Archive for agosto, 2016

martedì, agosto 30th, 2016

Chieti5 (1)

 

Oggi, 30 agosto 2016, si svolgeranno ad Amatrice le esequie delle tante vittime del terremoto del 24 scorso. Esattamente un anno fa, domenica 30 agosto 2015, mi trovavo nella città reatina in occasione della sagra dei ben noti spaghetti locali, dopo aver toccato in mattinata la croce di vetta del vicino Pizzo di Sevo assieme agli amici. Non visitavo Amatrice da una vita; mostrandosi davvero la cittadina ai miei occhi nel suo aspetto più ridente, un anno fa. Ora soltanto morte e distruzione; e, speriamo, l’inizio di una seria ricostruzione in tempi ragionevoli. Ma quell’idea demenziale (poi rientrata a seguito della protesta popolare) di celebrare i funerali odierni presso l’aeroporto di Rieti! tant’è che mi permetto di riportare qui di seguito un mio tweet scritto ieri sul filo dell’indignazione più accesa e letto da 230 persone all’incirca nel giro di un’ora, evidentemente per aver espresso da parte mia con amaro sarcasmo un pensiero oggetto di sentita condivisione:

I forti pensatori dello svolgimento delle esequie di Amatrice all’aeroporto di Rieti! Sradichiamoli di nostro i parenti, giusto?

 

Andrea Mariotti

giovedì, agosto 25th, 2016

Saba

Il 25 agosto del 1957 moriva Umberto Saba. Del grande Triestino non può non venirmi in mente la seguente e famosa poesia, appropriata forse in queste giornate di lutto per il disastroso terremoto che ha sconvolto il centro Italia nella notte tra il 23 e il 24 agosto:

 

LA  CAPRA

 

Ho parlato a una capra.

Era sola sul prato, era legata.

Sazia d’erba, bagnata

dalla pioggia, belava.

 

Quell’uguale belato era fraterno

al mio dolore. Ed io risposi, prima

per celia, poi perché il dolore è eterno,

ha una voce e non varia.

Questa voce sentiva

gemere in una capra solitaria.

 

In una capra dal viso semita

sentiva querelarsi ogni altro male,

ogni altra vita.

 

poesia di Umberto Saba, tratta dalla raccolta Casa e campagna (1909-1910) e poi nel Canzoniere

 

giovedì, agosto 18th, 2016

giorgio vigolo

E’ dolce in questi giorni d’agosto in cui Roma appare più umana (a causa dei tanti umani che l’hanno temporaneamente abbandonata per le vacanze) ed anche per il grigiore del cielo che parla della stagione declinante, rileggere una splendida poesia di Giorgio Vigolo (a.m.):

 

VIA MERULANA

 

Più incanto sotto i platani d’inverno,

o notturna, mi dai, via Merulana

con gli stecchiti rami sopra i tronchi,

infitti negli arborei candelabri

che sotto un cielo livido di neve

fingono fatui funeri ai defunti

splendori; e i dolci salmi dei miei anni

giovanili con tremule fiammelle

ancora accese nel buio del cuore

ondeggiano soavemente santi

nella fremente penombra d’inverno

delle navate tue, via Merulana.

 

O mia strada scavata in fondo all’anima,

sono io che ti percorro o il mio fantasma

sul riversibile fiume risale

e a ritroso rinaviga la vita

dalla sua foce verso la sorgiva?

Questo fiume mi sei, via Merulana

notturna sotto i platani d’inverno

mentre ti scendo e, sulla correntìa

trascinato dei sogni e dei ricordi,

 

Caronte di me stesso affondo il remo.

 

 

(poesia di Giorgio Vigolo tratta da La luce ricorda)

 

 

venerdì, agosto 12th, 2016

Latemar7

 

POST SCRIPTUM ALLA MIA BREVE LETTERA del 14/6/2016 INDIRIZZATA A FRANZ JOSEPH HAYDN

 

Ora che le cornacchie sono quasi tutte al mare per Ferragosto, caro Franz Joseph, e che l’Urbe a parte l’emergenza dei rifiuti di fatto è graziata negli ultimi giorni da venti tesi e freschi di settentrione, sarebbe stato un delitto non assaporare a dovere la bellezza sublime dell’Andante del tuo Trio n.32 per pianoforte, violino & violoncello (da te dedicato alla Principessa Anna Esterhazy). Ascoltandolo, tale  movimento, davvero ci si inoltra per plaghe celesti in barba al clangore quotidiano e alle tigri (simpatiche zanzare) comunque in agguato. Grazie pertanto, spirito magno.

