Archive for aprile, 2012

sabato, aprile 28th, 2012

Ieri sera, presso la Casa del Cinema in Roma, Largo Marcello Mastroianni, si è svolta la prima del film L’OPERAIO DEI SOGNI, scritto e diretto da Pio Ciuffarella, e dedicato alla figura di Pier Paolo Pasolini. Riporto quanto scritto dall’amico Pio a corredo della sinossi della sua opera:

L’OPERAIO DEI SOGNI

L’idea

L’idea nasce dalla profonda ammirazione e dall’affetto che nutre il poeta e critico letterario Andrea Mariotti, per Pier Paolo Pasolini, il poeta, il romanziere e cineasta in campo internazionale considerato uno dei maggiori artisti e intellettuali italiani del secolo scorso. E’ in sostanza, la storia di una disperata, ostinata amicizia, quella di Andrea per l’appunto, che non ha avuto modo di conoscere personalmente il Maestro, tragicamente scomparso nel 1975. Ciò nonostante, il profondo sentimento che lo unisce all’artista, oltrepassa le barriere spazio-temporali per concretarsi, anche se per la durata di un palpito, in una stretta di mano, un abbraccio fraterno, in un “Grazie…Pier Paolo”. E tutto ciò avviene in quell’immenso territorio a confine tra la realtà e l’ignoto, che si estende ben oltre i cinque sensi -anzi, ne è l’origine- e s’insinua tra le oscure pieghe della psiche là, dove hanno dimora i sogni, i miraggi, le veggenze.

La nascita del suddetto film (realizzazione VIDE@LIFE), ha comportato un anno di intenso lavoro da parte di:

Pio Ciuffarella (sceneggiatura e regia);
Antonino Ceravolo (fotografia e montaggio);
Paolo Damiani (musiche originali);
Paolo Di Santo (nel ruolo di Pier Paolo Pasolini); Andrea Mariotti (nel ruolo di se stesso); Francesca Silvestri (Nerina); Manuel Santilli (Salvatore); Silvio Parrello (nel ruolo di se stesso);
Francesca Romana Lanzino (trucco e acconciature);
Domino Film di Mohamed Kenawi (Attrezzatura).

La presente pagina è naturalmente aperta ai commenti che vorranno inoltrare gli amici (artisti, scrittori, studiosi e lettori di P.P. Pasolini) presenti ieri sera alla Casa del Cinema; all’amico Pio Ciuffarella va infine il mio sentito ringraziamento per il suo bellissimo film a sostegno di una Coscienza Critica più che mai presente e viva fra noi: quella di Pier Paolo Pasolini.

N.B. La foto presentata qua sopra è stata da me scattata la scorsa estate durante le riprese del film presso lo studio del poeta e pittore Silvio Parrello (vera e propria memoria vivente di Pasolini, ben al di là del quartiere romano di Monteverde dove egli vive da sempre); la foto da me scattata, stavo dicendo, vuole essere un mio piccolo omaggio al giovane Paolo di Santo, figlio della mia amica scrittrice Maria Rizzi. Paolo, infatti, irradia la forza di un sicuro talento arricchito, ne sono certo, dal ruolo ricoperto nel film.

Mi permetto altresì di pubblicare la recensione al film da parte di Carmela Gabriele (Associazione Luce dell’Arte):

Recensione del cortometraggio “L’operaio dei sogni” diretto da Pio Ciuffarella
a cura di Carmela Gabriele

