{"id":8624,"date":"2020-06-11T00:07:51","date_gmt":"2020-06-10T23:07:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/?p=8624"},"modified":"2020-06-24T09:10:40","modified_gmt":"2020-06-24T08:10:40","slug":"8624","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/?p=8624","title":{"rendered":"Intervista di Fausta Genziana Le Piane"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/?attachment_id=8524\" rel=\"attachment wp-att-8524\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-8524\" src=\"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/untitled-1.png\" alt=\"\" width=\"114\" height=\"160\" \/><\/a><\/p>\n<p>Ringrazio vivamente Fausta Genziana Le Piane per avermi autorizzato a proporre in questo blog il testo integrale della intervista che mi vede rispondere alle sue domande (intervista inclusa nel volume <em>A colloquio con<\/em>&#8230; di F.G.Le Piane, seconda edizione ampliata, yuocanprint, Lecce 2020&#8230;A\/M):<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>ANDREA MARIOTTI: LEOPARDI FORTISSIMAMENTE LEOPARDI!<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>-Leopardi oggi: quale fascino pu\u00f2 esercitare sui giovani?<\/strong><\/p>\n<p>Riguardo a Leopardi, non mi soffermerei troppo sullo stereotipo (comunque motivato) del Recanatese compagno di strada degli adolescenti malinconici e inquieti, ripensando a poesie come <em>Alla luna<\/em>, <em>La sera del d\u00ec di festa<\/em>, <em>Le ricordanze<\/em>, <em>Il passero solitario<\/em> tanto per fare qualche esempio\u2026no, la faccenda \u00e8 pi\u00f9 complessa, sotterranea, direi: c\u2019\u00e8, nella grande lirica leopardiana, una durevole freschezza immediatamente fruibile dai giovani meno attratti, per capirci, dal fitto nozionismo sotteso a un testo come il dannunziano <em>Alcione<\/em> (che pure rimane alla base del nostro Novecento poetico). Detta freschezza leopardiana, cultura che si \u00e8 fatta sangue e respiro, e quindi non pi\u00f9 esibita bens\u00ec piena di forza creaturale, risulta poi irrobustita da quello che un grande studioso come Walter Binni ha chiamato <em>pessimismo energetico<\/em> del nostro poeta-pensatore; pessimismo via via sempre pi\u00f9 potente fino all\u2019approdo altissimo della <em>Ginestra<\/em>. E del resto gi\u00e0 De Sanctis aveva osservato bene il miracolo di una poesia che nel momento in cui ci pone di fronte ad uno scomodo <em>Vero<\/em>, simultaneamente ci fa amare di pi\u00f9 la vita. Leopardi a mio avviso andrebbe sentito vicino a Stendhal, per quella <em>giovent\u00f9 del cor<\/em> evocata dal Recanatese nei suoi versi del 1826 e comune a entrambi (uniti peraltro a livello di pensiero dalla condivisione del materialismo filosofico di matrice illuministica). Da rammentare a questo proposito come Paolina Leopardi, sorella e confidente del poeta di Recanati, fosse una appassionata lettrice dello scrittore francese, che Giacomo incontr\u00f2 a Firenze nel 1827 nonch\u00e9 nel 1832 presso il Gabinetto Vieusseux.<\/p>\n<p><strong>-Quale sua poesia preferisci e perch\u00e9.