Archive for gennaio, 2015

sabato, gennaio 31st, 2015

Immag004

 

La quiete che precede la tempesta!

scrosci di pioggia e sabbia

tormentano il mio cuore.

Osservo il divenire.

Frenetiche moschee

fan gli storni, degli alberi di Roma:

sporcizia mi trasforma,

virtù di azoto e fosforo nel guano.

 

Andrea Mariotti, versi tratti da Spento di sirena l’urlo, Ibiskos Editrice Risolo, 2007

venerdì, gennaio 30th, 2015

Fontana

Sabato scorso 24 gennaio 2015, presente il sindaco Ignazio Marino, è stata ricollocata al suo posto nel cuore del quartiere romano di Testaccio la Fontana della anfore dovuta all’architetto Pietro Lombardi (1926). Tale fontana adornava nei suoi primi anni piazza Mastro di Giorgio (l’attuale piazza Testaccio dove il monumento ha per l’appunto fatto ritorno); per essere però trasferita nel 1935 nella non distante piazza dell’Emporio causa il degrado prodotto dalla presenza del mercato là, dov’era sorta. Allo stato attuale delle cose il mercato è stato spostato in via Galvani, mentre la suddetta fontana spicca per la sua bellezza al centro di uno spazio (piazza Testaccio) degnamente riqualificato. Chi scrive non è stato tenero di recente a proposito del “trattamento” subìto dalla storica via delle Botteghe Oscure (vedi articoli del 26.12.14 e 17.1.15 nel presente blog). Tuttavia, ripudiando com’è ovvio il massimalismo, occorre anche riconoscere la bontà di quanto viene fatto per Roma, come nella fattispecie. Ai visitatori del blog indico al riguardo un link credo interessante (http://vimeo.com/117959283), segnalatomi dalla poetessa e scrittrice Sonia Giovannetti; della quale presento con il suo consenso la poesia da  lei scritta per l’occasione e letta sabato scorso in quella suggestiva cornice di pubblico che ben si vede nella foto di Luciano di Meo pubblicata qua sopra:

 

Ode alla Fontana delle Anfore

 

 

La luce è il velo che ti avvolge

e ti mostra al luccichio di occhi festosi.

Eccoti qui, fontana nostra!

Che prendi il nome da quelle anfore

accumulate, un dì, sul monte Testaccio.

 

Da sempre conosciuta, appari tuttavia come nuova.

Lucida e bianca ti hanno riportato a casa,

incastonando lastra su lastra, anfora su anfora.

 

E così, intorno ai tuoi zampilli, il rione

ritrova il suo centro e la sua piazza.

 

Sei di nuovo dov’eri nata!

Proprio come chi, con l’avanzar degli anni,

torna per chiudere il ciclo della vita

col suggello degli affetti

di quanti, fiduciosi, hanno atteso il tuo ritorno.

 

 

Sonia Giovannetti, 24/1/2015

 

mercoledì, gennaio 28th, 2015

Con piacere do notizia del seguente evento:

Simposio  2015

LIBERO INCONTRO ARTISTICO CULTURALE in via delle orchidee, 61, Lavinio (06.98 63 804; Blog:liberoincontro.blogspot.com)

 

domenica 1 febbraio – ore 16.45

 

Andrea Mariotti

 

«A parer mio la poesia rimane in senso

non sentimentale voce del cuore[…]»

«Vengo da una famiglia con tradizioni

musicali e molto amore per la musica classica[…]»

«Si nasce poeti,

credo di poter dire. Intelletto severo e cuore di fanciullo (nel senso pascoliano, fin dalla prima infanzia[…]»

 

Le raccolte pubblicate:

– Lungo il crinale (Bastogi Editrice Italiana, 1998);

– Spento di sirena l’urlo (Ibiskos Editrice Risolo, 2007)-… silloge imperniata integralmente sugli endecasillabi e i settenari della nostra grande tradizione[…] per esprimere con tali versi carichi di vibrazioni plurisecolari l’attualità, il presente[…];

Scolpire questa pace,  Edizioni TRACCE, 2013, al cui interno i cari versi della tradizione, senza sparire, lasciano la maggior parte del libro al verso libero, cioè alla mia musica[…]

 

 

martedì, gennaio 27th, 2015

Immagine 009

GIORNATA DELLA MEMORIA, SETTANT’ANNI DOPO

 

Voi che vivete sicuri

Nelle vostre tiepide case,

Voi che trovate tornando a sera

Il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo

Che lavora nel fango

Che non conosce pace

Che lotta per mezzo pane

Che muore per un sì o per un no.

Considerate se questa è una donna,

Senza capelli e senza nome

Senza più forza di ricordare

Vuoti gli occhi e freddo il grembo

Come una rana d’inverno.

Meditate che questo è stato:

Vi comando queste parole.

Scolpitele nel vostro cuore

Stando in casa andando per via,

Coricandovi alzandovi;

Ripetetele ai vostri figli.

O vi si sfaccia la casa,

La malattia vi impedisca,

I vostri nati torcano il viso da voi.

 

PRIMO LEVI, Se questo è un uomo, incipit

 

domenica, gennaio 25th, 2015

8

In prossimità della ricorrenza della nascita di W.A. Mozart (27.1.1756), mi permetto di suggerire all’ascolto dei visitatori del blog un Lied (K 523, 1787; per soprano e pianoforte) di schubertiana desolazione: Abendempfindung (“Sentimento della sera”), composto dal Salisburghese all’indomani della morte del padre Leopold. Lied d’intensità espressiva senza pari, che precede di neppure due mesi la nascita dell’immortale e apollinea Eine kleine Nachtmusik (K 525). Davvero il mistero di un genio proteiforme che, sulla morte, aveva già meditato in modo indimenticabile con la lacerante Marcia Funebre Massonica (K 477, 1785); non a caso scelta da Pier Paolo Pasolini a commento musicale della crocifissione di Gesù nel suo film Il Vangelo secondo Matteo del 1964.

