Archive for agosto, 2010

venerdì, agosto 27th, 2010

apollo_dafne A proposito del mito di Apollo e Dafne, a parte lo stupendo marmo del Bernini che ammiriamo in questa fotografia (non mia), come non pensare ai versi ovidiani delle METAMORFOSI (I, 450-567)? Ebbene, con tale mito mi sono misurato nei versi inediti che presento oggi. Versi scritti per guarire oppure per ammalarsi…meglio? Il lettore potrà comunque osservare -nella prima quartina del mio sonetto- due endecasillabi con parole sdrucciole sotto accento di sesta; a suggerire (credo di poter dire) una intonazione non mellificata della composizione. A conti fatti si è trattato, per me, di un infuocato agosto romano nel segno della nostra grande tradizione lirica… il titolo del sonetto, infine, vuole accennare ad una poesia dello scorso anno sullo stesso tema (non pubblicata nel blog). Ma è tempo di presentare i miei versi:

DEJA VU

E’ questo il solo modo di parlarti
senza rischiare d’essere freddato:
ché temo le invincibili tue arti,
gradite un tempo al cuore mio stregato.

Chiaro mi è apparso il gioco delle parti
nel giorno stesso in cui, da te lasciato,
mi ritrovai nel mito, per amarti:
o Dafne che sfuggivi al dìo malato!

i baci miei stampati sul tuo legno
han reso la mia sorte assai grottesca;
destando in te (presumo) quell’affetto

del tutto confacente al tuo ritegno.
Boato, scroscio di saracinesca:
il sisma dell’ Abruzzo nel mio petto.

Andrea Mariotti, poesia inedita del 27 agosto 2010

sabato, agosto 14th, 2010

romana1 Mesi addietro, una mia amica che stimo molto mi ha chiesto una poesia sulla “donna d’oggi”. Le ho risposto di sì con non poche perplessità, dovute alla rischiosità del tema; nel senso del pericolo di una (cattiva) retorica nella quale mi sarei potuto imbattere strada facendo. Ma, ieri sera, con spirito di leggerezza, eccomi a scrivere versi di stretta osservanza petrarchesca (affidandomi in sostanza al procedimento stilistico della astrazione lirica, che trova nell’autore del CANZONIERE un maestro di insuperabile purezza). Lascio ai visitatori del presente sito ogni possibile valutazione circa il risultato da me raggiunto. Io posso soltanto affermare che è stato dolce abbandonarmi, in questa occasione, alla sirena dell’intimità lirica; rivisitando “il MADRIGALE…una forma breve di poesia per musica, elaborata nel Trecento con lo sviluppo della polifonia profana…gli esempi più antichi sono i quattro inseriti da Petrarca nel CANZONIERE” (cito da Pietro G. Beltrami, GLI STRUMENTI DELLA POESIA; pag.128; Bologna, Società editrice il Mulino, 1996). Ed ecco i miei versi:

MADRIGALE

I tuoi lunghi capelli sono fregi
d’una bellezza antica, misteriosa;
di quante lotte sèrbano la storia!

ragionar teco d’altri sortilegi
che finemente spandi come rosa,
mi attirerà le spine oppure gloria?

ti canto, donna; ascolto la tua voce
onirica e silvana, vaga e atroce.

Andrea Mariotti, poesia inedita del 14 agosto 2010