{"id":6987,"date":"2017-10-20T19:40:16","date_gmt":"2017-10-20T18:40:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/?p=6987"},"modified":"2017-10-20T19:41:46","modified_gmt":"2017-10-20T18:41:46","slug":"6987","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/?p=6987","title":{"rendered":""},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/?attachment_id=6988\" rel=\"attachment wp-att-6988\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6988\" src=\"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/giorgio_caproni6-1-300x242.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"242\" srcset=\"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/giorgio_caproni6-1-300x242.jpg 300w, http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/giorgio_caproni6-1.jpg 320w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Andrea Barbato: &#8220;Chiss\u00e0 se un giorno vivremo in una societ\u00e0 che non si vergogni dei suoi rari poeti.&#8221;<\/strong><\/p>\n<p><strong>&#8220;Cartolina&#8221; di Andrea Barbato, trasmessa da RAI 3, 24 gennaio 1990, ore 20,25. Il testo della &#8220;cartolina&#8221; \u00e8 stato inviato da Barbato a Walter Binni l&#8217;8 aprile 1991 con un biglietto di accompagnamento: &#8220;Gentile professor Binni, Le invio il testo di quella remota &#8216;cartolina&#8217; che trasmisi in omaggio a Caproni (e un po&#8217; di sdegno al Potere). La ringrazio per la Sua attenzione. Con molta stima, Andrea Barbato&#8221;. La cartolina era indirizzata al sacerdote che aveva officiato il rito funebre.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Caro don China,<\/strong><br \/>\n<strong> ieri, nella sua parrocchia romana del quartiere Montesacro, Santa Maria madre della Provvidenza, ci sono stati i funerali di un poeta, Giorgio Caproni. Era un grande poeta, fra i maggiori del Novecento italiano. Cos\u00ec grande, che lei, don Pietro, ha pensato e temuto per un po&#8217; che la sua chiesa fosse troppo piccola per accogliere l&#8217;omaggio della prevedibile folla. Intorno alla bara di Caproni, c&#8217;erano Binni e Petroni, Accrocca e Ombres, Frabotta e Magrelli. Poeti e letterati come lui. C&#8217;era il sindaco di Roma Signorello. C&#8217;erano i familiari, naturalmente, qualche amico, qualche ex scolaro. Gi\u00e0, perch\u00e9 Caproni \u00e8 sempre stato un maestro elementare, oltre che un poeta. Solo poche file di banchi si sono riempite, la parrocchia della Provvidenza \u00e8 rimasta quasi vuota. Caproni aveva un carattere schivo, viveva appartato, e non si sarebbe rammaricato di quella solitudine. Un rito rapido, un amaro commento del professor Walter Binni sulle assenze del mondo ufficiale, poi tutto \u00e8 finito. O meglio, tutto comincia ora. Perch\u00e9 un poeta vero &#8211; e Caproni lo era &#8211; malgrado le assenze oltraggiose, sopravvive. Il fatto che quella chiesa di Montesacro fosse semivuota \u00e8 solo una minuscola notizia, in una giornata affollata di fatti, di votazioni, di polemiche, di riunioni politiche. La cronaca rimane indifferente.<\/strong><br \/>\n<strong>Eppure, l&#8217;assenza di tutti \u00e8 scandalosa. Dovrebbe far riflettere sul groviglio, sulla confusione di valori che abbiamo creato intorno a noi. Se non c&#8217;\u00e8 lo spettacolo, ha detto Binni, si viene emarginati. La cultura seria non ha cittadinanza, non ha nemmeno onoranze funebri. Non si sa riconoscere neppure dopo la morte chi ha veramente onorato la sua terra. &#8220;La poesia di Caproni ha dato un senso alla nostra vita&#8221;, aveva scritto Geno Pampaloni. Giusto: ma chi se ne \u00e8 reso conto? Che l&#8217;Italia sia immemore e ingrata con i suoi poeti, lo studiamo nelle storie del liceo. Ed \u00e8 anche vero che &#8220;carmina non dant panem&#8221; e che &#8220;chi vive di penna vive di pena&#8221;. Certo, per un poeta appassionato, ironico, raziocinante come Caproni, \u00e8 gi\u00e0 stato difficile vivere. Ma, a quanto pare, \u00e8 anche difficile morire.