<\/strong><\/p>\n<p>Il canto leopardiano da me maggiormente amato e considerato \u00e8 senz\u2019altro <em>La ginestra<\/em> (1836); e questo perch\u00e9 in tale canto si pu\u00f2 cogliere al massimo grado una compiuta fusione tra pensiero e poesia. Per capirci meglio: non dobbiamo dimenticare che <em>L\u2019Infinito<\/em> (di cui in questo 2019 si festeggia il bicentenario) rimane un portentoso miracolo d\u2019intuizione poetica che spiazz\u00f2 in qualche modo il nostro <em>giovane<\/em> poeta; talch\u00e9 egli l\u2019anno dopo, nel luglio 1820, ritorn\u00f2 nello <em>Zibaldone<\/em> \u00a0a riflettere da filosofo sui piaceri dell\u2019immaginazione, nel vivo di quella sua teoria del piacere di materialistica matrice che non dovrebbe essere ignorata leggendo l\u2019immortale idillio (al fine di non fraintenderlo in chiave spiritualistica). Ma, tornando alla <em>Ginestra<\/em>, ecco che qui ci troviamo al cospetto di un canto testamentario dal quale muove verso il lettore un messaggio di saggezza estrema; nei termini di un invito ad opporsi al <em>bellum omnium contra omnes<\/em>, condividendo tutti un destino di morte che uniti ci dovrebbe vedere nei fatti e consapevoli dinnanzi alla furia della Natura simboleggiata dallo sterminator Vesevo. Questo canto dalle strofe t<em>entacolari<\/em> (Binni), ci mostra tutta la sapienza artistica e la sprezzatura di un poeta che, vicino alla morte, ormai non distingue pi\u00f9 fra lirismo e discorsivit\u00e0, fra pietas e sarcasmo; donde uno stile poetico di plastica consistenza, potente e magmatico, incandescente come la lava del Vesuvio e prepotentemente moderno, distante cio\u00e8 da quel classico decoro cui Leopardi si era in precedenza attenuto. Non per niente sono diversi anni che offro al pubblico la lettura interiore, ossia a memoria, della <em>Ginestra<\/em>, cercando di comunicare a chi mi ascolta il suo umanistico fuoco che molto fa riflettere e commuovere nel senso pi\u00f9 alto del termine.<\/p>\n<p><strong>-Consiglieresti lo studio della poesia a memoria nelle scuole, come auspicava Italo Calvino?<\/strong><\/p>\n<p>Assolutamente! In effetti questa mia risposta \u00e8 gi\u00e0 implicita alla fine della precedente. Imparare a memoria le poesie oggi pi\u00f9 che mai a parer mio potrebbe indurre i giovani a riprendere un contatto con quei valori umanistici calpestati dalle sottoculture odierne\u2026sarebbe davvero andare contromano rispetto alla vita digitale! ma temo, ritornando coi piedi per terra, l\u2019impopolarit\u00e0 e quindi l\u2019impraticabilit\u00e0 ai nostri giorni di tale <em>felice anacronismo<\/em>.<\/p>\n<p><strong>-Durante le tue letture interiori ti capita di essere avvicinato da giovani appassionati di poesia? C\u2019\u00e8 passione da parte loro per la poesia?<\/strong><\/p>\n<p>Anche in questo caso la mia risposta \u00e8 condizionata da quanto ho appena osservato. In effetti alle mie letture interiori dei <em>Canti <\/em>leopardiani di questi ultimi anni, ben pochi sono stati i giovani che si sono a me avvicinati a conclusione di esse. Piuttosto si \u00e8 trattato di persone mature, il pi\u00f9 delle volte avanti con gli anni, commosse dinanzi al mio <em>leggere<\/em> i versi del Recanatese dentro l\u2019animo, secondo una modalit\u00e0 del tutto distante dalle smanie attoriali. Per\u00f2 \u00e8 anche vero che queste stesse letture non sono state da me proposte finora dentro le scuole, bens\u00ec in determinate librerie romane e presso la <em>Sapienza.<\/em><\/p>\n<p><strong>-Quale \u00e8 la differenza tra una lettura silenziosa e una lettura a voce alta ai fini della percezione dei contenuti?<\/strong><\/p>\n<p>La differenza a mio avviso consiste in questo: dire i versi dei nostri grandi poeti a voce alta ma misurata, sicuramente comunica agli ascoltatori (che nel contempo leggono quegli stessi versi) un plus-valore di senso al di l\u00e0 del significato. In tutta evidenza, ci\u00f2 presuppone da parte del non fine ma sobrio dicitore una adeguata, profonda intelligenza del testo, tale da commuovere chi ascolta; nei termini di quel grande passo dello <em>Zibaldone<\/em> leopardiano, laddove viene osservato che gli effetti della grande poesia non sono tanto quelli di placare, cullare il lettore, bens\u00ec di scuoterlo, commuoverlo per l\u2019appunto.