“PAROLE E SILENZI (ANIME IN VIAGGIO)”, STORIA D’AMORE ASSOLUTO E UN POSTO OCCUPATO IN PRIMA FILA PER LE DONNE VITTIME DI VIOLENZA

In scena ancora oggi al piccolo teatro Pascoli di Aprilia

 

di Manuela Minelli

 

 

Ha fatto sold out già tre settimane prima della prima, che non poteva non essere a S. Valentino, e ha divertito ed emozionato il pubblico per la sceneggiatura, la credibilità degli attori, la poesia dei danzatori e per l’originalità dell’idea: una sapiente commistione di teatro, danza e poesia.

Parole e Silenzi (anime in viaggio)” che ha debuttato a S. Valentino al Piccolo Teatro G. Pascoli di Aprilia e in scena fino a domenica scorsa, è uno spettacolo fuori dalle righe in un unico atto e patrocinato dal Comune di Aprilia,  assai apprezzabile per l’originalità della messa in scena, sebbene l’argomento sia il più antico e raccontato al mondo in qualsivoglia forma artistica, l’Amore.

La storia è semplice: Ambra e Leo (gli attori Annarita Manduca e Riccardo Frezza), due personaggi figli di questi tempi, sono due tipi apparentemente opposti che prima si scontrano e poi si rincontrano: lei è un’affascinante e determinata agente immobiliare in carriera, tutta minigonna e tacco dodici e lui un fotografo di grido un po’ casual, enigmatico, tormentato, cinico e sciupafemmine, uno di quei “belli e dannati” destabilizzanti, capaci di mandare in frantumi i cuori delle donne. Al telefono con Ambra, Leo è anche parecchio spocchioso e arrogante, mentre le rimprovera di non avergli ancora trovato la tipologia di casa richiesta. Il destino però fa sì che i due si incontrino in un pronto soccorso, lui con un polso infortunato e lei zoppicante, e l’inevitabile colpo di fulmine scatta immediatamente, ma sarà solo più avanti che ognuno dei due realizza chi ha di fronte. Il riconoscimento tra i due protagonisti avviene non appena i loro sguardi si incrociano, la sensazione di “casa” è devastante, porta in sé tutta la consapevolezza che nessun altro incontro potrà aggiungere nulla di più alla paura e all’incomprensibilità di un legame tanto assoluto (bella la metafora di lei che vende case e di lui che è in lei che trova, appunto, casa).

Sul palcoscenico si muovono anche le loro anime (gli eccellenti danzatori Lorena Lupi e Lorenzo Iacono) che si desiderano, si prendono, si rincorrono, si amano, si odiano, si lasciano, si cercano, si ritrovano, fino a perdersi del tutto, in una danza ora gioiosa, ora sofferta, ora palpitante. E qui abbiamo intravisto diversi sguardi lucidi di commozione tra il pubblico, alternati a sane risate nei momenti più divertenti dello spettacolo.

 

Parole e silenzi (anime in viaggio)”, magistralmente diretto da Nicola Fabrizio, racconta l’Amore della vita, quello con l’A maiuscola, ma a volte vivere una relazione “seria” spaventa, perché a remare contro la voglia di lasciarsi andare arrivano troppe resistenze mentali bloccanti e che non permettono di vivere serenamente una storia d’amore. Lo spettacolo procede senza sbavature su due piani espressivi, uno narrativo reale e uno onirico, e si chiude con una frase che è anche il titolo della silloge poetica dell’autrice e sceneggiatrice dello spettacolo, la psicologa, saggista e poetessa, Vanna Alvaro, “Ti farò dono di una pietra, ti farò dono di una porta”.

 

Allo spettacolo va anche un’altra nota di merito per l’apprezzabile scelta di aderire alla campagna “Posto Occupato“, campagna virale e gratuita partita da Rometta (Messina) nel 2013, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione nei confronti di un fenomeno, la violenza sulle donne, che si configura come una piaga sociale, purtroppo, oltre il limite dell’emergenza e che consiste nel lasciare un posto vuoto in prima fila della platea, con una rosa rossa appoggiata sulla poltrona.

 

Posto Occupato non è un’azione politica, ma una campagna di sensibilizzazione permanente – spiega Vanna Alvaro, autrice del lavoro teatrale – la cui finalità è quella di tenere un posto occupato in prima fila per una donna che magari avrebbe voluto esserci, ma che purtroppo non potrà mai più, perché è stata uccisa per mano di colui che diceva di amarla. Il mio desiderio è che un posto vuoto, con soltanto un fiore, una rosa, una sciarpa rossa, venga lasciato in prima fila in qualsiasi platea, non soltanto teatrale, per ogni evento artistico, musicale, culturale, perché la sensibilizzazione circa l’odioso fenomeno della violenza sulle donne, non è mai abbastanza. Quelle donne cancellate sono un assenza-presenza, una memoria tangibile e quel posto silenzioso urla forte e suggerisce di non sottovalutare mai e poi mai i sintomi della violenza ”.

 

Per saperne di più sulla campagna “Posto Occupato” si può visitare il sito www.postoccupato.org oppure scrivere a info@postoccupato.org

 

 

 

 

 

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