Archive for gennaio, 2018

sabato, gennaio 13th, 2018

 

Note letterarie

 

Secondo Jorge Luis Borges, la scrittura poetica è “una mescolanza di oblio e di ricordo di quanto abbiamo letto”. In quest’ottica, essa non sarebbe prodotta dall’ispirazione o dall’inclinazione naturale (che pure hanno il loro peso in un’opera letteraria), ma dalla complessa articolazione dei processi intellettuali attraverso i quali viene elaborata l’informazione. A mio avviso, la scrittura poetica nasce soprattutto dal pensiero e dalla capacita’ di ordinarne i moti attraverso una fase di programmazione o piano (planning) che ne evidenzia il carattere problematico e il suo legame con le idee, cerca le fonti, sceglie le strategie, la forma, lo stile e fissa gli obiettivi. Altro elemento essenziale a tale produzione letteraria e’ l’humanitas in cui affondano le radici tutte le espressioni dell’animo: palpiti di vita, emozioni, inquietudini. Divina creatura dell’intuizione e della fantasia, la scrittura poetica e’ chiamata a collaborare con le altre forme d’arte nella interpretazione delle più segrete e profonde esigenze dello spirito umano: principalmente con la musica il cui fascino sull’anima e sui sentimenti e’ più diretto.

 

Fiorella D’Ambrosio

 

 

venerdì, gennaio 12th, 2018

 

Da oggi la mia silloge Scolpire questa pace figura disponibile per la lettura presso la Biblioteca “Guglielmo Marconi “di Roma. Essa, già presente dalla sua uscita (2013) presso la Biblioteca “Pier Paolo Pasolini,” risulta quindi a partire da quest’oggi leggibile presso una Biblioteca -la “Marconi”- tra le più significative di Roma e a me particolarmente cara per il “Fondo Giorgio Caproni” ivi custodito (a suo tempo a lungo consultato dallo scrivente).

 

Andrea Mariotti

 

 

lunedì, gennaio 8th, 2018

 

Questo monumento equestre in bronzo (fino a qualche anno addietro o forse più nel bel mezzo del prato di fronte alla Basilica Superiore di San Francesco) simboleggia a parer mio come meglio non si potrebbe lo spirito autentico di Assisi. Tale monumento rievoca infatti il mesto ritorno da Spoleto del Poverello cavaliere mancato contro i sogni di gloria suoi e soprattutto del padre, alla vigilia della conversione. Ecco, mi piace pensare che ad Assisi passano tutti (o quasi), dalla gente comune ai potenti della terra, credenti o non credenti, mossi forse da un dubbio: ” Che ci sto a fare al mondo così armato fino ai denti?”. Il DISARMO (se non vogliamo allargarci fino a parlare di pace) potrebbe pertanto essere la parola che incarna come accennavo sopra lo spirito di Assisi, l’unico modo di sentire il Natale appena trascorso senza sconti e regali, ben al di là della effusione dolciastra alla “Fratello sole, sorella luna” di zeffirelliana memoria.

 

 

 

Andrea Mariotti