Archive for luglio, 2017

lunedì, luglio 31st, 2017

…Gl’italiani non bisognosi passano il loro tempo a deridersi scambievolmente, a pungersi fino al sangue.

Come altrove è il maggior pregio il rispettar gli altri, il risparmiare il loro amor proprio, senza di che non si può aver società, il lusingarlo senza bassezza, il procurar che gli altri sieno contenti di voi, così in Italia la principale e la più necessaria dote di chi vuol conversare, è il mostrar colle parole e coi modi ogni sorta di disprezzo verso altrui, l’offendere quanto più si possa il loro amor proprio, il lasciarli più che sia possibile mal soddisfatti di se stessi e per conseguenza di voi.

 

GIACOMO  LEOPARDI (in Giacomo Leopardi/Franco Cordero, DISCORSO SOPRA LO STATO PRESENTE DEI COSTUMI DEGL’ITALIANI, SEGUITO DAI PENSIERI D’UN ITALIANO D’OGGI, Bollati Boringhieri, 2011)

 

P.S. Un antidoto letterario d’eccellenza? la lettura o rilettura attentissima della Sesta Giornata del DECAMERON di Giovanni Boccaccio, laddove “si ragiona di chi con alcun leggiadro motto, tentato, si riscotesse, o con pronta risposta o avvedimento fuggì perdita o pericolo o scorno”…a/m

 

 

sabato, luglio 29th, 2017

 

INTORNO A FEMMINE CHE MAI VORRESTE COME AMICHE di Manuela Minelli, La Vita Felice Editore, 2014

 

La lettura della succitata raccolta di racconti di Manuela Minelli, scrittrice e giornalista, ha suscitato in me piacere e interesse. Si tratta di un libro di non molte pagine ricco però di narrazioni particolarmente dense ed efficaci, dalle quali traspare l’istintiva e profonda capacità d’immedesimazione dell’autrice col vissuto dolente delle sue femmine. Una raccolta in sintesi dalla parte del salato e dell’amaro al retrogusto del lettore, quasi spiazzato dal ritmo travolgente e leggero della scrittura. Così dicendo mi accorgo di essere già arrivato al punto che mi preme. Motivare cioè senza svolazzi e in poche parole sul piano dello stile le ragioni del mio apprezzamento circa i racconti in oggetto. In essi è individuabile in sostanza una divaricazione evidente di significanti e significati; giacché la serenità formale della prosa della Minelli è finalizzata a veicolare -e quindi a potenziare per contrasto nella resa comunicativa- mondi interiori ed eventi sovente tragici: donde i suddetti effetti moltiplicati al palato di chi legge. Questa scrittrice frizzante e fluida, forte di una umanità cordiale nel senso etimologico del termine, si conquista pertanto di racconto in racconto uno sguardo di falco sul reale. Ma non è tutto. Bisognerebbe qui aggiungere le vibrazioni d’ipertesti percepibili all’occhio attento come nel caso dei racconti Le cose spostate e Rugantino e le alghe (nel primo dei due un’atmosfera pirandelliana che avvolge la signora Marisa alla ricerca del senno perduto; nel secondo, un’eco del Pasticciaccio a fronte degli effetti grotteschi prodotti dal monologo in vernacolo del protagonista ucciso e immerso nel lago di Castelgandolfo). Tuttavia il presente brevissimo scritto non può trascurare la vera gemma del libro riferendomi al racconto Gala, toccante cronaca della macabra voglia di leggerezza della protagonista vittima di una grave forma d’anoressia. Qui la prosa di Manuela Minelli risulta fortemente icastica, ovvero tesa all’esattezza, ripensando alla terza delle calviniane LEZIONI AMERICANE. Un’esattezza raggiunta dall’autrice in quanto capace di accantonare coerentemente il patetico in favore di una impassibile e quasi scientifica scansione del tempo, del pochissimo tempo rimasto alla ragazza con la “tartaruga appesa all’ombelico”.

