{"id":8883,"date":"2020-11-25T00:00:24","date_gmt":"2020-11-24T23:00:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/?p=8883"},"modified":"2020-11-25T00:00:24","modified_gmt":"2020-11-24T23:00:24","slug":"a-trentacinque-anni-dalla-morte-di-elsa-morante","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/?p=8883","title":{"rendered":"A TRENTACINQUE ANNI DALLA MORTE DI ELSA MORANTE"},"content":{"rendered":"<p>I<strong>l 25 novembre del 1985 moriva a Roma Elsa Morante, ammalata da tempo. Ed io, per ricordarla pi\u00f9 da vicino, nei giorni passati mi sono procurato un aureo libretto che ho letto tutto d\u2019un fiato (edito da Sellerio e intitolato <em>Festa per Elsa<\/em>; cura di Goffredo Fofi e Adriano Sofri, Palermo, 2011). Il primo scritto di tale volumetto -segnalatomi da Silvana Caproni- \u00e8 di suo padre Giorgio, dal titolo <em>Molto adagio<\/em>. Perfettamente in linea con lo spirito d\u2019una sua breve e famosa poesia in morte di Pier Paolo Pasolini il grande Livornese, nel ricordare la Morante scomparsa, confessa di non essersi recato ai suoi funerali, rimanendo di proposito tappato in casa ad ascoltare un disco; per la precisione una parte di esso, ossia il \u201cmolto adagio\u201d del quartetto per archi op.132 di Beethoven. Caproni si dichiara infatti del tutto indifferente al timore di passare per un \u201cesteta\u201d o \u201cdecadente\u201d; ben pi\u00f9 grave \u00e8 per lui la \u201cgolosit\u00e0\u201d di mettersi in vista partecipando alle esequie di un personaggio illustre (il \u201cfiore all\u2019occhiello\u201d, per capirci, nella succitata poesia su Pasolini). Sicch\u00e9 Giorgio Caproni ha ascoltato per lei, per l\u2019amica Elsa, molto amante della musica e \u201cdatrice di vita\u201d (stupenda definizione!) quella che definisce la \u201cpi\u00f9<\/strong> <strong>profonda meditazione sull\u2019esistenza, che in s\u00e9 comprende anche la morte\u201d, riferendosi per l\u2019appunto alla trascendentale partitura frutto del genio beethoveniano. Ma nel volumetto in oggetto, c\u2019\u00e8 un altro scritto che mi ha molto colpito, dovuto alla penna di Fabrizia Ramondino. Sentite l\u2019inizio di esso, che pi\u00f9 folgorante non potrebbe essere, circa il temperamento singolarissimo di Elsa Morante: \u201cera allegra, libera, anarchica come un uccello; severa come le tavole della legge; pietosa al punto di sostenere che AMA IL PROSSIMO COME TE STESSO significa AMA IL PROSSIMO PERCHE\u2019 E\u2019 TE STESSO\u201d. Di seguito, il memorabile affondo della Ramondino nei riguardi del quotidiano \u201cLa Repubblica\u201d, in occasione della morte della grande scrittrice: \u201cnel paginone della cultura, Giuliani da un lato e Asor Rosa dall\u2019altro provavano con le loro pinze chirurgiche disinfettate a operare il corpo poetico di Elsa per separarne le parti malate da quelle sane; o viceversa a salvare il corpo della letteratura italiana da quella grande infezione che pareva loro quel mondo poetico\u201d\u2026come non pensare, qui, mi sono chiesto, agli strali della intellighenzia nostrana scavalcata dall\u2019enorme successo di pubblico di un libro come \u201cLa Storia\u201d del 1974 (romanzo che andava a demolire l\u2019ottimismo storicistico dei sostenitori delle \u201cmagnifiche sorti e progressive\u201d)? del resto lo stesso Pasolini, occorre rammentarlo, critico acutissimo e pi\u00f9 onesto di tanti altri, non<\/strong> <strong>aveva saputo resistere neppure lui alla tentazione autoptica, dividendo il \u201cgrosso libro\u201d della Morante in tre parti, delle quali soltanto la prima gli era parsa bellissima. Tornando allo scritto di Fabrizia Ramondino, va riportato quest\u2019altro breve passo: \u201dElsa aveva una grande cura nello scegliere le parole. Considerava ogni parola impropria un tradimento del reale e della missione del poeta\u2026spesso le parole siedono stanche alla ricerca del poeta. Non si erano mai stancate invece di cercare e trovare Elsa\u201d (Caproni parler\u00e0 in merito del \u201cpeso filologico\u201d della parola poetica, avendo noi oggi davanti agli occhi, purtroppo, le troppe parole in libert\u00e0 imperversanti nel lirismo \u201cliquido\u201d, per dirla alla Bauman, su carta e sulla Rete). Mi piacer\u00e0 non trascurare a questo punto le significative considerazioni di Raffaele La Capria in ricordo della Morante (anch\u2019esse si possono leggere in <em>Festa per Elsa<\/em>): \u201cCon quella sua sensibilit\u00e0 stregonesca andava fino in fondo alle cose e ai pensieri\u2026Lei era estrema. Chi non elude mai niente \u00e8 spietato, e spesso Elsa lo era nei giudizi\u2026Il suo tipo di conoscenza non era razionale, era rabdomatico, ma non le sfuggiva nulla. SORTILEGIO \u00e8 una parola che le si addice\u201d. Mi accorgo di aver<\/strong> <strong>riempito la pagina, finora, a colpi di citazioni del suddetto volume della Sellerio, a trentacinque anni dalla morte di Elsa Morante. Di sentitamente mio questo devo dire, da lettore \u201cingenuo\u201d: che, nel presente annus horribilis, dopo la rilettura dei <em>Karamazov<\/em> e di <em>Anna Karenina<\/em>, ho letto (non riletto) <em>La Storia<\/em>, colmando cos\u00ec una deplorevole mancanza. Ebbene, l\u2019emozione primaria da me provata \u00e8 stata quella di non scendere di quota, diciamo cos\u00ec, in quanto a potenza di respiro narrativo del romanzo, rispetto all\u2019Anima Russa; per tacere del fatto di essermi dimenticato del tutto di tenere tra le mani un libro, vivendo anch\u2019io a un certo punto a via Bodoni nel quartiere romano di Testaccio con Iduzza, Useppe e Bella: come dire il perfetto \u201cinganno\u201d della grande letteratura che ci fa toccare le cose liquidando compiutamente la letterariet\u00e0, per via del palpito vitale integralmente trasmesso a chi legge\u2026 con buona pace degli illustri detrattori della scrittrice pi\u00f9 grande a parer mio come di molti del nostro Novecento (perdonandole dunque, sempre a proposito della <em>Storia<\/em>, la manieristica e troppo lunga tirata anarchica affidata al personaggio di Davide Segre nella parte finale del romanzo).<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Andrea Mariotti<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 25 novembre del 1985 moriva a Roma Elsa Morante, ammalata da tempo. 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