Archive for Aprile, 2019

martedì, 30 Aprile, 2019

 

(opera di Claudio Gagliardini)

 

APOLLO, EUTERPE, TERSICORE E LE ALTRE

LE ARTI SI INCONTRANO AL POLMONE PULSANTE

Festival delle Arti I edizione – dal 4 al 10 maggio

 

 

Quattro artisti della tavolozza per un totale di ventidue opere d’arte, ad ognuna delle quali uno dei ventidue artisti della penna…poetica, ha dedicato una poesia inedita, tre attrici teatrali, un violoncellista, una violinista e una magnifica danzatrice. Questi i numeri e i personaggi della I edizione del Festival delle Arti “Apollo, Euterpe, Tersicore e le altre” organizzata dall’associazione culturale Elisir Letterario, che si terrà nello spazio espositivo del Polmone Pulsante, proprio di fronte ai Fori Imperiali, da sabato 4 maggio fino a venerdì 10 maggio, dalle ore 18 alle 22.

 

Gli artisti Lorenzo Luci, Claudio Gagliardini, Laila Scorcelletti e Sergio Viscardi, pennelli alla mano, inizialmente hanno creato dei quadri sul tema proposto, “Paesaggi interiori in tempi moderni”. Le opere d’arte sono poi state mostrate ai ventidue poeti, nomi noti della Poesia contemporanei, i cui libri sono stati tradotti in spagnolo, inglese, francese e rumeno, che si sono prestati al gioco artistico creando per ognuna delle opere una loro poesia inedita.

In mostra anche quindici teneri, delicati, deliziosi acquerelli dell’illustratrice Giulia Gorga, che ha ritratto dolcissime signorine in tutte le posizioni (asana) dello yoga.

 

Le tipe di Elisir Letterario, non ancora soddisfatte, chiamando all’opera tutte le Muse, hanno voluto coinvolgere, oltre all’Arte e alla Poesia, anche la Danza, il Teatro e la Musica. Così il 4 maggio, per la serata del vernissage, tra le bollicine frizzanti dei vini di Casale del Giglio e le prelibatezze artistiche, create ad hoc per l’evento, di Mucho Gusto, il pubblico potrà godere anche di alcuni momenti teatrali con l’attrice Cristina Paladino, altri danzati da Giorgia Duro (su coreografie di Gisella Biondo) e altri ancora musicali con il violoncello di Riccardo Viscardi.

 

Nelle serate del 5,6,7,8 e 9 maggio invece, i poeti, a coppie di due per sera, presenteranno i loro libri, introdotti dalla scrittrice e giornalista Manuela Minelli. (Questi i nomi dei poeti partecipanti: Cinzia Marulli, Terry Olivi, Alessandra Carnovale, Nicola Viceconti, Giovanni Ibello, Marta Telatin, Mariano Ciarletta, Sonia Giovannetti, Maria Teresa Ciammaruconi, Rita Pacilio, Daniela Iodice, Marzia Spinelli, Daniela Basti, Monica Martinelli, Stefania di Lino, Patrizia Gradito, Anita Tiziana Napolitano, Emiliano Aquilini, Melania Panico, Tiziana Colusso, Tiziana Marini).

 

Altra serata da non perdere sarà quella del 10 maggio, quando il pubblico potrà godere dei vini della casa vinicola Monti Cecubi, delle tartine artistiche di Mucho Gusto e potrà applaudire le performance interpretate dalle attrici Ombretta Marzi e Anna Dantoni, il violino della dolcissima Federica Quaranta e, ancora una volta, una nuova coreografia danzata da Giorgia Duro, danzatrice del Dance Studio-Dipartimento Professionale Danza. Il tutto a ingresso libero.