 

Andrea Mariotti

 

 

 

martedì, luglio 25th, 2017

 

Futura Festival

Officina del domani Laboratorio dell’avvenire

 

il Premio per la traduzione “Annibal Caro” sarà assegnato

 

a

 

Franco D’Intino

 

 

Civitanova Marche, Teatro “Annibal Caro”

27 luglio 2017, ore 19

 

Il programma completo del Festival si legge qui:

http://www.futurafestival.it/

 

domenica, luglio 23rd, 2017

 

NEL TUNNEL

 

 

Sassolungo, Piz Boè, la Marmolada;

Sorapis, Pelmo e Civetta, Le Pale

di San Martino: tripudio del Bello,

lentamente scendendo da una cima

del Lagorai non più tardi di alcuni

giorni fa… o Dolomiti, mie germane,

voi come ambrosia sèrbo e inesorabile

arsura: ché di nuovo il diciassette

scorso fumo acre da Castel Fusano,

quello del Duemila pressappoco.

Straziata la pineta o maledetti

asfaltatela bene e buonanotte!

 

 

poesia inedita di Andrea Mariotti, 23 luglio 2017

 

 

sabato, luglio 22nd, 2017

EMOZIONI POETICHE AL SAPORE D’ORIENTE ALL’ISOLA TIBERINA

Terry Olivi e Mariano Ciarletta con i loro libri “Nell’indaco notturno” e “Come Radice”

lunedì 24 luglio ore 19,30, all’Isola del Cinema – Isola Tiberina – Orient Express Sushi Lounge Bar

 

Poesia in Tandem seconda edizione, l’appuntamento letterario in programma questo lunedì 24 luglio all’Isola del Cinema, Isola Tiberina e organizzato da Elisir di Parole in collaborazione con Deacomunicazione Eventi , vedrà protagonisti due poeti pluripremiati, tra le migliori voci poetiche contemporanee. Si tratta di Terry Olivi con il suo “Nell’Indaco Notturno” (La Vita Felice editore) e del salernitano Mariano Ciarletta, con il suo “Come Radice” (Paguro Edizioni), che a soli venticinque anni ha collezionato una lunga serie di premi e riconoscimenti, tra i quali la nomina a Barone, dal Principe Cammarano Zampeschi. Due diversi stili a confronto quelli di Terry e di Mariano, che hanno raccolto nelle loro sillogi di poesie liriche musicali, suggestive, evocative. Diversi gli stili, perché diverse le persone, le anime, le penne. Terry Olivi “Nell’Indaco Notturno” (La Vita Felice Editore) parla al lettore con una poesia più immediata, che talvolta diventa haiku, ovvero quel componimento poetico di stile giapponese, condensato in tre versi, spesso ispirato da elementi naturali, un momento di bellezza o un’esperienza emozionante. Sono emozioni intense quelle di Terry, che in tutte le pagine dialoga col padre che ha cambiato dimensione e accoglie l’esigenza di fermarsi ad ascoltare i battiti del cuore nel caos della vita, meditazioni sul tempo e sui miracoli della natura. Questo e molto altro ancora nelle poesie zen di Terry Olivi. Una poesia zen come respiro dell’anima, e forse è anche per questo che Elisir di Parole ha scelto come palcoscenico lo spazio dell’Orient Express Sushi Lounge Bar, un angolo di Giappone nel cuore della Città Eterna.

La poesia di Mariano Ciarletta, e in particolare dell’ultimo libro che verrà presentato lunedì sera, “Come Radice” (Paguro Edizioni), si nutre di lirismi, di classicismi e si intuisce una costante ricerca della parola. Qui la poesia è intesa come forza divina che accorda pensieri e parole, umano e divino, in una musicalità che incanta il lettore e che ha una valenza magica e religiosa. Spesso è drammatica, per quel mal de vìvre che appare distonico in un venticinquenne solare e figlio dei nostri tempi, laureato in gestione e conservazione del patrimonio archivistico e librario alla facoltà dei Beni culturali di Salerno, ma che poi è il tema universale che da sempre permea l’essere umano.

Lo scrittore Alessandro da Soller, che per Poesia in Tandem sarà in veste di jazzista, regalerà alla platea intermezzi musicali blues con il suo sax.

Organizzato dall’associazione culturale Elisir di Parole e condotto dalla scrittrice e giornalista Manuela Minelli, la seconda edizione di Poesia in Tandem verrà ripresa dalla web tv Hto.tv che trasmette in streaming.

