Archive for the ‘Poesia introspettiva’ Category

giovedì, Ottobre 29th, 2015

Tagore

Per una volta, viaggiatore, sii imprudente,

allunga la tua strada.

Al risveglio, sii come il giorno prigioniero

di una notte di nebbia.

 

Non evitare il giardino dei cuori persi,

va’ in fondo, al termine del cattivo cammino,

dove l’erba è un tappeto di fiori rossi in abbandono,

dove malinconiche acque si dirigono verso il mare

ondoso.

 

A lungo, senza riposo, hai vegliato

sul peso di anni inutili.

Che sia infine tutto dissolto!

Ti resta la gioia disperata d’aver perso tutto.

 

Rabindranath Tagore, da Pushpanjali

sabato, Settembre 19th, 2015

untitled

Questa mattina è venuto a mancare mio zio di parte materna Marco Calcagni, artista di notevole spessore di cui il visitatore del presente blog potrà farsi un’idea, se vorrà, direttamente dalla Rete tramite la voce “marco calcagni pittore”. A zio Marco, al quale sia lieve la terra, dedico commosso la mia poesia inedita scritta lo scorso aprile dopo essermi recato a visitarlo in ospedale:

 

TRENO PER CESANO

 

Dell’umana sofferenza fortezza

che impettita stai sulla collina:

non rivederti da un decennio!

il tempo, disserrato, dalla morte

di mia madre. Ora tocca a suo

fratello, inoperabile. Familiarità

coi padiglioni, nel pomeriggio

limpido d’aprile…eccolo, mio

zio canuto e fiero a Garibaldi

somigliante! gli occhi azzurri

imperiosi e belli ed anche dolci,

aspettandomi da giorni. Scambio

di doni: l’ultimo mio libro di poesie

per un fine catalogo d’artista

o zio devoto a Bacco e fumatore

ricordo le barzellette tue condite

con le omeriche risate che lacrime

strappavano al nipote ombroso!

e soprattutto ripenso al tuo grande

cuore in quel lontano giorno in cui

morì mio padre: tutti a pranzo da te.

 

Andrea Mariotti, poesia inedita, aprile 2015

 

 

 

 

sabato, Settembre 12th, 2015

2014-09-05 13.20.34

Il 12 settembre del 1981, di sabato, moriva Eugenio Montale, il poeta più rappresentativo del nostro Novecento e Premio Nobel per la Letteratura nel 1975. Del grande Genovese (a quarant’anni di distanza dall’alto riconoscimento) è particolarmente dolce rileggere una delle sue poesie più toccanti dedicata alla moglie scomparsa:

 

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale

e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.

Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.

Il mio dura tuttora, né più mi occorrono

le coincidenze, le prenotazioni,

le trappole, gli scorni di chi crede

che la realtà sia quella che si vede.

 

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio

non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.

Con te le ho scese perché sapevo che di noi due

le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,

erano le tue.

 

Eugenio Montale, SATURA (1971), Xenia II, 5

giovedì, Giugno 25th, 2015

images

A TIZIANA PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA

Tu benvenuta a Roma, o nipotina
cara! sei anni sono già trascorsi
da quando a Quito disegnavo gli orsi
e le balene per te piccolina…

e serpenti, gorilla o birichina
chiedevi pure a me senza rimorsi;
e che risate poi squillanti ai morsi
di perfidi leoni, signorina!

Tiziana cara che adesso hai nove anni,
le cornacchie gracchianti a perdifiato
disturbano qui a Roma il mio risveglio;

tu chiedimi pertanto un barbagianni,
seppure ad oggi mai da me effigiato:
chissà che poi tuo zio non s’alzi meglio
?

Andrea Mariotti, poesia inedita, giugno 2015

domenica, Maggio 31st, 2015

Cielo

 

LA  FOTO

 

In quella pozzanghera plumbea

hai veduto il riflesso del cielo

e ti sei fermata, domenica

scorsa; mentre io tiravo dritto

dimenticando il tuo occhio

che non disdegna la pula.

Sei venuta dalla terra natale

affrontando disumane fatiche;

ma il tuo sguardo d’Olimpo

ora è qui, invisibile faro nel buio

abbagliante del mare.

 

Andrea Mariotti, poesia inedita dell’aprile 2014

 

P.S. la foto qua sopra, posteriore nel tempo a quella che ha ispirato i suddetti versi, ovviamente non è mia.

 

sabato, Marzo 21st, 2015

Portovenere

 

Così stregato è il Golfo dei Poeti?

eccomi sul traghetto

che da Lerici tocca

Portovenere; e ambrosia

è pronta a fior di mare,

per chi Bellezza voglia contemplare.

Sei tu a rapirmi gli occhi,

fanciulla donna: funerea gioia,

la vista del tuo volto

offerto al sole. D’ambo

i lati il collo fletti,

di papavero in guisa.

