Archive for maggio, 2013

domenica, maggio 26th, 2013

affreco barbaro

Io non devo prendermi una pausa di riflessione al pari di coloro che quest’oggi, verranno eletti dai cittadini nella tornata elettorale del 26-27 maggio 2013 (con il voto per il Campidoglio in prima fila). Non più tardi di venerdì scorso 24 maggio, parlando peraltro con un amico al telefono della vergognosa “carica dei 101” (così come è stata ribattezzata la sleale e recente fregatura inflitta a Romano Prodi da parte dei parlamentari del PD nel segreto delle urne, dopo averlo acclamato a gran voce quale nuovo Presidente della Repubblica); parlando con questo mio caro amico, stavo dicendo, ecco tornarmi alla mente una poesia di Archiloco (inclusa nella stupenda e famosa traduzione dei LIRICI GRECI di Salvatore Quasimodo ):

ALL’AMICO DI UN TEMPO

Lungamente travolto dai marosi
tu sia sbattuto contro Salmidesso,
nudo, di notte, mentre in noi fa quiete.
E spossato, con ansia dalla riva
tu rimanga a ciglio del frangente,
nel freddo, stridendo i denti,
come un cane, riverso sulla bocca;
e il flusso continuo dell’acque
ti copra fitto d’alghe.
Così ti prendano i Traci, che in alto
annodate portano le chiome,
e con loro tu nutra molti mali
mangiando il pane dello schiavo.
Questo vorrei vedere che tu soffra,
tu che m’eri amico un tempo
e poi mi camminasti sopra il cuore

…ebbene, di scatto, tale poesia ho letto al telefono al mio amico, parlando con lui dei suddetti 101 miserabili che non hanno avuto il coraggio di palesarsi prima, durante e dopo la votazione di aprile scorso (mia la foto qua sopra di un affresco “barbaro”, scattata anni addietro all’interno della chiesa romanica di S.Michele Arcangelo nei pressi di Schifanoia; abitato non distante da Calvi dell’Umbria, in provincia di Terni).

sabato, maggio 25th, 2013

Viola1

Con piacere do notizia dell’evento pensato e organizzato da Viola Di Massimo per domani, domenica 26 maggio (dell’artista ho già avuto occasione di parlare in precedenza; vedi articolo del 2 dicembre 2012 nel presente blog). “Una giornata impensata”, questo il titolo dell’evento ideato dalla Di Massimo (cui si deve la foto del terrazzo del suo studio qui visibile, dove i dipinti attendono i visitatori…en plein air). Per i dettagli ma soprattutto il senso dell’incontro di domani rimando al sito www.violadimassimo.com.

venerdì, maggio 24th, 2013

Fiorentini

Ho conosciuto Claudio Fiorentini recentemente, in occasione della prima presentazione romana ( in data 13 maggio scorso) dell’antologia letteraria L’EVOLUZIONE DELLE FORME POETICHE- la migliore produzione poetica dell’ultimo ventennio (1990-2012). Dell’antologia in oggetto, curata da Ninnj Di Stefano Busà e Antonio Spagnuolo (Kairòs Edizioni, gennaio 2013), ho già avuto modo di parlare a più riprese nel presente blog. Ora mi preme dire qualcosa, qui, di Claudio; poeta, romanziere e pittore di rilievo (raggiungibile sulla Rete all’indirizzo claudiofiorentini.it). Dopo aver letto il suo romanzo Io parlo Jazz, di gusto sperimentale (da me apprezzato per la capacità dell’autore di rendere strutturali le incessanti digressioni narrative in osmosi, per l’appunto, con il jazz) si è rafforzata, dentro di me, l’idea di un temperamento artistico -quello di Claudio Fiorentini- veracemente estroso. Così dicendo, alludo -insisto- all’estro non manierato, in grado, all’occorrenza, di accantonare il “barocco” per farsi, volendo seguire una suggestione critico- figurativa, “pietra serena”, al servizio di una pronuncia poetica severa e asciutta: come nel bellissimo “notturno” qui di seguito leggibile (con il consenso dell’autore), tratto dalla silloge Incauta Magia del Mentre (Kairòs Edizioni, 2012):

In questa scalza notte
Felpate idee sorvegliano
Qualora illudermi volessi
Che ancora esiste Dio

Quiete d’intanto si dilata
Mentre apostata palpito
Denso e buio
Mi trangugia

Ch’io mi perda e non travisi
Quanto ancor resta sconosciuto
A far di vita semina
Perenne
.