 

Per coloro che vorranno restare a cena dopo la kermesse letteraria, è consigliata la prenotazione all’Orient Express Sushi Lounge Bar al numero 328 284 0724.

 

(M.M.)

 

 

giovedì, luglio 20th, 2017

 

E’ scomparso Pino Pelosi stanotte a Roma. Rispetto per i morti, è sacrosanto; ma certamente è difficile dire in questo caso “sia lieve…”. Di seguito, la mia poesia dedicata a Pier Paolo (apparsa sul presente blog in data 2/11/14 e poi sulla rivista letteraria I Fiori del Male (n.65, settembre-dicembre 2016)…a/m:

 

A  PASOLINI

 

Silenzio fondo, e la Torre

da te amata contro un cielo

di cobalto ieri a Chia: ultimo

sabato d’ottobre, a trentanove

anni dalla tua morte. O Paolo,

o Pizia capace di scrutare

i nostri giorni vili e ottusi!

chiuse, le bocche dei sapienti

ancor vivi che ti sono stati

accanto: più bravi di Maradona,

nel dribblare serie domande

sul tuo conto (dall’alto d’uno

sguardo condito col sorriso).

 

Chiusa la Bocca della Verità;

pardon, di quella Rana vittima

indignata, oggi: non ha pagato

forse per tutti? e sterco, sterco,

Pier Paolo, dall’ingranaggio

che ben sai: supermercati

vuoti e smartphone gratis

su cui fissare inebetiti sguardi,

altro che poesia delle borgate

 

 

poesia di Andrea Mariotti

 

                   

              

              

              

                

           

 

 

             

 

mercoledì, luglio 19th, 2017

 

19 LUGLIO 1992 – 19 LUGLIO 2017

 

In occasione del venticinquesimo anniversario della strage di via D’ Amelio a Palermo, ripropongo il mio breve scritto apparso sul presente blog in data 21/7/2012:

Da non perdere, in occasione del ventennale della strage di via D’Amelio, la puntata di giovedì scorso di La storia siamo noi (naturalmente in prima serata, alle ore 23,40, su Rai2…). Agnese Borsellino, infatti, moglie di Paolo, intervistata da Giovanni Minoli, ha ricordato come il marito, dopo la strage di Capaci, perfettamente consapevole del conto alla rovescia per lui scattato, uscisse di casa da solo non poche volte di mattina; magari per comprare il giornale o le sigarette (nell’intento di “nascondere” ai mafiosi la sua scorta, fatta di ragazzi generosi che poi, effettivamente, trovarono con il giudice la morte in quella tragica domenica del 19 luglio 1992). Confesso di essermi sentito profondamente commosso nell’apprendere questo particolare tutt’altro che secondario; particolare che la dice lunga sull’altezza morale di Paolo Borsellino. Ricordo perfettamente quel pomeriggio di vent’anni fa: ero in un bar di Celano (L’Aquila), a ristorarmi dopo un’escursione in montagna; ed ecco l’urlo delle sirene diffuso dalla televisione, il fumo, e la tremenda notizia non inaspettata, purtroppo, dal giorno della precedente strage di Capaci. Amare le mie lacrime, quel pomeriggio di luglio. Per Giovanni Falcone non avevo pianto (o meglio, lo avevo fatto interiormente); ma per Paolo Borsellino sì; non riuscendo ad accettare il fatto che non si fosse stati in grado di proteggerlo, di sottrarlo alla condanna mafiosa. Oggi, naturalmente, comprendo meglio come mai e poi mai Paolo Borsellino avrebbe per così dire abbandonato la nave proprio nel momento più grave e delicato; ucciso Giovanni Falcone, infatti, chi altri se non lui, Borsellino, avrebbe potuto portare avanti la lotta contro la mafia con la professionalità, l’acume e il coraggio sempre condivisi con l’amico Giovanni, nonostante il pericolo incombente? Ed anche mi ha fatto bene, in un certo senso, per tornare alla trasmissione di ieri sera, rivedere l’allora Capo dello Stato Oscar Luigi Scalfaro quasi travolto fisicamente dalla folla inferocita alle esequie di Borsellino e dei ragazzi della scorta…ecco uno che non “auspica” ma che ci ha messo sul serio la faccia, ho pensato ieri sera. Ma che il cattolicissimo Scalfaro fosse un galantuomo autentico, non è un mistero per nessuno. Tuttavia non voglio inquinare questo breve scritto con allusioni troppo evidenti al nostro povero presente. Intendo soltanto sottolineare, come tanti, che davvero uomini come Giorgio Ambrosoli, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino ( per fare i nomi che adesso mi vengono in mente) sono i pilastri vivi e portanti della nostra società civile, la parte migliore del nostro Paese sfigurato da quello che è venuto dopo (in termini di pessima politica, eticità irrisa, corruzione alla grande e via dicendo). A Paolo Borsellino comunque, per chiudere, dedico la foto qua sopra da me scattata all’ interno della stupenda Martorana di Palermo, nel 2009.

