Archive for dicembre, 2016

sabato, dicembre 31st, 2016

 

PALINGENESI

 

Resteremo in pochi.

Raccatteremo le pietre

e ricominceremo.

 

A voi,

portare ora a finimento

distruzione e abominio.

 

Saremo nuovi.

Non saremo noi.

Saremo altri, e punto

per punto riedificheremo

il guasto che ora imputiamo a voi.

 

poesia di Giorgio Caproni da IL FRANCO CACCIATORE

 

p.s. auguri di un sereno Anno Nuovo a tutti i visitatori del presente blog (a/m)

 

 

venerdì, dicembre 30th, 2016

Fabrizia

† a Fabrizia Di Lorenzo

Berlino, Breitscheidplatz,

20 Dicembre 2016

 

 

La carne e il nulla: altro

di te non resta – ma ha sangue

caldo, estro giovane: l’operoso

curriculum, ed il sorriso fiero,

inestinguibile di ragazza moderna.

 

Il DNA sventurato te lo farà

il Futuro; ma gli uomini scordano

presto: i volti, il nome, la speranza,

quel crederci sempre e comunque,

che durò, viaggiò 31 anni – amando.

 

Sulmona/Berlino è mezza Storia

d’Europa… E forse solo per te,

Ovidio, esiliato, scrisse i Tristia!

Ma tu eri lieta del mondo senza

più confini, connesso di Metamorfosi.

 

Sott’altra forma continui il viaggio,

e sfida il vento ogni elegia che osi

supplirla, nominarti sogno, ricordo,

utopia on line… Il Cielo ammanta tutto

ma quei brandelli di carne sfigurata

pulsano ancora, e viva, una generazione.

 

Il DNA non serve in cielo: lì le parole

bruciano luce, ottuse sgridano le nuvole.

 

 

 Plinio Perilli

 

domenica, dicembre 25th, 2016

No, come musica natalizia non ho scelto di ascoltare ieri pomeriggio il pur meraviglioso Oratorio di Natale di J.S.Bach, bensì l’Ottava Sinfonia di Beethoven. Do la parola a Maynard Solomon: ” …Anzi l’Ottava, con il suo Minuetto e il suo Allegretto scherzando, è da tale punto di vista ancor più avanzata della Settima, in quanto quest’ultima ha una lunga introduzione lenta al primo tempo, e un Allegretto sognante che può per contrasto apparire lento accanto al Vivace e al Presto che lo inquadrano. Riezler ha individuato l’essenza delle loro affinità quando ha scritto che le professioni di fede delle due sinfonie non richiedevano più di combattere o vincere un potere ostile. Esse esistono in un Paradiso festoso, fuori dal tempo e dalla storia, non corrotto dalla mortalità. Esse ci trasportano nella sfera del riso, del gioco, della liberazione esuberante di energia controllata. Qui, come ha scritto Bakhtin a proposito della festa medioevale, la vita è sortita per breve tempo dal suo solco usuale, legalizzato, consacrato, ed è entrata nella sfera di una utopica libertà.” (in Maynard Solomon, Beethoven, Marsilio Saggi, 1996).

 

Andrea Mariotti

 

martedì, dicembre 20th, 2016

(“cliccare” per ingrandire…a/m)

 

lunedì, dicembre 19th, 2016

 

LO  SCIROCCO  DI  ASSISI

 

Forte soffia carico di bile

nel giorno di Natale questo

vento bastardo che rende

grigie le pietre rosa del Subasio,

vestendo a lutto la città.

Cinesi e giapponesi, in giro: noi

italiani a pranzo oppure morti,

per questa crisi che svuota tasche

e animi…il taxi ferma, diciotto

euro dalla stazione alla basilica

di San Francesco: come punge

nel dì festivo Pietro di Bernardone!

 

poesia inedita di Andrea Mariotti del 25/12/2013

 

p. s. auguri di buon Natale a tutti i visitatori del blog con riserva…di ottimo vino rosso corposo e asciutto (a/m)

 

domenica, dicembre 18th, 2016

 

LO SCHIACCIANOCI AL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

Ancora nella straordinaria e innovativa versione di Guliano Peparini: la prima, domenica alle ore 20 e fino alla vigilia di Natale con una speciale matineè alle ore 11.

