Archive for settembre, 2011

mercoledì, settembre 21st, 2011

…ecco una possibile reazione dopo la scomunica di questi giorni (non da parte della Chiesa) ad opera della Confindustria e della stampa moderata del Belpaese nei riguardi dell’Unto del Signore: più che mai allergico alle dimissioni obtorto collo (forse non concepibili per Lui su questa terra)…chi vivrà, vedrà…

sabato, settembre 17th, 2011

Con grande piacere e grazie al consenso dell’autore, mostro tramite questa mia fotografia un’opera dell’artista Pietro Palmisano, dal titolo Desideri. Pietro, da me conosciuto recentemente, è nato a Ostuni (Brindisi), dove vive e scolpisce. Maestro d’Arte e insegnante di Educazione Artistica nelle scuole medie statali, ha conseguito negli anni numerosi riconoscimenti in virtù della sua copiosa e ispirata produzione artistica: basterà citare la sua personale di scultura presso la Società delle Belle Arti-Circolo degli artisti “Casa di Dante”, patrocinata dall’assessorato alla cultura di Firenze; maggio 2008. Non potrò dir meglio in questo mio breve intervento della nota studiosa Daniela Cresti, che, nella fattispecie, nel dare il suo benvenuto a Firenze all’artista pugliese, ha giustamente intitolato il suo scritto “ARMONIE SPAZIALI”; giacché a tali armonie fanno effettivamente pensare le sculture di Palmisano. Colpito infatti (sarebbe meglio dire folgorato) dalla bellezza dell’opera da me successivamente fotografata, ecco che non posso non riconoscermi nelle seguenti parole della Cresti: “Questa è la forza dirompente del suo scolpire che nel tempo si è raffinato nel fraseggio delle linee e nella essenzialità della forma. Dal 1990, anno in cui l’artista espone a Martina Franca ad oggi, l’espressività della scansione figurativa si è prosciugata, l’entità fisica si è ridotta al puro archetipo identificativo esaltandone l’essenza. Questa estrema semplificazione non produce freddezza, anzi intensifica l’efficacia percettiva”. Ricordo bene di essermi rallegrato con Pietro, incontrandolo, per l’assoluta assenza di solipsismo, gratuito ermetismo, a proposito del suo lavoro; al punto di condividere intuitivamente con lui, il processo di astrazione che lo ha portato a concepire un’opera come Desideri. Pietro Palmisano è raggiungibile sul web (Pietro Palmisano-Artista-Ostuni/Facebook); ciò consentirà eventualmente al visitatore del presente blog di farsi un’idea più esaustiva della forza e della bellezza di sculture davvero ricche d’ispirazione. All’artista di Ostuni, cui si sono interessati quotidiani, riviste d’arte, Tv locali e Rai Tre regionali, va il mio più cordiale saluto.

lunedì, settembre 12th, 2011

A trent’anni esatti di distanza dalla scomparsa di Eugenio Montale, cosa dire, in prima persona? Che molto mi ha insegnato il grande poeta ligure, quand’ero un giovane in cerca della mia identità poetica. I suoi OSSI DI SEPPIA, per essere più precisi, mi hanno educato -credo di potere affermare- al distacco rispetto al “bello” letterario; in una parola sola, al rifiuto della retorica (quella cattiva, perlomeno). Superfluo evidenziare, all’interno del suddetto primo grande libro montaliano, la forza dirompente di “Meriggiare pallido e assorto“, lirica concepita da un giovanissimo e geniale fabbro di una lingua poetica inaudita (per i cialtroneschi e roboanti tempi in cui essa venne alla luce). Occorrerà accennare poi alla meravigliosa sezione dei Mottetti, inclusa nel secondo grande libro, LE OCCASIONI; sezione magistralmente commentata da Dante Isella. Molte sarebbero le cose da ricordare a proposito del poeta a conti fatti più importante del nostro Novecento letterario, premio Nobel nel 1975; basterà richiamare qui l’attenzione sul recentissimo libro di Maria Luisa Spaziani, MONTALE E LA VOLPE, Mondadori; ossia Montale visto da vicino, da parte di colei che è stata legata al poeta da una lunga e affettuosa amicizia. La foto qua sopra, infine, mia, scattata a suo tempo nei pressi di Genova, intende richiamare alla memoria del visitatore del blog una famosa lirica di Montale (sempre all’interno delle OCCASIONI) dal titolo La casa dei doganieri, di rara forza evocativa. Onore a Eugenio Montale, dunque; maestro dell’impegno morale e signore della parola; Montale che moriva la sera del 12 settembre 1981 a Milano: dopo Dante e Leopardi, il poeta da cui più ho imparato soprattutto in quanto ad asciuttezza e modernità del dettato poetico.