Archive for settembre, 2013

domenica, settembre 29th, 2013

Verna10

Segnalo ai visitatori del blog un evento musicale di notevole interesse: quello previsto per il prossimo 5 ottobre a Roma, e che vedrà impegnata la musicista Vania Dal Maso, di cui ho già avuto modo di parlare nei mesi passati (vedi articolo del 21 maggio scorso). Mia la foto qua sopra, grazie alla quale si può osservare una suggestiva Annunciazione della Vergine di Neri di Bicci.

VI Festival Internazionale de L’Architasto: il clavicembalo
Roma, 5-20 ottobre 2013
SALA DELL’IMMACOLATA, VIA DEL VACCARO, 9 — BASILICA DEI SS. XII APOSTOLI, PIAZZA S. APOSTOLI
5 ottobre ore 18,30 Sala dell’Immacolata
Migrazioni di tasto in tasto: introduzione alle tastiere medievali
VANIA DAL MASO, tastiere storiche
12 ottobre ore 19,30 Basilica del SS. XII Apostoli
Toccate, Partite, Canzoni e un po’ di Ciaccona
COSIMO PRONTERA, organo
19 ottbre ore 18,30 Sala dell’Immacolata
Carl Philipp Emanuel Bach: Sonate Württemberg
BRUNO PROCOPIO, clavicembalo
20 ottobre ore 18,30 Sala dell’Immacolata
L’Anime della Viola: musica scritta e improvvisata per viola da gamba
PAOLO PANDOLFO, viola da gamba

Vania Dal Maso, clavicembalista e musicologa, interprete alle tastiere antiche, è aggregata all’Accademia filarmonica di Bologna come clavicembalista; diplomata in Pianoforte, Clavicembalo, Musica corale e direzione di coro, è docente di Teoria e Semiografia musicale al Conservatorio di musica di Verona. Relatrice a convegni e seminari, ha svolto programmi di docenza e concerti all’estero nell’ambito del programma di mobilità docenti LLP/ERASMUS. Appassionata ed attenta studiosa, impegnata in attività di ricerca sulla prassi pedagogico-musicale antica, si dedica attualmente alla musica ed agli strumenti a tastiera del secolo XV (clavisimbalum, claviciterio, clavicordo), curandone la divulgazione in concerti e conferenze. Ha pubblicato per la casa editrice SPES di Firenze, per Armelin Musica di Padova, ed ha registrato CD con musiche inedite del Settecento veneziano.

domenica, settembre 22nd, 2013

Derby

Non c’è che dire: risulta piuttosto indaffarata nel parlare al cellulare, l’anziana signora da me fotografata quest’oggi pomeriggio, subito dopo la conclusione della partita di calcio Roma-Lazio : con la mano destra stringe come vediamo una bandiera, i cui colori non sembrano quelli laziali…scattando la foto, il mio pensiero è peraltro corso a Erasmo da Rotterdam, al suo celebre ELOGIO DELLA FOLLIA; laddove, nelle prime pagine di esso, se non ricordo male, si parla del “rimbambimento” dei vecchi (nel senso che tornano a essere dei bambini). In breve, con la foto qua sopra, provo a offrire ai visitatori del blog l’immagine in fondo di grazia fanciullesca che l’anziana signora mi ha suggerito, quest’oggi pomeriggio, nel vederla camminare quasi a passo di marcia e la bandiera al vento, prima di rivolgerle la parola. Ma questo breve articolo non potrebbe concludersi senza rammentare, per rimanere in tema, una bella e famosa poesia di Umberto Saba:

GOAL

Il portiere caduto alla difesa
ultima vana, contro terra cela
la faccia, a non veder l’amara luce.
Il compagno in ginocchio che l’induce,
con parole e con la mano, a rilevarsi,
scopre pieni di lacrime i suoi occhi.

La folla -unita ebbrezza- par trabocchi
nel campo. Intorno al vincitore stanno,
al suo collo si gettano i fratelli.
Pochi momenti come questo belli,
a quanti l’odio consuma e l’amore,
è dato, sotto il cielo, di vedere.

