Archive for Maggio, 2019

lunedì, Maggio 20th, 2019

 

A MIA MADRE

 

Ora che il coro delle coturnici

ti blandisce nel sonno eterno, rotta

felice schiera in fuga verso i clivi

vendemmiati del Mesco, or che la lotta

dei viventi più infuria, se tu cedi

come un’ombra la spoglia

(e non è un’ombra,

o gentile, non è ciò che tu credi)

 

chi ti proteggerà? La strada sgombra

non è una via, solo due mani, un volto,

quelle mani, quel volto, il gesto d’una

vita che non è un’altra ma se stessa,

solo questo ti pone nell’eliso

folto d’anime e voci in cui tu vivi;

 

e la domanda che tu lasci è anch’essa

un gesto tuo, all’ombra delle croci.

 

 

Poesia di EUGENIO MONTALE tratta dalla BUFERA E ALTRO, 1956

 

 

…ineguagliabile timbro della voce poetica di Montale, in questo epicedio alla madre Giuseppina Ricci morta nel 1942. Il poeta aveva certamente tenuto presente la lirica La madre di Giuseppe Ungaretti del 1930 (inclusa nel Sentimento del tempo, 1933), di grande suggestione e musicalità. Ma, confrontandosi con il tema dei temi, eccolo scrivere un componimento funebre alimentato da fermissima pietas nel dialogo con sua madre, sorretto da quel vocativo (o gentile) che è poi “unico termine esplicitamente affettuoso della lirica”, come ha osservato Luigi Blasucci. Non paradiso ma eliso quindi nei versi del Genovese, per radicato sentimento d’immanenza; e quello che nel tempo colpisce, di essi, è una volta di più la densità meditativa scevra di slanci ultraterreni. Stilisticamente parlando, la frequenza degli oggetti anziché una loro resa alla musica celebrativa. Il rifiuto della retorica già dal grande esordio degli Ossi, rimane insegnamento prezioso di Montale per ogni lettore e ineludibile per ogni poeta degno di questo nome, oggi come ieri.

 

 

Andrea Mariotti

 

 

mercoledì, Maggio 15th, 2019

 (“cliccare” per ingrandire)

 

Con piacere si dà notizia della conversazione sulla poesia di Eugenio Montale in oggetto, prevista per il 20 maggio prossimo presso il Liceo E. Majorana di Roma…(a/m)

 

e i colpi si ripetono ed i passi,

e ancora ignoro se sarò al festino

farcitore o farcito. L’attesa è lunga,

il mio sogno di te non è finito.

 

EUGENIO MONTALE

 

(strofe conclusiva del Sogno del prigioniero; poesia inclusa nella raccolta LA BUFERA E ALTRO, 1956)

 

 

venerdì, Maggio 10th, 2019

Siamo lieti di annunciare che

sabato 11 maggio 2019

ore 19:00

Salone del Libro di Torino

Spazio Marche

*   *   *

si terrà un incontro su

Leopardi traduttore e tradotto

con 

Fabio Pedone

Richard Dixon

Franco D’Intino

 

*   *   *

a partire dal volume di Franco D’Intino

La caduta e il ritorno.

Cinque movimenti 

dell’immaginario romantico leopardiano 

Quodlibet 2019

 

*   *   *   *   *

In collaborazione con:

BookMarchs-L’altra voce e Urbino e le Città del Libro Festival

https://www.salonelibro.it/programma.html?view=scheda&id=183

 

 

La Redazione del Laboratorio Leopardi

 

 

mercoledì, Maggio 8th, 2019

 

VISOSSA

 

Essere ossa

ossario

sasso e calvario

rimorso,

e spezzarsi

scrostarsi

perdersi

nel fondo di un mare

nell’intarsio di un viso

di un sogno

o di una paura.

 

Essere occhi sottesi

all’egemonia del cervello

a cui si obbedisce

senza sapere perché

sospesi

nell’argine del cambiamento

 

e rispondere a neuroni

intime connessioni umane

che creano emozioni

depositando immagini

sul fondo della retina:

così si agitano cellule e ricordi.

 

Bocca, dove le parole stanno

come foglie su un ramo in attesa

geometrie allineate in uno spazio

che si concentra nell’orecchio

e diventa suono.

