{"id":9677,"date":"2026-01-27T00:10:11","date_gmt":"2026-01-26T23:10:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/?p=9677"},"modified":"2026-01-27T00:10:42","modified_gmt":"2026-01-26T23:10:42","slug":"a-duecentosettantanni-dalla-nascita-di-w-a-mozart","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/?p=9677","title":{"rendered":"A DUECENTOSETTANT&#8217;ANNI DALLA NASCITA DI W.A.MOZART"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>Eccomi a riproporre il mio scritto apparso dieci anni fa apparso sul numero 63, gennaio-aprile 2016, della rivista letteraria &#8220;I fiori del male&#8221;<\/em>:<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>LA MUSICA DI MOZART E IL DOVERE UMANO-ARTISTICO DEL \u201cVIAGGIO\u201d<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Da un decennio esatto, nel Giorno della Memoria per le vittime dell\u2019Olocausto che cade il 27 di gennaio, non mancano davvero a chi scrive motivi di composita riflessione; in quanto proprio in tal giorno a Salisburgo, nel 1756, vede la luce Wolfgang Amadeus Mozart. Quale amante appassionato della sua musica, eccomi quindi a ricordare che il 27 gennaio 2016 ricorrono i 260 anni dalla nascita del compositore austriaco. Fuor d\u2019ogni retorica, la musica di Mozart \u00e8 parte precipua del patrimonio di bellezza in dote all\u2019umanit\u00e0; e sar\u00e0 il caso di citare subito un mirabile passo del grande musicologo Fedele D\u2019Amico estrapolato dall\u2019 ENCICLOPEDIA EUROPEA (Garzanti, 1978) per focalizzare al meglio ci\u00f2: \u201cL\u2019essenza di Mozart \u00e8 nel mistero di un genio capace di sposare qualsiasi assunto, dal pi\u00f9 serio al pi\u00f9 futile, con una partecipazione totale, e di guardarlo, nell\u2019atto stesso di viverlo, da un\u2019altezza angelica. E ancora, di lasciarli intravedere tutti nelle occasioni pi\u00f9 diverse, in un\u2019ambiguit\u00e0 perpetua. Per questo egli sfugge a qualsiasi definizione unilaterale, raggiungibile com\u2019\u00e8, contemporaneamente, da cento punti di vista. La sua musica si pu\u00f2 ascoltare come melodia spontanea, puro sgorgare di canto immediato, oppure come prodotto completamente elaborato, artistico: come fenomeno popolare, allo stesso titolo che come prodotto di raffinatezza suprema. Mille inflessioni di carattere contrappuntistico si nascondono sotto le sue apparenti monodie accompagnate, una scrittura sinfonica, ancorch\u00e9 perfettamente trasparente, \u00e8 sottesa all\u2019aperto vocalismo delle sue opere liriche: e verit\u00e0 e finzione, burla e lirismo, comico e tragico si danno come due volti della stessa realt\u00e0\u201d. \u201cClassico dei classici\u201d, viene in sostanza inteso Mozart da Fedele D\u2019Amico nel suo prezioso contributo critico all\u2019interno della suindicata ENCICLOPEDIA; e subito mi viene in mente, con palmare evidenza, del compositore, la celebre sinfonia in sol minore K550 del 1788, laddove viene forse toccata l\u2019acme di quell\u2019equilibrio fra purezza di stile e urgenza della comunicazione che rende per questo Mozart un maestro impareggiabile fra i grandi della musica d\u2019ogni tempo. Augurandomi per il lettore -in virt\u00f9 delle considerazioni fin qui svolte- d\u2019essermi immerso in medias res riguardo alle ragioni profonde della passione per la musica mozartiana e prima di un mio personale e assai ristretto \u201ccatalogo\u201d delle vette musicali del compositore, mi piacer\u00e0 ora avvicinarmi all\u2019uomo, che in vita fu ad un tempo ilare e malinconico, enfant prodige e padre di famiglia sempre pi\u00f9 disperato per i debiti che lo opprimevano; per poi morire anzitempo a Vienna il 5 dicembre 1791 (con la salma gettata com\u2019\u00e8 noto in una fossa comune).La lettura dell\u2019epistolario del grande Salisburghese (W.A.Mozart, LETTERE, introd. di Enzo Siciliano; Ugo Guanda Editore in Parma, 2006) amplifica debitamente quell\u2019immagine unidimensionale -scimmiesca perfino- del musicista, divulgata dal pur encomiabile e celebre film AMADEUS di Milos Forman (1984). Cos\u00ec, infatti, in una famosa lettera di Wolfgang al padre Leopold malato (da Vienna, 4 aprile 1787): \u201c Poich\u00e9 la morte (a ben guardare) \u00e8 l\u2019ultimo, vero fine della nostra vita, da qualche anno sono entrato in tanta familiarit\u00e0 con quest\u2019amica sincera e carissima dell\u2019uomo, che la sua immagine non solo non ha per me pi\u00f9 nulla di terrificante, ma mi pare addirittura molto tranquillizzante e confortante! E ringrazio il buon Dio di avermi concesso la fortuna di avere la possibilit\u00e0 (Lei mi capisce) di riconoscere in essa la chiave della nostra vera felicit\u00e0. Non vado mai a letto senza pensare che (per quanto giovane io sia) l\u2019indomani non ci sar\u00f2 pi\u00f9. Eppure nessuno fra tutti coloro che mi conoscono potr\u00e0 dire che in compagnia io sia triste o di cattivo umore. E di questa fortuna ringrazio ogni giorno il mio Creatore e l\u2019auguro di tutto cuore a ognuno dei miei simili\u2026\u201d. L\u2019anno di tale lettera, il 1787, \u00e8 quello della morte del padre di Wolfgang; e, specialmente dal punto di vista artistico, della \u201cprima\u201d praghese, al Nationaltheater, del DON GIOVANNI ( e mi piace ricordare \u00a0che tale opera era una di quelle tre \u201ccose\u201d sommamente amate da Gustave Flaubert, assieme all\u2019HAMLET di Shakespeare e al mare). Ora, a parte la reputazione altissima di cui Mozart godeva a Praga, \u00e8 giusto chiedersi le ragioni della mancata \u201cprima\u201d viennese di un capolavoro operistico come DON GIOVANNI , considerando anche il fatto che nell\u2019anno precedente, il 1786, Mozart aveva potuto offrire all\u2019Imperatore Giuseppe II la messa in scena delle NOZZE DI FIGARO. La risposta \u00e8 complessa, e mi correr\u00e0 qui l\u2019obbligo di una estrema concisione per motivi di spazio. In realt\u00e0, il successo viennese delle geniali NOZZE\u00a0 fu a conti fatti contrastato, e le repliche non in numero adeguato alle aspettative del musicista (vedi il forzato apprezzamento della critica ufficiale, ovvia emanazione della Corte Asburgica; eccezion fatta per il\u00a0 privato entusiasmo dei non pochi, aristocratici estimatori di Mozart). In effetti, per dirne una, con opportuno senso storico, la celebre cavatina \u201cSe vuol ballare, signor Contino\u201d -all\u2019interno del Primo Atto delle NOZZE- intrisa di collera repressa di un subordinato (Figaro) verso il padrone, come avrebbe potuto entusiasmare Giuseppe II a tre anni dalla Presa della Bastiglia? non era forse l\u2019Imperatore il fratello di quella Maria Antonietta che sarebbe finita poi sulla ghigliottina? gi\u00e0 dal 1785 Mozart del resto aveva intrapreso una via artisticamente impervia per il sofisticato ma conformistico orecchio dei viennesi, volendo alludere all\u2019inaudito (per quei tempi) primo movimento del Concerto per pianoforte e orchestra in re minore K466, fortemente drammatico e \u201cpreromantico\u201d. E qui il mio amore per la musica di Mozart si fa nel contempo tenerezza grande per l\u2019uomo. Un uomo gi\u00e0 sposato e con figli, che aveva avuto fino a quel fatidico 1785 grande successo a Vienna guarda caso coi brillanti concerti per pianoforte e orchestra \u201cin stile di conversazione\u201d (espressione dovuta al grande musicologo Massimo Mila); quei concerti che \u201c sono proprio una via di mezzo tra il troppo difficile e il troppo facile\u201d (da Wolfgang al padre, 28 dicembre 1782; in LETTERE, op.cit.). Un uomo, Wolfgang, dalle origini modeste nonostante il suo sentire elevato, il suo poliglottismo, la squisita educazione musicale (ricevuta dal padre) nonch\u00e9 la sua genialit\u00e0 di compositore. Ebbene quest\u2019uomo, Wolfgang Amadeus Mozart -dopo aver voltato per sempre le spalle come \u201cdipendente\u201d al dispotico Arcivescovo di Salisburgo (ed essersi\u00a0 di conseguenza beccato un calcio nel sedere dal suo factotum conte Argo)- cerca (consapevole del valore superiore della propria musica) il successo quotidiano e durevole coi proventi del suo lavoro di musicista in tempi tuttavia non maturi per ci\u00f2 (occorrer\u00e0 infatti aspettare la generazione successiva, quella di Beethoven, per tale ascesa sociale del \u201cmusico\u201d, cos\u00ec come limpidamente si legge in un importante saggio di Nobert Elias, &#8220;MOZART, Sociologia di un genio&#8221;, Bologna, Il Mulino, 1991). Ma ecco, come sopra accennato, il ristretto \u201ccatalogo\u201d (virgolettato, pensando alla celebre Aria di Leporello dal DON GIOVANNI) delle partiture a parer mio supreme del grande compositore:<\/strong><\/p>\n<p><strong>1) mottetto AVE VERUM CORPUS K618: tre minuti di musica sacra davvero celestiale e universalmente conosciuto; scritto nel 1791, anno della morte del Maestro (vertice dell\u2019ultima sua \u201cmaniera\u201d di rarefatta purezza e apparente semplicit\u00e0);<\/strong><\/p>\n<p><strong>2) dramma giocoso in due atti DON GIOVANNI K527: vetta di tutto il repertorio operistico non soltanto mozartiano secondo molti, fra cui Goethe; tre ore di musica tenebrosa in cui il Salisburghese realizza, su libretto di