Poesia di Claudio Fiorentini

P.S. la foto qua sopra è del poeta stesso.

giovedì, maggio 23rd, 2013

Falcone

Giovanni… se posso chiamarti per nome, non avendoti conosciuto di persona. Sono uno dei tanti italiani che oggi ti ricorda e ti pensa intensamente. E rifletto, con amarezza, sul “ventennio” venuto dopo la tua morte, a far data (il ventennio) dal 1994 e ancora sulle nostre spalle, pesante come un macigno. Non vorrei essere frainteso e accusato di scadere nel solito antagonismo logoro e trito. Ma rimane il fatto che la tua figura, Giovanni, come quella di Paolo, è antropologicamente e storicamente incompatibile in modo imbarazzante con i nani, le ballerine, e il dominio incontrastato di Pluto, dìo della ricchezza capace di suggestionare le menti (si fa per dire) di molti: le perle, insomma, del suddetto ventennio; ventennio che ci consegna oggi un paese a dir poco disastrato, disarticolato (all’interno del quale faremo grande fatica a cicatrizzare lacerazioni profonde, a vari livelli). Ecco perché nonostante tutto, Giovanni, mi rifiuto di considerarti un eroe, in contrasto con i versi che mi accingo a pubblicare…per non autoassolvermi facilmente con la vista appannata dettata dal tempo che mi trovo a vivere oggi. Sarebbe come chiedersi, Giovanni, cosa direbbe ora Pasolini del gregarismo omologante che ci avvolge (laddove, citando Francesco Guccini, “pensare è sconsigliato”)…la risposta a questa domanda essendo secca; nel senso che Pasolini ha profondamente intuito quanto era alle porte, nel Belpaese, prima di morire tragicamente (incompatibile anche lui al massimo grado con il presente). Ma è venuto il momento di dare la parola al mio amico Silvio Parrello ( poeta e pittore ben conosciuto nel blog), per mettere a parte i visitatori di un cartoncino (visibile nella mia foto) sul quale ha trascritto per me, affettuosamente, i versi a suo tempo a te dedicati, Giovanni:

FALCONE

Terrorismo di stato
Falcone e la sua scorta
barbaramente assassinato
in questa Italia corrotta.
L’eroico magistrato
contro la mafia in lotta
aveva già capito
chi sedeva sulla vetta.
Non gli è stato perdonato
con atroce vendetta
lo hanno massacrato
su quella strada maledetta

poesia di Silvio Parrello, oggi presentata in occasione del ventunesimo anniversario della strage di Capaci.

martedì, maggio 21st, 2013

Mozart

In ricordo della fondatrice e Presidente dell’Associazione Clavicembalistica Bolognese Paola Bernardi, oggi pomeriggio a Roma ho potuto ascoltare, presso la Biblioteca Casanatense (Salone Monumentale), il Concerto n.5 in re maggiore K175 “accomodato per due cembali” di W.A Mozart (Maria Pia Jacoboni Neri clavicembalo I e Vania Dal Maso clavicembalo II). Detta partitura, estremamente nota nella sua ideazione per pianoforte e orchestra, fu scritta da Mozart all’età di diciassette anni; e, per unanime riconoscimento critico, costituisce la prima gemma di una serie di concerti insuperati a tutt’oggi per fantasia creativa e autentica poesia. In effetti, il “K175”, risultò costantemente caro al genio di Salisburgo che, come dire, lo volle sempre con sé (in occasione delle “accademie” concertistiche via via più rare nel volgere degli anni; causa la musica “ostica” di Mozart, a fronte del palato musicale dei viennesi essenzialmente tradizionalista). Mia la foto qua sopra, forse non del tutto nitida. Ma non posso concludere questo breve articolo senza ricordare che, domani 22 maggio, ricorre il secondo centenario della nascita di Richard Wagner. Senza tacere peraltro di un’altra importante ricorrenza: esattamente quant’anni fa, moriva a Roma (21 maggio 1973) Carlo Emilio Gadda, il “Gran Lombardo”; autore di almeno due capolavori assoluti della narrativa italiana del Novecento (i romanzi dal titolo Quer pasticciaccio brutto de’ via Merulana e La cognizione del dolore). Non credo di sbagliare nel rammentare che forse nessuno al pari di Gadda, soprattutto col Pasticciaccio, ha raggiunto nel nostro Novecento letterario esiti impareggiabili di trasfigurazione comico-barocca della lingua (come l’Everest rispetto a tanta, troppa sciatteria odierna).

