Nella Giornata Mondiale della Poesia, accosterei alla bella lirica ungarettiana da te citata, Andrea, i sublimi versi di Rainer Maria Rilke: Oh dimmi, Poeta, cosa fai?/ Io canto/ Ma ciò che è mortifero, il mostruoso,/ come lo sopporti,come lo accogli? /Io canto./ Ma ciò che non ha nome, e’ anonimo,/ come puoi, Poeta, chiamarlo? / Io canto./ Donde il tuo diritto, in ogni costume,/ in ogni maschera di essere vero?/ Io canto./Come possono conoscerti la quiete/ e il furore, la stella e la tempesta?/ Io canto.
Nella Giornata Mondiale della Poesia, accosterei alla bella lirica ungarettiana da te citata, Andrea, i sublimi versi di Rainer Maria Rilke: Oh dimmi, Poeta, cosa fai?/ Io canto/ Ma ciò che è mortifero, il mostruoso,/ come lo sopporti,come lo accogli? /Io canto./ Ma ciò che non ha nome, e’ anonimo,/ come puoi, Poeta, chiamarlo? / Io canto./ Donde il tuo diritto, in ogni costume,/ in ogni maschera di essere vero?/ Io canto./Come possono conoscerti la quiete/ e il furore, la stella e la tempesta?/ Io canto.
Bellissimo davvero questo accostamento, Fiorella!