Faccio qui seguire alla dolcissima poesia di Umberto Saba presentata giorni addietro una mia breve lirica della giovinezza, in prossimità del Natale. Ed è grazie ad essa, che rivolgo i più fervidi auguri ai visitatori di questo blog per le festività imminenti:

non indovini il tempo?
oggi sembra già natale,
col cielo tenero di madreperla
trafitto da un brivido felice;
natale per le profondità dolenti…
essersi perduti e ancora ritrovati.

Andrea Mariotti, poesia del 1983, poi inclusa in Lungo il crinale, 1998, Bastogi Editrice Italiana.

P.S. Il cielo da me fotografato, quest’ oggi, non era, in tutta evidenza, madreperlaceo. Però ho provato a immaginarlo tale.

6 Responses to “”

  1. maria rizzi ha detto:

    Amico mio,
    poesia di gioventù così matura, vera, possente?
    “natale per le profondità dolenti…”, credo proprio che basti questo verso per rendere piena l’idea del senso del Natale. Senso che troppi hanno dimenticato.
    I tuoi versi nella lora brevità sono di sconvolgente efficacia.
    Raccontano l’uomo e il poeta. Commuovono.
    Grazie ancora e sempre. Un abbraccio.

  2. andreamariotti ha detto:

    Sì, cara amica, il mio sguardo si è posato su questi antichi versi… quando il cielo era o mi sembrava, nel tempo della giovinezza, d’un grigio più tenero; in cui occorre credere ancora. Con affetto.
    Andrea

  3. Angiolina Bosco ha detto:

    Caro Andrea,
    mi ha veramente colpito questo tuo scritto sul Natale. Con pochi tratti, e con poche pennellate come un esperto pittore, descrivi le tue sensazioni e riesci a coinvolgere chi legge. Sai poi rendere esplicite le tue impressioni con una musicalità che fa da sfondo al tuo dolore….
    Eppure non ti abbandoni alle “profondità dolenti”, non ti crogioli in esse, non ti lasci influenzare completamente, ma trovi il modo per dare un senso al Natale con la speranza di viverlo profondamente ancora una volta.
    Angiolina

  4. Roberto De Luca ha detto:

    E’ vero, caro Andrea, te lo dice uno che come tutti, a modernità con pochi tornaconti spesso si è abbandonato: occorre dare uno sguardo alle cose buone del passato. Il cielo madreperlaceo adduce a uno sguardo verso l’intimo, e al Natale, fulcro aggregatore di affetti, nel bene e nel male. Esplicativa e dolce questa poesia dell’anima. Ai poeti non sfugge mai il senso vero delle cose..
    Roberto

  5. andreamariotti ha detto:

    Concordo con te, caro Roberto: il giorno di festa che sta per arrivare può implicare un nostro passo indietro, in termini di arroganza e disincanto. E, dunque, religiosità di tale ricorrenza in senso etimologico prima ancora che confessionale; vale a dire, riunificazione…un saluto cordiale.

  6. andreamariotti ha detto:

    Mi fa piacere che questa mia giovanile poesia abbia toccato il tuo cuore, Angiolina; e pare anche a me che le “profondità dolenti” non impediscano di orientare lo sguardo verso il cielo, dal baratro. Un caro saluto.

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