<\/p>\n<p><strong>-Per quale motivo la poesia \u00e8 poco studiata nelle scuole? Per la scarsa preparazione dei docenti?<\/strong><\/p>\n<p>Penso proprio di s\u00ec, la non adeguata preparazione dei docenti \u00e8 alla base dello scarso amore dei giovani per la poesia\u2026ricordo, in antitesi, il mio professore di storia e filosofia al Liceo Classico: sapeva, non sto scherzando, la <em>Commedia<\/em> a memoria!<\/p>\n<p><strong>-Si pu\u00f2 insegnare la poesia?<\/strong><\/p>\n<p>No, non credo proprio che la poesia possa essere insegnata, nel senso stretto del termine. Tuttavia si pu\u00f2, e non poco, incoraggiare il godimento di essa, trasmetterne in qualche modo il fuoco che la anima (nel caso della grande, autentica poesia). Rammento al riguardo il tempo mio giovanile, in cui fui esortato a leggere Dante a voce alta, per far circolare i versi del Sommo Poeta nella gola, quasi fisicizzandoli.<\/p>\n<p><strong>-Cosa manca nella capacit\u00e0 di approccio a questa forma letteraria?<\/strong><\/p>\n<p>Manca l\u2019<em>otium<\/em>, ritiratosi dalla nostra vita come l\u2019anticiclone delle Azzorre che ci garantiva in passato estati miti. Corriamo troppo, in ascolto magari di canzoni dai testi anche belli che ci fanno pensare alla poesia che per\u00f2 rimane altra cosa, per altezza e rigore.<\/p>\n<p><strong>-Tu vai spesso nelle scuole quali sono i poeti italiani pi\u00f9 amati dai giovani?<\/strong><\/p>\n<p>In effetti da qualche anno sono stato invitato spesso nelle scuole a tenere delle lezioni su Leopardi e alcuni poeti del nostro Novecento: Montale, Pasolini e Caproni. Bene: pur riconoscendo ai giovani che mi hanno ascoltato una certa attenzione, non ho avuta la sensazione di un particolare trasporto da parte di essi verso questo o quel poeta; vivendo oggi i tempi che sappiamo, a base cio\u00e8 di un vero e proprio bombardamento mass mediale e digitale che vede i giovani profondamente esposti e vulnerabili. Non per essere passatisti o catastrofisti, ma oggi gli occhi giovanili (e non soltanto quelli giovanili) in un autobus noi li osserviamo fatalmente focalizzati sullo smartphone, anzich\u00e9 su di un libro.<\/p>\n<p><strong>&#8211;<\/strong><strong>Quanto e come \u00e8 importante aver conosciuto direttamente figure del calibro di Caproni, per esempio?<\/strong><\/p>\n<p>Premesso che con Giorgio Caproni non ho avuto un rapporto diretto, \u00e8 pur vero che <em>una certa aria<\/em> l\u2019ho respirata nella mia giovent\u00f9, avendo abitato per undici anni quattrocento metri pi\u00f9 in su di via Pio Fo\u00e0 (nel quartiere romano di Monteverde). Al n.28 di tale via, una targa ricorda oggi dal 2012 ai passanti (bicentenario della nascita del poeta) gli ultimi vent\u2019anni del grande Livornese ivi vissuti. E sempre dal 2012 sono in rapporto di grande amicizia coi figli di Giorgio, Silvana e Attilio Mauro Caproni; dai quali ho ricevuto preziose indicazioni di letture atte ad approfondire la mia conoscenza di una poesia attualmente amata da molti. Sicch\u00e9, indirettamente ma non troppo, una certa aria l\u2019ho davvero respirata e continuo a respirarla. In sintesi estrema: tale amicizia mi ha fatto <em>sentire<\/em> tutto il peso filologico della parola poetica, condivisibile e ammirevole chiodo fisso di Caproni. Per questo in precedenza ho distinto la poesia dalle canzoni, in quanto a rigore e altro.