{"id":6581,"date":"2017-05-13T00:09:23","date_gmt":"2017-05-12T23:09:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/?p=6581"},"modified":"2017-05-13T00:09:23","modified_gmt":"2017-05-12T23:09:23","slug":"6581","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/?p=6581","title":{"rendered":""},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/?attachment_id=5967\" rel=\"attachment wp-att-5967\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-5967\" src=\"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Caronia-169x300.jpg\" alt=\"\" width=\"169\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Caronia-169x300.jpg 169w, http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Caronia-768x1365.jpg 768w, http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Caronia-576x1024.jpg 576w\" sizes=\"auto, (max-width: 169px) 100vw, 169px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u201cLa ferita del possibile\u201d di Sabino Caronia<\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.succedeoggi.it\/2017\/05\/le-rose-di-dicembre\/\">Le rose di dicembre<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 un Canzoniere sentimentale la nuova raccolta poetica dell\u2019autore romano, giocata in \u201crime chiare, non consolatorie, fra citazioni, calchi, eserghi. Versi come cicatrici di ferite inferte da spine anche banali, nel metaforico inverno del suo (e del nostro) \u201cscontento\u201d. Tra tradizione e memoria<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ventimila leghe sotto i mari inesausti del <em>petrarchismo<\/em>, anche sommossi e rapiti da un fondale <em>moderno<\/em>, chiamano Sabino Caronia\u00a0a una militanza ardita e maliarda, perigliosa e squisita, della Maniera come <em>forma mentis<\/em>; alta e smagliante, impulso stesso creativo. Inarginabile Canzoniere sentimentale, \u201calla maniera di\u201d \u00abAltera ti rivedo, altera e bella, \/ passare, cos\u00ec passano le stelle. \/ S\u00ec, ti rivedo, s\u00ec, rivedo ancora \/ quel tuo chiaro freddissimo sorriso\u00bb. Sino al vero e nudo pertugio sensibile, direi al cedimento struggente della Grazia: alla smagliatura di un verso <em>proprio<\/em>, ineludibile e quindi inoppugnabile, come cicatrice d\u2019una ferita che non somiglia a nessun\u2019altra, e quindi riazzera il tutto: tradizione e memoria, un\u2019eredit\u00e0 che ci chiama finalmente alla nudit\u00e0, alla cruda impellente identit\u00e0\u2026 \u00ab\u2026 Io per te sono vivo e di te sola \/ scapigliata poesia soltanto vivo\u00bb.<\/p>\n<p>Amico di lungo corso, nostro e della poesia, ancora oggi, in queste ultime stagioni, o metaforico <em>inverno <\/em>del suo, spesso anche <em>nostro scontento<\/em>, Sabino Caronia recita cos\u00ec dolci, piccole <em>nugae<\/em> o sonetti di un eterno, trasparente anniversario, scritti in foglietti sempre pi\u00f9 piccoli e spiegazzati, con grafia sempre pi\u00f9 minuta, a tratti indecifrabile \u2013 ma per vertigine cara, nascondimento inconscio e <em>battesimo<\/em> (officia Luzi imperituro) <em>dei nostri frammenti<\/em>\u2026 \u00abHo promesso alla rosa che tenevi \/ come un piccolo cuore tra le dita \/ quella sera che andando sorridevi \/ da un altro tempo a me, da un\u2019altra vita\u00bb. Poi \u201cSabi\u201d scappa via, dietro appuntamenti improbabili o forse inesistenti, alibi sublimanti, come avesse appena dichiarato eterno amore all\u2019Attimo Fuggente (\u00abLa storia umana \u00e8 l\u2019attimo che fugge\u00bb), amicizia eroica a tutti i Poeti Estinti inestinguibili, arroccati in confraternita: proponendosi come hidalgo ideale d\u2019ogni <em>Poema Senza Eroe<\/em>\u2026 \u00abDeserta Andalusia che il cuore pungi \/ come pensiero di donna lontana, \/ io lo so che non pi\u00f9 di cavalieri \/ erranti \u00e8 tempo e di perduti amori, \/ perci\u00f2 fuggo le lunghe strade rosse \/ che vanno dritte verso nessun dove\u00bb.