 

martedì, gennaio 20th, 2015

Sandro Penna

In virtù delle riflessioni del poeta Elio Pecora intorno alla poesia di Sandro Penna da me seguite su RAI STORIA,  mi fa piacere qui offrire alla lettura dei visitatori del blog il celebre distico non rimato del lirico perugino (come chiamarlo altrimenti?) tratto dalla raccolta Poesie (1927-1938):

 

Io vivere vorrei addormentato

entro il dolce rumore della vita.

 

Superfluo qualsiasi commento in merito a questi versi di purezza senza pari (scritti da un poeta singolare nel senso più rigoroso del termine, nell’ambito del nostro Novecento letterario). Grazie pertanto a Elio Pecora -autorevole studioso di Penna, di cui fu amico, negli ultimi anni del grande Perugino- per avermi ricordato l’alta qualità d’una esperienza poetica più che mai fruibile come grazia in contrasto con la cupezza degli attuali tempi.

 

 

sabato, gennaio 17th, 2015

20150116_164224

Ogni promessa è debito (potenza del cash?…). Rimandando il visitatore del presente blog al mio articolo del 26 dicembre scorso, ecco la PAM in pieno centro di Roma, alle Botteghe Oscure; talché, per celebrare il fausto evento, valgano i seguenti versi inediti scritti proprio in quel giorno:

 

BOTTEGHE  OSCURE

 

vai a capire certa titubanza!

se dal quindici del mese prossimo

dove un tempo respiravano i libri

troveremo i surgelati della PAM,

perché restare in mezzo al guado?

basterà ribattezzare lì accanto

il Largo in memoria di Berlinguer

Oasi del Mulino Bianco!

 

Andrea Mariotti, poesia inedita del 26 dicembre 2014

 

 

 

 

             

 

 

 

giovedì, gennaio 15th, 2015

Immag001

Al  mondo islamico non devono certo piacere -come storicamente non sono mai piaciuti- i versi danteschi dell’Inferno, canto XXVIII (quello dei seminatori di scandalo, nona bolgia); nello specifico , 22-31: versi da me qui non citati ma oggetto, per i visitatori del presente blog, di un invito alla lettura o rilettura…

venerdì, gennaio 9th, 2015

 

Marsia3

In merito all’eccidio di mercoledì scorso sette gennaio nella redazione parigina del giornale satirico CHARLIE HEBDO, lascio naturalmente agli addetti ai lavori le letture più adeguate e articolate di un fatto che si commenta da sé, nella sua inaudita gravità. Soltanto questo mi sento di evidenziare oggi (9 gennaio) dopo avere ascoltato, ospite di Radio Città Futura, Lorenzo Cremonesi, giornalista del Corriere della Sera sempre in prima linea lungo il caldissimo fronte medio-orientale:  ebbene, l’Occidente non può continuare a nascondere la testa sotto la sabbia a fronte di una vera e propria dichiarazione di guerra da parte di un nemico carico d’odio nel nome di Allah. Ciò può sembrare a prima vista scontato, ma l’impreparazione a vari livelli di mercoledì scorso riguardo all’attentato di Parigi, la dice lunga sulla necessità di una irrinunciabile educazione alla realtà attuale (in senso strettamente freudiano, direi) da parte di tutti, in Occidente (istituzioni, apparati vari come ciascuno di noi). Viviamo tempi estremamente difficili, inutile prenderci in giro, e il pensiero va agli ultimi libri di Oriana Fallaci scritti dopo la tragedia dell’undici settembre 2001, laddove la scrittrice molto insisteva sul tema dell’Eurabia (non soltanto un brillante neologismo, per lei, in tutta evidenza). Sia lieve la terra alle vittime di mercoledi scorso.

P.s.  Ho appreso sempre per radio poche ore fa la notizia che i servizi segreti algerini avevano messo a parte quelli francesi  martedi 6 gennaio circa l’alta probabilità di un imminente attentato a Parigi.

mercoledì, gennaio 7th, 2015

2014-09-04 21.54.22

Inevitabile l’avvio di una indagine giudiziaria sulla morte di Pino Daniele. E’ di oggi, infatti, giorno del doppio funerale dell’artista (prima a Roma e poi a Napoli), la notizia dell’apertura, da parte della Procura di Roma, di un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti: considerando il tempo trascorso dall’insorgere del grave malore di Daniele e il suo arrivo due ore più tardi dalla Maremma toscana all’ospedale Sant’Eugenio di Roma a bordo della sua auto privata (ormai morente). Ciò premesso, forte è il dolore per questo addio, risultando netta la consapevolezza della perdita di un musicista di livello internazionale amato e stimato, e in grado di dare ancora molto. Al grande artista napoletano dedico pertanto la freschezza dei seguenti versi scritti di getto dalla poetessa e narratrice Sonia Giovannetti (intervenuta di recente nel presente blog):

 

Un pensiero a Pino Daniele

 

Per intonar parole su corde di chitarra

imprigionavi l’aria e il cuore mio in un lampo di luce.

Fitta improvvisa di colore dentro l’anima.

 

E così Napoli, col suo destino tra mille colori,

camminava lungo le strade del mondo

stretta alla beata malinconia dello spirito del blues.

 

Dimmi…Tu dimmi quando quando…

riuscirò ad ascoltare una nuova primavera,

una nuova pazzia?

 

Poesia  inedita di Sonia Giovannetti, 5/1/2015