<\/p>\n<p><strong>-Ami molto Eugenio Montale: cosa lo rende un poeta europeo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 vero, amo molto anche Montale, ormai un classico che tutti i poeti d\u2019oggi a parer mio dovrebbero leggere e rileggere per innumerevoli ragioni; la prima delle quali rimane un memorabile invito al rifiuto della retorica. Ma entrando nel vivo della domanda, proprio in questo 2019 siamo a ottant\u2019anni esatti dalla prima pubblicazione delle <em>Occasioni<\/em>, il secondo e decisivo libro del grande Genovese. Ecco, \u00e8 per l\u2019appunto con le <em>Occasioni<\/em> che Montale si configura appieno come poeta europeo: per quella ben nota \u201cpoetica degli oggetti\u201d che in tale raccolta raggiunge esiti artistici di altissimo livello, non fosse bastato il libro sconvolgente degli esordi, i celeberrimi <em>Ossi<\/em> del 1925. Un grande esegeta di Montale come Giorgio Zampa ci rammenta peraltro come le <em>Occasioni<\/em> non mancassero nello zaino dei nostri soldati pi\u00f9 colti, a confortarli nel pieno della tragedia della Seconda Guerra Mondiale (con il loro linguaggio poetico fermo nel rifiuto di una roboante e disastrosa retorica).<\/p>\n<p><strong>-Quali sono stati i tuoi Maestri?<\/strong><\/p>\n<p>Fra tutti ricordo soprattutto Paolo Volponi (l\u2019unico scrittore italiano a vincere se non erro per due volte il Premio Strega), per quella che definirei la sua lezione della poesia intesa come intelligenza<\/p>\n<p>concreta del reale; davvero alla base del suo innegabile sperimentalismo in versi frammisto peraltro ad una pi\u00f9 intima e lunatica ispirazione. Ma non di minor peso \u00e8 stata per me negli ultimi anni la grande amicizia con Lucio Felici, studioso leopardiano di grandissimo livello nonch\u00e9 esegeta notevole del Belli e di Trilussa. Con Lucio, venuto a mancare nel 2017, le mail che ci scambiavamo avevano il sapore di preziosi epistolari del passato\u2026arguto e vivacissimo, a suo tempo allievo di Ungaretti e Sapegno e poi amico di Gadda e Calvino (nonch\u00e9 consulente editoriale della Garzanti per quarant\u2019anni), Lucio Felici possedeva la grazia di trovarsi sempre in equilibrio, nella fruizione critica di Leopardi (ricordo al riguardo la sua presidenza presso il comitato scientifico del Centro Nazionale di Studi Leopardiani fino al 2014). Per non dire infine della sua prosa, di classico rigore e cartesiana chiarezza.<\/p>\n<p><strong>-I tuoi scrittori stranieri preferiti?<\/strong><\/p>\n<p>A parte la mia venerazione per Dostoevskij, tanti sono i poeti e narratori stranieri di cui sono cultore. Fra tutti vorrei indicarne due. Il primo \u00e8 il gi\u00e0 citato Stendhal, per la grazia assoluta e moderna della sua prosa, fatta di perenne freschezza. Il miracolo di cui egli \u00e8 stato capace, ossia l\u2019aver scritto come si dice <em>La Chartreuse<\/em> in soli quaranta giorni, arriva al lettore sotto forma di un potere assoluto della narrazione, tale da far percepire il mondo interiore dei suoi personaggi ad un livello indicibile; e trattasi di un mondo in fermento, passionale e tragico, ricco di punture del cuore; il cuore giovane di Fabrizio Del Dongo e di Gina Sanseverina, per capirci. Il secondo, ma soltanto in ordine cronologico, \u00e8 Hemingway. Non nasconder\u00f2 il mio bisogno di rileggere ogni tanto <em>Il vecchio e il mare<\/em>, capolavoro