{"id":8939,"date":"2021-03-22T01:25:29","date_gmt":"2021-03-22T00:25:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/?p=8939"},"modified":"2021-03-22T01:25:55","modified_gmt":"2021-03-22T00:25:55","slug":"recensione-di-maurizio-rossi-alla-tempra-dellautunno","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/?p=8939","title":{"rendered":"RECENSIONE DI MAURIZIO ROSSI ALLA &#8220;TEMPRA DELL&#8217;AUTUNNO&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Andrea Mariotti\u00a0 \u201cLa tempra dell&#8217;Autunno\u201d\u00a0 Bertoni Ed. Ellera (PG), 2020<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Collocato tra l&#8217;opulenta e sensuale Estate e il silente e opaco Inverno, l&#8217;Autunno non si inebria di molteplici colori, ma si incanta nelle sfumature dell&#8217; essenziale: sta qui la sua \u201ctempra\u201d, il\u00a0 carattere, misurato e vivido, malinconico e denso di memorie.<\/strong><\/p>\n<p><strong>E&#8217; fin troppo facile assimilare questa stagione a quella della vita, in cui si \u00e8 capaci di coglierne il senso e le bellezze, nella necessit\u00e0 di un&#8217;accettazione del destino, ma con il conforto e la saggezza di una eco del passato che si riversa nel presente.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Mi sembra questa una chiave di lettura \u2013 che comprende anche lo stile &#8211; della silloge: ritmi, accenti, scelta di parole in base al suono e non solo al senso, simmetria del verso. A qualcuno, innamorato di \u201capparenti\u201d novit\u00e0 e magari sviato dalla formazione dell&#8217;Autore, potrebbe sembrare poesia antica, o quanto meno non moderna: ma Poesia <em>\u00e8<\/em> mentre <em>si fa<\/em> e dunque oltre il tempo, in un eterno presente.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Oltre, non fuori, infatti Andrea Mariotti vive nella contemporaneit\u00e0, della quale coglie le contraddizioni e se ne duole <em>\u201dCorriamo come automi chiss\u00e0 dove\/ vivendo vite consacrate al culto\/\u00a0 degli smartphone, \u201cdei falsi e bugiardi\u201d;\/ senza pi\u00f9 tempo per noi stessi egli altri\u201d. <\/em>E ancora, con l&#8217;ironia decisa e lieve che lo contraddistingue, <em>\u201cPi\u00f9 non mi parla occulto in libreria\/ il dizionario di greco, di me\/ si vergogna per essermi piegato\/ alle faccine ovvero all&#8217;afasia\/ rispondendo ai messaggi su whatsapp.\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 dunque la dimensione contemporanea nella quale si colloca la poesia di Mariotti e ancor prima la sua ricerca? Mi sembra proprio nel suo \u201cclassicismo\u201d cio\u00e8 nella struttura del verso e nell&#8217;uso di vocaboli desueti e dimenticati dai pi\u00f9 &#8211; <em>gregarismo, ludico, germane, aulente, giammai, albore, allorquando, gaudio, belt\u00e0&#8230; &#8211;\u00a0 <\/em>che, mentre ricollegano al passato, nel tempo presente necessitano di un paziente lavoro di ricerca, che \u00e8 insieme atto e metafora della riscoperta, attraverso il linguaggio, del viaggio compiuto dall&#8217;umanit\u00e0 nella Storia; rinnovando l&#8217;invito al viaggio.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il poeta, studioso e musicofilo e gran camminatore nelle montagne \u2013 che siano le superbe Dolomiti, gli abruzzesi monti forti e gentili o i monti dimora degli dei laziali \u2013 proprio nell&#8217;ascesa-ascesi ritrova il silenzio, necessario al pensiero, e i larghi orizzonti, indispensabili al sogno, specialmente percorrendo le \u201cAlte vie\u201d. Affrontando la montagna &#8211; mito religioso e laico e simbolo colmo di senso \u2013 Mariotti poeta, fiducioso e paziente, si sente trasformato nel profondo e verso la vita, pur\u00a0 riconoscendo che<em> \u201cingiusti siamo a volte con noi stessi\/&#8230;noi fatti d&#8217;impalpabili\/ moti e deflagrazioni,\/ vulcani per fortuna\/ accesi ancora.\u201d <\/em>Accesi del fuoco di vita, \u201cmagma inquieto al fondo\u201d che questa\u00a0 poesia\u00a0 \u00e8 ed esprime,\u00a0 mentre fa emergere lo sdegno di fronte a delitti contro l&#8217;uomo e la Natura, come\u00a0 il rogo della pineta di Castelfusano o il disastro del ponte Morandi <em>\u201dLo schianto al cuore di un paese\/ da troppo tempo preda dell&#8217;abisso\/\u201d<\/em>; laddove l&#8217;abisso sul Polcevera \u00e8 conseguenza e insieme drammatico segno del malaffare in cui \u00e8 precipitata l&#8217;Italia.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Sdegno ripreso dalla lirica <em>\u201cColor del grano\u201d<\/em>: dove la denuncia e la condanna affiorano e affondano in un contesto lirico di rimandi al sogno, alla Natura, alla sobriet\u00e0 e all&#8217;eleganza, tipici del poeta; dunque non cedendo n\u00e9 alla tristezza o alla violenza verbale.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Uomo schivo e misurato, racconta in questa preziosa raccolta l&#8217;amore per <em>\u201cGiacomo mio\u201d <\/em>immergendosi nei suoi versi immortali; l&#8217;amore per la sua citt\u00e0, Roma <em>\u201camarla, Roma, nonostante tutto\u201d<\/em>; l&#8217;amore per la donna, magari detto con ironica autocritica o con inquietudine, che le quartine e le sue rime concatenate non alleggeriscono, anzi accentuano; l&#8217;amore per l&#8217;arte <em>\u201cbelt\u00e0 trasumanata che rid\u00e0 alito\u201d.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Il poeta Mariotti, come Foscolo, \u201csdegna il verso che suona e che non crea\u201d; dunque, si pu\u00f2 dire che sia \u201cfingitore\u201d secondo Pessoa, ma tale come colui che \u201cnel pensier mi fingo\u201d: cos\u00ec come \u201cvede\u201d, lascia vedere e immaginare al suo lettore, componendo il cerchio dell&#8217;<em>essere<\/em> nel <em>farsi<\/em> della Poesia.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Cos\u00ec come, nel sonetto conclusivo, chiude il cerchio della tempra dell&#8217;Autunno, sigillo di stagioni di Natura e umane, riprendendo il tema autunnale d&#8217; Ottobre, mentre rivela con abituale riservatezza il suo amore <em>\u201cDiversa d&#8217;ogni altra donna tu sei\/ per me, perduto dietro il tuo sorriso\/&#8230;a noi trovare, cara, i giusti ritmi\/ che due cuori rendono vicini.\/ Ma dolce \u00e8 questo palpito autunnale!\u201d.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>al Tempo piace andare a tavoletta<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>con la nequizia del dominatore.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Per la discesa cieca una civetta<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>leva il suo canto che non desta orrore.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u2026&#8230;&#8230;<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>perch\u00e9 dannarsi l&#8217;anima in eccesso<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>per un amore senza pi\u00f9 argomenti?<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Bisogner\u00e0 affidarsi ai venti,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>non troppo tesi come sono adesso<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u2026&#8230;&#8230;.