Una musica dolce e rilassante, il suono fragoroso, rigenerante per l’anima delle stupende cascatelle di Chia, con tanti primi piani e dettagli della natura lussureggiante di questo incontaminato paradiso nei pressi di Soriano nel Cimino. Ecco l’ammaliante apertura del cortometraggio “L’operaio dei sogni”, diretto con profonda sensibilità e grazia dal regista Pio Ciuffarella, un solenne omaggio alla grande figura del poeta Pier Paolo Pasolini, ucciso ferocemente nel pieno della sua fama letteraria ad Ostia Lido 37 anni fa.
Altri suoni fanno da sfondo alla vicenda interiore di rimembranza del primo personaggio della storia entrante in campo, ossia lo scrittore e critico letterario Andrea Mariotti, interprete egregio di se stesso, riflessivo e moderato nelle movenze e discorsi, e sono: quello di una vecchia caffetteria da lui adoperata tutte le mattine, che per ben due volte fischia minacciosa, riversando poi tutto il suo contenuto sulla cucina per la sua sbadata dimenticanza, e quello del telefono che squilla ripetutamente a ricordargli i suoi doveri di uomo di cultura. La telefonata di due studenti universitari che vorrebbero ripercorrere i luoghi più significativi di Pier Paolo Pasolini con il suo aiuto competente, ai fini di una loro approfondita ricerca, sono un’ espediente geniale usato dal regista per far svegliare improvvisamente dalla sua aria assente e trasognante Mariotti, rimasto fortemente legato al ricordo del noto scrittore.
Numerosi gli effetti sfocati della macchina da ripresa quando si sofferma sul dettaglio della caffetteria e successivamente dei libri custoditi nello studio ordinato di Andrea Mariotti, a voler preludere all’atmosfera onirica e quasi surreale che caratterizzerà l’intero film, donandogli un tocco lirico e allo stesso tempo evocativo, molto fedele alla concezione artistica pasoliniana.
Centrale per la comprensione della vicenda l’immagine in cui Mariotti al computer scorre con nostalgia tutte le immagini di Pasolini, fino a restare incantato da una che lo raffigura giovanissimo … A questo punto il regista innescherà abilmente una serie di immagini in cui fa da padrone un Pasolini appena ventenne che passeggia ammirato e a passo spedito per le strade del centro di Roma, interpretato con superbia e nel contempo fragilità da Paolo Di Santo, che ha dato prova di evidente maturità nel ruolo, oltre che di una certa scioltezza.
Quella vecchia foto riporterà Mariotti a sentire viva la sua anima e a vederlo in carne ed ossa davanti a sé, fuori al giardino di casa sua, dopo che un ennesimo rumore prima lo ha distratto, ossia lo squillo del suo cellulare, sul quale compare il nome della studentessa che lo aveva contattato già in cucina, Nerina. Ed è proprio andando incontro a lei e al suo collega, interpretati in modo particolarmente realistico da Francesca Silvestri e Manuel Santilli, due attori giovani molto attenti all’espressività del volto e del corpo, oltre che alla cura della voce, che Andrea Mariotti vedrà correre Pier Paolo Pasolini, spaventato dal fatto di essere entrato a far parte delle ossessioni di questo uomo di lettere come lui, e verrà ritenuto folle dai due giovani, che non vedono nulla. Inizierà allora la parte più avvincente del cortometraggio, in cui Mariotti rincorre fino alla Stazione Termini Pasolini e cercherà di convincerlo del suo immane amore per la sua arte e del fatto di essere un suo fedele seguace recitando a memoria i versi di una sua poesia, che il giovane Pasolini rapito si ritroverà a recitare insieme a lui, quasi sfidandolo in un duello poetico martellante. Pasolini, commosso da tanta stima, si siederà ad un certo punto accanto all’uomo vivamente provato e gli toccherà amorevolmente una spalla, chiedendogli chi è, quasi a volersi rammentare di lui, ma la paura di essere motivo di persecuzione per la mente di Mariotti, lo farà fuggire per una seconda volta. Sarà la bottega di Silvio Parrello, l’ex ragazzo di vita, assai verace e simpatico nel ruolo di se medesimo, dotato di una discreta mimica facciale, l’altro scenario imponente di questa storia per la fermezza con cui asserisce ai due studenti che sono andati a trovarlo di sapere chi ha ucciso lo scrittore. Notevole la passionalità con cui, spinto da una forza superiore ed arcana, recita a memoria l’articolo sulle stragi di Pasolini, dove a suo parere sono racchiusi tutti i misteri sulla sua morte. Questo proprio sotto gli occhi della giovane anima dello scrittore riesumata dal ricordo di Mariotti, che ascolta, attonita e non vista da nessuno, la triste verità.
Molto suggestiva l’immagine girata tra i boschi della frazione di Chia, luogo che ha dato il via a questo romantico sogno cinematografico, in cui Pier Paolo comincia a camminare a passo veloce e a momenti con lo sguardo adorante di quel rifugio di pace che lui nel 1964 scelse come location per il suo film “Il vangelo secondo Matteo”. Qui si recheranno anche Silvio e i due giovani forse sulla scia del suo spirito e rivivranno tutta l’emozione della scena del battesimo di Gesù su se stessi, fino a che… il giovane Pasolini non sarà visto anche da Parrello ed un lungo, silenzioso abbraccio suggellerà questo magico ed insperato incontro. Nella scena conclusiva, in cui pure i due studenti riescono a vedere felici l’immagine di Pasolini da giovane, egli scriverà un messaggio su un pezzo di carta che regalerà all’acqua, dopo averci fatto con esso una barchetta, la stessa già ripresa prima in dettaglio dal regista su uno scaffale in mezzo ai libri nello studio di Mariotti a voler provocare quasi lo spettatore , inducendolo a pensare che non è stato poi tutto un sogno. Ed Andrea Mariotti, proprio in quell’istante, si sveglierà bruscamente dal suo viaggio nel passato. Ci sarà così il ritorno alla vita di tutti i giorni ripreso magistralmente con la scena del telefonino che squilla con su impresso il nome di Nerina.
Va riconosciuto il grande lavoro e merito di Pio Ciuffarella, coraggioso nell’aver ideato un cortometraggio di grosso spessore culturale e valore, reso speciale dall’interpretazione dei singoli attori, che sentivano in maniera densa il desiderio di rendere un degno regalo allo spesso dimenticato Pasolini, scrittore che fu scomodo per le sue idee politiche a molti.

