Archive for ottobre, 2015

sabato, ottobre 31st, 2015

polifemo

Invito nel caso i visitatori del presente blog a leggere o rileggere il Dialogo sulla democrazia incluso nella Morte di Marx e altri racconti di Sebastiano Vassalli, il grande scrittore scomparso qualche mese addietro. Sì, perché le parti in commedia recitate da Renzi e Marino riguardo alle dimissioni di quest’ultimo da primo cittadino della Capitale, la dicono lunga in tutta evidenza sulla superfluità attuale dei votanti (CNV, in sigla, nel suddetto dialogo,  il cittadino che non andrà a votare). Ma il bello, anzi il brutto della invereconda farsa che si è consumata a quaranta giorni dall’inizio di un improvvido (a parer mio) Giubileo per Roma è che quanto si è svolto davanti ai nostri occhi altro non è se non l’inevitabile corollario di un vulnus per la nostra democrazia; di cui dire grazie all’attuale Presidente Emerito della Repubblica Giorgio Napolitano. L’ho sintetizzato ieri in un tweet: a monte, per me, c’è il governo Monti del 2011, messo in piedi in virtù di un grave strappo istituzionale giustificato allora dall’emergenza nazionale. E la storia come vediamo bene si ripete, sia pure a livello locale (ma di Roma stiamo parlando), con un sindaco “marziano” quanto vogliamo ma democraticamente eletto ed oggi mandato a casa…”com’ altrui piacque”; INF. XXVI, 141 (volendo qui scomodare il Sommo Poeta… ma per l’appunto, quello della prima cantica della Commedia).

giovedì, ottobre 29th, 2015

Tagore

Per una volta, viaggiatore, sii imprudente,

allunga la tua strada.

Al risveglio, sii come il giorno prigioniero

di una notte di nebbia.

 

Non evitare il giardino dei cuori persi,

va’ in fondo, al termine del cattivo cammino,

dove l’erba è un tappeto di fiori rossi in abbandono,

dove malinconiche acque si dirigono verso il mare

ondoso.

 

A lungo, senza riposo, hai vegliato

sul peso di anni inutili.

Che sia infine tutto dissolto!

Ti resta la gioia disperata d’aver perso tutto.

 

Rabindranath Tagore, da Pushpanjali

martedì, ottobre 27th, 2015

Con piacere do notizia del seguente evento previsto per giovedì prossimo a Roma:

Invito

 

 

alla conferenza di Daniele Arru

 

Il bicentenario del Proclama di Rimini

 

giovedì 29 ottobre 2015 ore 16.30

Museo Storico della Fanteria

Roma, piazza Santa Croce in Gerusalemme, 7

 

 

 

L’ISTITUTO INTERNAZIONALE DI STUDI

“GIUSEPPE GARIBALDI”

 

invita alla conferenza di DANIELE ARRU  “Il bicentenario del Proclama di Rimini”, che si terrà a Roma, presso il Museo Storico della Fanteria (piazza Santa Croce in Gerusalemme, 7), giovedì 29 ottobre 2015 alle ore 16,30.

 

 

Secondo una risalente tradizione storiografica, il Proclama di Rimini (30 marzo 1815) segna il momento d’inizio del grande processo storico che va sotto il nome di Risorgimento italiano.

Con tale Proclama, il re di Napoli Gioacchino Murat, postosi a capo della sua “Campagna d’Italia”, chiama tutti gli Italiani a combattere per l’indipendenza della Patria.

È la prima volta – secondo quanto si è da tempo notato – che viene assunta un’iniziativa politico-militare con lo scopo dichiarato di ottenere per l’Italia indipendenza dalle Potenze straniere ed unità politica. Il duplice obiettivo che sarà poi perseguito dal nostro Risorgimento. A duecento anni di distanza – mentre le celebrazioni del centenario della Grande Guerra ricordano le pagine conclusive del Risorgimento – appare interessante ritornare a riflettere sulle vicende storiche da cui esso trae origine.