<\/strong><br \/>\n<strong> Ho sotto gli occhi la cerimonia del funerale di Mariano Rumor. Lo stato italiano, praticamente al completo, era inginocchiato nel duomo di Vicenza. Corone, stendardi, corazzieri in alta uniforme. Il presidente della Repubblica, il presidente del Consiglio, il presidente del Senato, quasi tutti i ministri, le massime autorit\u00e0 dello Stato. Un omaggio funebre certamente dovuto all&#8217;uomo che \u00e8 stato per cinque volte alla guida di un<\/strong> <strong>governo. Ma quelle solennissime immagini della diretta televisiva da Vicenza, facevano pensare ancor di pi\u00f9, con un&#8217;associazione forse impropria, alla sua chiesetta vuota di Montesacro, don Pietro. La morte, lo sapevamo, non \u00e8 uguale per tutti.<\/strong><br \/>\n<strong> Possibile, insomma, che non si sia trovato un sottosegretario, un viceprefetto, un funzionario della Camera o del Senato, che rappresentasse lo Stato nell&#8217;addio funebre a Giorgio Caproni? Eppure, i versi di questo poeta livornese saranno ancora letti, amati, studiati, stampati, quando il potere attuale sar\u00e0 ridotto in polvere, e dimenticati gli uomini che lo detengono. Possibile che, al di fuori di quella pattuglia di amici e poeti, la grande schiera degli intellettuali italiani, quelli che si affollano a discutere sul nome del Pci ma anche sulla lana caprina, la gente delle giurie e dei premi, la mondanit\u00e0 culturale dei salotti e dei ninfei\u2026 possibile che nessuno abbia sentito l&#8217;obbligo di salutare Giorgio Caproni? Davvero conta solo il potere, la macchina spettacolare della politica, il modello del successo?<\/strong><br \/>\n<strong> Era gi\u00e0 accaduto. Ricordiamo, come unico esempio fra tanti, lo scandalo di quel funerale dell&#8217;87 a Montecarlo di Lucca, quando dietro al feretro di Carlo Cassola (che aveva arricchito con i suoi scritti editori e produttori cinematografici), c&#8217;era solo Mario Capanna. Caproni ha vissuto una vita senza potere, senza aneddoti. Aveva suonato il violino, fatto la Resistenza in Val Trebbia, insegnato ai bambini delle<\/strong> <strong>elementari. La sua poesia \u00e8 stata definita un controcanto ironico, una straordinaria prova stilistica, la testimonianza di un laico appassionato. L&#8217;estate scorsa era venuto qui in uno studio della Rai, a ricordare il ventennio della Luna, che gli aveva ispirato dei versi. Certamente, non avrebbe voluto alcuna cerimonia solenne: ma la vergogna dello Stato assente non \u00e8 meno bruciante per questo. &#8220;Sono giunto alla disperazione calma, senza sgomento. Scendo. Buon proseguimento&#8221;, scriveva Caproni. Chiss\u00e0 se un giorno vivremo in una societ\u00e0 che non si vergogni dei suoi rari poeti. Un saluto da Andrea Barbato.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>P.s. da tale &#8220;cartolina&#8221; (in cui sussiste il refuso &#8220;<\/em>Montesacr<em>o&#8221; anzich\u00e9 &#8220;<\/em>Monteverde<em>&#8220;) ho preso le mosse questa mattina per la mia riflessione sulla poetica di Giorgio Caproni presso il liceo E. Majorana come annunciato in precedenza. Un testo da rileggere senz&#8217;altro quello in oggetto, credo, per acutezza e forza d&#8217;attualit\u00e0 nonch\u00e9 la consapevolezza del valore dei versi lasciati del grande Livornese<\/em> (a\/m).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Andrea Barbato: &#8220;Chiss\u00e0 se un giorno vivremo in una societ\u00e0 che non si vergogni dei suoi rari poeti.&#8221; &#8220;Cartolina&#8221; di Andrea Barbato, trasmessa da RAI 3, 24 gennaio 1990, &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-6987","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-senza-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6987","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6987"}],"version-history":[{"count":3,"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6987\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6991,"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6987\/revisions\/6991"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6987"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6987"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6987"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}