…e do con piacere la parola anche all’amico poeta Paolo Buzzacconi, autore dei seguenti caldi e limpidi versi sulla serata pasoliniana:

Buona visione ( Ai fantastici amici de ” l’operaio dei SOGNI”, con stima e gratitudine)

Nel morbido silenzio dell’attesa
si sentono pulsare le emozioni.
La sala buia rende un pò bambini.
Nel magico percorso di un racconto
ognuno può cercare l’entusiasmo
che un tempo lo guidava fra le stelle.
La musica comincia e d’improvviso
tutto ci appare vero e naturale,
come di casa, dolce, familiare.
C’è un uomo che si ferma a immaginare
e scopre un sogno vero più del vero,
lo insegue e lo cattura con parole
che spezzano milioni di catene.
La sala adesso sembra un grande cuore.
Pierpaolo da lassù
guarda e sorride.
Questo vibrare d’anime
lui
lo chiamerebbe amore.

Con il commento al film da parte di Paolo Buzzacconi appena pubblicato (quinto commento) è ora di “chiudere” questa pagina, ringraziando coloro che generosamente sono intervenuti all’interno di essa…questo non significa che non vi sia più spazio per ulteriori commenti!

Andrea Mariotti, 5.5.2012

L’OPERAIO DEI SOGNI è visibile direttamente su You Tube (14.5.2012)

giovedì, aprile 26th, 2012

Questo suggestivo scorcio di Villa Doria Pamphilj (Roma), mi permette di prendere le mosse per raccontare brevemente ai visitatori del blog quanto mi è accaduto fra domenica scorsa e stamattina. Dovendo infatti a breve parlare della poesia di Giorgio Caproni a Ciampino (Roma), in occasione della sedicesima edizione dei COLLOQUI SULLA CONTEMPORANEITA’, rassegna culturale a cura di Natale Sciara, mi è piaciuto recarmi -per l’appunto domenica scorsa, nel pomeriggio- nel quartiere di Monteverde, dove sono vissuto in gioventù e dove abita tuttora in via Pio Foà la signora Silvana, figlia del grande Giorgio (scomparso il 22 gennaio del 1990 proprio in detta abitazione). Ebbene, vincendo la mia comprensibile ritrosia, ho citofonato alla signora Silvana; la quale, influenzata ma gentilissima, si è affacciata al balcone sorridente, pregandomi di scriverle una lettera per motivare le ragioni del mio cercarla. Stamattina la signora mi ha chiamato sul cellulare, rimandando cortesemente nel tempo per pressanti impegni delle prossime settimane il nostro incontro. Ma la conversazione telefonica non è stata breve, e Silvana Caproni ha insistito sulla particolarità dell’indole paterna ( stiamo parlando di uno dei poeti più grandi e schivi del nostro Novecento, per tutta la vita indimenticabile maestro elementare e violinista). Sicché, questa mia giornata è stata impreziosita da una telefonata davvero bella…e tornando a domenica scorsa, che rassomiglianza con i tratti paterni, da parte della signora Silvana!…avevo pensato -lo confesso- in un primo momento, di presentare la foto del civico in via Pio Foà dove mi sono recato; ma, a parte il fatto che non lavoro per maps.google e gli ovvi motivi di rispetto per la privacy altrui, ebbene, proprio a proposito di Giorgio Caproni sarei dovuto cadere nella trappola di tale, deplorevole invadenza? considerando la riservatezza estrema che sempre ha avuto in vita il grande Livornese? no, meglio mostrare un angolo bello del parco non distante dalla sua abitazione dove spesso il poeta andava a passeggiare…comunque, caro Giorgio, alla tua maniera, che forse è un po’ anche la mia, ci siamo avvicinati, in attesa di parlare della tua affilata, pungente poesia.

venerdì, aprile 6th, 2012

La foto da me proposta, risale a qualche anno addietro; e la mostro oggi ai visitatori del blog in quanto il bronzeo crocifisso in essa osservabile rappresenta, credo, un eloquente spunto visivo per citare un breve passo tratto dal Prologo di Zarathustra, in COSI’ PARLO’ ZARATHUSTRA, di Friedrich Nietzsche: “Che importa la mia compassione? Non è forse la compassione la croce cui viene inchiodato chi ama gli uomini? Ma la la mia compassione non è crocefissione”… precisato che il bellissimo crocifisso è dovuto alla sapienza artistica di Mario Pavesi, scultore e pittore di fama internazionale (allievo di Henry Moore), vorrei anche ricordare che, esattamente il 6 aprile del 1912, moriva Giovanni Pascoli. Ci sarà ovviamente modo di parlare del grande poeta romagnolo nel corso di successivi interventi; nel frattempo, giungano a tutti i visitatori del blog i miei auguri di Buona Pasqua.

P.S. Ad annunciare l’alba di tre anni fa, morte e distruzione in Abruzzo, per il sisma più volte ricordato in questo blog. Considerando lo stato attuale della ricostruzione nel territorio aquilano, metafora visibile della presente condizione italiana, ecco più forte che mai l’auspicio di una resurrezione della virtù civica nazionale.