 

 

lunedì, ottobre 26th, 2015

Impressionisti2

Mi è capitato in questo fine settimana di vedere la mostra sugli Impressionisti presso il Complesso del Vittoriano a Roma, attratto non poco dalla provenienza delle opere (il parigino Musée d’Orsay, al cui interno ebbi a trascorrere una giornata intera, nel 2007). Ebbene, mi corre l’obbligo qui di segnalare una macroscopica manchevolezza: del tutto assenti, nelle sale del Vittoriano, i dipinti di Claude Monet e scusate se è poco! intendiamoci: la sola presenza della Donna con la caffettiera (1895) di Paul Cezanne -probabilmente alle origini del Cubismo per spirito di geometrica ricerca- mi ha deliziato ieri come in passato, non facendo mistero da parte mia di un amore profondo e particolare per la pittura del maestro di Aix-en-Provence. Ma, ripeto: e Claude Monet? com’è possibile, mi chiedo -rivolgendo nel contempo la domanda ai curatori della mostra- proporre al pubblico una coerente, fondata riflessione sugli Impressionisti facendo a meno della marine, dei tramonti, delle regate, delle donne in giardino, delle cattedrali di Monet? Monet rimane la colonna visiva dell’Impressionismo, credo di poter affermare senza retorica. Sicché, in conclusione, la mostra in oggetto, pur impreziosita dal famoso Balcone di Manet e altri notevoli dipinti di cui non sto qui a fare l’elenco, risulta a mio avviso estremamente discutibile e carente.

domenica, ottobre 25th, 2015

20150906_182455

 

poesia: vaso rotondo, liscio e bianco, chiuso

galleggia sul fiume tumultuoso, scrosciante

ma io prendo un martello pesante, lo lancio

dalla sponda, lo faccio a pezzi, centrato in pieno

in quell’istante e per sempre

sprigiona tutta la sua luce

 

senza data

 

Antonio Porta, lirica tratta da Invasioni, Mondadori, 1984

giovedì, ottobre 22nd, 2015

Con vivo piacere do notizia dell’evento previsto a Roma per sabato prossimo, 24 ottobre:

L’Anima fuggente:            

di Rescigno il racconto infinito

 

 

 

il Circolo IPLAC (Insieme Per LA Cultura), nella persona del Presidente Roberto Mestrone e il curatore Sandro Angelucci, con il consenso e la partecipazione dei familiari,
sono lieti di invitare la S.V. al Convegno in onore del poeta Gianni Rescigno.

 

 

 

 

L’evento si terrà sabato 24 Ottobre 2015 alle ore 16.30, presso il Teatro del Complesso Monumentale dei Dioscuri al Quirinale, in Via Piacenza 1, Roma

 

Conduzione: Sonia Giovannetti

Relazioni critiche: Sandro Angelucci e Franco Campegiani

Interventi e trasposizioni musicali: Giacomo Panicucci

Letture: Loredana D’Alfonso e Paolo Di Santo

 

RSVP    angeluccisandro57@virgilio.it

mercoledì, ottobre 21st, 2015

Con piacere do notizia del seguente evento:

L’ISTITUTO INTERNAZIONALE DI STUDI

“GIUSEPPE GARIBALDI

 

INVITA ALLA

 

CELEBRAZIONE DEL FATTO DARME DI VILLA GLORI

23 OTTOBRE 1867

 

venerdì 23 ottobre 2015 – ore 10,30

 

Villa Glori (piazzale del Mandorlo presso la Colonna commemorativa)

 

Verrà commemorato il fatto d’arme occorso, durante la Campagna Nazionale dell’Agro Romano del 1867, che si concluse con la battaglia di Mentana tra gli uomini di Garibaldi e i franco-pontifici. Lo scontro di Villa Glori avvenne fra preponderanti forze di guardie svizzere e 78 garibaldini, che tentavano di entrare in Roma per suscitarne l’insurrezione armata, agli ordini di Enrico Cairoli che muore sul campo e del fratello Giovanni che morirà in conseguenza delle ferite riportate.

