Archive for giugno, 2014

domenica, giugno 29th, 2014

Giacomo Leopardi

Nel giorno della nascita di Giacomo Leopardi (29.6.1798) –grazie alla preziosa collaborazione di Massimo Mancini- dedico a tutti noi la lettura interiore della GINESTRA; lettura da me già proposta in una libreria romana il 2.2.2012 in onore del popolo giapponese colpito dalla tragedia di Fukushima. A noi tutti dedico quest’oggi tale lettura del canto leopardiano per sentirci più vicini e solidali in un paese che deve rinascere. Di seguito pubblico gli indirizzi di YouTube relativi alla suddetta lettura:

http://youtu.be/mcIIN8uPcd4 Parte prima (visibile un commento al video, 16.7.14)

http://youtu.be/3KznfH2SfDc Parte seconda

 

P.S. in data 9 luglio ho ricevuto ad altro indirizzo la graditissima mail del prof. Lucio Felici, Presidente del Comitato Scientifico del Centro Nazionale di Studi Leopardiani di Recanati (mail dalla quale mi permetto di estrapolare le seguenti parole: “lettura elegantissima e intensa della Ginestra, come si deve fare, senza le smanie e i contorcimenti di certi attori prevaricanti. Raffinate la scena e la musica”).

venerdì, giugno 27th, 2014

fantasia

Volentieri pubblico il seguente scritto di Claudio Fiorentini:

Nessuno ha mai visto decadere l’atomo di idrogeno, di Dario Pontuale

Già il titolo lascia ben sperare, ma la lettura del libro è anche più stimolante. Raramente ci si imbatte in libri di così grande qualità e viene da chiedersi perché la nostra letteratura in Italia e nel mondo non è rappresentata da opere come questa.

Scritto benissimo, senza esitazioni, dalla prima pagina entra nel mondo onirico per dare al lettore qualcosa di più della speranza, qualcosa che non può essere misurato con metri o pesi.

Personaggi strambi, semplici e ironici, che si rivelano complessi e ricchi di sfaccettature e che nel loro essere irreali chiedono al lettore di identificarsi con loro.

Zeno, un disoccupato pigro compra una nanocasa, rara superstite dell’urbanizzazione selvaggia, che in mezzo allo sfacelo edilizio sopravvive come testimone di un mondo dove ancora è possibile credere nell’incredibile. In questa casa scopre un mistero assurdo, una cantina piena di inutli cianfrusaglie e, su una parete del soggiorno, una targa con su scritto Servabo. Che follie aveva per la testa l’ex-proprietario? Zeno comincia a interessarsi alla storia del suo predecessore a seguito di alcune visite di personaggi surreali che gli portano delle moleskine, tutte uguali, tutte contenenti, scritto a mano, lo stesso frammento di un racconto di Borges. L’avventura comincia, e si svolge tutta intorno agli oggetti trovati in cantina, alle moleskine, e ai personaggi che hanno portato questi quaderni a chi supponevano fosse il proprietario. Ne viene fuori una società segreta che, facendo un mercato di cianfrusaglie inutili, si impegna nel raccontare le storie, inventate, delle cianfrusaglie. La reazione dei visitatori è meravigliosa. Il mercato è fallimentare, non si vende nulla, ma l’obiettivo dei membri della società segreta non è vendere, è raccontare.

Già questa trama strampalata e originalissima è un buon motivo per affrontare la lettura, ma lo sono anche lo stile, la leggerezza del linguaggio, l’ironia e le ulteriori evoluzioni della storia.

Il romanzo è allegro e invita a credere che il sogno sia ancora possibile. L’autore, noncurante della realtà contingente, si concentra sulla realtà più intima, quella che risiede in ciascuno di noi e che ci fa pensare che non tutto è perduto, che ancora esiste un motivo per ridere, per vivere, per sognare, e per seguire le segrete trame dell’immaginazione.

I quaderni che contengono questo frammento di racconto sono dieci, solo tre vengono restituiti, e i personaggi che lo fanno sono un netturbino scrittore che somiglia a Jeff Bridges, un cacciatore di fulmini soprannominato Gabin, e una distinta e anziana signora che racconta fiabe nei parchi ai bambini.