Presso la rete inviolata il portiere
-l’altro- è rimasto. Ma non la sua anima,
con la persona vi è rimasta sola.
La sua gioia si fa una capriola,
si fa baci che manda di lontano.
Della festa –egli dice- anch’io son parte.

poesia di Umberto Saba tratta dal Canzoniere (1900-1954); ultima di una serie di Cinque poesie per il gioco del calcio (1933-4).

venerdì, settembre 20th, 2013

Napoli3

Con vivo piacere ho saputo ieri che il regista Mario Martone ha iniziato a girare un film su Giacomo Leopardi, dal titolo Il giovane favoloso (le riprese sono iniziate il 16 settembre a Recanati; nei panni del poeta, l’attore Elio Germano). “La voce di Leopardi mi ha sempre accompagnato”, ha ricordato il regista napoletano. Mia la foto qua sopra, scattata recentemente nel Parco Virgiliano a Napoli; grazie ad essa, è possibile osservare il basamento della lapide posta sulla prima tomba del Recanatese nella chiesa di San Vitale a Fuorigrotta, chiesa oggi demolita. Suggestivi (credo) la lucerna, la civetta e il serpente in rilievo, a simboleggiare rispettivamente lo studio, la sapienza e l’eternità.

mercoledì, settembre 18th, 2013

bruegel

Misteri della sincronizzazione del tempo interiore con i fatti e i misfatti di quello esteriore…avendo appena finito di rileggere, per quanto mi riguarda, un grande romanzo di José Saramago, CECITA’ (1995); romanzo da me ricordato nel presente blog in occasione della scomparsa del suo autore (vedi archivi di giugno 2010). Sicché, non sarà disdoro riproporre qui per la terza volta la foto di un celebre dipinto di Pieter Bruegel il vecchio, ossia la PARABOLA DEI CIECHI (Napoli, Museo Nazionale di Capodimonte)…

venerdì, settembre 13th, 2013

Sarcofago

Nella foto qua sopra, mia, scattata anch’essa all’interno del Museo Nazionale Romano, è possibile osservare il sarcofago con muse dalla villa Celimontana (forse risalente al III secolo, da ascrivere alle botteghe asiatiche in quel periodo parecchio attive a Roma). Tale foto mi è sembrata appropriata per introdurre un vibrante scritto che la poetessa e saggista Ninnj Di Stefano Busà recentemente mi ha inoltrato. Già lo scorso dicembre (vedi articolo del 25.12.2012), avevo presentato nel blog uno scritto di questa poetessa (apparso peraltro sull’OSSERVATORE LAZIALE), che, sovente, impugna la penna in veste di lucida e febbrile polemista. Il testo qui di seguito leggibile è particolarmente interessante, al riguardo:

COME USCIRE DALL’EMPASSE DI UNA CIVILTA’ MERCIFICATA

di Ninnj Di Stefano Busà

La nostra civiltà del “consumismo” si è rivelata fallimentare e caotica, una vera trappola dal lato umano della specie.
Stiamo pagando carissimo il prezzo delle nostre fandonie, dei nostri privilegi delle speculazioni e degli “utili” indebitamente e corrottamente ottenuti da falsi e isterici condizionamenti della grande finanza, che ha fatto del pianeta un immenso buco nero e caricato sulle spalle dell’intera civiltà il crimine perpetrato ai danni di enormi masse di gente ignara.
Da più parti s’invoca ora un ravvedimento, una radicale trasformazione e conversione, una svolta atte a realizzare una coscienza civile del malfatto.
Si è costituita sotto gli occhi di tutti una frequenza di pensieri ignobili.
E’ tempo di correre ai ripari. Ma come? E’ difficile prevedere una svolta, perché si è aperta una crepa che vede un mercato “globalizzato” all’aperto, in cui si trovano la spavalderia e la corruzione delle coscienze insieme al male atavico dell’uomo (homini lupus), dove ognuno può barattare l’anima e consegnare il pessimo prodotto della propria condotta infingarda e vile, senza remore morali e affrancata da ogni sorta di regola che la può salvare.
Si tratta di un mercato di carne umana, di sangue umano (vedi: guerre fratricide, dittature sanguinarie, fame, emigrazioni).
Vi si evidenzia in questa lotta impari e amorale dell’uomo contro l’altro, il seme di caino, vi si staglia e vi domina una ricchezza incommensurabile, da capogiro.
Circola infatti una cifra astronomica di circa 600.000 miliardi di dollari (sì, avete capito bene) di economia senza valore, (cartastraccia) che non ha l’equivalente in oro, qualcosa superiore a 10 volte il PIL mondiale che prima o poi esploderà tra le mani degli speculatori smascherando i loro criminosi piani vampiristici. Quali Paesi ne verranno colpiti, disintegrati?
Non vogliamo creare allarmismi, ma questa enorme empasse porterà direttamente ad un precipizio.
L’intera civiltà è a una svolta: cambiare o perire.
Non si può uscire da questa spirale senza attuare una completa revisione del piano d’azione che ormai ridotto ai minimi storici deve liberarsi da ogni schiavitù alle tendenze nichilistiche e optare per un modello di purificazione rinnovativo della morale.
Siamo entrati in un circolo vizioso, dove ogni condizionamento è d’obbligo, tentiamo di uscirne con un “novum” storico-evolutivo che ci porti a processi di liberazione dal male che ci attanaglia.
Questo indica un passaggio dall’umanità irrispettosa ad una umanità che sancisce verità e fede, condivisione e speranza.

