Archive for gennaio, 2011

giovedì, gennaio 27th, 2011


Già il 27 gennaio di un anno fa mi sono permesso di ricordare su questo sito come, nella GIORNATA DELLA MEMORIA, fosse dolce rivolgere il proprio pensiero a Wolfgang Amadeus Mozart (nato per l’appunto il 27 gennaio del 1756, a Salisburgo). Ebbene, oggi, a distanza esatta di un anno, parlerò ancora di Mozart, la cui musica è consolazione grande per l’umanità. Per suggerire la lettura di un libro particolarmente illuminante sul compositore: MOZART (SOCIOLOGIA DI UN GENIO), di Norbert Elias (Il Mulino). Perché Elias, grande sociologo tedesco (1987-1990), magistralmente dà conto dell’angoscioso disagio esistenziale del Mozart degli ultimi anni; disagio che indusse il Salisburghese ad arrendersi infine alla malattia, e dunque a morire a 36 anni non ancora compiuti. La tesi di fondo del libro in questione è, infatti, quella di un “genio” sorto in tempi non ancora favorevoli per la libera, individuale espressione della creatività musicale. Vogliamo provare a pensare alla tragedia crescente di un uomo meno “scimmiesco” del personaggio del film di Milos Forman (1984)?… un film -sia detto per inciso- indimenticabile, ma, in ogni caso, fin troppo incline a separare il genio dall’uomo, riguardo a Mozart (Mozart che era, in realtà, poliglotta, dotato di una superlativa cultura musicale, e un “lavoratore” rigoroso per paterno insegnamento…senza voler tacere delle sue avventure galanti e del suo umorismo fecale; quest’ultimo, specialmente attivo nella prima giovinezza, come si evince dall’epistolario mozartiano). Tant’è. Chi scrive, recandosi in più riprese a Vienna, ivi ha percepito quella che un antropologo definirebbe l’ IMPRONTA PSICHICA profonda di Beethoven, considerando le tante dimore beethoveniane custodite nella capitale austriaca; dove aleggia tuttora lo spirito del compositore di Bonn. Ma di Mozart si potrebbe dire lo stesso, a parte la FIGAROHAUS nei pressi del Duomo di Santo Stefano? non a caso, il corpo di Mozart venne gettato in una fossa comune nel cimitero di San Marco! solo i golosi trovano Mozart ovunque, a Vienna come a Salisburgo, volendo alludere ai famosi e prelibati cioccolatini noti come le “Palle di Mozart”…
Bene, mi sono aperto la strada per presentare quella che rimane la mia ultima poesia dedicata al genio di Salisburgo, scritta nel 2007 e tuttora inedita
:

LE PALLE DI MOZART

Un funerale di terza classe
in Santo Stefano a Vienna
e poi la fossa comune:
con quell’audace “signor contino”,
troppo hai sfottuto il mondo
dei potenti tre anni prima
della Bastiglia! non voglio
risvegliare in te il fantasma
di un ingombrante genitore,
il primo ad esecrare la tua vena
esplosa in lacerante sol minore.
Gentile omaggio del maggiordomo,
un calcio in culo hai preso
nel ribellarti all’arcivescovo
di Salisburgo: acqua passata, dici,
impralinato e depresso appena.

Andrea Mariotti, poesia inedita dell’agosto 2007.

mercoledì, gennaio 26th, 2011


Ai visitatori del sito intendo quest’oggi presentare una poesia scritta davvero in presa diretta: si tratta del sonetto dell’amico Claudio Porena, poeta e glottologo (è uno studioso rigoroso del “tessuto” fonematico della poesia romanesca; all’interno della quale ha saputo da tempo trovare la propria originale voce poetica)
:

14 in 14

I tavoli in quadrato e, sotto il tetto,
un clima di amicizia che ci incanta:
fuori di qui chissà, ma dentro è tanta
da ingentilire l’animo più gretto.

…Miracolo: quattordici al banchetto!
In quattordici versi tutta quanta
la magia di un convivio! Andrea mi agguanta
da un braccio e dice: «Scrivici un sonetto!»

Madre di (un) Dio, l’ho scritto!… E chi argomenta,
chi confuta, chi mangia, chi è distratto,
e intanto la serata scorre lenta.