 

Andrea Mariotti

 

martedì, luglio 18th, 2017


DANZANDO VOLUTTA’ E PASSIONE
Eleonora Abbagnato sarà Carmen sabato 22 luglio al Teatro Romano di Ostia Antica
di Manuela Minelli
Dopo varie rappresentazioni in Italia e in Europa, finalmente il balletto di Amedeo Amodio approderà al Teatro Romano di Ostia Antica sabato prossimo.
Questa Carmen, prodotta da Daniele Cipriani Entertainment, presentato nell’ambito della seconda edizione de “Il Mito e il Sogno” – Ostia Antica Festival 2017, dopo il recente successo ottenuto nei maggiori festival e teatri, oltre all’étoile italiana dell’Opéra di Parigi, nonché Direttore per la Danza del Teatro dell’Opera, Eleonora Abbagnato, vede in scena anche il primo ballerino cubano Amilcar Moret Gonzalez, apprezzato anche in diversi palcoscenici europei, nella parte di Don José, mentre Giacomo Luci e Giorgia Calenda saranno rispettivamente Escamillo e Micaela.
Eleonora Abbagnato stravolge l’immagine della Carmen tradizionale, occhi nerissimi e riccioli neri, portando sul palcoscenico una seducente Carmen bionda e dallo sguardo azzurrissimo, sicuramente più dolce ed eterea del passionale personaggio a cui siamo abituati.
Solisti e danzatori italiani completano il cast di questo balletto, danzando sulle celeberrime note tratte dall’opera di Georges Bizet – che musicò anche l’altrettanto celebre novella di Prosper Merimée – adattata con interventi musicali originali di Giuseppe Calì e con le scene e costumi di Luisa Spinatelli.
Il soggetto è ormai noto a tutti, è stato rappresentato e rivisitato in mille modi, tuttavia il balletto di Amodio, ne è una rilettura altamente originale in cui l’azione si svolge dietro le quinte e i protagonisti sono i musicisti o il personale tecnico della compagnia che, in questo “teatro nel teatro”, vengono catturati dai fantasmi del dramma appena rappresentato e spinti a immedesimarsi in ognuno dei personaggi – Carmen, Don José, Micaela ed Escamillo – per rivivere quel fatale condensato di intrecci.
Sebbene la luminosa bellezza normanna di Eleonora Abbagnato, lei si cala perfettamente nel ruolo dell’assassina di cuori sivigliana. E infatti, in un’intervista ha dichiarato: “Sarà forse la mia origine siciliana a rendermi particolarmente adatta a ruoli passionali ed istintivi?
All’ultimo Festival di Spoleto infatti, l’étoile Eleonora Abbagnato ha reso omaggio anche a Maria Callas, interpretando il ruolo dell’ardente Tosca pucciniana, che fu uno dei cavalli di battaglia del soprano greco Maria Callas. E anche qui la sua performance ha ricevuto un enorme successo di pubblico e di critica.
Il coreografo Amedeo Amodio racconta che la sua visione di un backstage in cui aleggiano i fantasmi dello spettacolo appena rappresentato, risale al ricordo di una storica rappresentazione dell’Anna Bolena di Donizetti al Teatro alla Scala. Era l’anno 1957, sul podio c’era Gianandrea Gavazzeni e, nei panni della sfortunata regina inglese, addirittura la grande Maria Callas. Amodio, allora giovanissimo ballerino scaligero, era dietro le quinte (interpretava uno dei paggetti) quando, calato il sipario, scese sul palcoscenico e tutto intorno un silenzio sovrannaturale, un silenzio palpabile, un’atmosfera rarefatta in cui, per qualche minuto, tutti quanti – cantanti, musicisti, personale tecnico – si trovarono sospesi nel tempo.
E questa è la medesima atmosfera che Amodio ha ricreato nella sua Carmen.
Quello di Carmen è un ruolo “totem” per la Abbagnato che, proprio interpretando la selvaggia sigaraia sul palcoscenico dell’Opéra de Paris, nell’omonimo balletto di Roland Petit, raggiunse il livello più alto e ambito nella carriera di una ballerina, quello di étoile.
Ora, con il suggestivo sfondo del magnifico teatro antico di Ostia Antica, un’altra eternamente tragica Carmen. “Profondamente consapevole dell’ineluttabilità del momento finale, conduce un gioco trasgressivo ed eversivo, in un impossibile tentativo di sfuggire alla sua sorte – afferma Amedeo Amodio – Un ruolo fosco a cui, con l’alchimia misteriosa di cui sono maestri solo i veri artisti, Eleonora Abbagnato porta le scintille di quella luminosa danza che l’ha consacrata come la più celebre ballerina italiana sulla scena odierna”.
La seconda edizione di Ostia Antica Festival “Il Mito e il Sogno” è organizzata dal consorzio di imprese Antico Teatro Romano, in collaborazione con il Parco Archeologico di Ostia antica. L’iniziativa è parte del programma dell’Estate Romana promossa da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale, con il sostegno di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori e il patrocinio del Municipio X.
Daniele Cipriani Entertainment è la seconda produzione a livello nazionale riconosciuta dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del turismo.
PARCO ARCHEOLOGICO – VIALE DEI ROMAGNOLI 717 – 00119 – OSTIA ANTICA – ROMA
INFOLINE : 06/93800262
EMAIL programmazione@danielecipriani.it
www.ostianticateatro.com
Biglietti in vendita su www.ticketone.it

