Archive for febbraio, 2012

mercoledì, febbraio 29th, 2012

La Croda Bagnata (la montagna a sinistra nella foto) da me contemplata amorevolmente l’estate scorsa trovandomi a Dobbiaco, credo possa in qualche modo introdurre una riflessione dell’amico e poeta Paolo Buzzacconi sul significato del presente blog. La Croda Bagnata, in Val di Landro, sulla strada fra Dobbiaco e Cortina, sembra quasi piegare il capo in un moto di pietà per i soldati sepolti nel sottostante cimitero austro-ungarico…Sì, in una parola sola, forse la pietas è la forza propulsiva del mio blog…ringrazio di cuore Paolo Buzzacconi per quanto si è sentito di scrivere su di me:

Una bella opportunità

Gentili lettori,
se me lo consentite vorrei rubare un piccolo spazio di questo blog per parlare delle sue caratteristiche e di ciò che propone, concetti che ovviamente rispecchiano le prospettive del suo ideatore. Attraverso i suoi percorsi letterari Andrea Mariotti affronta argomenti diversi con uno stile da consumato cronista ma anche con grande umanità, offrendo ai lettori il meglio dei suoi ricordi e della sua considerevole cultura. Profondo ed efficace, ma senza perdere mai di vista la realtà. Con un linguaggio attento e pacato rende vivi e vicini i personaggi e le opere di cui sovente si fa testimone, illustrando con sincera passione le proprie scoperte e rendendole così fruibili a tutti . A tale proposito vi rimando – ad esempio – alla lettura dell’articolo del mese di gennaio riguardante la tragedia del “Concordia” in cui alla lucida analisi del fatto fa seguire un brano dell’Agamennone di Eschilo a mò di severo, lapidario commento. Straordinario! La notevole qualità del suo lavoro diventa poi visibile nei commenti dei suoi amici-visitatori, commenti che spesso diventano un ulteriore invito alla riflessione, alla ricerca del giusto senso della vita. Fare una piccola sosta nel blog del nostro amico Andrea rappresenta una bella opportunità di crescita e di scambio di pensieri ed emozioni, scambio che l’autore stesso ricerca con fiducia e umiltà. Utilizziamola quindi, non lasciamocela sfuggire
!

Paolo Buzzacconi

mercoledì, febbraio 22nd, 2012

Sì, ancora su Brahms (vedi il mio precedente articolo sul grande musicista del 13 gennaio scorso). Per scoprire, ieri sera, che Gustav Mahler (wagneriano di ferro), di solito poco tenero nei confronti dell’Amburghese, riconosce la grande bellezza del primo e del secondo movimento del Quartetto in do minore (in Alma Mahler, GUSTAV MAHLER, Ricordi e lettere; il Saggiatore, Milano, 2010, pag.254). La foto qua sopra è mia, scattata presso il Zentralfriedhof di Vienna -dove Brahms è sepolto- nel dicembre del 2008. Il volto nobile e severo di Johannes Brahms, musicista che attualmente ascolto con passione e dedizione (autore del grande Requiem tedesco ), è il commento visivo più rispettoso, per me, stasera, di fronte allo strazio (annunciato) della odierna notizia del ritrovamento del corpicino di Dayana, la bambina di pochi anni morta assieme al papà nel naufragio della Costa Concordia (gennaio scorso); su cui pure brevemente ho scritto.

P.S. Propongo qui la lirica dell’amico e poeta Paolo Buzzacconi, giunta all’indirizzo del mio blog questa mattina (26.2.2012); quale limpida espressione della nostra pietas nei riguardi di Dayana:

DAJANA

Guidato dall’angoscia del tramonto
il vecchio cipresso raccolse le sue forze
e bussò alle porte del cielo chiedendo
“Dov’è? Dov’è la bimba?”
Una voce gli rispose:
Dayana come sempre è andata a scuola,
il tempo dello studio e poi in giardino
a correre felice dei suoi giorni.
Piena di gioia è ritornata a casa
“Mamma, lo sai cosa farò da grande?”
“L’attrice, la cantante o la maestra!”
“Domenica, se è bello, andiamo al mare?”
“Se faccio un brutto sogno poi si avvera?”
Dayana è lì che dorme nel suo letto.
Lei non lo sa di essere una stella…
(Poesia inedita di Paolo Buzzacconi)

