Archive for dicembre, 2010

martedì, dicembre 28th, 2010


Nell’augurare a tutti con leggero anticipo Buon Anno, non posso non pensare alle sofferenze grandi di uomini e cose; a questa nostra Madre Terra capace, nel 2010 ormai agli sgoccioli, di imprigionare -nell’agosto scorso- la Russia in una terribile, inaudita bolla di calore; volendo tacere del catastrofico terremoto di Haiti, del disastro ecologico nel Golfo del Messico. Qua da noi, in Italia, nella fattispecie a Roma, gelate alternate a rabbiose e caldissime raffiche di scirocco o libeccio (fate voi), ad inizio inverno. Così, nell’aver sentito giorni addietro il crepitio delle foglie quasi torturate dal vento, ecco il mio tornare con la memoria ad Ungaretti, a questi suoi versi di francescana purezza e umiltà che meglio non potrebbero esprimere il dolore cosmico
:

Foglie, sorelle foglie,
Vi ascolto nel lamento.

Giuseppe Ungaretti, versi estrapolati dalla poesia O notte, 1919, in Sentimento del Tempo (ora in Vita d’un uomo, Tutte le poesie, Arnoldo Mondadori Editore).

P.S. Del resto, come chiudere se non con la poesia di Ungaretti, questo 2010 sul presente blog? i versi citati (a quarant’anni dalla scomparsa del Maestro), credo suggeriscano un viaggio interiore, con l’umiltà dei forti e non dei deboli; non in senso confessionale, piuttosto con lo spirito consapevole della leopardiana GINESTRA.

martedì, dicembre 21st, 2010

Faccio qui seguire alla dolcissima poesia di Umberto Saba presentata giorni addietro una mia breve lirica della giovinezza, in prossimità del Natale. Ed è grazie ad essa, che rivolgo i più fervidi auguri ai visitatori di questo blog per le festività imminenti:

non indovini il tempo?
oggi sembra già natale,
col cielo tenero di madreperla
trafitto da un brivido felice;
natale per le profondità dolenti…
essersi perduti e ancora ritrovati.

Andrea Mariotti, poesia del 1983, poi inclusa in Lungo il crinale, 1998, Bastogi Editrice Italiana.

P.S. Il cielo da me fotografato, quest’ oggi, non era, in tutta evidenza, madreperlaceo. Però ho provato a immaginarlo tale.

martedì, dicembre 14th, 2010


Fresco di appassionate riletture ungarettiane, amante fin da giovane della poesia di Montale, eccomi qui a parlare di Umberto Saba, un autore non di rado disarmante, in quanto a sentimento poetico (al punto di “bucare” per così dire la pagina, pur non vantando le folgorazioni di Ungaretti o il rigore etico-formale di Montale). Non a caso, quindi, nell’imminenza del Natale, ho scelto di presentare la seguente lirica del poeta triestino
:

NELLA NOTTE DI NATALE

Io scrivo nella mia dolce stanzetta,
d’una candela al tenue chiarore,
ed una forza indomita d’amore
muove la stanca mano che si affretta.
Come debole e dolce il suon dell’ore!
Forse il bene invocato oggi m’aspetta.
Una serenità quasi perfetta
calma i battiti ardenti del mio cuore.
Notte fredda e stellata di Natale,
sai tu dirmi la fonte onde zampilla
improvvisa la mia speranza buona?
E’ forse il sogno di Gesù che brilla
nell’anima dolente ed immortale
del giovane che ama, che perdona?

Umberto Saba, Canzoniere apocrifo, in Tutte le poesie, a cura di Arrigo Stara, Mondadori, Milano 1988 (ma, in realtà, il libro da cui ho estrapolato la suddetta lirica è Natale in Poesia, Antologia dal IV al XX secolo, Interlinea Edizioni Novara, 2006).