P.S. Il suddetto articolo è stato letto con piacere da Vania Dal Maso, clavicembalista, musicologa e docente del Conservatorio di Verona (raggiungibile sulla Rete all’indirizzo vaniadalmaso.it).

domenica, maggio 19th, 2013

“SANGUE NEGLI OCCHI”

PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI LINA MERUANE
sabato 18.05.2013 21.00 h
Organizzatori:
LA NUOVA FRONTIERA

Partecipanti:
Lina Meruane

Interviene Vittoria Martinetto

Lina Meruane, scrittrice, giornalista e saggista cilena, è una delle voci femminili più importanti e profonde della narrativa cilena. Le sue opere sono state pubblicate in spagnolo, inglese, tedesco e francese. Tra i suoi romanzi: Sangre en el ojo (2013), Fruta podrida (2007), Cercada (2000), Póstuma (2000). Insegna letteratura latinoamericana e scrittura creativa all’Università di New York.
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Con piacere do notizia della suindicata presentazione di ieri a Torino del romanzo della scrittrice cilena Lina Meruane (LA NUOVA FRONTIERA Editrice), in occasione del SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO DI TORINO 2013 (che vede per l’appunto il Cile come paese ospitato). La traduzione italiana del suddetto romanzo è stata curata da mio fratello Luca Mariotti, che dal 2004 vive a Quito, in Equador, dove si occupa dell’insegnamento dell’italiano e di traduzioni, specialmente in ambito filosofico e socioeconomico.

giovedì, maggio 16th, 2013

Immagine 017

E così, nel Belpaese, grazie alle “larghe intese”, eccoci alla vigilia del tanto sospirato decreto sulla sospensione della rata di giugno in merito all’IMU-prima casa. Bene, benissimo. All’ Unto dal Signore va la nostra sentita riconoscenza da…imu-deficienza acquisita (nel caso non avessimo compreso a dovere che il suddetto decreto è un bel regalo ai ricconi, nella sostanza). Soltanto perseguendo penalmente l’evasione fiscale, avremo una società meno ingiusta e una mentalità più civile e meno cialtrona, per la cronaca. Piange davvero il cuore per tanta grazia (quella del decreto di domani) da parte dell’illustre statista ferocemente torturato dalla “giustizia-ingiusta”…(mia la foto qua sopra, scattata all’interno della Capilla del Hombre a Quito, in Ecuador: essa ci permette di ammirare uno splendido e famoso murale, per la precisione El condor y el toro, del grande artista Oswaldo Guayasamin, già a suo tempo ricordato nel presente blog).

martedì, maggio 7th, 2013

invitoantologia

Con piacere do notizia della presentazione dell’antologia in oggetto prevista per lunedì prossimo a Roma (della quale ho avuto già modo di parlare nel presente blog il 28 febbraio e l’8 aprile), diffondendo il comunicato stampa dell’Editore:

N.B. “Cliccando” sull’immagine, la stessa apparirà pienamente leggibile

L’EVOLUZIONE DELLE FORME POETICHE

Scheda

L’evoluzione delle forme poetiche vuole essere un consuntivo, un archivio storico realizzato per le scuole.
Raccoglie una vasta scelta di autori che operano nel settore “poesia” al fine di poterne studiare le modalità di oggi, attraverso gli stili e l’evoluzione che hanno subìto negli anni le forme poetiche; mettere a confronto i poeti stessi e le loro diverse posizioni di fronte alla parola scritta che ha attraversato il tempo e le sue varianti.
Una testimonianza, questa, della nostra tradizione poetica quale percorso significativo di una cultura contemporanea, configurata nei suoi tracciati differenziati, alla ricerca di prospettiche novità del linguaggio, quale forza segreta di una sostanza esistenziale che la rappresenti.
In questi decenni – che sembrano andare verso un crescente isolamento e depauperamento della poesia, quando invece più forte se ne avverte il bisogno – sarà possibile avere un riscontro e uno strumento adeguati ai tempi, alle mode e agli stilemi propri di una evoluzione che, avendo attraversato tutti gli ismi delle avanguardie, ritorna e si annuncia diversa nei confronti delle epoche storiche e si alimenta di molte e più variegate forme strutturali e di linguaggio, per finire alla più completa libertà di espressione-sperimentazione.
Scopo di quest’opera è quello di affiancare e stimolare ai vari livelli una più ampia conoscenza dei fenomeni linguistici sollecitando la voglia di aprirsi al “sogno” che, sempre, da un’epoca all’altra, rimane immutato e risulta vincolato solo al desiderio di proporsi alla Poesia, come alla palingenesi di nuove e sempre immortali forme d’arte e di scrittura.

Informazioni bibliografiche
L’EVOLUZIONE DELLE FORME POETICHE
La migliore produzione poetica dell’ultimo ventennio
Archivio storico a cura di Ninnj Di Stefano Busà e Antonio Spagnuolo
Editore: Kairòs Edizioni – Napoli
Collana: Le Parole della Sibylla
Data di Pubblicazione: Gennaio 2013
Pagine 784
ISBN: 978-88-98029-17-4