lunedì, febbraio 20th, 2012

La bellissima foto qui presentata mi è stata inviata dall’amico Paul Harris, appassionato ornitologo. In essa possiamo osservare il Biancone (uccello rapace dell’ordine falconiformi, così chiamato per il piumaggio bianco sul ventre) accanto al proprio piccolo con un serpente tenuto stretto nel becco. Ebbene, con Paul Harris e Antonio Doria, sabato scorso ho percorso il sentiero che da Tolfa (in provincia di Roma) tocca la base dell’aguzzo monte Tolfaccia. Tale sentiero, nell’antichità alternativo alla via Francigena che conduceva da Siena a Roma, lastricato tuttora a ciottoli, soprattutto nella parte iniziale che scende fino al Fosso di Santa Lucia, avrebbe potuto permetterci, in effetti, l’avvistamento del Biancone, sia pure in anticipo sui tempi, secondo Paul. E così è stato, al dunque; nel senso che non abbiamo avvistato il grande uccello rapace dal ventre bianco e un’apertura alare prossima ai due metri. Pazienza! la foto di Paul Harris rimane un bel regalo per me e per i visitatori del blog, credo. Sarò grato a questo amico, da me conosciuto grazie ad Antonio Doria, se vorrà direttamente intervenire, descrivendoci più nei dettagli le caratteristiche e le consuetudini del Biancone. Gradevole è stata in ogni caso l’escursione di sabato scorso, in armonia con i suddetti amici; in un tepore quasi primaverile, nonostante la presenza della neve in diversi tratti del percorso. Così dicendo, auguro a tutti i visitatori del blog, possibilmente, una sana attività all’aria aperta (ottimo rimedio, come ben sappiamo, contro lo spleen). Si tratta, senza retorica, di ritrovare noi stessi grazie all’amore e al rispetto per la natura.

mercoledì, febbraio 15th, 2012

Comprensibilmente a Roma ci sono state delle difficoltà, per le nevicate dei giorni passati. Ma che dire di quello che Ilvo Diamanti, sul quotidiano La Repubblica di domenica scorsa, credo, ha chiamato “Il Nevone”, con riferimento ai metri di manto nevoso che hanno sepolto Urbino? E in provincia di Pesaro e Urbino, immagino non sia capitato di meglio in un borgo come Pennabilli (territorio del Montefeltro, nelle Marche). Pennabilli è davvero un paese delizioso, da me scoperto nell’autunno del 2006; ivi ebbi modo di avvicinare il poeta Tonino Guerra (classe 1920), famoso peraltro per aver firmato la sceneggiatura di diversi film italiani, tra cui il meraviglioso Amarcord di Federico Fellini. Sia detto per inciso: dopo la recente scomparsa di Andrea Zanzotto, è rimasto lui, Tonino Guerra (nativo di Sant’Argangelo di Romagna), il grande vecchio -nel senso più positivo del termine!- della poesia italiana e dialettale; con risultati di squisita sensibilità e dolcezza per il suo sguardo sapientemente rivolto alla natura. Ora occorre sapere che proprio a Pennabilli esistono dei poetici musei a cielo aperto (I Luoghi dell’Anima) ideati da Tonino Guerra. Ricordo che mi colpì molto, nel 2006, il cosidetto Orto dei frutti dimenticati (frutti spontanei delle campagne appenniniche, di cui noi, consumatori globalizzati in stile grande distribuzione, possiamo avere solo una pallida idea). Ebbene, mi sono chiesto in questi giorni: che sarà stato di tale Orto? sarà stato travolto dal Nevone?…per tacere, poi, della Meridiana dell’Incontro; ossia l’ingegnoso e poetico bronzo di due colombi la cui ombra pomeridiana disegna i profili di Giulietta Masina e di Federico Fellini, grandi amici di Guerra…La foto qua sopra permette di osservare il Sasso Simone o Simoncello (non ricordo di quale dei due Sassi si tratti, con precisione), in alta Valmarecchia (Comunità Montana cui Pennabilli appartiene). Così, in conclusione, il presente scritto intende esprimere un pensiero solidale a popolazioni e luoghi duramente colpiti dal recente maltempo; e un saluto al grande Tonino Guerra, che a Pennabilli si è stabilito da decenni, ormai (giustamente insignito del titolo di cittadino onorario).

venerdì, febbraio 3rd, 2012

La foto qui presentata è stata scattata sabato scorso da CASTEL DELL’OVO, con vista privilegiata sul Golfo di Napoli e il Vesuvio. Già, il Vesuvio, ossia il “formidabil monte” evocato nell’ incipit della leopardiana GINESTRA…i cui versi sono stati oggetto, da parte mia, di quella che Novella Bellucci (Università La Sapienza di Roma) ha definito ieri sera -presso la libreria romana NUOVA EUROPA- una lettura interiore (avendo io proposto la memorizzazione del canto leopardiano; e avendo soprattutto cercato di offrire, al pubblico presente, quella che possiamo chiamare l’intelligenza del testo: di tale, altissimo testo). La mia supplica ai celesti affinché non nevicasse, a Roma, non è rimasta inascoltata, ieri. Oggi, invece, qui a Roma come del resto ovunque, fa molto freddo e la neve si è affacciata. Che l’immagine ridente del Golfo di Napoli procuri quindi ai visitatori del blog un senso di tepore, a questo punto!…rammentando a tutti -scrivente incluso- nello spirito di saggezza della GINESTRA, che il Vesuvio “ancor siede tremendo”…