 

“Ho voluto proprio il Polmone Pulsante come location ideale per questa prima edizione del Festival delle Arti “Apollo, Euterpe, Tersicore e le altre” per diversi motivi – spiega l’organizzatrice del Festival, Manuela Minelli – E’ nel cuore della città più bella del mondo, è stato il laboratorio di un artista immenso quale Saverio Ungheri che sentiamo essere presente qui con noi, è aperto alla sperimentazione di qualsiasi forma d’arte e il suo padrone di casa, Andrea Ungheri, promuove da sempre eventi culturali con le sole sue forze e con grande impegno. Inoltre in queste sale si respirano un’energia e delle vibrazioni particolari, certamente dovute alla storia e alle storie che il Polmone Pulsante custodisce da secoli. Senza contare che qui dentro sono passati innumerevoli esponenti della cultura e dell’arte, da Emma Bonino a Carlo Lizzani, da Liliana De Curtis a Dacia Maraini, da Giuseppe Arcidiacono a Bruno D’Amario, e tantissimi altri”. 

 

In ognuna delle serate del festival il padrone di casa Andrea Ungheri, figlio del compianto artista Saverio Ungheri (che fu uno dei protagonisti dell’arte contemporanea italiana del ‘900 e nel 1959, e che insieme a Sante Monachesi, Claudio Del Sole, Sandro Trotti e Grazioso David, fondò il movimento “Astralista” e ne scrisse il primo manifesto), condurrà il pubblico in una visita guidata nei sotterranei del Polmone Pulsante, nella Suburra (da “sub urbe”, zona cioè più bassa rispetto a quella della città), accanto ai Mercati Traianei, un luogo che ha dell’incredibile poiché ospita decine di opere d’arte di Ungheri padre, espressioni di quella che l’artista chiamava Arte Bionika, realizzate negli anni tra i ’50 e gli ’80, con materiali di recupero, tutte … pulsanti di vita perché si muovono e si illuminano per mezzo di congegni meccanici. Antichi cavalieri spaziali, una donna a metà che emerge da uno scheletro di pianoforte, uomini fatti di marmitte, conchiglie fossili che emettono luce e perfino il Sacro Graal che con misteriosi movimenti propaga sbuffi di vita eterna.

E poi “lui”, il grande Polmone Pulsante, ovvero l’installazione simbolo del pensiero artistico di Saverio Ungheri che accoglie chi osserva con il suo respiro bioniko. Attraverso il movimento e il suono si percepisce il senso del battito e del respiro, l’aria che entra e che esce dalla membrana di gommapiuma, crea un ponte di passaggio fra l’uomo e l’arte uniti in unico respiro senza tempo. E non si può non menzionare la gigantesca mantide religiosa metallica che chiude il percorso e che ha involontariamente dato vita a una storia molto romantica, che Andrea Ungheri ama raccontare durante la visita. Nei sotterranei del Polmone si possono ammirare anche i resti dell’antica chiesa di S. Salvatore de Militiis” del X-XI Sec.D.C. che prende il nome dalla vicina Torre delle Milizie, il lavatoio, la sala del pozzo che ha ancora acque sorgive che confluiscono al Tevere, con tracce di un affresco.

Un’altra sorpresa è la Sala dell’Affresco “Mural Time And Energy”, inaugurata lo scorso gennaio alla presenza di autorità messicane e romane, dove l’artista Federico Kampf insieme ad un team composto dagli artisti messicani  Antonio Niet, Rodriguez e Daniel Calderon e dagli artisti italiani Alessandra Noce e Davide Mancini, ha lavorato per mesi, realizzando un murales di circa 50 mq a tutta campitura, soffitto incluso, come simbolo di scambio interculturale e valenza dell’arte come linguaggio universale.

 

Il programma di “Apollo, Euterpe, Tersicore e le altre”, completo di date e orari, si può consultare alla pagina FB: https://www.facebook.com/events/670423500078099/?active_tab=discussion

 

Oppure sulla locandina del Festival.

