{"id":5274,"date":"2016-04-21T19:26:26","date_gmt":"2016-04-21T18:26:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/?p=5274"},"modified":"2016-04-21T19:33:30","modified_gmt":"2016-04-21T18:33:30","slug":"5274","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/?p=5274","title":{"rendered":""},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/?attachment_id=5275\" rel=\"attachment wp-att-5275\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-5275\" src=\"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/foto-2-per-blog-200x300.jpg\" alt=\"foto 2 per blog\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/foto-2-per-blog-200x300.jpg 200w, http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/foto-2-per-blog.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Con vivo piacere -dopo la presentazione del numero 63 dei<\/em> Fiori del Male <em>(quaderno quadrimestrale di poesia, cultura letteraria e arte) avvenuta marted\u00ec scorso 19 aprile a Roma- propongo ai visitatori del blog uno scritto di Monica Martinelli, poetessa e redattrice della Rivista, incluso nel suddetto numero (gennaio-aprile 2016)<\/em>:<\/p>\n<p><strong>Un viaggio dis-umano nei labirinti dell\u2019in-giustizia: <em>Ero nato errore<\/em> di Nina Maroccolo e Anthony Wallace.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Ci sono incubi dove qualcosa di orrendo e terribile sembra avere il sopravvento e ci fa precipitare sopraffatti dalle tenebre. Ma ci sono realt\u00e0 peggiori di qualsiasi incubo, proprio come quella di Anthony Wallace, il protagonista di questa storia ipereale ma poco realista. Come giustamente osserva la coautrice Nina Maroccolo nella quarta di copertina, il protagonista sembra provenire da uno dei romanzi del \u201csottosuolo\u201d di Dostoevskij o Kafka, con lo stesso dolore estremo, inciso dalla durezza della realt\u00e0, stesso stare sospesi tra essere e nulla per affrontare l\u2019angoscia quotidiana nella sfida del mondo. Viene da pensare anche alle <em>dramatis personae <\/em>dei romanzi sul ciclo dell\u2019inettitudine di Svevo e Tozzi. \u00a0Quando l\u2019intoppo, il precipizio costringono a toccare con mano il dolore e n\u00e9 i colori n\u00e9 la musica riescono a dare sollievo al cuore, l\u00ec si comprende la storia di Anthony&#8230;<\/p>\n<p>Il libro <em>Ero nato errore<\/em> scritto a quattro mani da Nina Maroccolo e Anthony Wallace, edito nel 2014 da Pagine &#8211; Roma, \u00a0non \u00e8 n\u00e9 un diario, n\u00e9 una biografia, n\u00e9 un romanzo, bens\u00ec la speranza di una nuova vita, e quindi di una nuova nascita, di un uomo perseguitato da un destino infausto, condannato a vivere nella solitudine del suo corpo per la crisi identitaria dovuta al suo stato civile registrato all\u2019anagrafe che lo ha fatto sentire perennemente inadeguato e sbagliato. Il libro \u00e8 composto da due parti che si intrecciano, due voci ugualmente e diversamente drammatiche e vibranti, quella scritta in un italiano stentato piena di sobbalzi e cruda intensit\u00e0 da Anthony, e quella pi\u00f9 lirica scritta in modo struggentemente empatico da Nina Maroccolo, che d\u00e0 anima e voce al protagonista \u00a0e che sembra aver realizzato con lui un folgorante transfert. Nina \u00e8 scrittrice sensibile e densa che conosce le aporie psicologiche e sa bene che anche nell\u2019inferno l\u2019animo si pu\u00f2 muovere con grazia e agilit\u00e0 per ardere di meno, seppure le ustioni lasciano cicatrici.<\/p>\n<p>Confusione, umiliazione e disperazione sono padroni della vita di Anthony. Soffocato all\u2019interno di una situazione di razzismo da cui consegue il suo disagio sociale, dove ormai l\u2019indifferenza degli altri, o meglio l\u2019esasperazione, nei confronti di chi \u00e8 meno fortunato o pi\u00f9 povero rappresenta l\u2019intolleranza che scaturisce da altrettanta ignoranza e arroganza. Ma Anthony \u00e8 diverso, lui \u00e8 Lord Anthony Wallace, ha una tristezza nobile e gentile. E\u2019 una creatura che muove a simpatia e tenerezza, sar\u00e0 perch\u00e9 \u201cha un canto di gioia nelle tasche\u201d o per questo suo spaesamento identitario (cio\u00e8 essere uomo a tutti gli effetti, con tratti somatici maschili ma registrato all\u2019anagrafe come femmina: Antonella Casaluci). \u00a0Indubbiamente la faccenda \u00e8 a dir poco spiazzante e questa \u00e8 la sua colpa, il suo peccato originale! \u00a0Anthony dice: \u201cEro nato errore. Dentro e fuori il vocabolario Zingarelli. Ero nato senza sesso.