domenica, maggio 5th, 2013

544

La foto in oggetto, non mia, ci permette di osservare un noto e suggestivo dipinto di Pierre Bonnard. Essa vale come piccolo omaggio a Ninnj Di Stefano Busà, che mi ha offerto nei giorni precedenti in lettura la sua ultima silloge poetica, dal titolo Eros e la nudità, TRACCE Edizioni, 2013; con interventi critici di Walter Mauro, Plinio Perilli e Arturo Schwarz. Circa la poetica della Busà, su cui ho scritto più volte nel presente blog (con l’apprezzamento che si deve a una voce davvero grande della poesia italiana del nostro tempo), vorrei qui riportare brevemente alcune osservazioni degli studiosi appena citati. Non si può non condividere, infatti, quanto osserva Walter Mauro: “ Qui siamo oltre il manierismo di tanta poesia odierna, vi è chiara e nitida la parola che indaga sulla capacità del rapporto d’amore attraverso la suprema luce della poesia ed entra, definitiva e felicemente risolta, nel rapporto fondamentale tra l’io e il noi superando la dualità, per giungere alla più alta conquista poetica”. Plinio Perilli, per proprio conto, sottolinea opportunamente “il rigore fervido delle metafore” della Busà, capace di “un’ars dictandi affilata e nobilissima, che davvero non le concede (e cui ella stessa non concede) tregua di sorta…”. Ora, per quanto mi riguarda, devo riconoscere senza mezzi termini la grande bellezza della suddetta silloge; all’interno della quale diverse liriche risplendono per sentimento poetico e stile. Tuttavia, volendo scegliere una di esse, mi preme segnalare ai visitatori del blog un’autentica gemma di semplicità e purezza, mirabile a parer mio per il superamento di qualsiasi attrito nel verso incipitario:

Poi la nostalgia ci prende
e non si arrende al silenzio delle cose,
ai rami spogli, alle stagioni in corsa.
Abbiamo consumato l’asfalto delle strade,
coi passi frettolosi dei ritorni.
Perché la chiave dei miei giorni
è correre da te, saperti affine a ciò che resta,
tra la distanza e il nulla
.

dunque, un “attacco” in medias res felicissimo, laddove la consumata ars poetica della Busà non manca di far individuare la sua inconfondibile impronta (alludo alla rima “prende/arrende”; segnata, dal punto di vista fonosimbolico, da una consonante come la “d”, che è, rammentiamolo, una occlusiva dentale sonora: quanto mai funzionale, nel contesto, a farsi carico di un implacato amore). Ma, dopo questa rapida analisi stilistica, diamo la parola al mio amatissimo Leopardi:

“…non si ricorda il Breme di quella osservazione filosofica che è pur vecchia, dico, che i mezzi più semplici e veri e sicuri sono gli ultimi che gli uomini trovano, così nelle arti e nei mestieri…E così chi sente e vuol esprimere i moti del suo cuore ec. l’ultima cosa a cui arriva è la semplicità e la naturalezza, e la prima cosa è l’artifizio e l’affettazione, e chi non ha studiato e non ha letto, insomma come costoro dicono è immune dai pregiudizi dell’arte, è innocente ec. non iscrive mica con semplicità, ma tutto all’opposto” (Zibaldone, 20).

Sicché, per il giovane Leopardi alle prese con le pagine iniziali del suo sterminato diario intellettuale (definito memorabilmente da Sergio Solmi come “pensiero in movimento”), la semplicità nello scrivere rappresenta una conquista, lungi dall’essere un punto di partenza (un Leopardi dichiaratamente polemico, nel passo citato, nei confronti dei “romantici” del suo tempo). Tale posizione leopardiana vale, per me, al dunque, come efficacissimo riconoscimento della qualità dei versi di Ninnj Di Stefano Busà sopra riportati. Alla Busà, peraltro, il 9 maggio 2013, in Roma, presso La Facoltà di Scienze della Comunicazione sociale della UNIVERSITA’ PONTIFICIA SALESIANA (piazza dell’Ateneo Salesiano, 1), verrà conferita la Laurea Apollinaris Poetica 2013 (riconoscimento prestigioso conferito quest’anno anche a Liana De Luca, Dante Maffia, Nazario Pardini ed Elio Pecora). Per maggiori informazioni in merito all’evento rimando alla pagina web conferimenti università pontificia salesiana. A Ninnj Di Stefano Busà vanno senz’altro, nel concludere il presente articolo, le mie più sentite felicitazioni al riguardo.

giovedì, maggio 2nd, 2013

La Natura

Ai fautori, nel Belpaese, delle “larghe intese” (che brutto, il termine “inciucio”!), al cui vertice siede il nostro illuminato Presidente della Repubblica, offro quest’oggi la foto qua sopra (mia); da considerare, diciamo così, un deprecabile incidente di percorso: il “divisionismo” della natura (l’immagine parla in modo eloquente). A pensarci bene, però, c’è stata a suo tempo anche la versione italiana del cosiddetto Neo-impressionismo di pittori come Georges Seurat e Paul Signac: guarda caso il Divisionismo, affermatosi soprattutto a Milano. Basta, sto sproloquiando, di fronte ai sostenitori delle magnifiche sorti e progressive