 

lunedì, luglio 17th, 2017

 

Note letterarie

 

In tono quasi di preghiera, in un linguaggio scabro, semplice, concreto Camillo Sbarbaro con la poesia “Padre anche se tu non fossi il mio” (dalla raccolta “Pianissimo”, 1914) introduce, forse per la prima volta nella Letteratura moderna, la figura del padre. L’invocazione iniziale: “Padre, se anche tu non fossi il mio/ padre, anche se fossi a me/ un estraneo/ per te stesso egualmente t’amerei…” ripresa nell’ultima strofa è particolarmente toccante; ma in tutta la lirica domina sovrano il sentimento d’amore filiale, un amore non patetico, bensì fondato sulla stima della persona per le sue qualità umane. Il poeta “accarezza” i ricordi dell’infanzia sul registro del “pianissimo” con ritroso pudore sotto l’urgenza degli affetti e delle memorie. Non meno toccante la meditazione sui propri rimpianti e sulle immagini del passato “…La tua pazienza/ triste, delicata, ci rubo’ la paura/ fu lezione di giorni uniti alla morte…” nella lirica “Al padre” di Salvatore Quasimodo, la più alta composizione della raccolta “La terra impareggiabile”(1958), giudicata da G. Barberi Squarotti “celebrazione pudicamente commossa, altissimo omaggio al padre”. L’accentuazione degli artifici formali presenti nella poesia, quasi a colmare la caduta delle illusioni; la consapevolezza del male e del dolore esistenziale, consentono al lettore una più intensa, anche se sofferta, partecipazione al ritmo dei versi.

 

Fiorella D’Ambrosio

 

 

sabato, luglio 8th, 2017

 

PREMIO ROMA DANZA 2017

I primi premi assoluti vanno a due italiane

 

di Manuela Minelli

 

La quindicesima edizione del Premio Roma Danza, il concorso internazionale che si divide, alternandosi negli anni, tra danzatori e coreografi (quest’anno riservato ai danzatori), si è conclusa ieri sera nel suggestivo scenario del Teatro Grande dell’Accademia Nazionale di Danza.