lunedì, settembre 9th, 2013

Portonaccio

Grazie di esserci, papa Francesco! indimenticabile, questo fine settimana nel quale prima hai ricordato a tutti con il digiuno e la riflessione come schierarsi di fronte a ogni guerra che insanguina il mondo: dalla parte delle vittime. Non fosse bastato ciò, ieri, durante l’Angelus, hai rincarato la dose, parlando esplicitamente degli sporchi affari connessi al traffico d’armi, a proposito delle guerre. Te lo dico con un moto di tenerezza, Francesco: non starai mica esagerando, considerando innanzitutto l’ambiente curiale non propriamente aperto e parecchio amante del potere? così dicendo e operando (cioè con parole chiare, aguzze), tu inviti infatti credenti e non credenti a pensare, alla presa di coscienza, senza fughe dalla realtà; (ed è bello, questo, a distanza di cinquant’anni esatti dall’enciclica giovannea Pacem in terris, quando un vento di speranza non astratta sembrava scuotere il pianeta, nonostante tutto). E siccome, a quanto pare, soltanto gli stupidi non cambiano idea, sono ben lieto, qui, di riconoscere la colossale sottovalutazione della tua persona da parte mia, all’inizio del tuo pontificato (mi sembravi un po’ troppo “parroco” in mezzo alla gente, con la curia contenta di questo per ovvi motivi, secondo il mio punto di vista; ma presto il tuo sguardo si è focalizzato anche sullo IOR, per dirne una; uno IOR che deve e dovrà cambiare totalmente rotta, per come lo vedi tu; ed è, la tua, una volontà di ferro (ora appare tale anche ai ciechi); convivente appieno con i tuoi slanci affettuosi e sideralmente lontani dalla sedia gestatoria. Ti auguro con tutto il cuore di poter andare avanti per la tua strada, carissimo e degnissimo ciclone! la foto qua sopra, mia, è stata scattata ieri all’interno del Museo Nazionale Romano di fronte al famoso sarcofago di Portonaccio, che rappresenta scene di battaglia tra Romani e Barbari al tempo di Marco Aurelio.

domenica, settembre 8th, 2013

Museo

Invito calorosamente i visitatori del presente blog a leggere sul quotidiano La Repubblica l’accorato appello di ieri da parte di Vittorio Sermonti al Presidente Napolitano in merito alla situazione del nostro paese (determinata dalla condanna definitiva per frode fiscale emessa nei riguardi di Berlusconi il primo agosto scorso). Vittorio Sermonti -a suo tempo allievo del più grande filologo italiano del Novecento, Gianfranco Contini- intellettuale insigne, è ben noto per la sua Lectura Dantis, più volte riproposta negli anni passati in diverse città italiane; e da me seguita nel Duemila a Roma presso i Mercati Traianei (per la prima cantica della Commedia) e, successivamente, presso il Pantheon (per la seconda e terza cantica). Erano i tempi in cui vedevo un assorto Roberto Benigni -dopo il successo de La vita è bella– ascoltare (perlomeno per quanto concerne i canti più famosi) la dottissima divulgazione di Sermonti del poema dantesco. Così, sono rimasto toccato dal lucido pathos a mezzo del quale questo grande lettore del Sommo Poeta si rivolge al “suo Presidente”; lui, Vittorio Sermonti ,“italiano” (mia la foto qua sopra scattata oggi all’interno del Museo Nazionale Romano: si tratta di un marmo d’età cesariana raffigurante il volto virile di un vecchio d’estrazione borghese, dalla fronte corrugata e l’espressione volitiva, com’è possibile osservare).

