Archive for luglio, 2012

martedì, luglio 31st, 2012

E così il mese di luglio del corrente anno 2012 sta finendo: fra spread alle stelle, incendi in Sardegna ed anche nel centro di Roma; e l’elenco delle iatture sarebbe lungo, per quanto riguarda il nostro Paese (a preoccupare, soprattutto, un tasso di disoccupazione che la dice lunga sullo stato reale delle cose). Fa molto caldo, peraltro; con questi meteorologi nostrani in vena di evocazioni mitico-letterarie (alludendo alla personificazione dei bollori nord-africani battezzati via via con i nomi di Caronte, Minosse e adesso Ulisse). Fa molto caldo, ripeto; eppure, come già mi è capitato intensamente nel 2008, durante un mio soggiorno in Umbria , il mio sangue diventa talvolta freddo in piena estate. Per qualche piccolo sforzo introspettivo necessario di questi tempi (in armonia con quanto Seneca raccomanda al suo Lucilio: “…Da questi opprimenti padroni, che comandano ora alternativamente, ora tutti quanti insieme, ti libera la saggezza…se vuoi che ogni cosa ti sia soggetta, sottomettiti alla ragione. Governerai molti, se ti governerà la ragione…”; Seneca, LETTERE MORALI A LUCILIO, IV, 37, Mondadori). Ciò che ho scritto finora può forse servirmi per presentare dei miei antichi versi risalenti a trent’anni addietro, di gusto aforistico, credo, e non del tutto ingenui , a rileggerli oggi (la foto qua sopra è stata da me scattata nel 2007 a Le Mont Saint-Michel):

rimane solamente
la mistica penombra
di clausura
dove crescono sicuri
i fiori del decoro

Andrea Mariotti, poesia del 1982, poi inclusa in Lungo il crinale, 1998, Bastogi Editrice Italiana.

sabato, luglio 21st, 2012

Da non perdere, in occasione del ventennale della strage di via D’Amelio, la puntata di giovedì scorso di La storia siamo noi (naturalmente in prima serata, alle ore 23,40, su Rai2). Agnese Borsellino, infatti, moglie di Paolo, intervistata da Giovanni Minoli, ha ricordato come il marito, dopo la strage di Capaci, perfettamente consapevole del conto alla rovescia per lui scattato, uscisse di casa da solo non poche volte di mattina; magari per comprare il giornale o le sigarette (nell’intento di “nascondere” ai mafiosi la sua scorta, fatta di ragazzi generosi che poi, effettivamente, trovarono con il giudice la morte in quella tragica domenica del 19 luglio 1992). Confesso di essermi sentito profondamente commosso nell’apprendere questo particolare tutt’altro che secondario; particolare che la dice lunga sull’altezza morale di Paolo Borsellino. Ricordo perfettamente quel pomeriggio di vent’anni fa: ero in un bar di Celano (L’Aquila), a ristorarmi dopo un’escursione in montagna; ed ecco l’urlo delle sirene diffuso dalla televisione, il fumo, e la tremenda notizia non inaspettata, purtroppo, dal giorno della precedente strage di Capaci. Amare le mie lacrime, quel pomeriggio di luglio. Per Giovanni Falcone non avevo pianto (o meglio, lo avevo fatto interiormente); ma per Paolo Borsellino sì; non riuscendo ad accettare il fatto che non si fosse stati in grado di proteggerlo, di sottrarlo alla condanna mafiosa. Oggi, naturalmente, comprendo meglio come mai e poi mai Paolo Borsellino avrebbe per così dire abbandonato la nave proprio nel momento più grave e delicato; ucciso Giovanni Falcone, infatti, chi altri se non lui, Borsellino, avrebbe potuto portare avanti la lotta contro la mafia con la professionalità, l’acume e il coraggio sempre condivisi con l’amico Giovanni, nonostante il pericolo incombente? Ed anche mi ha fatto bene, in un certo senso, per tornare alla trasmissione di ieri sera, rivedere l’allora Capo dello Stato Oscar Luigi Scalfaro quasi travolto fisicamente dalla folla inferocita alle esequie di Borsellino e dei ragazzi della scorta…ecco uno che non “auspica” ma che ci ha messo sul serio la faccia, ho pensato ieri sera. Ma che il cattolicissimo Scalfaro fosse un galantuomo autentico, non è un mistero per nessuno. Tuttavia non voglio inquinare questo breve scritto con allusioni troppo evidenti al nostro povero presente. Intendo soltanto sottolineare, come tanti, che davvero uomini come Giorgio Ambrosoli, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino ( per fare i nomi che adesso mi vengono in mente) sono i pilastri vivi e portanti della nostra società civile, la parte migliore del nostro Paese sfigurato da quello che è venuto dopo (in termini di pessima politica, eticità irrisa, corruzione alla grande e via dicendo). A Paolo Borsellino comunque, per chiudere, dedico la foto qua sopra da me scattata all’ interno della stupenda Martorana di Palermo, nel 2009.

lunedì, luglio 16th, 2012

Stavamo in pensiero! ma Lui, L’Unto del Signore, mosso a pietà dalle sorti del Belpaese, ha annunciato il suo ritorno; senza colpi di grancassa; anzi, forte d’una bella cura dimagrante a livello personale e di cessioni eccellenti riguardo al dorato e innocente mondo del pallone. Veramente esemplare, tutto ciò! e che dire della recente intervista in esclusiva su Canale 5 (guarda caso) concessa da Francesco Schettino, l’incompreso comandante della Costa Concordia (intervista pagata profumatamente, sembra)? La tragedia del 13 gennaio scorso (32 le vittime, se non ricordo male) davanti all’isola del Giglio, comincia ad essere acqua passata, evidentemente, per l’intrepido responsabile della nave affondata. Non ci sono più parole per dare conto del gravissimo, storico avvelenamento in senso antropologico che l’Unto con i suoi servitori continua a dispensarci, grazie al proprio potere mediatico. Chissà perché mi è venuto in mente di presentare qua sopra una mia foto scattata all’interno del Mausoleo di Teodorico, a Ravenna…emblema della nostra pazienza ormai mutilata, speriamo?