Permettetemi di ricopiare qui un frammento del libro che ne riassume la grandezza. È notte, il protagonista è insieme a Gabin, che si chiama Ansano, su un tetto, presto ci sarà il temporale. Ansano ha fissato la macchina fotografica sul cavaletto e tenta di fotografare fulmini:

 

“Ne ha catturati molti?”

“Nessuno” regolando l’altezza del cavalletto “migliaia di foto buie”

…..

“Per tatto preferisce non chiedermene il motivo?”

“Mancavo di coraggio” sincero, prendendo il vento in faccia.

“Non si preoccupi, non è il primo e non sarà l’ultimo” cambiando rullino “ Vede, questi sono fallimenti  di un istante, costano la fatica di un dito e il prezzo di pochi centimetri di pellicola. Principalmente offrono un riscatto a breve, cosa che la vita rifiuta. Si spendono giorni, mesi, anni in qualcosa che si sbriciola con nulla, che crolla prima di essere eretto. Dopo non c’è più tempo, modo, voglia di riprovare. L’essere umano si affanna fino allo spasimo per costruire qualcosa di duraturo, è innocente e connaturale, sebbene sia la propria condanna. Capisce dunque perché cerco di immortalare i fulmini? Provo, con sforzo minimo, a ottenere il massimo risultato catturando l’infinitamente breve, costringendolo all’eternità”. Pausa, facendosi più scuro in volto: “Forse non accadrà mai, ma che importa; quante persone possono sinceramente affermare di aver ottenuto ciò che desideravano nella vita?”.

 

Così sono i dialoghi e così i personaggi che affollano questo romanzo: meravigliosi visionari che vivono per qualcosa di perfettamente inutile. E che ci inducono a sognare.

Il finale, del tutto imprevedibile, riesce anche a commuovere, al punto che si vorrebbe abbracciare il protagonista, si vorrebbe entrare nel libro e prender parte al mercato, ma non ci si rammarica di essere arrivati alla fine, perché libri come questo continuano a vivere nella mente.

 

Il libro ha meritatamente vinto il primo premio all’Albero Andronico 2014.

Raccomando vivamente la lettura!

 

Claudio Fiorentini

giovedì, giugno 26th, 2014

Libro

Con piacere comunico che nella pagina riservata alla mia ultima silloge (home page del presente blog) è possibile leggere da oggi la recensione di Tea Ranno, la scrittrice che ha curato la presentazione del 27 maggio scorso di Scolpire questa pace  presso la biblioteca Pier Paolo Pasolini di Roma. A Tea Ranno ho a mia volta dedicato in questo blog  le recensioni del primo marzo 2013 e del nove febbraio 2014 relative ai suoi romanzi Cenere e La sposa vermiglia, da me particolarmente apprezzati.

giovedì, giugno 26th, 2014

Con grande piacere do notizia del seguente evento:

 

 

C E N T R O E S P O S I T I V O Corso Duca di Genova 22 – Ostia

invito

MOSTRA ANTOLOGICA DEL MAESTRO

MARIO ROSATI a cura del Dr. Enzo Cerrato

DAL 27 GIUGNO AL 6 LUGLIO 2014

Inaugurazione venerdì 27 alle ore 18:00

La mostra rimarrà aperta tutti i giorni fino al 6 luglio

info: tel. 339 3952533

orario: 9:30/12:30 – 15:30/19:30 | catalogo in galleria

 

lunedì, giugno 16th, 2014

Rodin

Domenica triste, tristissima ieri a Roma: a parte il violento nubifragio pomeridiano (con replica all’alba di questo lunedì non meno tempestosa), ieri, domenica, un ragazzo di appena quindi anni si è suicidato per amore, dopo un ultimo sms alla fidanzatina con la quale stava vivendo un difficile rapporto affettivo.  L’atroce fatto si è consumato presso il quartiere della Pisana, nel tardo pomeriggio domenicale flagellato dal maltempo: senza segni premonitori da parte del povero ragazzo, a quanto sembra; tali, cioè, da far temere quello che ieri è accaduto, quando un volo nel vuoto ha spento per sempre la voce di questo giovane. Mancano davvero le parole in aggiunta ad una scarna cronaca, ed è giusto che sia così. Occorre solo riflettere, riflettere a fondo, fare silenzio dentro se stessi di fronte alla gioventù che sparisce dalla faccia della terra così lugubremente, lasciando i genitori alle prese con un dolore disumano (mia la foto qua sopra di un marmo di Auguste Rodin, La tempesta).