narrativo di altissimo valore per una capacit\u00e0 di personificazione unica, riferendomi al parlare del vecchio pescatore con il grande pesce, nonch\u00e9 con la sua mano sinistra colpita dai crampi. Questi sono gli scrittori che con la propria prosa nutrono i versi dei poeti, in merito alla famosa riflessione leopardiana all\u2019inizio dello <em>Zibaldone<\/em>! E vale la pena di sottolineare come entrambi questi narratori risultino per antonomasia <em>scriptor rerum<\/em>, distanti anni luce dai compiacimenti estetizzanti di un D\u2019Annunzio, per intenderci (peraltro entrambi criticati dai contemporanei per la qualit\u00e0 troppo secca della loro prosa, poi rivelatasi nel tempo di fertilissimo insegnamento e durevole valore).<\/p>\n<p><strong>-A cosa devi la crisi della letteratura dei giorni nostri? Alla scarsit\u00e0 di autori di riferimento?<\/strong><\/p>\n<p>La crisi della Letteratura non ad altro \u00e8 dovuta se non alla pletora di poeti e scrittori in erba che pubblicano il loro bravo volumetto avendo letto ben pochi libri e vissuto ancor meno\u2026la Letteratura, quella seria, oggi arrossisce e si nasconde pi\u00f9 che mai. Mi viene del resto in mente che essendo sempre pi\u00f9 abituati, oggi, alla lettura digitale (pensiamo agli e-book) stiamo perdendo o abbiamo gi\u00e0 perso il tempo interiore del leggere, che non coincide con quello intimamente frettoloso della suddetta lettura d\u2019oggigiorno. E comunque una certa scarsit\u00e0 di autori di riferimento del nostro tempo certo pesa, al riguardo.<\/p>\n<p><strong>-La poesia (come una grande personalit\u00e0) \u00e8 il frutto di molte generazioni \u2013 di molte rare combinazioni. Per avere grandi poeti occorre avere anche un grande pubblico (Walt Whitman): oggi manca \u201cil grande pubblico\u201d?<\/strong><\/p>\n<p>Se pensiamo che un testo poetico \u00e8 lettera morta che rivive <em>ipso facto<\/em> allorch\u00e9 gli occhi del lettore si posano sulla pagina, ecco che destinatari all\u2019altezza dell\u2019emittente sono condizione necessaria per il battito della poesia.<\/p>\n<p><strong>-Che cosa pensi della definizione della poesia data da Antonin Artaud: la poesia \u00e8 molteplicit\u00e0 triturata che restituisce fiamme?<\/strong><\/p>\n<p>Mi piace la definizione di Artaud, pensando alla polisemia di un discorso poetico che, oggetto del dovuto <em>labor limae<\/em> (che pu\u00f2 essere anche tormentoso per l\u2019autore), sia poi in grado di trasmettere fuoco e fiamme a chi legge.<\/p>\n<p><strong>-Charles Baudelaire affermava che sulla poesia bisogna rompersi la testa: significa che deve essere ermetica?<\/strong><\/p>\n<p>In effetti anche qui vale quanto ho appena ricordato (mi riferisco al <em>labor limae<\/em> tormentoso da parte di chi scrive); e dunque Baudelaire afferma qualcosa di sacrosanto in merito. Con l\u2019avvertenza che l\u2019approdo di tipo ermetico contraddice ci\u00f2 che la classicit\u00e0 ha sempre saputo molto bene: il primo debito dello scrittore \u00e8 la chiarezza, come quello del comico \u00e8 di saper far ridere. Non esser chiari, in poesia o in prosa, induce il lettore appena avveduto a ritenere che la tortuosit\u00e0 con la quale sta facendo i conti dipenda dalla materia rimasta confusa nella testa dell\u2019autore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A LEOPARDI<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oh l\u2019egotismo mio, Giacomo!<\/p>\n<p>carbonizzato sia dal fuoco<\/p>\n<p>dei tuoi versi, che a memoria<\/p>\n<p>dir\u00f2 in onore dei nipponici<\/p>\n<p>volti \u00a0asciutti nell\u2019immane<\/p>\n<p>sciagura del marzo scorso!