Archive for ottobre, 2011

mercoledì, ottobre 26th, 2011

Sorride, Lorenzo, in questa foto da me scattata domenica scorsa in montagna. Lorenzo è un bambino di sette anni che parla a voce bassa ed è già un valente escursionista; avendo infatti percorso, nella suddetta giornata, più di quindici chilometri con un dislivello superiore ai 300 metri, sui rilievi che circondano il lago di Vico (Viterbo). Il papà di Lorenzo, a sua volta buon camminatore, mi ha autorizzato a pubblicare la presente foto; sicché ho proprio voglia di esprimere qui il piacere grande che ho provato nel condividere la giornata all’aria aperta con Lorenzo, la sua famiglia e un mio carissimo amico. Raggiunto il fontanile di Canale, domenica scorsa, dopo quasi due ore di rilassato cammino, ci siamo trovati al cospetto della maestosa faggeta del monte Venere. Ad un certo punto, nel salire verso la vetta del monte, siccome Lorenzo correva (col rischio di cadere e di stancarsi troppo), eccomi a suggerirgli di accorciare il passo e di aiutarsi col bastoncino, cercando soprattutto di non parlare. Con mia grande meraviglia, il bambino ha osservato alla lettera i miei consigli; ringraziandomi anzi con trasporto caloroso, consapevole del buon risultato ottenuto, essendosi trovato in vetta con me senza troppa fatica. Forte dell’esperienza appena raccontata, mi permetto di rivolgere un pensiero affettuoso ai tanti, troppi bambini dell’età di Lorenzo immersi in una sofisticata multimedialità, tale da indurli a forme di vero e proprio autismo. Vedete come sorride Lorenzo nella foto? Se sapeste di quale spirito silenzioso è stato capace al mio fianco domenica scorsa questo bambino di sette anni tutt’altro che lezioso; anzi, capace di comunicare splendidamente con tutti! In tanti anni di escursionismo non mi era mai capitato un incontro così bello. E non credo di esagerare; nel senso che davvero il il sorriso di questo bambino (com’è possibile osservare nella foto) possiede qualcosa di celestiale: quasi uno spicchio di cielo sereno in contrasto con le nostre cupe giornate. Grazie, dunque, Lorenzo, per la ricchezza che hai lasciato nella mia anima domenica scorsa (e complimenti anche alla tua sorellina, brava nel sopportare diverse ore di cammino!).

mercoledì, ottobre 19th, 2011

Questa mia foto scattata nello scorso agosto durante un’escursione all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo, vuole essere un piccolo, umile omaggio ad Andrea Zanzotto, scomparso ieri. Senza esitazione posso affermare che abbiamo perduto un grandissimo poeta, lucido e lungimirante fino all’ultimo; insigne “paesaggista” eppure ricco di coscienza storica. E sperimentatore arduo, peraltro: come dimostra fra tutte le sue sillogi poetiche La beltà (1968), in tutta evidenza il libro più europeo dei nostri poeti del secondo Novecento; “un lungo poema freudiano-lacaniano”, come ha osservato Pier Vincenzo Mengaldo (1978). Lascio naturalmente ai quotidiani, oggi, una ricognizione articolata e profonda in merito al lavoro poetico del grande vecchio di Pieve di Soligo che non c’è più; e di cui questo robusto faggio nella foto costituisce nelle mie intenzioni un fermo-immagine, per dire della sua statura umana e letteraria.

P.S. Ho preso quest’ oggi in libreria l’ultima raccolta di Andrea Zanzotto, Conglomerati, Mondadori, 2009. Mi è bastato leggere le prime due poesie del libro per rimanere letteralmente folgorato dalla forza della passione civile di un poeta ispiratissimo e purissimo come pochi (24 ottobre 2011).

sabato, ottobre 15th, 2011

La presente foto (mia), ci mostra il poeta e pittore Silvio Parrello (di cui mi sono occupato più volte nel blog) in uno dei luoghi più suggestivi della memoria pasoliniana: nel punto preciso -nei pressi di Chia (Viterbo)- dove fu girata, nel 1964, la scena del Battesimo di Cristo compresa nel Vangelo secondo Matteo; film che procurò a Pasolini grande notorietà e consenso, per la sua indubbia bellezza. E di Pasolini torno a parlare ora, per segnalare ai visitatori di questo sito un libro recentissimo di Fulvio Abbate, Pier Paolo Pasolini raccontato ai ragazzi, Dalai editore. Dopo la delusione in me suscitata dalla lettura di Pasolini in salsa piccante, di Marco Belpoliti (2010), ecco che avevo proprio bisogno non di “digerire” il poeta tragicamente scomparso (come propone di fare Belpoliti nel citato libro); quanto piuttosto di sentirlo più reattivo che mai, Pier Paolo, nello squallido presente del nostro Paese: bisogno pienamente soddisfatto dal libro di Abbate, molto ben scritto e con un grande pregio. Quello, cioè, di “trattenere” Pasolini quasi nella penombra di una vasta e convincente ricostruzione storica dei tempi in cui hanno visto la luce le opere letterarie e cinematografiche pasoliniane (e senza dolciastri struggimenti, piuttosto con l’acume e l’arguzia proprie di Abbate; nota firma del Fatto Quotidiano, diversi e fortunati libri alle spalle e ideatore, in Rete, di Teledurruti -www.teledurruti.it- sua emittente personale). Abbate, peraltro, sottolinea nel suo libro l’impegno tenace di Sivio Parrello nel custodire la memoria pasoliniana in modo incisivo, con specifico riferimento alla riapertura delle indagini sulla tragica morte dello scrittore e regista. Sì, vale veramente la pena di leggerlo, il libro di Fulvio Abbate, per coglierne quella che chiamerei una efficace tecnica di contrasto: fra le tante cose rievocate della nostra giovinezza logorate dal tempo e le parole di Pier Paolo vive più che mai, nel cuore della nostra intelligenza; oggi oltraggiata da una televendita politica sempre più pericolosa per le sorti del nostro Paese e soprattutto per il futuro dei nostri giovani.

lunedì, ottobre 3rd, 2011

“…Indi sen va quel padre e quel maestro
con la sua donna e con quella famiglia
che già legava l’umile capestro…”

Paradiso, XI, 85-7

E’ bello ricordare tale terzina dantesca prima che si concluda questa giornata del 3 ottobre 2011. Domani, infatti, vi saranno le celebrazioni ufficiali, in Assisi, per la festa di San Francesco Patrono d’Italia. Ma il Poverello moriva la sera del 3 ottobre 1226; e sulla nuda terra, onorando fino in fondo “la sua donna” (come dice stupendamente Dante nella suddetta terzina); ossia Madonna Povertà, con la quale Francesco aveva contratto mistiche nozze nel tempo della sua conversione. Ebbene sì, il pauperismo di Francesco contro il dominio volgare e deprimente di Pluto, il dìo della ricchezza! nel momento in cui anche la Chiesa -tardivamente!- ha tuonato contro chi sappiamo, nel Belpaese. Vorrei sommessamente osservare, in ultimo, che una rilettura delle Laudes Creaturarum di Francesco d’Assisi male non fa; anzi, forse aiuta a sollevare lo sguardo, di questi tempi (la foto qua sopra è mia).