mercoledì, giugno 11th, 2014

pudicizia

Con questa foto (non mia) di un capolavoro del Corradini, la velata Pudicizia (1751) che si può ammirare a Napoli all’interno della Cappella Sansevero, intendo questa sera onorare Enrico Berlinguer, nel trentesimo anniversario della sua scomparsa. Ho appena finito di vedere in televisione, su Rai Storia, un breve programma dedicato allo statista (nel senso più nobile del termine) dal titolo La voce di Berlinguer; intimamente toccato da quello che definirei un geniale ossimoro televisivo: le parole risentite e vibranti del segretario del PCI sulla QUESTIONE MORALE -intorno alla quale Berlinguer scrisse appositamente uno snello e memorabile libretto negli ultimi suoi anni- contrapposte, tali parole, alle facce sornione e gaudenti degli italiani concentrati sulla pastasciutta (immagini in bianco e nero, nel suddetto programma, prima di risultare, queste stesse facce…di tutti i colori, nei tempi più recenti, in quanto a divisa politica e nequizie d’ogni genere, sul corpo inerte della nostra società (rammentando un passaggio dell’orazione funebre di Alberto Moravia ai funerali di Pier Paolo Pasolini). Non è passatismo, questo: inascoltato e deriso finanche dalla craxiana Milano da bere dei primi anni Ottanta, Enrico Berlinguer insisteva non moralisticamente sulla urgenza della QUESTIONE MORALE, in relazione a un paese come il nostro dalle infinite Tangentopoli  davvero in crescita esponenziale, come abbiamo ben visto.

martedì, giugno 10th, 2014

colomba2

Con grande piacere diffondo la notizia relativa all’evento di venerdì prossimo, 13 giugno, previsto a Roma:

Comunicato Stampa

 

Venerdì 13 giugno 2014

alle ore 17,00

 

Omaggio a Colomba Antonietti a 165 anni dalla morte

Appuntamento a Roma, sul colle Gianicolo, davanti al busto dell’eroina

 

Il 13 giugno del 1849 la Repubblica Romana aveva i giorni contati. Fin dalle prime ore del mattino l’artiglieria francese del generale Oudinot aveva iniziato un incessante bombardamento delle mura gianicolensi, per aprirvi delle brecce. Il punto più bersagliato era il sesto Bastione, quello che si vede ancora oggi in largo Giovanni Berchet. Proprio qui, intorno alle sei del pomeriggio, una palla di cannone rimbalzava sul muro e feriva orribilmente un giovane soldato che spirava di lì a poco, per un’emorragia inarrestabile. Un ufficiale, il conte Luigi Porzi, si gettava su quel corpo in preda alla più profonda disperazione: il soldato era sua moglie, Colomba Antonietti, che nonostante i suoi 22 anni da tempo combatteva insieme al marito in abiti virili. Una vicenda di vero patriottismo, ma anche una struggente storia d’amore tra la figlia di un fornaio e un nobile cadetto pontificio, che si sposarono andando contro le convenzioni sociali dell’epoca.

 

Programma

 

Esecuzione del “Silenzio” da parte di una tromba del corpo dei Bersaglieri, sezione di Roma.

 

Breve introduzione della dott.ssa Cinzia Dal Maso, giornalista, scrittrice e autrice del libro “Colomba Antonietti. La vera storia di un’eroina” (Edilazio).

 

Lettura del terzo atto del dramma “Lucrezia la trasteverina” di Giovanni Fontebasso (1867).

 

Deposizione di un mazzo di fiori.

 

Esecuzione del “Silenzio” da parte di una tromba del corpo dei Bersaglieri, sezione di Roma.

 

La scrittrice Mirella Matteucci leggerà un brano del suo romanzo storico su Colomba Antonietti, di prossima pubblicazione.