 

Il corpo urta contro il tempo

fino a esaurirsi nel silenzio,

nel vuoto di un respiro

nel dolore di una distanza.

 

Questo volto è enigma,

profili, lacrime, angoli.

Ma è ciò che non si vede

che lo riempie e lo illumina

a rivelare cose risvegliate

 

poesia inedita di Monica Martinelli

 

…colpisce di questa poesia soprattutto in prima strofe la forza plastica e reiterata degli infiniti più che sostantivati, è il caso di dire: a radicare i versi nella pagina, riscattandoli da una mera funzione illustrativa a fronte del suggestivo dipinto di Claudio Gagliardini che si vede in foto (esposto al “Polmone Pulsante” di Roma per il “Festival delle Arti-Apollo, Euterpe, Tersicore e le altre” dal 4 al 10 maggio). Di una qualità quasi chirurgica dello stile della poetessa in effetti qui bisognerebbe parlare (così come lo si era già apprezzato nell’ultima sua silloge L’abitudine degli occhi, Passigli Poesia, 2015); sideralmente lontano dal canto dolciastro e iperbolico e ancorato piuttosto ad una fenomenologia dello smarrimento in cui “si agitano cellule e ricordi”. Il fascino di questi versi consiste in ultimo nell’esprimere con lessico risentito l’attrito dell’esistenza, di ogni enigmatica esistenza dinanzi ai nostri occhi.

 

Andrea Mariotti

 

 

domenica, Maggio 5th, 2019

 

UNA BIANCANEVE MOLTO DARK QUELLA DI ANJELIN PRELJOCAI IN SCENA AL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

La favola dei fratelli Grimm, assai riveduta e corretta, al Teatro dell’Opera fino a giovedì 6 maggio

 

di Manuela Minelli

 

 

“Biancaneve”, balletto di Anjelin Preljocai, mai rappresentato prima al Teatro dell’Opera di Roma, è andato in scena venerdì sera 3 maggio e resterà in cartellone fino a giovedì 9 maggio.

Chi si aspettava i colori vividi, gli uccellini e gli animaletti del bosco della versione Disney a cui siamo stati abituati resterà deluso.

Sul palcoscenico del Costanzi abbiamo assistito ad una Biancaneve in versione dark e soprattutto drammaturgicamente lenta nella prima mezz’ora. Ma è all’arrivo dei nani-minatori che compiono evoluzioni su una parete rocciosa di impatto formidabile che la favola gotica nella versione di Preljocai prende vita e ritmo. Straordinarie le protagoniste femminili, la perfida matrigna (interpretata ieri sera da Virginia Giovanetti), che ha dato il meglio nella scena della mela e della punizione finale, e la sublime, candida étoile Rebecca Bianchi, che è stata una Biancaneve assai credibile e ha scatenato gli applausi del pubblico nello straordinario passo a due con l’étoile Claudio Cocino, il principe azzurro, sebbene abbigliato in arancio.

Grande emozione anche per la scena dell’angelo che scende dall’alto e per il dolore del principe-Cocino, dinanzi al corpo senza vita della sua Biancaneve.

Un grande ritorno quello del coreografo franco-albanese Angelin Preljocaj, le cui collaborazioni con il Teatro dell’Opera di Roma spaziano da Empty moves Parts I, II & III, presentato al Teatro Nazionale con i danzatori della sua compagnia nel maggio 2016, a Le Parc e Annonciation, rappresentati sul palcoscenico del Costanzi con il Balletto del Teatro dell’Opera di Roma rispettivamente nel maggio 2016 e nel marzo-aprile 2017.

Il genio e la grande capacità creativa di Angelin Preljocaj sono dirompenti – ha spiegato in conferenza stampa il Sovrintendente Carlo Fuortes – Nel panorama contemporaneo è tra i pochi coreografi che, pur rimanendo fedele al proprio segno creativo, riesce sempre a far germogliare qualcosa di nuovo, di diverso nella sua arte, a trasformarsi, ad affrontare con eguale efficacia il balletto narrativo e la composizione più astratta. La sua è una missione votata al bello, all’interiorità e al coinvolgimento attraverso il corpo e l’anima. Inoltre la sua collaborazione con Jean Paul Gaultier rende questa Biancaneve qualcosa di unico che si muove tra la luce e l’ombra di personaggi amabili e malefici.”