 

di Manuela Minelli

 

Al Teatro Costanzi dell’Opera di Roma c’è un gran fermento. I ballerini provano, il coreografo e la Direttrice del Ballo impartiscono posizioni e correggono alcuni passi, costumisti e sarte aggiustano gli abiti di scena dei danzatori, i tecnici provano le luci e i musicisti dell’orchestra gli strumenti. Fervono i preparativi per la prima del classico balletto di Natale, “Lo Schiaccianoci”, anche quest’anno nell’originalissima versione del coreografo e regista Giuliano Peparini che ha realizzato una fusion di classico e street-dance, con l’esercito del Re dei Topi trasformato in bad boys, un gruppo di breakers di fama mondiale e che inaugura la stagione di Balletto 2016-17 al Teatro dell’Opera di Roma, la seconda dell’étoile Eleonora Abbagnato, Direttrice del Ballo.

Il Sovrintendente Carlo Fuortes ha dichiarato: “Siamo molto felici di riprendere uno spettacolo di grande successo come Lo schiaccianoci di Giuliano Peparini che sapientemente ha saputo coniugare il balletto classico con altri stili e altri linguaggi artistici. E siamo oltremodo entusiasti di presentare un Capodanno speciale con Il Pipistrello di Roland Petit per la prima volta al Teatro dell’Opera di Roma. Infine siamo soddisfatti di essere riusciti anche quest’anno ad abbinare la grande Danza alla bellezza di questo periodo natalizio”.

La Direttrice del Ballo Eleonora Abbagnato ha aggiunto: “Riprendere “Lo schiaccianoci” di Giuliano Peparini è una grande emozione, trattandosi della mia prima produzione come Direttrice del Ballo qui al Teatro dell’Opera di Roma ed è stupefacente vedere in questi giorni, durante le prove, come i nostri ballerini siano cresciuti a livello tecnico e interpretativo. Avvincente e particolarissima la contaminazione che ha saputo realizzare con i suoi breakers e i nostri danzatori durante la battaglia dei Topi, con delle aggiunte coreografiche di puro hip-hop.

E, a seguire, la prima romana de “Il Pipistrello” di Roland Petit che porteremo subito dopo a Parigi, sarà un inizio di anno spumeggiante. Il repertorio di Roland Petit è molto adatto alla nostra compagnia e il lavoro che stiamo facendo con il Maestro Bonino è straordinario grazie alla sua sensibilità ed esperienza”.

Questa produzione del Teatro dell’Opera, nata dalla visionarietà del regista e coreografo romano, Giuliano Peparini, ha fatto registrare il tutto esaurito lo scorso dicembre, ponendosi all’attenzione di pubblico e critica e sembra destinata a diventare, in questa versione, non solo un cult natalizio, ma anche un fenomeno generazionale.

 

 

Dopo il successo straordinario dello scorso anno, non posso che essere felice e fiero di rimettere in scena uno spettacolo che ha riunito varie tipologie di pubblico, facendo ritrovare giovani e meno giovani nello stesso teatro – dice Peparini durante le prove – Lo Schiaccianoci è uno spettacolo tradizionale del repertorio classico, ma questa versione ha incuriosito molti ragazzi che abitualmente non frequentano il Teatro dell’Opera, permettendogli di scoprire e apprezzare l’arte della danza in generale. L’atmosfera natalizia del mio Schiaccianoci, fa sognare grandi e piccini e ci fa riscoprire l’età della giovinezza e del gioco”.

Partendo dal racconto di E.T.A. Hoffman, Peparini si sofferma su quello di Dumas, per arrivare ad un adattamento assai personale che, pur nel rispetto della tradizione, si presenta plurale nello stile e poliglotta nella drammaturgia. Non vi aspettate la canonica trasformazione dello schiaccianoci- pupazzo in principe, perché assisterete a una trasformazione più sottile e contemporanea, quella che vediamo tutti i giorni camminando per strada. Marie incontrerà subito il suo principe, ma non lo riconoscerà, ci arriverà lentamente, attraverso l’innamoramento. E, ancora, il Re dei Topi e il suo esercito sono dei bulli, compagni di François, bad boys che assomigliano a molti ragazzi che potremmo incontrare in ogni città del mondo.

