Questa mia foto scattata nello scorso agosto durante un’escursione all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo, vuole essere un piccolo, umile omaggio ad Andrea Zanzotto, scomparso ieri. Senza esitazione posso affermare che abbiamo perduto un grandissimo poeta, lucido e lungimirante fino all’ultimo; insigne “paesaggista” eppure ricco di coscienza storica. E sperimentatore arduo, peraltro: come dimostra fra tutte le sue sillogi poetiche La beltà (1968), in tutta evidenza il libro più europeo dei nostri poeti del secondo Novecento; “un lungo poema freudiano-lacaniano”, come ha osservato Pier Vincenzo Mengaldo (1978). Lascio naturalmente ai quotidiani, oggi, una ricognizione articolata e profonda in merito al lavoro poetico del grande vecchio di Pieve di Soligo che non c’è più; e di cui questo robusto faggio nella foto costituisce nelle mie intenzioni un fermo-immagine, per dire della sua statura umana e letteraria.

P.S. Ho preso quest’ oggi in libreria l’ultima raccolta di Andrea Zanzotto, Conglomerati, Mondadori, 2009. Mi è bastato leggere le prime due poesie del libro per rimanere letteralmente folgorato dalla forza della passione civile di un poeta ispiratissimo e purissimo come pochi (24 ottobre 2011).

2 Responses to “”

  1. Bianca 2007 ha detto:

    Al di là della morte fisica, la vita continuerà a crescere nella linfa di quell’albero che tu hai mostrato, nelle foglie che il vento porterà ovunque dicendo, a chi saprà ascoltare, “sussurri e grida”. Grazie per aver dato meritato tributo ad Andrea Zanzotto. Mirka

  2. andreamariotti ha detto:

    Che dirti, cara amica? Una malinconia profonda si è impadronita del mio animo nell’apprendere la notizia della scomparsa di Andrea Zanzotto, altissima coscienza civile, spirito estremamente battagliero nonostante il peso degli anni. Non posso qui citare un suo fulminante e recente epigramma (rimando per questo all’articolo di Marzio Breda apparso su Corriere della Sera e ovviamente visibile sulla Rete) sulla risibilità dell’odierno progresso. Che la terra gli sia lieve! Un abbraccio

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