 

Andrea Mariotti

 

martedì, agosto 9th, 2016

Cezanne

 

A cento anni esatti dalla morte di Guido Gozzano (9 agosto 1916), è dolce rileggere una celebre sestina (dalla signorina Felicita ovvero La Felicità):

 

III

 

Sei quasi brutta, priva di lusinga

nelle tue vesti quasi campagnole,

ma la tua faccia buona e casalinga,

ma i bei capelli di color di sole,

attorti in minutissime trecciuole,

ti fanno un tipo di beltà fiamminga

 

mi piace rammentare qui tre memorabili enunciati critici a proposito del poeta piemontese scomparso a soli trentatré anni: “Operaio delle muse” per Emilio Cecchi; “Egli fu il primo dei poeti del Novecento che riuscisse ad attraversare D’Annunzio” secondo Eugenio Montale; “…e intanto, e per contro, l’insorgere realistico del prosaico, del parlato, denunzierà la miseria concreta delle cose, l’impossibilità di una redenzione estetica della vita”, il giudizio di Edoardo Sanguineti intorno al peso dell‘ars gozzaniana. Sempre nella signorina Felicita Gozzano dirà più avanti:

 

L’alloro…Oh! Bimbo semplice che fui,

dal cuore in mano e dalla fronte alta!

Oggi l’alloro è premio di colui

che tra clangor di buccine s’esalta,

che sale cerretano alla ribalta

per far di sé favoleggiar altrui… (109-204)

 

ogni accenno a Gabriele D’Annunzio è in questo caso fortemente voluto. Senza nascondersi ovviamente i limiti della poesia di Gozzano, incapace a parere di Montale di cantare con la profondità lirica di Pascoli e dello stesso D’Annunzio, è pur vero che nel Nostro dobbiamo riconoscere un maestro d’ironia. Gozzano ci è caro, insomma, per quell’abbassamento di voce che trova una sua specifica e fertile collocazione nell’humus letterario del tempo in do maggiore (per esprimerci musicalmente in merito all’evidente egemonia dannunziana; in quanto I Colloqui che includono la signorina Felicita vengono pubblicati nel 1911). Ma il bello è questo: la geometrica e impeccabile insistenza critica di Montale nel “leggere” non del tutto generosamente Gozzano mi ricorda-con un occhio alla letteratura musicale- il rude voltar le spalle del giovane Beethoven ad Haydn una volta giunto -il genio di Bonn- a Vienna: appunto per poter diventare Beethoven; molto dovendo però a conti fatti alla sapienza compositiva dell’autore della Creazione…ebbene si pensi, tornando a Montale, a mo’ d’esempio, a “Tu chiedi se così tutto vanisce/ in questa poca nebbia di memorie…”; dalla Casa sul mare, poesia inclusa negli Ossi, laddove è facile individuare -per tacere dell’intonazione- in vanisce, uno stilema gozzaniano per eccellenza. La riflessione critica intorno all’opera di Guido Gozzano è naturalmente imponente e prestigiosa. Mi limiterò a proporre ai visitatori del blog una piccola supposizione non del tutto peregrina, credo, circa l’influenza e l’attualità del poeta delle “rose/ che non colsi” anche sui cantautori italiani del nostro tempo (più o meno recente) come ad esempio Francesco Guccini: le “stoviglie color nostalgia” evocate nella canzone Incontro (dall’album Radici, 1972), non sono forse scopertamente debitrici nei confronti della signorina Felicita (verso 110 per essere precisi)?

 

Andrea Mariotti

 

lunedì, agosto 1st, 2016

 

PREMIO  NAZIONALE  DI  POESIA

“MARIO ARPEA” Terza Ediz. 2016

Comune di Rocca di Mezzo (Aq)

 

VERBALE NR. 1 della Giuria

 

Il giorno 5 luglio 2016, presso la sala delle conferenze del Comune di Rocca di Mezzo alle ore 10.30 si è riunita la Giuria del Premio Nazionale di Poesia “Mario Arpea”; sono presenti il Prof. Antonio Coppola – presidente, la Prof. Maria Teresa Giusti membro, il Sig. Liberato Di Sano segretario, è assente giustificata la Prof. Daniela Quieti membro.