Alla cerimonia interverranno Autorità militari e civili, Associazioni d’Arma, Associazioni Risorgimentali della Capitale nonché studenti e insegnanti di alcuni Istituti di Istruzione.

La Banda musicale del Corpo della Polizia Municipale di Roma Capitale eseguirà gli inni risorgimentali e di rito durante la deposizione della corona.

Il picchetto armato fornito dal Reparto della Cavalleria “Lancieri di Montebello” renderà gli onori militari.

 

Il Direttore

(Franco Tamassia)

 

Note storiche a cura di Cinzia Dal Maso (archeologa, studiosa della Repubblica Romana nonché Direttore della Rivista on line Specchio Romano.it):

 

Nell’autunno del 1867, Roma, già stremata da una spaventosa epidemia di colera, fu scossa da tre episodi che si susseguirono in un pugno di giorni: l’esplosione della mina che il 22 ottobre fece saltare in aria una parte della caserma Serristori, lo scontro del giorno seguente a Vigna Glori, l’eccidio del lanificio Ajani.

Il 23 ottobre settantasei garibaldini comandati da Enrico Cairoli, accompagnato dal fratello Giovanni, erano giunti  fino alle porte di Roma nel tentativo di suscitare un’insurrezione armata nello Stato della Chiesa, nell’ambito della campagna Nazionale dell’Agro Romano del 1867 che si concluse con la sconfitta di Mentana. I garibaldini avevano iniziato la discesa lungo l’Aniene su due imbarcazioni con fucili a bordo. Il piano dei rivoluzionari prevedeva il sequestro del rimorchiatore che risaliva il fiume agganciando le barche dei pescatori, con il quale sarebbero potuti entrare a Roma. La gendarmeria, però, avvertita da una soffiata, aveva impedito l’uscita del rimorchiatore sia il 22 che il 23 ottobre. Le camicie rosse attesero notizie da Roma, poi, all’alba, cominciarono a salire la collina, fino ad arrivare alla vigna Glori.

Enrico Cairoli si preparò a una disperata resistenza. Poche ore dopo arrivò una compagnia di militari pontifici, nutrita e ben armata. Quanto alle condizioni dei garibaldini, vengono subito in mente le parole poste da Cesare Pascarella in bocca a Giovanni Cairoli:

“Pensate che semo settanta

E che ci avemo sei cartucce a testa.

Nun sparate che quanno so’ vicini…”

Il conflitto che ne seguì fu terribile. Al disperato valore dei volontari si contrappose la spietata ferocia dei pontifici, nel clima di forte tensione emotiva causato dall’attentato del giorno precedente alla caserma Serristori. Enrico cadde colpito a morte, Giovanni fu ferito gravemente, ma riuscì a raggiungere la casa del vignaiolo, dove, insieme con altri compagni, poté ricevere le prime cure. Gli assalitori furono costretti a retrocedere, spaventati dall’audacia dei volontari e convinti che questi fossero solo l’avanguardia di un corpo si spedizione assai più nutrito. Quando tornarono, in forze, trovarono solo i feriti e quei pochi che erano rimasti con loro. Qualcuno, continua Pascarella,

“Rimase ner casale chiuso drento

Co’ li feriti; e de nojantri, ognuno,

Dopo che s’approvò lo sciojimento,

Se sbandassimo tutti. Quarchiduno

Fu preso a Roma a piazza Barberina;

L’antri sperduti in braccio de la sorte

Agnedero a schizzà’ pe’ la Sabina,

Li più se riformorno in carovana,

Passorno fiume, presero le córte

Drento a li boschi, e agnedero a Mentana”.

Giovanni fu fatto prigioniero, ma liberato il 7 dicembre. Rientrò a Pavia, sua città natale, dove fu eletto consigliere comunale. Ma le ferite subite a vigna Glori avevano irrimediabilmente compromesso la sua salute: morì l’11 settembre del 1869 ad appena 27 anni.