\u201d \u00a0Non appartiene alla schiera dei balordi n\u00e9 tantomeno a quella dei delinquenti. Per\u00f2 \u00e8 stato condannato a diciassette anni di carcere e detenuto a Rebibbia per la reiterazione del reato di furto (n.b.: piccoli furti in qualche supermercato e bed &amp; breakfast fatti esclusivamente per sopravvivere). \u00a0All\u2019et\u00e0 di 6 mesi viene affidato alle cure della zia Ann in Scozia, l\u2019unica persona positiva che gli ha voluto veramente bene e a cui lui \u00e8 stato fortemente legato. I ricordi belli e le sensazioni di felicit\u00e0 sono proprio quelli provati nei suoi primi anni di vita, ammirando i prati verdi, i colori e gli odori della Scozia, e soprattutto la presenza della amata zia che Nina descrive per lui: \u201cStanotte Mom mi rincalzer\u00e0 le coperte, l\u2019umido scomparir\u00e0 improvvisamente. Sentir\u00f2 per sempre il suo amore, il suo calore di lana. L\u2019odore di talco tra le lenzuola<em>, <\/em>il suo viso di seta. S\u00ec Mom, nel tuo bacio notturno riconoscer\u00f2 la mia pelle. Nel tuo pianto commosso \u2013 la mia acqua.\u201d Ma nel momento in cui i genitori tornano a prenderlo, all\u2019et\u00e0 di quattro anni, costringendolo a seguirlo sebbene sia lui che la zia Ann non vogliano, l\u00ec comincia il suo calvario. Questa \u00e8 solo la prima violenza della lunga serie che Anthony subir\u00e0.\u00a0 La sfortuna si accanisce nei suoi confronti anche quando riesce \u00a0a scappare dalla terribile famiglia di origine, da quel padre Mostro come lui stesso lo chiama. Non riesce a trovare lavoro a causa\u00a0 della sua (non) identit\u00e0, nessuno ha cura di lui, n\u00e9 si interessa a lui per aiutarlo e procurargli del cibo. Lo cacciano i preti e anche quelli dell\u2019Arcigay che anzi sfruttano il caso per farsi pubblicit\u00e0, solo il suo cane Max a cui \u00e8 tanto legato gli fa compagnia. C\u2019\u00e8 una coppia che lo prende a benvolere e cerca di aiutarlo, Domenico e Rossana, che Anthony non dimenticher\u00e0 mai e a cui affider\u00e0 il suo amato cane. Persino la morte lo respinge, e per ben due volte! Dal suicidio quando in fondo al tunnel non riusciva pi\u00f9 a vedere la minima luce, e dall\u2019esplosione di un \u00a0tumore al cervelletto.. Miracolo del suo corpo-anima che si ribellava. Una vita sempre in fuga da una citt\u00e0 all\u2019altra dormendo per strada o dentro una macchina, ai limiti della sopravvivenza, mangiando avanzi per cani che chiedeva alle macellerie, oppure dentro e fuori dagli ospedali per chemioterapia e altre cure.<\/p>\n<p>Mi ha colpito il fatto che Anthony raccontandosi nel libro non parla mai n\u00e9 di amori n\u00e9 di donne, solo di disperazione, solitudine e prevaricazione, e ne parla sempre con rassegnata fierezza. Cos\u00ec mi \u00e8 venuto da pensare che non avesse mai conosciuto l\u2019amore, almeno quello con la A maiuscola. Invece nell\u2019intervista alla giornalista Susanna Schimperna ha affermato di essere un romantico, che l\u2019amore \u00e8 una cosa bellissima e in una donna cerca soprattutto la complicit\u00e0 e il rispetto.