<\/p>\n<p>Che io possa, Giacomo caro,<\/p>\n<p>odorare a fondo la tua<\/p>\n<p><em>Ginestra<\/em>; tormentandomi<\/p>\n<p>bieche le larve della guerra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Andrea Mariotti, <em>Scolpire questa pace<\/em>, Tracce Edizioni, 2013<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fausta Genziana Le Piane<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<p>Andrea Mariotti \u00e8 nato a Roma, citt\u00e0 dove vive. Laureato in Lettere Moderne presso<em> La Sapienza<\/em> con una tesi sullo <em>Zibaldone<\/em> di Giacomo Leopardi, ha pubblicato finora tre raccolte di poesia: <em>Lungo il crinale<\/em>, Bastogi Editrice Italiana, 1998; <em>Spento di sirena l\u2019urlo<\/em>, Ibiskos Editrice Risolo, 2007 (silloge con la quale ha vinto nel 2010 per la <em>Sezione Libro Edito di Poesia<\/em>, il V Concorso Nazionale di Poesia e Narrativa \u201cVOCI 2010\u201d, Venezia-Mestre); e <em>Scolpire questa pace<\/em>, Edizioni Tracce, 2013 (secondo classificato per<em> Sezione Libro Edito di Poesia <\/em>alla seconda Edizione del <em>Premio Mario<\/em> <em>Arpea<\/em>, Rocca di Mezzo, L\u2019Aquila, 2015). Sue poesie sono apparse su varie riviste letterarie italiane, con diversi riconoscimenti e premi riservati alle singole liriche. Il poeta \u00e8 stato incluso nel 2013 nella antologia letteraria dal titolo<em> L\u2019evoluzione delle forme poetiche<\/em> (<em>La migliore produzione poetica dell\u2019ultimo ventennio<\/em>, 1990-2012; <em>archivio storico<\/em>, a cura di Ninnj Di Stefano Bus\u00e0 e Antonio Spagnuolo; Kair\u00f2s Edizioni, 2013). Figura in Rete all\u2019indirizzo<em> andreamariotti.it. <\/em>Di particolare rilevanza da parte di Mariotti la <em>lettura interiore<\/em> (ossia a memoria) della leopardiana <em>GINESTRA<\/em> presso <em>La Sapienza<\/em> di Roma il 20 febbraio del 2015 (giornata inaugurale del <em>Laboratorio Leopardi<\/em>, a cura della Facolt\u00e0 di Lettere e Filosofia). Mariotti \u00e8 stato altres\u00ec redattore dal 2015 a tutto il 2016 della rivista letteraria <em>I Fiori del Male<\/em>, distinguendosi per le sue ricognizioni critiche relative ai grandi poeti del nostro Novecento (Montale, Ungaretti ed altri). Da rammentare infine alcune sue lezioni fra il 2015 e il 2019 presso il Liceo Scientifico <em>Ettore Majorana<\/em> di Roma su Giacomo Leopardi, Pier Paolo Pasolini, Giorgio Caproni ed Eugenio Montale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ringrazio vivamente Fausta Genziana Le Piane per avermi autorizzato a proporre in questo blog il testo integrale della intervista che mi vede rispondere alle sue domande (intervista inclusa nel volume &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":8625,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-8624","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8624","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8624"}],"version-history":[{"count":8,"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8624\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8671,"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8624\/revisions\/8671"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/8625"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8624"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8624"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8624"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}