 

venerdì, giugno 6th, 2014

2013-12-15 18.03.17

Con piacere do notizia del seguente evento previsto per questo fine settimana a Roma (mia la foto dello stupendo dipinto di Carlo Saraceni rappresentante la MADDALENA):

Il 7 e l’8 giugno, presso il Ninfeo di Villa Giulia, piazzale di Villa Giulia 9, a Roma, le Edizioni Tracce prendono parte alla prima edizione del Festival Internazionale di poesia al femminile Eros e Kairos.

La manifestazione di poesia e contaminazioni artistiche, musica, teatro, canto, è promossa dal Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia in Roma e prodotto con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia, della Fondazione Cassa di Risparmio di Viterbo e in collaborazione con MACHAS creative consultancy di Londra.

Questi gli Autori delle Edizioni Tracce che parteciperanno all’evento con i loro libri:

Maria Grazia CIARDIELLO, Elena CLEMENTELLI,

Angelo DEL VECCHIO, Nicoletta DI GREGORIO, Michele FIANCO,

Anna Maria GIANCARLI, Gian Manlio GIANTURCO, Sonia GIOVANNETTI,

Mario LUNETTA, Dante MAFFIA, Andrea MARIOTTI, Nina MAROCCOLO, Vito MORETTI

Franca MUCCIANTE, Francesco MUZZIOLI, Paolo PAOLACCI, Lorenzo PASCALI, Milena PERICO, Daniela QUIETI, Davide RONDONI, Edoardo SANGUINETI, Stevka SMITRAN, Maria Luisa SPAZIANI, Raffaele STELLA, Marcia  THEOPHILO, Martina VELOCCI.

giovedì, giugno 5th, 2014

Rubens

Con piacere do notizia del seguente comunicato stampa:

 

“Pieter Paul Rubens

Ritratto dell’Arciduca Alberto VII”

 

 

Esposizione del dipinto e presentazione del volume

 

“Basilica di Santa Croce in Gerusalemme”

Sala Conferenze – Refettorio Antico

 

Piazza di Santa Croce in Gerusalemme – Roma

 

09 Giugno 2014 – ore 18.00

 

Lunedì 9 Giugno 2014, presso la sala conferenze della Basilica di S. Croce in Gerusalemme, verrà presentato il volume, edito da Silvana Editoriale, “Pieter Paul Rubens. Il Ritratto dell’Arciduca Alberto VII”.

 

Il volume propone lo studio, condotto attraverso più ambiti di indagine, sul Ritratto dell’Arciduca Alberto VII di Pieter Paul Rubens (Siegen, 1577 – Anversa, 1640), opera risalente agli anni della formazione italiana tra la fine del Cinquecento e il primo decennio del secolo successivo, fondamentali per lo sviluppo di un canone estetico che caratterizzerà la futura carriera pittorica dell’artista fiammingo. Infatti, il piccolo dipinto mostra caratteristiche formali proprie della tradizione artistica nordica, ma ha già in se’ evidentissimi riferimenti alla cultura figurativa italiana, con una predilezione per i grandi maestri de Cinquecento veneto.

Il Ritratto dell’Arciduca Alberto VII, come molti altri di Rubens, raggiunge la verosimiglianza fisionomica attraverso la mediazione dell’interpretazione, della memoria espressiva che solo un maestro attento, curioso e selettivo come Rubens avrebbe saputo destreggiare.

L’Arciduca Alberto VII, principe delle Fiandre, fu titolare della Basilica di S. Croce in Gerusalemme, prima di rinunciare alla porpora cardinalizia per sposare il 17 Dicembre 1598 l’Infanta Isabella di Spagna. Proprio nella Basilica romana che l’ebbe per ventisettesimo reggente verrà esposto questo piccolo ritratto, presso il Refettorio Antico, a cui sarà dedicata una mostra, a partire da Settembre 2014, presso l’Hallie Ford Museum di Salem (Oregon – U.S.A.).

Interverranno gli autori della pubblicazione: Cecilia Paolini, Ricardo De Mambro Santos, Claudio Falcucci. Presenterà l’evento Bianca Tavassi La Greca.

 

Programma in dettaglio:

Pieter Paul Rubens – Ritratto dell’Arciduca Alberto VII

Location: Basilica di Santa Croce in Gerusalemme – Piazza Santa Croce in Gerusalemme – Roma (RM)

 

Data: 09 Giugno 2014 – ore 18.00

Ore 18.00: Sala Conferenze: presentazione del volume “Pieter Paul Rubens. Il Ritratto dell’Arciduca Alberto VII”, edito da Silvana Editoriale.