venerdì, settembre 6th, 2013

lotto

Si trattava dell’ultimo giorno della stagione estiva. Ore 9,30 di questa mattina, silenzio irreale. Sono il primo frequentatore della piscina non distante dalla mia abitazione. Il sole caldo, ma non più bruciante come nei mesi precedenti. Assente la premurosa zanzara-tigre. Ogni tanto, la carezza di un vento tipicamente settembrino. No, questa mattina, in particolare, niente tecnofascismo (per dirla con un termine preciso dell’ultimo Pasolini) di cui più volte ho fatto le spese a luglio e agosto scorsi mentre nuotavo (alludo alla musica a tutto volume, a integrare le urla di grandi e piccini). Perché imporre la musica a volume altissimo in una piscina come del resto ovunque, nel nostro vivere quotidiano? domanda abbastanza scontata, che rimanda al denaro ( tu esci per esempio da un bar inebetito dal volume assordante per lasciare il tuo posto al prossimo cliente); inoltre, “pensare è sconsigliato”, come dice Francesco Guccini in una sua vecchia canzone. Mi preme a questo punto sottolineare il rovesciamento antropologico in senso del tutto negativo, quale corollario del malcostume dilagante appena accennato. Pregare cortesemente di abbassare il volume della musica fa apparire come esseri intolleranti, marziani avulsi dal contesto…inutile farsi sangue cattivo! stamani tutto era perfetto. Forse perché era l’ultimo giorno. Anzi, proprio per questo, ne sono intimamente certo, al di là di plausibili e razionali spiegazioni. Sicché, essendo io un poeta, non posso in ultimo che citare i meravigliosi versi a conclusione della Decima Duinese del grande Rainer Maria Rilke; versi davvero sapienziali (nella foto, un particolare di un dipinto di Lorenzo Lotto, credo appropriato considerando la centralità della figura dell’ANGELO, nelle Elegie Duinesi):

…E noi che pensiamo la felicità
come un’ascesa, ne avremmo l’emozione
quasi sconcertante
di quando cosa ch’è felice, cade
.

(dalle Elegie Duinesi di R.M.Rilke; trad.dal tedesco di Enrico e Igea De Portu, Giulio Einaudi Editore)

martedì, settembre 3rd, 2013

Napoli2

Sarà pure una tradizione consolidata ( come mi è stato detto in treno durante il viaggio di ritorno a Roma) ma ieri, trovando all’interno della tomba di Virgilio (a Napoli, presso il Parco Virgiliano) il foglietto visibile nella foto qua sopra, mi sono intenerito. Dunque, con tanto di cuoricino disegnato, delle studentesse, lo scorso agosto, han fatto esercizio di captatio benevolentiae nei confronti di colui al quale Dante, nella Commedia, inizialmente così si rivolge: “O de li altri poeti onore e lume” (Inferno, I, 82). E’ noto che il suddetto sepolcro del poeta è in realtà un colombario di una famiglia sconosciuta (età augustea): ma ciò nulla toglie, ovviamente, a quel moto di tenerezza da me provato ieri. “Carissimo Virgilio, la disturbo per chiedere un aiuto nel mio studio…Grazie per la sua attenzione”; con tanto di nomi a seguire; e poi, a piè di pagina: “Mantua me genuit…”. Questo si legge (“cliccando” sull’immagine) nel foglietto da me fotografato. Sicché i giovani d’oggi, nell’era digitale, riescono ancora a immaginare…

domenica, settembre 1st, 2013

Nuvola

Se resta è un filo sottile,
uno scampolo di cose malandate,
un punto e a capo, un altro tempo
che non sai se separa
i tuoi ritardi, cancella i tuoi respiri.
Lo smalto poi si scrosta, invecchia
In altro modo, si smaglia dalla pelle,
e non c’è iato, qui dove svampa,
tra il buio e il mondo, tra la notte
e il cuore
.

poesia inedita di Ninnj Di Stefano Busà

…di fronte a questa lirica (recentemente premiata) della poetessa Ninnj Di Stefano Busà si resta -non credo di sbagliare- ammirati e toccati nel profondo. Proverò a dire, dal mio punto di vista, i punti di forza di essa. In primo luogo (e si tratta di ciò che maggiormente mi ha colpito) come non percepire nella poesia il rifluire di un’onda che altro non è, stilisticamente, se non agorafobia linguistica? la Busà, infatti, nei suoi versi, cesella alla grande l’iniziale soggetto sottinteso, facendolo scivolare fino al centro della poesia integro nella sua latenza. Meglio non si sarebbe potuto esprimere il montaliano “anello che non tiene”, a mio avviso (a riscontro di ciò, da notare la parola “svampa” sul finire della lirica, laddove di esplicito calco del poeta degli Ossi qui dobbiamo parlare; naturalmente soppesato da parte di una poetessa in mirabile equilibrio fra ispirazione e sapienza compositiva (quest’ultima irrorata anche da una consapevole estetica della citazione). Da osservare inoltre, nella lirica in oggetto, il senso d’armonia suscitato dalla congiunzione e a capo del terz’ultimo e dell’ultimo verso (considerando, rispettivamente, le parole “pelle” e “notte”; la prima in posizione forte del quart’ultimo verso, la seconda del penultimo verso). La foto qua sopra, mia, intende in qualche modo suggerire l’estrema labilità del reale evocato dalla poetessa grazie a consumati strumenti espressivi al servizio di una ardente e incessante ispirazione. Ringrazio ancora una volta Ninnj Di Stefano Busà per il poetico dono offerto a me e ai visitatori del blog.