In effetti i costumi di scena realizzati dallo stilista francese Jean Paul Gautier sono a dir poco eccezionali, lontani anni luce dall’iconografia di una Biancaneve edulcorata, ma capaci di dare spessore e personalità ad ogni singolo personaggio di questa originalissima versione di Biancaneve.

Preljocaj possiede quella innata capacità tutta personale di guardare in profondità alle tematiche narrative scelte – ha spiegato la Direttrice del Ballo Eleonora Ebbagnato – alla musica sapientemente assemblata, ai danzatori, e di creare quello che non era mai stato creato prima. Angelin, a cui mi legano tanta stima e tanta ammirazione, è per me una presenza indispensabile per la crescita dei nostri ballerini. Affrontare le sue coreografie, le sue frasi di movimento, la sua costruzione scenica sempre trasversale è stimolante  e avvincente. La nostra étoile Rebecca Bianchi è una candida e stupefacente Biancaneve, e il nostro primo ballerino Claudio Cocino un principe coraggioso e dolce al tempo stesso. Tutti i primi ballerini e i solisti contribuiscono a rendere speciale questa Biancaneve con il nostro corpo di ballo sempre più dinamico e vivace.

Biancaneve, balletto romantico e contemporaneo ispirato alla fiaba dei Fratelli Grimm, debutta alla Biennale de la danse de Lyon nel settembre 2008 e nel 2009 viene premiato ai Globes de Cristal.

L’idea nasce quando, dopo lavori come Empty Moves ed Eldorado, Preljocaj avverte l’esigenza di rivolgersi di nuovo alla narrazione. Recupera così un tema popolare, una favola appartenente alla memoria di tutti, su cui innesta una serie di variazioni personali frutto dell’analisi dei numerosi simboli presenti nel racconto. A tal proposito, il coreografo cita Bruno Bettelheim, psicanalista austriaco naturalizzato statunitense, superstite dell’Olocausto, che descrive Biancaneve come una sorta di Edipo rovesciato. Il personaggio centrale diventa quindi per Preljocaj la perfida matrigna, una donna caratterizzata dalla narcisistica determinazione a non voler rinunciare alla propria bellezza e seduzione, anche a costo di sacrificare la candida e innocente figliastra. L’inedita matrigna, maestosa e sexy dark lady è ripensata da Preljocaj e dallo stilista Jean Paul Gaultier che ha realizzato per lei costumi di elegante sensualità.

Attualità e incanto fiabesco si fondono alla perfezione in questo balletto articolato su un sapiente e personalissimo collage di musiche di Gustav Mahler, dove Preljocaj conserva ogni episodio e particolare, dallo specchio alla mela stregata. Le meravigliose scene di Thierry Leproust disegnano i luoghi in cui si svolge la favola, un’ambientazione tra realismo e astrazione sorretta e amplificata dalle luci di Patrick Riou. Coreograficamente Biancaneve viene rimontata da Claudia De Smet. Le musiche questa volta sono su base registrata.

 

Biancaneve

Musica di Gustav Mahler

Musica addizionale 79 D

Coreografia Angelin Preljocaj

 

Costumi Jean Paul Gaultier

Scene Thierry Leproust

Luci Patrick Riou

Assistente ripetitrice Claudia De Smet

 

Interpreti principali

Blanche Neige Rebecca Bianchi (2, 3, 4, 7 e 9 maggio) / Giorgia Calenda (5 e 8 maggio).

Principe Claudio Cocino (2, 3, 4, 7 e 9 maggio) / Giacomo Castellana (5 e 8 maggio).

Regina Virginia Giovanetti (2, 3, 4, 7 e 9 maggio) / Annalisa Cianci (5 e 8 maggio).

 

Étoiles, Primi Ballerini, Solisti e Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma

 

Prima rappresentazione venerdì 3 maggio ore 20.00;

Repliche sabato 4 maggio ore 18.00; domenica 5 maggio ore 16.30; martedì 7 maggio ore 20.00; mercoledì 8 maggio ore 20.00; giovedì 9 maggio ore 20.00.