Ore 19.00: Refettorio Antico: esposizione del dipinto.

Ore 20.00 Giardino interno: saluti finali.

 

mercoledì, giugno 4th, 2014

2013-09-02 13.43.20

Con piacere do la parola quest’oggi a Claudio Fiorentini, autore della seguente “lettera aperta”:

 

Mi è giunta notizia che a Napoli, quartiere Vomero, dopo la storica libreria Guida di Via Merliani, sta chiudendo anche la bellissima libreria Loffredo, anch’essa di storica presenza. Hanno chiuso anche la Fnac che, per quanto giovane, anch’essa aveva al suo interno uno spazio dedicato a presentazioni, convegni e dibattiti, dove si potevano incontrare artisti e scrittori.
Mi è stato riferito che al loro posto verrano una banca, una friggitoria panineria, un negozio di abbigliamento da importazione e un negozio di Trony.

Certo, non possiamo cambiare questo processo per noi spaventoso, ma quantomeno possiamo chiederci cosa fare perché la letteratura non perda tutti i suoi spazi. Vediamo innanzi tutto come evolve il mercato: librerie online, ebook, edicole che vendono sempre più libri (di qualità letteraria non sempre raccomandabile)… insomma, le librerie hanno concorrenti agguerriti e inoltre, complici la fretta e gli impegni quotidiani (anch’essi discutibili, perché spesso si passano ore davanti alla TV o a giocare con qualche social network, ma per una passeggiata non si ha tempo), hanno anche un deficit di visitatori. Sta di fatto che oggi la situazione sembra sia questa: diffusione capillare di prodotti di scarsa qualità (Dante non si compra in edicola), oppure solo di grido, invisibilità di prodotti emergenti (la rete è il migior nascondiglio dei libri, e il lettore casuale, quello che entra due volte l’anno in libreria, non andrà di certo a spulciare i cataloghi IBS)… quindi a cosa assistiamo, al requiem della letteratura?

No, non voglio neanche pensarlo. Il mercato cambia, gli operatori devono capirlo e anticiparne le evoluzioni, alcuni ci riescono… ma se quelli che ci riescono non propongono qualità, allora il problema è serio. Occorre mettersi all’opera per evitare che la qualità sia offerta in sacrificio e scompaia.

È interessante notare che oggi, forse più di prima, molte associazioni e molti circoli hanno grande seguito, ed alcune operano nella direzione giusta. E trovano terra fertile perché, in questo scenario, si propongono come attivisti della cultura e offrono un servizio, benché non sempre identificato come tale, di orientamento e di divulgazione.

Un contributo di questo tipo può diventare un autentico faro nella ricerca e nella difesa della qualità, sempre che il circolo o l’associazione, siano costituiti da autentici passionari della cultura e non da chi cerca, nel gruppo, uno specchio di Narciso.

Ma non basta. Infatti oltre l’associazionismo, occorrerà creare un legame con l’editoria e con i luoghi di promozione e di vendita della letteratura. Un’associazione come, ad esempio, l’IPLAC, che raggruppa centinaia di scrittori e organizza eventi letterari in tutt’Italia, ha le caratteristiche per entrare in gioco; così sembrerebbe anche per Mecenate Italia, una fondazione che intende reggaruppare i creativi dandogli una guida senior e una certa visibilità internazionale.

Ma ancora non basta, perché la cosa più importante, che è l’educazione del pubblico a leggere e l’educazione del lettore a leggere bene, sono i fondamenti su cui ogni movimento organizzativo potrà muoversi.

Certo, è una grande sfida, ma se vogliamo che la letteratura italiana sia dovutamente rappresentata sia in Italia che all’estero, dove tra l’altro i nostri scrittori sono pressoché sconosciuti, occorre reagire, svegliarsi, e unire le nostre forze, perché nessuno lo farà per noi!

 

Claudio Fiorentini

 

P.S. mia la foto qua sopra scattata a Napoli per l’addietro all’interno del PARCO VIRGILIANO.