<\/p>\n<p>Nina Maroccolo e Plinio Perilli, con il laboratorio di scrittura e poesia tenuto settimanalmente presso il carcere di Rebibbia, svolgono un compito delicato e socialmente utile: aiutano i detenuti a riappropriarsi delle loro esistenze, a identificare un proprio passo e un proprio posto rispetto a s\u00e9 stessi e alla societ\u00e0; \u00e8 un modo per uscire fuori dal recinto di quelle mura dentro le quali sono costretti. Paradossalmente Anthony ha trovato proprio in carcere una possibilit\u00e0 di catarsi e di tornare a rivivere, anche se in modo doloroso, la sua vita e tutte le sofferenze che ha sopportato, ma soprattutto l\u00ec ha ottenuto un po\u2019 di quell\u2019affetto, rispetto e dignit\u00e0 \u00a0che aveva sempre cercato invano. A cominciare dalle sue compagne di sventura del carcere (essendo detenuto nella sezione femminile, altra anomalia\u2026): Daniela, Maria, Michela, Antonella, e tutte quelle menzionate nei ringraziamenti, le persone che lavorano l\u00ec, Nina Maroccolo che \u00e8 stata la sua voce e la sua penna in questo libro coraggioso e forte e che ha deciso di raccontare la sua storia. Nina insiste e condanna, giustamente, la sproporzione fra la pena comminata e i furti di lieve entit\u00e0 da lui commessi e punta il dito contro la macchina della giustizia (che in tanti casi come questo si dovrebbe chiamare ingiustizia) italiana.<\/p>\n<p>Leggendo questo libro mi sono sentita ferita, ci sono momenti e descrizioni molto toccanti, da far venire i brividi: la spietatezza del padre mostro, l\u2019indigenza, la paura, la malattia. Mi sono chiesta come Anthony sia riuscito a farcela contro tutte queste avversit\u00e0 che la vita gli ha regalato. Avrei voluto abbracciarlo stretto per dimostrargli che non \u00e8 solo, che il suo caso ha trascinato Nina, la giornalista Susanna Schimperna che ha scritto un articolo risoluto e si \u00e8 appassionata alla vicenda, e le tante persone che come me hanno letto la sua storia e si sono commosse, emozionate e indignate per questa societ\u00e0 <em>civile <\/em>cos\u00ec ingiusta e matrigna. Se c\u2019\u00e8 uno pi\u00f9 debole che subisce, c\u2019\u00e8 per forza qualcun altro che \u00e8 pi\u00f9 forte e vuole esercitare il suo potere. Anthony conosce bene la violenza. La prima persona a perpetrarla contro di lui \u00e8 stato il padre-Mostro che lo picchiava selvaggiamente quando non gli ubbidiva e lo torturava fino a lasciargli lividi sul corpo e nell\u2019anima. \u00a0Lo stesso che gli aveva regalato la sua identit\u00e0 sbagliata\u00a0 &#8211; doppio danno! &#8211; dopo essere stato messo al mondo senza volerlo: \u201cMi conciliava umano \u00a0pensarmi cane. Poco pi\u00f9 di un cucciolo\u201d, scrive Nina per lui. E ancora lei nell\u2019ultimo capitolo intitolato UN\u2019OSCILLAZIONE CHIAMATA GIUSTIZIA (prima di un\u2019Appendice dove sono state minuziosamente raccolte la lunga serie di sentenze che hanno ripetutamente condannato Antonella Casaluci), abbandonati i \u201cpanni\u201d di Anthony, scrive: \u201cMi sento vuota e inadeguata, perpetuamente immersa in un\u2019ampolla notturna, l\u00e0 dove i sogni si apparentano con gli inganni, i conflitti, l\u2019irreversibilit\u00e0 del nostro destino.\u00a0 La notte, la notte ha un ritmo rallentato.. Ci finiamo dentro sognando di tornare indietro nel tempo, con quel gesto disperato e ultimo che \u00e8 il risalire dei fragili..\u201d.<\/p>\n<p>Con la speranza che l\u2019avvocato che ha preso a cuore il suo caso lo possa aiutare quanto prima ad abbreviare il periodo di detenzione e che la macchina tritapersone della giustizia si renda conto dell\u2019abnormit\u00e0 della pena inflittagli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Monica Martinelli<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con vivo piacere -dopo la presentazione del numero 63 dei Fiori del Male (quaderno quadrimestrale di poesia, cultura letteraria e arte) avvenuta marted\u00ec scorso 19 aprile a Roma- propongo ai &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-5274","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-senza-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5274","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5274"}],"version-history":[{"count":4,"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5274\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5279,"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5274\/revisions\/5279"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5274"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5274"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5274"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}