La Giuria unanime dichiara non ammissibile la poesia inedita in lingua italiana contrassegnata con il numero A99 poiché supera le 40 righe previste dall’articolo 2 del regolamento.

La giuria esaminate le opere partecipanti alla sezione D – “Saggio edito o Narrativa edita non anteriore al 2011”, unanime determina la seguente graduatoria:

 

1° classificato il libro contrassegnato con il D11 – Daniela Musini – “I cento piaceri di D’Annunzio”;

2° classificato il libro contrassegnato con il D7 – Nicoletta Corsalini – “Oriana Fallaci, amori, vita e morte nelle sue opere”;

3° classificato il libro contrassegnato con il D10 – Fausta Genziana Le Piane – “La meraviglia è nemica della prudenza”;

4° classificato il libro contrassegnato con il D4 – Andreina Solari – “Lo schiocco del merlo”;

5° classificato il libro contrassegnato con il D9 – Giuseppe Napolitano – “Seminari di lettura”;

Premio speciale della Giuria al libro contrassegnato con D3 – Roberta De Santis – “L’Amore contro”.

 

Si passa esame delle sezione C – “Libro di poesia edito non anteriormente al 2011” e unanime determina la seguente graduatoria:

1° classificato il libro contrassegnato con il C3 – Italo Benedetti – “La vita poetante”, antologia poetica 1970-2012;

2° classificato il libro contrassegnato con il C16 – Iole Chessa Olivares – “Nel finito …Mai finito”;

3° classificato il libro contrassegnato con il C7 – Lucia Babbo – “Perle d’ebano”;

4° classificato il libro contrassegnato con il C17 – Antonio Spagnuolo – “Ultimo Tocco”;

5° classificato il libro contrassegnato con il C20 – Marco Ignazio De Santis –”Dal santuario”;

Premio speciale della Giuria al libro contrassegnato con C18 – Roberto Pagan – “Le belle ore del Duca”.

 

 

Per la sezione A – “Poesia inedita in lingua italiana”

1° classificato Giovanni Caso da Siano (SA) con la poesia “Oggi è tumulto ovunque”;

2° classificato Enzo Bacca da Larino (CB) con la poesia “Mare nostro che non hai pietà”;

3° classificato David Rocco Colacrai da Terranuova Bracciolini (AR) con la poesia “Ternitti/Eternit”;

4° classificato Franco Fiorini da Veroli (FR) con la poesia “Piccole mani”;

5° classificata Claudia Piccinno da Castel Maggiore (BO) con la poesia “Il coraggio dei perdenti”;

Premio speciale della Giuria a Vanes Ferlini da Imola (BO) con la poesia “Non so perché”.

 

Per la sezione B – “Poesia dialettale dei dialetti d’Italia”

1° classificato Pasquale Lombardi da Caserta con la poesia “Rezza re’funno” (Rete di fondo);

2° classificato Aniello Dell’Aversana da Ceggia (VE) con la poesia “O màle … ‘e càpa” (Il mal di testa);

3° classificata Antonietta Tiberia da Roma con la poesia “Vespa o pischella?” (Vespa o ragazza);

4° classificato Francesco Palermo da Torchiarolo (BR) con la poesia “Quiddhru ca me lassaàsti” (Quello mi lasciasti”;

5° classificato Alfredo Panetta da Settimo Milanese (MI) con la poesia “Cata aeri e oji” (Caterina ieri e oggi);

Premio speciale della Giuria a Maurizio Maraldi da Forlimpopoli (FC) con la poesia “Batifug” (Batifug).

 

Alle ore 12.30 la riunione è terminata.

Rocca di Mezzo 5 luglio 2016

 

IL SEGRETARIO

Liberato Di Sano

 

LA GIURIA

Prof. Antonio Coppola

Prof. Maria Teresa Giusti

 

La premiazione è stata fissata per giovedì 18 agosto a Rocca di Mezzo alle ore 16,30.