 

Per chi volesse saperne di più sul Polmone Pulsante: https://www.polmonepulsante.it

 

http://elisirletterario.com

 

Manuela Minelli

 

 

domenica, 28 Aprile, 2019

 

Intorno a L’ULTIMA ESTATE – Moro, uomo solo di Sabino Caronia, Schena Editore, 1996

 

 

Ho avuto di recente l’occasione di leggere questo romanzo di Sabino Caronia del quale l’autore mi aveva a suo tempo parlato. Quel 16 marzo 1978 in cui Aldo Moro venne rapito a Roma in via Fani e la sua scorta annientata, io festeggiavo con il cuore pesante il mio ventitreesimo compleanno nel quartiere romano di Monteverde dove abitavo, a non più di quattrocento metri dal covo-tipografia delle Brigate Rosse in via Pio Foà 31 tardivamente individuato. Ebbene, trascorsi quarantuno anni da allora, ecco che il 16 marzo scorso ho dovuto prendere atto con amarezza della voce fioca del circo mediatico in merito a una tragedia così grande, ripensando all’enfasi commemorativa del 2018 a cifra tonda, è il caso di dire. Venendo al libro di Caronia, osserverò innanzitutto che il narratore cita in maniera significativa Leonardo Sciascia in conclusione del secondo capitolo, a proposito del pirandelliano distacco di Moro dalla forma a fronte del suo tragico ingresso nella vita quel 16 marzo 1978; da personaggio a uomo solo, per divenire in ultimo creatura auspicante luce oltre l’esperienza terrena. Ricordando i soggiorni dell’uomo politico a Terracina fino all’ultima estate del 1977 e le parole della moglie Eleonora alla Commissione Parlamentare d’Inchiesta, Caronia riesce a ricostruirne il carattere con penetrante efficacia: “Era certo apprensivo ma non pauroso. Era un antieroe ma non era pavido…e, nonostante il suo sguardo asiatico che sembrava conoscere l’altro lato delle cose, nonostante la sua immensa sapienza e il suo ambito misterioso, aveva un peso umano, una condizione terrestre che lo manteneva imbrigliato ai minuscoli problemi della vita quotidiana”. Già: quello “sguardo asiatico” che ancora ci scruta dalla “prigione del popolo” in quanto, come ebbe a dichiarare Sciascia nell’agosto del 1978 “L’Italia è un Paese senza verità. Bisogna rifondare la verità se si vuole rifondare lo Stato. Se non riusciamo ad arrivare alla verità sul caso Moro, siamo davvero perduti”. Dovrei dire cosa ho provato nel giugno 2017 dinanzi alla tomba dello statista nel cimitero di Torrita Tiberina, per lui l’altro locus amoenus tra Roma e la Sabina oltre a Terracina…ma torniamo al romanzo di Caronia, per sottolinearne adesso una qualità precipua. Tale qualità è essenzialmente quella di una prosa di classico equilibrio capace di non scivolare nell’imbuto cronachistico della terribile primavera italiana del 1978 (senza mancare come abbiamo visto di farci percepire più di qualcosa della personalità di Moro); giacché, non secondaria, un’altra storia si dischiude ai nostri occhi di pagina in pagina. La storia interiore di chi narra, segnata da una malattia dell’anima che ben riconosciamo come legame di sangue con la Letteratura: “Da tempo allora mi trovavo in piena crisi di misantropia. Da più di un anno avevo deciso di abbandonare il mondo e le sue pompe per rinchiudermi in quell’adattissimo Limbo che era stato sempre per me il Fondo Falqui della Biblioteca Nazionale Centrale. Lì attraverso le dediche dei libri, le sottolineature, le annotazioni, i ritagli di giornale accuratamente raccolti e ordinati, ero messo in contatto con le esangui ombre che popolavano quell’Ade e che recavano a me, ombra, messaggi trasmessi attraverso quegli acquitrini del tempo che gli scomparsi possono di rado guadare”. La bellezza del romanzo di Caronia è pertanto quella di rievocare la tragedia di Moro attraverso gli occhi di chi fugge per indole dal mondo; occhi però lucidi di fuggitivo focalizzati a tratti su quelli asiatici del prigioniero a un passo dalla fine. C’è uno stilema ben evidente nella prosa di Sabino Caronia: rivedo, iterato lungo tutto il corso dell’ULTIMA ESTATE, a determinare, in chiave musicale, il timbro del romanzo nei termini di una pungente nonché avvolgente malinconia che tutto intride nel raccontarci Moro e quindi noi stessi, già storicamente figli di Piazza Fontana. Mi piace concludere il presente scritto attraverso queste parole di Dino Buzzati tratte da IN QUEL PRECISO MOMENTO (che forse si attagliano alla condizione di Moro prossimo a morire nel silenzio di Dio, così come viene raccontato nel romanzo di Sabino Caronia): “CHE COSA SEI, CREATURA…Laggiù all’orizzonte sulle acque amare, deserte, naviga certe sere Dio con una sua barchetta, invisibile passerà accanto a te che nuoti disperato (può darsi benissimo) e ti toccherà con la sua mano”.

