Archive for agosto, 2012

lunedì, agosto 13th, 2012

Per chi lo conosce, Silvio Parrello è sinonimo di un coraggio a tutto tondo, solare, nel difendere e alimentare la memoria pasoliniana. E’ dal novembre 2009 che mi onoro della sua amicizia; spesso vado a fargli una visita, nel quartiere romano di Monteverde (dove ho trascorso la mia prima giovinezza e dove si trova il suo studio di poeta e pittore, LO SCRITTOIO, in via Ozanam, quasi all’incrocio con via Donna Olimpia). Talvolta raggiungo il suo studio senza preavviso, per il piacere di fargli una piccola sorpresa; ed è dolce, per me, osservarlo seduto accanto alla finestra, immerso in un profondo silenzio, intento magari a dipingere un quadro, ignaro sul momento della mia presenza. Poi si accorge di me, un attimo dopo, ed ecco arrivarmi quella ventata di calda, genuina simpatia che è poi lo spessore umano di Silvio, di cui ho cercato di rendere conto anzitutto a me stesso in una poesia a lui dedicata (vedi “archivi” di dicembre del 2009 nel presente blog). Mi piace riconoscere qui che da un uomo come Silvio Parrello, poeta e pittore, il “Pecetto” di RAGAZZI DI VITA (fortunato romanzo di Pier Paolo Pasolini, 1955, ambientato nelle borgate romane) io ho tratto la forza di portare a compimento, lo scorso anno, la memorizzazione di un carme non facile come la leopardiana GINESTRA; giacché Silvio, oltre a svariate e complesse poesie di Pasolini, è capace di declamare con formidabile memoria per più di venti minuti il famoso articolo COS’E’ QUESTO GOLPE? IO SO, apparso sul CORRIERE DELLA SERA il 14 novembre del 1974; lucido, profetico e torrenziale testamento civile del grande scrittore e regista (e non di rado Silvio declama tale articolo nei licei romani). Premesso ciò, è venuto il momento di presentare (per la prima volta nel mio blog) una “ballata” di Silvio Parrello a me dedicata, e da lui scritta il mese scorso ( la foto qua sopra, mia, è stata scattata pochi giorni fa nello studio di Parrello):

SALO’ ULTIMO ATTO

Salò: scaturì il complotto
che nessuno ha mai pensato;
sono il solo che l’ha detto,
presto anche pubblicato.
Ora è chiaro quel delitto,
fu con cura organizzato:
nella trama c’è di tutto,
il mandante fu lo Stato.
Partì certo da quel furto
in agosto consumato
con richiesta di riscatto
che mai fu pagato.
Proiettato, sono certo,
fu visto e commentato
nell’interno d’un salotto
di un potente insospettato.
Poi il film fu nascosto,
in un giardino sotterrato;
rinvenuto in un posto
ch’era un prato abbandonato.
Ora il caso l’ho composto
e inviato al magistrato,
uomo ligio ed esperto
che mi ha pure convocato.
Così il caso si è riaperto
ma sarà riarchiviato,
perché credo sia coperto
dal segreto dello Stato;
che oggi ancora infetto
ha sempre depistato,
pilotando il verdetto
con Pelosi condannato.
Ma non cede il “Pecetto”,
non si è mai rassegnato;
il fascicolo sottratto
sarà a lui consegnato.
Quando il “gobbo” sarà morto
e alla storia tramandato,
Pasolini come risorto
sarà così riabilitato.

Poesia inedita di Silvio Parrello del luglio 2012

P.S. Mi permetto di ricordare che Silvio ed io abbiamo partecipato al film di Pio Ciuffarella dal titolo L’OPERAIO DEI SOGNI, presentato a Roma nell’aprile scorso presso la Casa del Cinema, naturalmente dedicato alla figura di Pier Paolo Pasolini (“archivi” di aprile e di giugno del corrente anno nel blog).

giovedì, agosto 2nd, 2012

E’ la sera del 2 agosto 2012, ma faccio ancora in tempo a ricordare (avendo lavorato tutto il giorno) la strage alla stazione di Bologna di trentadue anni fa: quando, alle 10,25 di un sabato che si annunciava spensierato, scoppiò una vigliacchissima bomba capace di uccidere 85 persone e di ferirne 200. I mandanti, di tale strage, tuttora nella nebbia. Povera patria, ha intonato a suo tempo Franco Battiato… la strage di Bologna, al pari di Piazza Fontana, è un macigno che pesa sulla nostra coscienza democratica senza tanti giri di parole. In onore e in memoria del sangue versato quel giorno da inermi cittadini, ecco questa mia foto scattata qualche anno addietro all’interno della gotica chiesa di Santa Anastasia, a Verona (si tratta della bellissima statua del Redentore scolpita da Danese Cattaneo, nel 1565).