Voluto, fondato e diretto quindici anni fa dall’allora Direttore Margherita Parrilla, il Premio Roma- Concorso Internazionale di Danza, nasce sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, divenendo uno dei più prestigiosi concorsi di danza, a livello internazionale. L’obiettivo è stato e continua ad essere quello di dare spazio e visibilità a giovani artisti, favorendo le relazioni tra gli studenti e il mondo del lavoro, anche attraverso contatti e sinergie tra teatri, scuole ed esponenti della danza internazionale.

La neo direttrice dell’AND, la professoressa Enrica Palmieri, ieri sera ha ringraziato tutti i partecipanti giunti da Albania, Cina, Francia, Germania, Giappone, Portogallo, Repubblica Ceca, Serbia, Spagna, Svezia e da diverse parti d’Italia, nonché la giuria internazionale.

L’arduo compito di selezionare i vincitori nelle giornate scorse è spettato a una giuria presieduta da Vladimir Klos, primo ballerino dello Stuttgart Ballet e docente all’Accademia di Mannheim, e composta dalla coreografa spagnola Sol Picó, dal coreografo Pino Alosa, co-direttore artistico della Compañía Nacional de Danza di Madrid, Guilherme Botelho, coreografo brasiliano che ha fondato la compagnia Alias a Ginevra e Guillaume Siard, danzatore e coreografo del Ballet Preljocaj.

La serata di gala del premio Roma si è aperta con la struggente coreografia danzata dalle allieve dell’Accademia, sulle note dell’Ave Maria di Schubert, ed è poi proseguita con le esibizioni dei ragazzi qualificatisi in finale e con le coreografie di contemporaneo delle ragazze del laboratorio coreutico dell’Accademia.

L’emozione, l’energia, la grazia, l’eleganza, la forza, la commozione dei giovani danzatori hanno contagiato il pubblico che ha applaudito ogni esibizione con grande partecipazione.

A ciascun vincitore è stato donato dalla Casa Editrice Gremese, il libro di Flavia Pappacena “Il linguaggio della danza classica”.

Numerose le istituzioni presenti: rappresentanti del Miur, della Regione Lazio e del Comune di Roma, oltre a diversi artisti, ballerini, coreografi e addetti ai lavori.

La serata si è conclusa con la suggestiva esibizione del danzatore ospite Giacomo Luci, formatosi proprio all’Accademia Nazionale di Danza, in passato qualificatosi anch’egli al Premio Roma, e oggi solista del Teatro dell’Opera di Roma, che ha danzato sul brano “E lucean le stelle”, tratto dalla “Tosca”, una coreografia di Juliane Le Stelle.

Marta Napoletano primo premio assoluto nella Categoria Junior ha vinto 2500 euro, Martina Marrocolo, secondo premio per la Danza Classica e Gabriele Rolle secondo premio per la Danza contemporanea e moderna hanno vinto 1000 euro, Francesco Mazza terzo premio per la Danza Classica e Rebeca Zucchegni terzo premio per la Danza contemporanea e moderna si sono portati a casa 500 euro. Mentre al vincitore della Categoria Senior, Erica Bravini primo premio assoluto

sono stati consegnati 5000 euro, ad Angel Garcia Molinero, secondo premio per la Danza Classica

2000 euro, mentre Otani Haruhi terzo premio per la Danza Classica ha meritato 1000 euro.

Uno dei ragazzi che tanto ci è piaciuto per la grazia e la tecnica coreutica della sua coreografia dal sapore zen, il delicatissimo ed elegante Wang Peixian ha vinto il secondo premio per la danza contemporanea e moderna, precedendo la giovanissima Matilde Tommasini, qualificatasi terza per la danza contemporanea e moderna

Altri premi speciali sono andati a Elena Bottaro, Premio Madrid – “Compañía Nacional de Danza de España”, a Luigi Imperato, Premio Alias – Ginevra; a Matilde Tommasini, Premio Amsterdam – “Henny Jurriëns Foundation”; a Francesco Mazza e Rebeca Zucchegni, Premio “Accademia Nazionale di Danza”; a Martina Marrocolo, Francesco Mazza, Gabriele Rolle, Rebeca Zucchegni, Premio “Ballett des Badisches Staatstheaters” Karlsruhe e a Gabriele Rolle e Rebeca Zucchegni, Premio “Ballet Preljocaj Junior” – Aix-en-Provence.

(photo di Cristiano Castaldi)