Archive for marzo, 2010

domenica, marzo 21st, 2010

Oggi, nella ricorrenza della Giornata Mondiale della Poesia, è dolce
per me pubblicare questa foto, senza aggiungere una mia lirica, edita o inedita che sia. La foto è di ieri; l’ ho scattata al Verano, il cimitero monumentale di Roma, dov’è appunto sepolto Giuseppe Ungaretti (di cui cade quest’anno il quarantesimo anniversario della morte). Come forse si può intuire dall’immagine, una sottile lastra marmorea riporta i nomi dei coniugi Ungaretti, ad un passo da una delle innumerevoli stradine asfaltate che costituiscono di fatto la circolazione capillare del grande cimitero romano. Mi piace qui riportare il bellissimo saluto di Carlo Bo al poeta, nel giorno della sua tumulazione: “Giovani della mia generazione in anni oscuri di totale delusione politica e sociale, sarebbero stati pronti a dare la vita per Ungaretti, e cioè per la poesia”. Parole sulle quali davvero occorre meditare in una giornata come questa; anche per una corretta fruizione critica della folgorante poesia di Ungaretti: tenendo insomma presente che MATTINA, del 1917, la lirica di soli due versi celeberrimi ” M’illumino/ d’immenso”, non è stata scritta in tempo di pace. A perenne monito di coloro che, accantonando la storia, assolutizzano il grande dono poetico ungarettiano, quale alibi per i propri struggimenti liricheggianti .

domenica, marzo 7th, 2010

Immagine 003 Venerdì 5 marzo, in via G. Tagliere 3 (seconda abitazione romana di Pier Paolo Pasolini, accanto al carcere di Rebibbia), il V Municipio ha inteso festeggiare il compleanno del poeta (5.3.1922); riaprendo per l’occasione uno spazio dove maturarono (1951-53) i poemetti delle CENERI DI GRAMSCI. E’ stato quindi toccante, per me, declamare in tale luogo versi pasoliniani come questi, tratti dalla GUINEA (1962): ” L’intelligenza non avrà mai peso, mai, /nel giudizio di questa pubblica opinione.”; di fronte a tante persone ma soprattutto avendo accanto “Tarzanetto”, ossia Paolo Pilati, uno dei ragazzi dello storico bar Necci (tuttora esistente nel quartiere romano del Pigneto, dove furono girate diverse scene del film ACCATTONE). Dedico dunque a Pasolini (in questi giorni in cui un fondamentale capitolo “scomparso” del romanzo PETROLIO sembrerebbe in mani non precisamente “filologiche”) la poesia che ho scritto ieri; sviluppo ritmico e amaramente ironico, credo, delle mie considerazioni sul consumismo premesse ai versi sul monte Gennaro del febbraio scorso:

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Defunto il vecchio schermo,
ho corso come un folle alla tua
conquista, battendo sul tempo
la folla orante dei tecnoparadisi
sparsi lungo il G.R.A. romano.
Ma illuminandoti d’immenso,
la sera non mi hai fatto levitare;
perché ventiquatt’ore bastano
per renderti preistorico, mio caro
Ellecciddì! ed al tuo primo male,
subito in discarica; ho l’ordine brutale.

Andrea Mariotti, poesia inedita, 6 marzo 2010.