 

 

 

 

 

 

sabato, Maggio 4th, 2019

Con vivo piacere si dà notizia della IX Edizione dell’evento LA FORZA DELLA POESIA (Frascati, 4-10 maggio 2019):

 

SABATO 4 MAGGIO

 

Ore 18.00

 

Scuderie Aldobrandini

 

Inaugurazione della Mostra

Personaggi e luoghi di García Lorca

El Juego del duende, Figure di carta di Miguel Angel Giglio Bravo

L’America di Federico, Fotografie di Giampaolo Gratton

 

Ore 19.00

García Lorca. Esempi di poesia “verde”: Letture di Nicola Muschitiello.

 

DOMENICA 5 MAGGIO

Ore 17.30

Frascati Piazza del Mercato.

Ricordo di Elsa Senzacqua

Ore 18.00

Istituto comprensivo Frascati 1,Via Risorgimento n.3, Aula Magna Inaugurazione della Mostra

La Tarara…entriamo nel mondo di Federico García Lorca, elaborati grafici di studenti degli Istituti scolastici del territorio

Cartone animato su García Lorca, classe IG scuola primaria

 

LUNEDÌ 6 MAGGIO

Auditorium Scuderie Aldobrandini

Ore 9.30

Saluti istituzionali

Roberto Mastrosanti Sindaco di Frascati

Beatrice Alfonzetti (La Sapienza, Università di Roma)

Giorgio Adamo Direttore del Dipartimento di Storia, Patrimonio culturale, Formazione e Società (Università “Tor Vergata”)

Novella Bellucci (La Sapienza, Università di Roma) Il nono anno de La Forza della poesia

Ore 10.30

Lorca y la Edad de Plata, a cura degli alunni della V (Liceo Cicerone).

Ore 11.15 Pausa

Ore 11.45

Loretta Frattale (Università “Tor Vergata”),

Il laboratorio del poeta

Ore 12.15

Roberto Gigliucci (La Sapienza, Università di Roma), L’altare di Lorca

Pausa

Ore 15.30

Isabella Tomassetti (La Sapienza, Università di Roma), Poeta in Nueva York: un itinerario fra geometria e angoscia

Matteo Lefèvre (Università “Tor Vergata”), Lorca e gli ermetici italiani

Ore 16.30 pausa

Ore 17.00

Scuola e diversità con Manuela Fraire. Patrizia Di Lorenzo e Letizia Nucara (IC Frascati) e Matilde Ventura (Presidente Associazione “Di terra e di parole”) presentano il progetto “Compagni DiVersi”

 

MARTEDÌ 7 MAGGIO

Auditorium Scuderie Aldobrandini

Ore 9.00

Saluti istituzionali

Emanuela Bruni, assessore alla cultura del Comune di Frascati Paola Gizzi, Consigliere delegato alla scuola del Comune di Frascati

García Lorca a scuola, Presentazione della giornata dedicata ai lavori delle scuole, a cura di Graziana Campagna (Liceo classico e Linguistico Cicerone di Frascati), coordinatrice delle attività didattiche delle scuole superiori del territorio.

Scuole partecipanti: IPS Maffeo Pantaleoni, ITCGP Michelangelo Buonarroti, Liceo classico e linguistico Marco Tullio Cicerone, Liceo scientifico Touschek, ITST Enrico Fermi, Istituto Salesiano Villa Sora

Ore 13.00 Pausa

Ore 15.30

Presentazione dei lavori eseguiti dagli Istituti comprensivi dell’area, a cura di Clara Gratton e Cristina Codato.

Ore 18.30

Musiche di Federico García Lorca, Coro MuSa Blues, Concerto diretto dal Maestro Giorgio Monari

Introduce Franco Piperno (La Sapienza, Università di Roma).

 

Ore 19.30/21.00

Cena di solidarietà a cura dell’Associazione OTS, Grottaferrata.

 

MERCOLEDÌ 8 MAGGIO

9.00/12.00

Passeggiata, Piazza San Pietro, Piazza del Mercato

García Lorca nelle piazze di Frascati

Letture a cura di studenti e cittadini. Coordinano Elisa Palozzi, Gianluca Leoni, Francesco Subiaco.

Spoleto).

Ore 11.30

Auditorium Scuderie Aldobrandini

Incontro con Giorgio Flamini, direttore artistico della Compagnia teatrale #SineNOmine (Liceo artistico carcerario dell’Istituto Sansi, Spoleto).

