{"id":9618,"date":"2025-11-06T12:41:33","date_gmt":"2025-11-06T11:41:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/?p=9618"},"modified":"2025-11-06T12:43:01","modified_gmt":"2025-11-06T11:43:01","slug":"intorno-a-una-poesia-di-monica-martinelli","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/?p=9618","title":{"rendered":"INTORNO A UNA POESIA DI MONICA MARTINELLI"},"content":{"rendered":"<p><strong>Mi sono ricordato di un eloquente passo dantesco circa il nostro attuale rapporto col tempo, dopo aver letto l\u2019ultima silloge poetica bilingue di Monica Martinelli, TAMING TIME (Translated by Kathrine Fidorra, Moira Egan and Damiano Abeni, Irene Sabetta; Gradiva Publications, 2025, con prefazione di Plinio Perilli). Il passo \u00e8 il seguente: \u201cQuando li piedi suoi lasciar la fretta,\/ che l\u2019onestade ad ogn\u2019atto dismaga\u201d; PURG. III, 10-11. E\u2019 noto come tali versi si riferiscano alla ritrovata distensione di Virgilio e del pellegrino Dante dopo il rimprovero di Catone e prima dell\u2019incontro, nel succitato canto, con l\u2019indimenticabile Manfredi \u201cbiondo\u2026bello e di gentile aspetto\u201d; e qui l\u2019ulteriore citazione dal poema sacro la dedico con gratitudine alla autrice di TAMING TIME, splendidamente fotografata da Mauro Corona a inizio di un libro davvero bello. Ma \u00e8 ora di parlare della seconda poesia dalla sezione \u201cMadre\u201d della raccolta, e che parecchio mi sta a cuore, come il titolo di questa breve nota di lettura suggerisce. Modernamente senza \u201ccoperchio\u201d, tale poesia dice nella sua interezza: \u201cPrendersi per mano \u00e8 proteggersi dal mondo\/ unire due paure o due destini\/ per non correre da soli\/ o solo per appiglio d\u2019aria,\/ contrappeso al vento.\/ Stringersi per illudersi\/ che un altro corpo ripari\/ dalle cadute della vita.\/ Questo mi \u00e8 mancato,\/ la complicit\u00e0 di un volo\/ d\u2019uccelli sincronizzato;\/ svegliarsi in due\/ quando fuori piove\/ solo freddo,\/ l\u2019abbraccio che scalda\/ futuro e certezze.\/ Il sorriso velato della nostalgia\/ per l\u2019attesa di ci\u00f2 che rimane,\/ quando guardarsi\/ significa salvarsi.\u201d Ebbene, pi\u00f9 di una ragione \u00e8 alla base del mio apprezzamento di questi versi. Intanto e in sintesi, la calda, toccante ma sobria umanit\u00e0 di essi, vale a dire al riparo da qualsivoglia patetismo; effetto tutt\u2019altro che scontato da parte di un \u201ccuore messo a nudo\u201d (il virgolettato intende riferirsi naturalmente a Baudelaire, in quanto chi scrive ricorda bene la militanza condivisa con Monica Martinelli all\u2019interno della redazione di una rivista letteraria come \u201cI fiori del male\u201d stampata a Roma nel decennio addietro). Ma, nello specifico, tornando subito ai versi riportati, ecco che il segreto della loro forza consiste, forse, nella martellante iterazione degli infiniti sostantivati che si affollano davanti ai nostri occhi; alcuni dei quali in veste di riflessivi reciproci (la lirica in questione essendo del resto tutt\u2019altro che sfuggita all\u2019ottimo prefatore). Cos\u00ec che, scoprendo l\u2019acqua calda, una volta di pi\u00f9 si riconoscer\u00e0 che \u00e8 la lingua a comandare la poesia, questa poesia; la quale disegna uno spazio arioso per tutti i lettori, al di fuori della asfittica cella in cui sovente si resta imprigionati nelle nostre esistenze. Versi consapevoli insomma, illuminanti, quelli appena focalizzati di Monica Martinelli, nella loro profonda semplicit\u00e0 da intendere come punto d\u2019arrivo; in grado, cio\u00e8, di sgominare la letterariet\u00e0 pi\u00f9 o meno estetizzante o, peggio, il pericolo di uno sterile autobiografismo. Da osservare infine, e non secondariamente, l\u2019immanente e accorata bellezza della chiusa del testo: \u201cquando guardarsi\/ significa salvarsi\u201d, la quale da sola avrebbe gi\u00e0 autosufficienza poetica; e che a me, cultore della musica di Mozart, ha riportato alla mente -chiss\u00e0 perch\u00e9- il sommesso ostinato a doppio coro \u201cSalva me fons pietatis\u201d, dall\u2019incompiuto REQUIEM K626 (per Wolfgang Hildesheimer, noto studioso mozartiano, la punta pi\u00f9 alta, nella sua brevit\u00e0, del capolavoro del genio di Salisburgo).Ma non basta: sempre in questa umanissima chiusa della poesia di Monica Martinelli, non riconosciamo forse la potenza fecondatrice di chi ci ha generati e che, fin dalla pi\u00f9 tenera et\u00e0, ci d\u00e0 un posto in questo mondo? ben coerente con il titolo e le tematiche del suo precedente libro, \u201cL\u2019abitudine degli occhi\u201d (di cui alcune poesie sono riportate e tradotte in TAMING TIME), la Martinelli si conferma oggi una poetessa dalla voce ben riconoscibile, mirabilmente asciutta, nel fondere accurata osservazione fenomenica e moti interiori; ripensando, sempre a proposito della poesia in questione, all\u2019inizio incisivo della seconda strofe: \u201cQuesto mi \u00e8 mancato,\/la complicit\u00e0 di un volo\/ d\u2019uccelli sincronizzato\u201d. TAMING TIME \u00e8 davvero un libro tutto da leggere, a parte la poesia sulla quale ho qui riflettuto e appartenente alla suddetta seconda sezione, \u201cMadre\u201d: vertice, a parer mio, del libro;\u00a0 giacch\u00e9 la poetessa, nella sua assoluta e filtrata pacatezza d\u2019accenti, soprattutto qui rinverdisce una volta di pi\u00f9 ci\u00f2 che Petrarca ha confessato una volta per tutte: \u201ccantando il duol si disacerba\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Andrea Mariotti<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi sono ricordato di un eloquente passo dantesco circa il nostro attuale rapporto col tempo, dopo aver letto l\u2019ultima silloge poetica bilingue di Monica Martinelli, TAMING TIME (Translated by Kathrine &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":9620,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-9618","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9618","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=9618"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9618\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9619,"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9618\/revisions\/9619"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/9620"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9618"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=9618"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=9618"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}