Mai come in questo momento in cui cè bisogno di Bellezza, c’è bisogno di Arte, sicuramente questo Schiaccianoci è uno spettacolo che riesce a mettere daccordo il pubblico di tutte le età – afferma Giacomo Luci, uno dei danzatori protagonisti – E il regalo ideale per unintera famiglia che potrà  godere di due ore di Magia e Bellezza natalizie.

“Lo Schiaccianoci” di Giuliano Peparini è una rilettura in chiave contemporanea dal forte taglio teatrale, due stili diametralmente opposti come il balletto classico e la street dance. Qualche purista del Balletto Classico potrebbe storcere il naso, ma si dovrà arrendere all’evidenza di un successo già sperimentato, che è specchio dei nostri tempi e che, comunque, tornerà a far rivivere la magia della Danza e dei fiocchi di neve.

 

 

Lo schiaccianoci

 

Musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij

Balletto in due atti da un racconto di E.T.A Hoffmann

Adattamento di Giuliano Peparini

Direttore David Coleman

Coreografia Giuliano Peparini

Ripetitori Germana Bonaparte e Francesco Saracino

Scene Lucia D’Angelo e Cristina Querzola

Costumi Frédéric Olivier

Video Grafica Gilles Papain

Luci JeanMichel Désiré

 

 

 

 

Interpreti principali:

 

Marie: Rebecca Bianchi 18 dicembre (20.00), 20 dicembre (20.00), 21 dicembre (20.00) / Susanna Salvi 20 dicembre (11.00), 22 dicembre (20.00) / Sara Loro 22 dicembre (15.00), 23 dicembre (18.00), 24 dicembre (11.00)

Zio Drosselmeyer: Claudio Cocino 18 dicembre (20.00), 20 dicembre (20.00), 21 dicembre (20.00), 24 dicembre (11.00) / Alessio Rezza 20 dicembre (11.00), 22 dicembre (20.00) / Giuseppe Schiavone 22 dicembre (15.00), 23 dicembre (18.00)

Nipote di Drosselmeyer: Michele Satriano 18 dicembre (20.00), 20 dicembre (20.00), 21 dicembre (20.00) / Claudio Cocino 20 dicembre (11.00), 22 dicembre (20.00) / Giacomo Luci 22 dicembre (15.00), 23 dicembre (18.00), 24 dicembre (11.00)

Regina delle Nevi: Alessandra Amato 18 dicembre (20.00), 20 dicembre (20.00), 21 dicembre (20.00), 22 dicembre (20.00), 23 dicembre (18.00), 24 dicembre (11.00) / Marianna Suriano 20 dicembre (11.00), 22 dicembre (15.00)

Bad Boy: Marco Marangio 18 dicembre (20.00), 20 dicembre (20.00), 21 dicembre (20.00) / Giacomo Luci 20 dicembre (11.00), 22 dicembre (20.00) / Antonello Mastrangelo 22 dicembre (15.00), 23 dicembre (18.00), 24 dicembre (11.00)

B-Boys: Giorgio Albanese, Mirko Mosca, Jacopo Paone e Matthew Totaro 18 dicembre (20.00), 20 dicembre (11.00 e 20.00), 21 dicembre (20.00), 22 dicembre (15.00 e 20.00), 23 dicembre (18.00), 24 dicembre (11.00)

Orchestra, Étoile, Primi Ballerini, Solisti e Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma

Con la partecipazione degli Allievi della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma.

 

Teatro Costanzi

Prima rappresentazione domenica 18 dicembre ore 20.00. Repliche martedì 20 dicembre ore 11.00; martedì 20 dicembre ore 20.00; mercoledì 21 dicembre ore 20.00; giovedì 22 dicembre ore 15.00; giovedì 22 dicembre ore 20.00; venerdì 23 dicembre ore 18.00; sabato 24 dicembre ore 11.00

Anteprima giovani sabato 17 dicembre ore 18.00

 

sabato, dicembre 17th, 2016

 

BARBONA RIVESTITA

 

Barbona rivestita

di stracci d’apparenza

rovisto tra gli avanzi

di parole scartate

alla ricerca di sostanza.

Nel sottoscala della casa

a riparo dal ponte

faccio un mucchio

delle insolite sillabe

e lo rinserro

sulle spalle

nel sacco di stoffa.

Mischio

mescolo

mischio ancora

e sorteggio

ad una ad una

le parole della tombola

vincente.