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>La tempra dell&#8217;autunno<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Tripudio di colori offrite in dono<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>o cittadini alberi, voi funesti<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>l&#8217;ottobre scorso agli uomini e alle cose;<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>mentre i vostri fratelli risonanti<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>venivano mozzati dal ciclone<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>nelle foreste delle Dolomiti.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Ribolle ancora il mar Mediterraneo<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>ignorando la tempra dell&#8217;autunno;<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>e venti e trombe e grandine e alluvioni<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>sul Belpaese piombano furenti,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>come un amore sfigurato e cieco<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>capace infine di schiacciare il guscio<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>degli attimi trascorsi in armonia.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Gli strali dell&#8217;amore sono spasmi<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>di viscere feconde di responsi,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>in me tranquillo e finalmente intero.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Estate<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>A lungo ti ho ignorato, per decenni:<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>pressione bassa, il sole che fa male,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>l&#8217;amore per le vette in me profondo;<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>la solitudine austera, contraria<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>al tuo pagano respiro di festa&#8230;<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>ma poco s&#8217;\u00e8 detto finora, o mare!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>esiste infatti donna che mi vuole<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>bene come giammai accaduto prima;<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>nativa di Girgenti, il cuore ardente,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>dimentica l&#8217;ombrello anche se piove<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>sui longevi seracchi che nascondo.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Lungi da me tiranneggiarla quasi<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>fossi un bieco, ridicolo Nerone!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Sar\u00e0 quel che sar\u00e0 mi dico o mare,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>sdraiato sul tuo letto in nuovo albore.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Ossa<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Giunto a Firenze<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>eccomi in piazza Santa<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Maria Novella, l&#8217;autobus mi attende<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>per raggiungere infine il cimitero<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>di San Felice a Ema&#8230;<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>ivi riposa Montale con sua<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>moglie, ed io ad aspettarmi<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>fatuamente avello<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>in tutto degno di un premio Nobel,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>non un loculo in basso<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>fin troppo anonimo:<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>col nome di Drusilla sopra quello<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>del marito, ad attenderlo<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>vent&#8217;anni quasi.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Non da poeta laureato e in pace<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>riposa ivi l&#8217;autore dei <\/em>Limoni<em>,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>costante nel rifiuto<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>della retorica.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Color del grano<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Di notte, per la prima volta ch&#8217;io<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>ricordi, avevano gracchiato a lungo<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>le cornacchie malefiche e implacate<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>ormai padrone della citt\u00e0. Il giorno<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>dopo, per\u00f2, sabato scorso, forse<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>ho sognato a occhi aperti ripensandoci:<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>sul parapetto della mia finestra<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>ecco un piccolo gheppio dal piumaggio<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>color del grano, un attimo soltanto.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Pi\u00f9 veloce di me scomparso \u00e8 senza<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>farsi fotografare, udite udite;<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>non in campagna elettorale quindi,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>credo seguisse sobrio un suo pensiero<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>volandosene via con eleganza.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Come dirti, lettore, dell&#8217;astrale<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>silenzio che mi regna ancora in cuore?<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Andrea Mariotti \u00e8 nato e vive a Roma. Laureato in Lettere Moderne, con una tesi sullo Zibaldone di Leopardi, ha pubblicato: Lungo il crinale, 1998; Spento di sirena l&#8217;urlo, 2007 (premio \u201cVoci\u201d 2010); Scolpire questa pace, 2013 (secondo classificato premio \u201cMario Arpea\u201d 2015). E&#8217; stato redattore della rivista letteraria \u201cI fiori del Male\u201d. Sue poesie sono pubblicate su riviste e antologie. Il 20\/2\/2015, nella giornata inaugurale del Laboratorio Leopardi, a cura della Facolt\u00e0 di Lettere presso La Sapienza, a Roma ha offerto la sua lettura interiore de \u201cLa Ginestra\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Maurizio Rossi\u00a0\u00a0\u00a0 19\/3\/2021<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Andrea Mariotti\u00a0 \u201cLa tempra dell&#8217;Autunno\u201d\u00a0 Bertoni Ed. 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