta, essenziale; <i>denotativa<\/i> pi\u00f9 che <i>connotativa<\/i>, direi; a conti fatti non pi\u00f9 <i>indefinita<\/i> e <i>vaga<\/i> (secondo una lunga teorizzazione e sperimentazione di essa da parte dello stesso Leopardi) e del tutto refrattaria, pertanto, alle possibili interpretazioni di tipo spiritualistico. Se consideriamo inoltre il poderoso lavoro in prosa di Leopardi fiorito tra la composizione del celebre <i>L\u2019INFINITO<\/i> (1819) e il definitivo congedo da Recanati del 1830 (riferendoci ovviamente allo <i>ZIBALDONE<\/i> e alle <i>OPERETTE MORALI)<\/i>, finiremo per stupirci ancor meno della possente e compiuta maturazione, nell\u2019ultimo Leopardi, del cosiddetto <i>pensiero poetante<\/i> (titolo di un fondamentale saggio del 1980 di Antonio Prete sullo <i>ZIBALDONE<\/i>); <i>pensiero poetante<\/i> gi\u00e0 attivo e ben riconoscibile -questa la fondamentale lezione di Binni- nei versi del suddetto <i>PENSIERO DOMINANTE<\/i> e persino esplosivo, potentemente cosmico, nella scabra e materialistica <i>GINESTRA<\/i>. Cos\u00ec dicendo, ovviamente, nulla vogliamo togliere al valore alto del Leopardi \u201cidillico\u201d, che proprio nell\u2019<i>INFINITO<\/i> raggiunge un\u2019acme di ineffabilit\u00e0; ma, appunto, una volta di pi\u00f9, sar\u00e0 il caso di rammentare gli umani passi, oltre che poetico-ideologici, fatti da Leopardi per trovarsi al cospetto, infine, del \u201cformidabil monte\u201d, ossia il Vesuvio, all\u2019altezza della<i> GINESTRA<\/i>: dove il poeta risulta sprezzatore del suo tempo, portatore di un duro ma elevato materialismo e propositivo; caldeggiante un vincolo solidaristico fra gli uomini, da opporre alla Natura \u201cmatrigna\u201d distruttiva e indifferente alla nostra sorte. Non pi\u00f9 la poeticissima \u201csiepe\u201d dell&#8217;\u00a0<i>INFINITO<\/i>, dunque, in quella vera e propria musica sinfonica che \u00e8 <i>LA GINESTRA<\/i>; piuttosto il <i>qui e ora<\/i>; in chiave anti-idillica e frutto d\u2019una <i>immersione cosmica<\/i> da parte di un poeta maturo e sommo prossimo a morire. Un poeta quasi all\u2019atto di scagliare una parola poetica incandescente e, ripetiamo, netta: \u201ccorpo dell\u2019idea\u201d(<i>Zib<\/i>., pag.aut.1657); non consolante ma stimolante al massimo grado. Soprattutto lontana anni luce da quella effusivit\u00e0 servile e cortigiana storicamente connotata come pezzo forte dei \u201cnipotini\u201d al ribasso di Petrarca. No, il Leopardi della <i>GINESTRA<\/i>, nell\u2019annunciare come ha sottolineato Binni la sua \u201cscomoda novella\u201d (\u201c<i>E gli uomini vollero piuttosto le tenebre che la luce<\/i>\u201d) in epigrafe al canto (ricreazione <i>negativa<\/i> del vangelo giovanneo), ci ricorda nella prima strofe di esso i \u201cgiardini e palagi,\/ agli ozi de\u2019potenti\/ gradito ospizio\u201d, ora ridotti in \u201cceneri infeconde\u201d dal \u201cformidabil monte\/sterminator Vesevo\u201d. E non sar\u00e0 superfluo, in ultimo, ricordare -come faceva spesso Walter Binni- il passo dello <i>ZIBALDONE<\/i> ( agosto del 1823) laddove il grande Recanatese osserva che la poesia \u201cci dee sommamente muovere ed agitare e non gi\u00e0 lasciar l\u2019animo nostro in riposo e in calma\u201d. Osservazione, vediamo bene, espressa dal cantore dei \u201csovrumani silenzi\u201d: quasi un monito per noi a non sentire riduttivamente la grande poesia leopardiana al netto di un pensiero acuto da subito e negli ultimi anni totalmente in atto, dal punto di vista artistico, sino al culmine della <i>GINESTRA<\/i>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>P. S. il testo in oggetto \u00e8 stato da me inoltrato in data odierna a Paolina Carli, per la prossima pubblicazione nella antologia POESIA in LIBERTA&#8217; (X edizione).<\/p>\n<p><strong>Andrea Mariotti<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; DALLA CONTEMPLAZIONE DELL\u2019INFINITO ALLA IMMERSIONE COSMICA DELLA GINESTRA NEI CANTI DI GIACOMO LEOPARDI &nbsp; Dovendo riassumere il mio lungo intervento \u201ca braccio\u201d del 16 agosto 2013 a Toffia (Rieti) &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-3375","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-senza-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3375","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3375"}],"version-history":[{"count":8,"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3375\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3384,"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3375\/revisions\/3384"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3375"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3375"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3375"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}