Lorenzo Da Ponte, \u201cuna pienezza di vita veramente shakespeariana\u201d, per dirla in sintesi col gi\u00e0 citato Massimo Mila;<\/strong><\/p>\n<p><strong>3) sinfonia n.40, K550: chi non conosce questa altissima, tagliente e da me gi\u00e0 ricordata sinfonia? Il suo primo movimento, banalmente frainteso e volgarizzato dal \u201cfrullatore mediatico\u201d odierno, si complica in realt\u00e0 ben presto all\u2019ascolto in una trama concisa di cupezze e inquietudini (sommo interprete di essa, Bruno Walter);<\/strong><\/p>\n<p><strong>4) divertimento per archi \u201cGRAN TRIO\u201d K563: per il principe degli studiosi di Mozart, Alfred Einstein (cugino di Albert) e sistematore del catalogo K\u00f6chel\u00a0 -con riferimento al famoso \u201cK\u201d che precede il numero d\u2019opus delle partiture mozartiane- \u201cIl Trio pi\u00f9 bello e pi\u00f9 perfetto che sia mai stato scritto\u201d;<\/strong><\/p>\n<p><strong>5) quintetto per clarinetto \u201cSTADLER-QUINTET\u201d K581: indimenticabile per intimit\u00e0 espressiva e meraviglioso impasto degli strumenti, fra i quali spicca senza eccessi il clarinetto: strumento al quale Mozart dedicher\u00e0 il poeticissimo Concerto K622, nell\u2019ottobre del 1791.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Gi\u00e0 mi pare di sentire le proteste degli appassionati della musica mozartiana al cospetto di tanto ben di Dio sacrificato (\u201ce IL FLAUTO MAGICO? e il REQUIEM?&#8230;\u201d; laddove in quest\u2019ultimo in effetti d\u00e0 i brividi il sommesso ostinato a doppio coro \u201cSalva me, fons pietatis\u201d che conclude il Rex tremendae)\u2026tuttavia, per motivi di spazio e con una punta di presunzione da parte mia ecco che, da ascoltatore non inesperto della musica del Maestro, prendendo in esame alcune forme musicali tramite le quali si \u00e8 espresso, mi sono sentito di indicare nelle suddette partiture le punte d\u2019eccellenza da lui raggiunte. Avviandomi alla conclusione del presente scritto, non esiter\u00f2 ad affermare che l\u2019ascolto della musica di Mozart \u00e8 per me fondamentale allo scopo di avere sempre ben chiaro nella mente il dovere umano-artistico del viaggio atto a dischiudere plaghe inesplorate dell\u2019interiorit\u00e0; alludendo soprattutto (e in ottima compagnia!) al DON GIOVANNI, in cui il \u201cdivin fanciullo\u201d scopre in presa diretta l\u2019abisso della morte non rinunziando al burlesco (si pensi ai tremendi \u201caffondi\u201d dell\u2019ouverture, gli stessi che annunzieranno verso la conclusione dell\u2019opera al protagonista la propria fine, in seguito all\u2019apparizione del Convitato di Pietra). Non senza aver rammentato la lettura irresistibilmente tendenziosa ma illuminante di tale capolavoro mozartiano da parte di Pierre-Jean Jouve (1942), mi piace suggellare questo scritto attraverso la toccante osservazione di S.Kierkegaard, che del DON GIOVANNI fu appassionato e lucidissimo cultore, al punto di farne un fondamentale assunto per lo sviluppo del proprio pensiero estetico; riferendomi naturalmente ad ENTEN-ELLER del 1843, da cui son tratte le seguenti parole grazie alle quali prendo congedo dal lettore (in S.Kierkegaard, &#8220;Don Giovanni, La musica di Mozart e l\u2019eros&#8221;; introd.di Remo Cantoni, Milano, Mondadori, 1988): \u201cMozart immortale! A te devo tutto, \u00e8 per te che ho perso il senno, che il mio spirito \u00e8 stato colpito da meraviglia ed \u00e8 stato scosso nelle sue profondit\u00e0\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Andriea Mariotti<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Eccomi a riproporre il mio scritto apparso dieci anni fa apparso sul numero 63, gennaio-aprile 2016, della rivista letteraria &#8220;I fiori del male&#8221;: &nbsp; LA MUSICA DI MOZART E IL &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":9679,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-9677","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9677","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=9677"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9677\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9678,"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9677\/revisions\/9678"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/9679"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9677"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=9677"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.andreamariotti.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=9677"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}