 

 

Andrea Mariotti

 

 

giovedì, 25 Aprile, 2019

 

25 aprile 2019, FESTA DELLA LIBERAZIONE

 

In questa occasione offro alla lettura uno dei sonetti “monoblocco” (definizione dello stesso autore) di Giorgio Caproni, oggetto peraltro di una rigorosa e sapiente analisi di Pier Paolo Pasolini ( in Passione e ideologia, 1954). Chi legge i seguenti versi non potrà non percepire la dilatazione incontenibile di un terrore, quello dell’alba, in cui avvenivano le fucilazioni dei partigiani…a/m

 

1944

 

Le carrette del latte ahi mentre il sole

sta per pungere i cani! Cosa insacca

la morte sopra i selci nel fragore

di bottiglie in sobbalzo? Sulla faccia

punge già il foglio del primo giornale

col suo afrore di piombo -immensa un’acqua

passa deserta nel sangue a chi muove

a un muro, e già a una scarica una latta

ha un sussulto fra i cocci. O amore, amore

che disastro è nell’alba! Dai portoni

dove geme una prima chiave, o amore

non fuggire con l’ultimo tepore

notturno -non scandire questi suoni

mentre ai miei denti il tuo tremito imponi!

 

GIORGIO CAPRONI, da Gli anni tedeschi (Le biciclette) in IL TERZO LIBRO e altre cose, Einaudi,

1968 e 2016

 

 

 

lunedì, 15 Aprile, 2019

Siamo lieti di annunciare due eventi

 

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Martedì 16 aprile 2019, ore 17.15

Università di Verona

(Polo Zanotto, Aula 1.1, viale dell’Università)

 

Walter Siti

Università degli Studi dell’Aquila

 

terrà l’intervento

Leopardi e il romanzo mai scritto

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La lezione è organizzata presso la Scuola di dottorato in Scienze Umanistiche

 

 

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Mercoledì 17 aprile 2019, ore 14.30-18.30

Istituto Italiano di Cultura di Parigi

(50 Rue de Varenne, 75007, Parigi)

 

si terrà la giornata di studi

 

L’Infini de Leopardi, entre sciences et littérature

 

con la partecipazione di

Luciano Boi

École des Hautes Études en Sciences Sociales (Paris)

Giuseppe Mussardo

SISSA (Trieste)

Lucilla Corrias

RéCIF (Paris)

Franco D’Intino e Novella Bellucci

Sapienza Università di Roma

Laboratorio Leopardi

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L’evento è organizzato in collaborazione con

Laboratorio Leopardi – SSAS – Sapienza Università di Roma

 

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La Redazione del Laboratorio Leopardi

 

domenica, 14 Aprile, 2019

Giovedì 18 aprile 2019 / ore 18.30

Casa Moravia – Lungotevere della Vittoria, 1 – Roma

[Ingresso libero fino a esaurimento posti]

 

La ricchissima serie di ritratti che pittori, scultori e fotografi hanno dedicato a Moravia non ha forse uguali nel nostro Novecento e oggi rappresenta una testimonianza viva, non soltanto dei rapporti che lo scrittore ha intessuto con più generazioni di artisti, ma anche del suo profondo e continuativo interesse per l’arte. Un percorso visivo molto speciale lungo una prismatica galleria d’immagini, accompagnati dalla storica dell’arte Francesca Lombardi.