L’impresa non era riuscita, ma il nome della vigna – oggi villa – Glori sarebbe per sempre rimasto legato ai fratelli Cairoli e ai loro volontari. Nel 1870, appena entrate le truppe italiane a Roma, furono molti i patrioti che volevano visitare il luogo. Ma il proprietario, il signor Glori, “clericale della più bell’acqua”, non ne volle sapere e chiuse a chiave l’ingresso. Il 23 ottobre dello stesso anno, però, fu organizzata una manifestazione così imponente che il Glori non poté più opporsi, soprattutto perché gliene aveva chiesto espressamente il permesso l’on. Luigi Pianciani. Rispose che concedeva l’autorizzazione non al deputato, ma al conte Pianciani, contando sulla sua discrezione. Tutte le buone intenzioni del deputato, però, andarono a rotoli, dal momento che i sentieri troppo stretti della vigna non riuscirono a contenere la folla, che andò a invadere vigna e campi, causando non pochi danni. Come racconta Pio Vittorio Ferrari, reduce da quegli avvenimenti, “quanto al signor Glori, volesse o no, dovette sorbirsi ogni anno un pio pellegrinaggio, che per lui rappresentava un’invasione”.

Da non trascurare la figura di Adelaide Bono Cairoli, madre degli eroici fratelli. Se in un primo momento il giudizio storico su questa donna fu quello di madre dolorosa, in seguito la lettura dei carteggi e ulteriori ricerche hanno dimostrato la sua potente personalità, baricentro sentimentale e ideologico di tutta la famiglia. La donna, che si teneva perennemente informata con la lettura di fogli o articoli patriottici, organizzava anche riunioni politiche celate sotto il nome di incontri culturali dell’Accademia Musicale.

martedì, ottobre 20th, 2015

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E’ autunno e i gridi si fanno sempre più rari

Il travertino ha una tenerezza di rosa

Il notiziario delle morti è sempre in ordine

La libertà è un gesto obbligatorio.

 

poesia di Edoardo Cacciatore, tratta da Graduali, Piero Manni, 1986.

 

lunedì, ottobre 19th, 2015

 

Collage Montale

Con piacere do notizia dell’evento previsto per venerdì prossimo 23 ottobre presso la Biblioteca  Pier Paolo Pasolini di Roma:

Venerdì 23 Ottobre ore 17,00

 

Lezione magistrale su Eugenio Montale

A quarant’anni dall’annuncio ufficiale del Premio Nobel

assegnato ad Eugenio Montale (23 ottobre 1975),

Andrea Mariotti leggerà il suo testo critico sul poeta genovese, in pubblicazione sul prossimo numero della rivista letteraria ‘I fiori del male’

 

Ingresso libero

 

P.S.  ringrazio fin d’ora il Responsabile della Biblioteca nonché i suoi collaboratori per avermi offerto l’occasione di leggere pubblicamente il mio scritto in omaggio al nostro grande Poeta.

 

 

 

 

 

 

sabato, ottobre 17th, 2015

Con vivo piacere do notizia del seguente evento, previsto per mercoledì prossimo 21 ottobre:

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Presentazione del libro NELL’ANTRO DEL MISANTROPO

 

Mercoledì 21 ottobre, alle ore 18 presso lo stabilimento Venezia- Lido di Ostia, Lungomare Amerigo Vespucci 6/8

Presentazione del libro di SIMONE CONSORTI  NELL’ANTRO DEL MISANTROPO, edizioni L’ARCOLAIO

Introduce Anna Maria Vanalesti, Presidente dell’Associazione letteraria “Il Leggìo del Mare”

Interviene Andrea Mariotti, poeta, critico e redattore della Rivista  “I fiori del male”. Sarà presente l’autore https://www.youtube.com/watch?v=s6prj-bThEA