Letture di Roberto Di Sibbio, detenuto-attore, Compagnia

#SineNOmine Casa di reclusione di Spoleto e di

Ruth Argente de Figueroa.

Ore 13.00 Pausa

Ore 15.30

Auditorium Scuderie Aldobrandini

Antonio Rostagno (La Sapienza, Università di Roma),

Garcia Lorca musicista e i musicisti

Ore 17.00

Musiche gitane. Concerto del duo chitarristico Pasquale di Giannantonio-Leonardo Di Nino

 

GIOVEDÌ 9 MAGGIO

Auditorium Scuderie Aldobrandini

Ore 10.00

Presiede Stefano Di Tommaso

Salvatore Aricò, Il teatro di García Lorca, con la partecipazione di

Alessio Collacchi e Giacomo Cristofanelli

Ore 11.15 Pausa

Ore 11. 45

Barbara Guerrieri Borsoi, Lorca e Dalì. Percorsi nel surrealismo spagnolo

Ore 13.00 Pausa

Ore 15.30

Antonio Valerio Spera (Università di “Tor Vergata”), García Lorcae il cinema

Ore 19.00 Villa Falconieri

Quel piccolo angolo di realtà da Commedia senza titolo e L’amore di Don Perlimplin con Belisa di Federico García Lorca. Regia di Gennaro Duccilli

 

Al termine, cena offerta dall’Accademia Vivarium novum

 

VENERDÌ 10 MAGGIO

Ore 10.00 Auditorium Scuderie Aldobrandini

Laboratorio di Traduzione a cura di Laura Bocci, traduttrice e autrice, e Ilaria Pezzola (docente Liceo Classico e Linguistico Cicerone)

Ore 12.30 Letture a cura della Umana Compagnia

 

 

 

 

 

venerdì, Maggio 3rd, 2019

 

(mia la foto, “cliccare” per ingrandire)

 

Emozione profonda ieri mattina a Napoli (prima della visita al Museo Archeologico dove ho potuto ammirare i capolavori di Antonio Canova provenienti dall’Ermitage di San Pietroburgo), riferendomi alla mostra IL CORPO DELL’IDEA, Immaginazione e linguaggio in Vico e Leopardi allestita presso la Sala Dorica di Palazzo Reale, ideata e curata da Fabiana Cacciapuoti, prestigiosa studiosa leopardiana. Tra gli autografi visibili, spiccava senza dubbio quello della prima stesura dell’INFINITO (di cui ricorre quest’anno il bicentenario) peraltro custodito presso la vicina Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III. Colpisce del sublime idillio vergato nel 1819, la notevole variante all’altezza del terzo verso (dal “celeste confine” a “ultimo orizzonte” più aderente alla poetica del “vago” fittamente discussa dal Recanatese nello Zibaldone); nonché il memorabile verso di chiusa senza incertezze dallo stupendo ritmo ascendente-discendente (con ictus sulla quarta, quinta e sesta sillaba). Da sottolineare l’aspetto sobrio ed elegante della mostra in oggetto, tale da rendere ancor più suggestiva l’osservazione di questa pagina preziosa a mezzo della quale il suo autore ha storicamente orientato verso il puro lirismo l’uso tradizionale degli endecasillabi sciolti. Converrà riportare al riguardo le seguenti parole di un illustre studioso quale Sebastiano Timpanaro, dall’Enciclopedia Europea (Garzanti): “Anche sul piano formale si riscontra dunque quel legame dinamico, attivo di Leopardi col classicismo, per cui egli, esteriormente assai più tradizionalista dei romantici, riesce in realtà molto più novatore”. Circa quello che rappresenta da sempre per tutti L’Infinito, superfluo parlare.

 

 

Andrea Mariotti

 

 

giovedì, Maggio 2nd, 2019

 

Forse (o ch’io spero!) artefice di Numi,

Nuovo meco darai spirto alle Grazie

Ch’or di tua mano sorgon  dal marmo

 

UGO FOSCOLO, LE GRAZIEInno Primo, Venere, 21-23

 

N.B. Mia la foto qua sopra scattata quest’oggi del sublime capolavoro di Antonio Canova, in mostra presso il Museo Archeologico di Napoli dall’Ermitage di San Pietroburgo…a/m