 

poesia di Fausta Genziana Le Piane

 

p.s. la foto riprende un’opera dell’artista Doriana Onorati

indirizzo di Rete della poetessa fra i link amici nella home page del presente blog (a/m)

 

 

venerdì, dicembre 16th, 2016

COMUNICATO STAMPA

 

Domenica 18 dicembre

alle ore 18.00

 

presso il Palazzo della Congregazione

Complesso architettonico di S. Maria dell’Orto

(via Anicia 10, Roma)

 

 

sarà presentato il romanzo

 

 “Il giorno dell’Assoluzione

(dei Merangoli Editrice)

 

di 

Annalisa Venditti

 

 

Interverranno:

Cinzia Tani, scrittrice

Nino Marazzita, avvocato penalista

 

Sarà presente l’autrice

 

 

“Il giorno dell’Assoluzione” è un romanzo giallo ambientato nella Roma dei nostri giorni.

Il corpo di una giovane donna dai capelli chiari giace esanime su una giostra del Gianicolo. È l’alba: nessun testimone, nessun movente apparente, un solo dettaglio: una ballerina tatuata sul polso. Manca una scarpa rossa sul luogo del delitto.

Sul caso indaga il capitano dei Carabinieri Giovanni Borgia, uomo affascinante, preciso nel lavoro e puntuale nel farsi intrappolare tra le lenzuola, ma non da una fede al dito.

Intanto una serie di omicidi, forse mascherati da suicidi, sta invadendo la scrivania dell’investigatore.

Nessuna prova certa, ma le storie sembrano avere un comune denominatore: una mano assassina gioca con la corda soffocante dei sensi di colpa delle vittime e agisce manipolando i loro rimorsi fino a condurle a un finale che sorprenderà il lettore.

L’autrice, Annalisa Venditti, giornalista e autore televisivo, traccia sempre sul filo della suspense i profili psicologici dei personaggi e li accompagna fino al giorno della loro “Assoluzione”.

Dalla prefazione del criminologo e scrittore Gino Saladini:

“La scrittura dell’autrice è tersa, netta, con improvvisi spunti lirici, che arricchiscono una narrazione sempre originale. Lo stile della scrittrice romana non trova paragoni nell’attuale panorama letterario italiano, troppo spesso ispirato al noir americano, con storie infarcite di violenza e di brutalità. La capacità narrativa di Annalisa Venditti e la leggerezza di tocco che caratterizza ogni parte del romanzo, ricordano, per certi versi, quella grande giallista che è stata l’inglese P. D. James”.

 

 

 

Ufficio stampa dell’autrice:

Cinzia Dal Maso

328.9110434

 

mercoledì, dicembre 7th, 2016

 

PRESENTAZIONE DEL VOLUME

 

GIORGIO CAPRONI E ROMA

di Marco Onofrio (EDILAZIO)

Interventi di: Attilio Mauro Caproni (figlio del poeta)

 

Plinio Perilli (scrittore e critico letterario)

 

Fabio Pierangeli (Ordinario di Lettr. Italiana Università “Tor Vergata” – Roma)

 

 

 

Modera l’incontro: Mariarita Pocino (direttore editoriale Casa Editrice EDILAZIO)

 

giovedì 8 dicembre 2016, ore 15

Palazzo dei Congressi dell’EUR – ROMA

Sala Ametista

 

 

martedì, dicembre 6th, 2016

moravia

Moravia DOC

 

Tre documentari in ricordo di Alberto Moravia

6 DICEMBRE Moravia visto da se stesso di Silvana Palumbieri

Appuntamento alle ore 18.30 a Casa Moravia – Lungotevere della Vittoria, 1, Roma

Moravia visto da se stesso (50’) di Silvana PalumbieriSarà presente l’autrice

Realizzato nel 2007, in occasione del centenario dalla nascita dello scrittore, con materiali provenienti dagli archivi delle Teche Rai, il documentario utilizza le parole stesse di Moravia per descrivere il percorso letterario-biografico di scrittore e intellettuale, riferimento del suo tempo. Il mestiere di scrivere, l’idea della morte, la seduzione del consumismo, noia e amicizia, sesso ed erotismo, il ruolo politico dello scrittore, le riflessioni sul terrorismo e sulla bomba atomica.