\u00a0Ma non \u00e8 un poemetto apocrifo: n\u00e9 della Anna Achmatova, n\u00e9 di Boris Pasternak\u2026 \u00c8 semplicemente l\u2019ultima raccolta di Sabino Caronia, che suona, vale insieme come referto, e vaccino, antidoto avverso <em>La ferita del possibile<\/em> (Iride-Rubbettino, pagine 96, 10 euro) \u2013 titolo che pulsa gi\u00e0 una poetica, forse una gi\u00e0 risolta, antica e infantile malattia esantematica\u2026<\/p>\n<p>Sabino gioca \u201crime chiare, in \u2013are\u201d (ma <em>caproniane<\/em>, urticanti \u2013 tutt\u2019altro che consolatorie, per sua e nostra fortuna!): e presto trova il buio che ci protegge, ci salva come si salva il seme sotto la neve. Si nasconde elegante fra citazioni, calchi, eserghi, epigrafi, echeggiamenti <em>\u00e0 la mani\u00e8re de<\/em>\u2026 E lascia nel buio i bianchi sassi di Pollicino, parole cio\u00e8 che nessun animaletto amico della notte potr\u00e0 beccare, rubare via come semplici, casuali mollichine di pane\u2026 L\u2019alba lo trova ancora dentro il bosco \u2013 di sogni e archetipi \u2013 gi\u00e0 quasi uscito: e laggi\u00f9 c\u2019\u00e8 la sua casa\u2026 Il \u2019900 forse dov\u2019\u00e8 nato e cresciuto, tutti quegli scuri e cari scaffali dove i poeti si danno appunto convegno, certo di notte, quando tutto \u00e8 spento: computer, emittenti, siti, social network, forum e community\u2026 E sono svegli e fertilissimi, ecco, solo i sogni, i versi trasognati o le alchimie verbali, salmodiate d\u2019anima, abbacinanti come elfi, gnomi o spiritelli stessi del desiderio. Lari e Penati, dicevano i latini, che divinizzavano tutto: familiari e filosofi, <em>doctae puellae<\/em> e accese virago d\u2019Eros, aedi ciechi e guerrieri dello scibile. \u00abTutto mi manca quando tu mi manchi, \/ ogni umana, celeste compagnia, \/ io non voglio guarire, io solo cerco \/ per me le rose di maggio in dicembre\u00bb.<\/p>\n<p>Vorrei dire a Sabino che a un certo punto mi \u00e8 giunta schietta, naturale, la voglia matta di riaprire vecchi libri di scuola ancora annebbiati, addormentati d\u2019oro, e tornare a certi passi preziosi, mai leziosi dello <em>Stilnovo<\/em>: quando Dante e Cino e Guido e altri sodali (\u201cGuido, i\u2019 vorrei che tu e Lapo ed io \/ fossimo presi per incantamento\u201d), inseguivano amori e grandi afflati nei pochi versi d\u2019un sonetto, due quartine due terzine, quattordici scalini, forse, per salire al cielo, un piano dopo l\u2019altro, dal rosa all\u2019azzurro. \u00abCos\u00ec chiedi e una voce in te sussurra: \/ \u201cNon l\u2019orizzonte \u00e8 azzurro ed i profili \/ familiari dei monti e non \u00e8 azzurra \/\/ la giovent\u00f9, l\u2019amore o la speranza \/ la pargoletta gioia o i puerili \/ sogni del cuore: azzurra \u00e8 la distanza\u201d\u00bb.<\/p>\n<p>Forse per questo ho riaperto, direi ho sfasciato, medicato e rifasciato, questa volta, amico mai spazientito, <em>la ferita<\/em> di Sabi, in cicatrice di tutto il suo <em>possibile<\/em>, fasciato a garza di languori, divinando i colori, riannotandoli, riannodandoli\u2026 Sono le gemme, le sue <em>gioie<\/em> pi\u00f9 vere, dimentiche e perdute \u2013 sassi d\u2019onice, lapislazzuli, schegge di perle e frammenti di porpora per farne tavolozza d\u2019anima, dizionario dei sensi: quando sognano, pregano, e poi svolano. Svolano eterni e fugaci, dall\u2019innamoramento all\u2019autoironia (\u00abper te ho pianto e gridato di dolore, \/ ma tu purtroppo avevi altro da fare\u00bb.). Spine banali, a ferirlo, desublimarlo di bellezza. Ma anche eleggerlo, al contempo, giardiniere e giardino. Nessuno si senta escluso: potatore incantato, innesto metafisico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Plinio Perilli<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.succedeoggi.it\/2017\/05\/le-rose-di-dicembre\/\">http:\/\/www.succedeoggi.it\/2017\/05\/le-rose-di-dicembre\/<\/a> (12 maggio 2017)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; \u201cLa ferita del possibile\u201d di Sabino Caronia Le rose di dicembre &nbsp; \u00c8 un Canzoniere sentimentale la nuova raccolta poetica dell\u2019autore romano, giocata in \u201crime chiare, non consolatorie, fra &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-6581","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-senza-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6581","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6581"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6581\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6582,"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6581\/revisions\/6582"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6581"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6581"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6581"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}