27 gennaio 2018,  Giornata della Memoria

 

LA MUSICA DI MOZART E IL DOVERE UMANO-ARTISTICO DEL “VIAGGIO”

 

Da un decennio esatto, nel Giorno della Memoria per le vittime dell’Olocausto che cade il 27 di gennaio, non mancano davvero a chi scrive motivi di composita riflessione; in quanto proprio in tal giorno a Salisburgo, nel 1756, vede la luce Wolfgang Amadeus Mozart. Quale amante appassionato della sua musica, eccomi quindi a ricordare che il 27 gennaio 2016 ricorrono i 260 anni dalla nascita del compositore austriaco. Fuor d’ogni retorica, la musica di Mozart è parte precipua del patrimonio di bellezza in dote all’umanità; e sarà il caso di citare subito un mirabile passo del grande musicologo Fedele D’Amico estrapolato dall’ ENCICLOPEDIA EUROPEA (Garzanti, 1978) per focalizzare al meglio ciò: “L’essenza di Mozart è nel mistero di un genio capace di sposare qualsiasi assunto, dal più serio al più futile, con una partecipazione totale, e di guardarlo, nell’atto stesso di viverlo, da un’altezza angelica. E ancora, di lasciarli intravedere tutti nelle occasioni più diverse, in un’ambiguità perpetua. Per questo egli sfugge a qualsiasi definizione unilaterale, raggiungibile com’è, contemporaneamente, da cento punti di vista. La sua musica si può ascoltare come melodia spontanea, puro sgorgare di canto immediato, oppure come prodotto completamente elaborato, artistico: come fenomeno popolare, allo stesso titolo che come prodotto di raffinatezza suprema. Mille inflessioni di carattere contrappuntistico si nascondono sotto le sue apparenti monodie accompagnate, una scrittura sinfonica, ancorché perfettamente trasparente, è sottesa all’aperto vocalismo delle sue opere liriche: e verità e finzione, burla e lirismo, comico e tragico si danno come due volti della stessa realtà”.

 

Andrea Mariotti

 

P.S. Il testo in oggetto costituisce la parte iniziale del mio scritto apparso sul numero 63 della rivista letteraria I Fiori del Male (gennaio-aprile 2016) e proposto nel presente blog in data 1/5/2016. Condividerlo oggi significa poter riflettere ancora una volta sul Bene che discende dalla meravigliosa musica di Mozart; e come già in passato, mi permetto di suggerire al riguardo l’ascolto dell’adagio del Concerto per clarinetto e orchestra K622, forse il brano più appropriato del Maestro nel Giorno della Memoria…a/m

 

 

 

2 Responses to “”

  1. Fiorella D'Ambrosio ha detto:

    Non si può non condividere, Andrea, il contenuto del tuo scritto “La musica di Mozart e il dovere umano-artistico del Viaggio” (maggio 2016), riproposto nel presente blog oggi, 27 gennaio, giorno della Memoria, in cui si ricorda uno degli eventi piu’ sanguinosi e mortificanti della storia dell’umanità. Per singolare coincidenza, il 27 gennaio ricorre l’anniversario della nascita di W.A. Mozart universalmente riconosciuto tra i piu’ grandi geni della musica. “Il solo musicista che possiede nel medesimo grado sapienza e genio” (G.Rossini). Pertanto, oltremodo gradito ci giunge il tuo suggerimento ad ascoltare le divine note del Grande Salisburghese ed in particolare l’Adagio del “Concerto per clarinetto e orchestra K 622” in cui la melodia tocca le vette più alte e -come tu scrivi, Andrea,- puo’ essere considerato “forse il brano più appropriato del Maestro nel giorno della Memoria…”

  2. andreamariotti ha detto:

    Sì, Fiorella, proprio come tu dici per “singolare coincidenza” il 27 gennaio d’ogni anno il male più atroce e disvelato (da non dimenticare!) non può impedirci di ricordare la nascita di Mozart, perenne fonte di Bellezza per gli umani. Un caro saluto

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