Ma questa cricca è unanime sul fatto
che la televisione resti spenta
e gli incubi del mondo in scaccomatto.

Claudio Porena, Ostia Lido,
Mercoledì 26/01/2011 a.m.-p.m.
h. 11:32-12:14

Grazie, Claudio, per aver poeticamente fotografato la serata di ieri a Ciampino (abbiamo parlato di cose futili ma anche di Dio, dello spirito antidogmatico, del Sommo Poeta e d’altro…)

sabato, gennaio 15th, 2011

“Nacqui sub Iulio”: così, nel primo canto dell’ INFERNO, Virgilio risponde a Dante. Più miseramente mi chiedo qui: son nato e morirò democristiano, considerando i festeggiamenti dei giorni addietro per il novantaduesimo compleanno del Divo Giulio? Con la solita ironia (che personalmente non mi ha mai incantato), zio Giulio ha ricordato che il Signore gli ha concesso una “proroga”. Molto bene, caro zio, considerando i sublimi statisti che attualmente ci governano! capirai quindi il desiderio di unirmi ai suddettì festeggiamenti, presentando oggi una mia breve lirica a suo tempo da te ispirata:

inverno arido
ci è capitato,
eterno azzurro
che ti dispèra:
chiamarlo Giulio
l’inferno algido,
come in America
con gli uragani.

Andrea Mariotti, poesia del 1989, poi inclusa in Lungo il crinale, 1998, Bastogi Editrice Italiana.

giovedì, gennaio 6th, 2011


Nell’augurare ancora buon anno ai visitatori di questo sito, ho il piacere di presentare oggi una luminosa poesia di Mario Luzi (1914-2005) scelta dalla silloge ONORE DEL VERO (1957)
:

EPIFANIA

Notte, la notte d’ansia e di vertigine
quando nel vento a fiotti interstellare,
acre, il tempo finito sgrana i germi
del nuovo, dell’intatto, e a te che vai
persona semiviva tra due gorghi
tra passato e avvenire giunge al cuore
la freccia dell’anno…e all’improvviso
la fiamma della vita vacilla nella mente.
Chi spinge muli su per la montagna
tra le schegge di pietra e le cataste
si turba per un fremito che sente
ch’è un fremito di morte e di speranza.

In una notte come questa,
in una notte come questa l’anima,
mia compagna fedele inavvertita
nelle ore medie
nei giorni interni grigi delle annate,
levatasi fiutò la notte tumida
di semi che morivano, di grani
che scoppiavano, ravvisò stupita
i fuochi in lontananza dei bivacchi
più vividi che astri. Disse: è l’ora.
Ci mettemmo in cammino a passo rapido,
per via ci unimmo a gente strana.

Ed ecco
il convoglio sulle dune dei Magi
muovere al passo dei cammelli verso
la Cuna. Ci fu ressa di fiaccole, di voci.
Vidi gli ultimi d’una retroguardia frettolosa.
E tutto passò via tra molto popolo
e gran polvere. Gran polvere.

Chi andò, chi recò doni
o riposa o se vigila non teme
questo vento di mutazione:
tende le mani ferme sulla fiamma,
sorride dal sicuro
d’una razza di longevi.

Non più tardi di ieri, ancora oggi.

Mario Luzi, poesia tratta dal volume L’alta, la cupa fiamma (Poesie 1935-1985), Biblioteca Universale Rizzoli, 1998.

Arte assertiva, quella del grande poeta fiorentino, dallo stile elevato (anche troppo, se raffrontato con quello del tagliente Caproni o dell’asciutto Sereni, tanto per citare due autori fra i maggiori del nostro secondo Novecento, a me particolarmente cari); arte assertiva, stavamo dicendo…ma, al dunque, di grandissima suggestione e forza evocativa. La foto di questo articolo, infine, riguarda il presepe in grandezza naturale esposto dall’ otto dicembre scorso nella piazza della Basilica Inferiore di S.Francesco in Assisi. Esso è stato realizzato dall’Associazione Amici del Presepio Felix Deflorian Di Tesero (provincia di Trento), e presenta le figure in legno scolpite a mano e rivestite con tipici abiti fiemmesi di inzio secolo scorso.