 

Che Venere possente,

imporpori d’amore il salvagente

dei versi per te scritti.

 

Andrea Mariotti, poesia del 2001, poi inclusa in Spento di sirena l’urlo, Ibiskos editrice Risolo, 2007.

 

 

 

domenica, Marzo 8th, 2015

untitled

 

CINQUE  MARZO

 

Lo ricordo bene il cinque marzo

del Settantuno: indignato scrutavo

a sera un cielo bianco e avaro.

“Perché a Roma no?”, mi chiedevo

offeso per un’omissione grave.

Di colpo i fiocchi caddero; asciutti

perseveranti e grandi: di fede degni.

Io ebbro di felicità…e questa foto

di mio padre sul tavolino, ora che

sto scrivendo: sguardo fiero e senza

cappotto, papà sul bianco strato.

 

Niente neve quest’oggi a Roma,

cinque marzo 2015: ma il freddo

brusco di mezzogiorno e il cielo

latteo, lo stesso di quel perduto

tempo, una primula sbocciare

han fatto nella mia memoria.

 

 

Andrea Mariotti, poesia inedita del marzo 2015.

 

                             

 

 

 

 

 

 

 

 

 

venerdì, Agosto 1st, 2014

Giglio di San Giovanni

 

GIGLIO  DI  SAN  GIOVANNI

 

Domenica in montagna

dal sole rallegrata,

in questa estate bigia

che l’animo incupisce.

Parlavo, lo ricordo bene,

del godimento di vette

e fiori e tu che mi ascoltavi,

o rosso lampo ai margini

della faggeta oscura!

 

Andrea Mariotti, poesia inedita del 31.7.14

 

 

 

giovedì, Ottobre 24th, 2013

Phalloides

Domenica scorsa, lungo un bellissimo sentiero di montagna (le querce come campanello d’allarme), ecco per terra quello che volgarmente è chiamato anche L’Angelo Sterminatore (50 grammi di esso, ingeriti, portano a morte quasi certa): si tratta del fungo osservabile nella foto qua sopra, da me scattata con imperizia, forse; ma non fino al punto di non consentire l’identificazione del micidiale frutto della terra. E dire che da tempo immemorabile questo fungo viene scambiato per un agarico, una russula o un tricoloma, da cercatori improvvidi: un errore che conduce alla morte, senza che la medicina possa in alcun modo intervenire. Questo il “cappello” (per rimanere in tema) onde presentare una mia brevissima lirica di undici anni fa (ispirata per l’appunto dall’osservazione del fungo che prima d’ogni altro occorre conoscere) :

Phalloides

ha il fegato in appalto,
quel figlio di tignosa.
La madre come sposa
fino al blocco renale.

Andrea Mariotti, poesia del 2002, poi inclusa in Spento di sirena l’urlo, 2007, Ibiskos Editrice Risolo.

venerdì, Maggio 24th, 2013

Fiorentini

Ho conosciuto Claudio Fiorentini recentemente, in occasione della prima presentazione romana ( in data 13 maggio scorso) dell’antologia letteraria L’EVOLUZIONE DELLE FORME POETICHE- la migliore produzione poetica dell’ultimo ventennio (1990-2012). Dell’antologia in oggetto, curata da Ninnj Di Stefano Busà e Antonio Spagnuolo (Kairòs Edizioni, gennaio 2013), ho già avuto modo di parlare a più riprese nel presente blog. Ora mi preme dire qualcosa, qui, di Claudio; poeta, romanziere e pittore di rilievo (raggiungibile sulla Rete all’indirizzo claudiofiorentini.it). Dopo aver letto il suo romanzo Io parlo Jazz, di gusto sperimentale (da me apprezzato per la capacità dell’autore di rendere strutturali le incessanti digressioni narrative in osmosi, per l’appunto, con il jazz) si è rafforzata, dentro di me, l’idea di un temperamento artistico -quello di Claudio Fiorentini- veracemente estroso. Così dicendo, alludo -insisto- all’estro non manierato, in grado, all’occorrenza, di accantonare il “barocco” per farsi, volendo seguire una suggestione critico- figurativa, “pietra serena”, al servizio di una pronuncia poetica severa e asciutta: come nel bellissimo “notturno” qui di seguito leggibile (con il consenso dell’autore), tratto dalla silloge Incauta Magia del Mentre (Kairòs Edizioni, 2012):

In questa scalza notte
Felpate idee sorvegliano
Qualora illudermi volessi
Che ancora esiste Dio

Quiete d’intanto si dilata
Mentre apostata palpito
Denso e buio
Mi trangugia

Ch’io mi perda e non travisi
Quanto ancor resta sconosciuto
A far di vita semina
Perenne
.

Poesia di Claudio Fiorentini

P.S. la foto qua sopra è del poeta stesso.