Un nuovo appuntamento del Fondo Moravia per indagare – attraverso opere, documenti e testimonianze – ragioni, tempi e modalità dell’accostamento di Moravia al mondo delle arti figurative, nella sua pluralità di implicazioni e sviluppi.

 

Francesca Lombardi, storica dell’arte, specializzata presso l’Università degli Studi di Siena. In qualità di ricercatrice e docente ha collaborato, fra gli altri, con Università di Roma Tre, C.N.R., Fondazione E. Besso. Ha pubblicato monografie, saggi e contributi su riviste specializzate e volumi collettanei dedicati a temi e protagonisti della cultura figurativa del XIX e XX secolo e alla produzione artistica a Roma nella prima metà del Novecento.

 

www.fondoalbertomoravia.it www.facebook.com/CasaMuseoAlbertoMoravia Twitter @FondoMoravia

 

Ufficio Stampa

Ilaria Campodonico / email ilaria.campodonico@gmail.com / Cell. +39.347.0819856

 

 

venerdì, 12 Aprile, 2019

Con piacere si dà notizia della presentazione del volume di racconti di Roberto Maggi, Suites di fine anno, presso il Teatro Arciliuto domenica 14 aprile ore 18,30 (piazza Montevecchio 5 a Roma), relatori Sabino Caronia e Andrea Mariotti

 

 

giovedì, 11 Aprile, 2019

Siamo lieti di annunciare che

Venerdì 12 aprile 2019, ore 17.00

presso

l’Alma Mater Studiorum Università di Bologna

(Aula Absidale di Santa Lucia, via de’ Chiari 25/a)

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Marcello Fois

e

Franco D’Intino

converseranno sulla

Vita abbozzata di Silvio Sarno

gli appunti di G. Leopardi

per un romanzo autobiografico mai scritto

 

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L’incontro conclude la serie “Leopardi allo specchio”

(Info: https://eventi.unibo.it/uniboculturaeventi/leopardi-allo-specchio-1819-2019)

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La Redazione del Laboratorio Leopardi

 

mercoledì, 10 Aprile, 2019

Giorni addietro avevo scritto di una diarchia di pupazzi che da più di un anno ci governa. Ebbene, tutti siamo al corrente della lettera del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri fatta recapitare a mano alla sorella di Stefano Cucchi, Ilaria. Il contenuto di tale lettera esprime una posizione chiara e netta; nel senso che, per bocca del suo Comandante Giovanni Nistri, l’Arma condanna senza appello quello spirito di corpo al di fuori di uno stato democratico di diritto che ha comportato il reiterato occultamento della violenza omicida nei confronti di Stefano Cucchi. Ciò non è poco per la nostra coscienza di cittadini che debbono nutrire la certezza del retto comportamento di chi lo Stato lo rappresenta, nell’azione repressiva. Stavo per aggiungere “tardiva”, a proposito della posizione assunta dal generale Nistri, sbagliando. A ben vedere, infatti, la sua scelta esprime tutto il travaglio di chi è stato lasciato politicamente solo da parte di un signore mai pago di una nauseante carnevalata a base di sfoggio di plurime divise in un clima di perenne campagna elettorale; con tanto di voce grossa fuori tempo massimo (fra il grottesco e il patetico) dell’altro personaggio nei confronti dei responsabili di questa morte. Così dicendo alludo ai pupazzi suddetti, naturalmente: di un livello tale da farci sentire orfani più che mai degli effetti di quel “Buongoverno” affrescato tanti secoli fa da Ambrogio Lorenzetti forse non a Siena ma nei cieli dell’utopia, considerando la miseria morale, intellettuale e umana che tocchiamo con mano. Grazie in conclusione generale Nistri, per quel “Suo fratello” rivolto a Ilaria Cucchi. Dopo dieci anni di coscienza civile trafitta alla vista del volto di Stefano orribilmente tumefatto, questa sua lettera animata da vero e umano rispetto è preziosa.

 

Andrea Mariotti

 

 

lunedì, 8 Aprile, 2019

 

L’Istituto Internazionale di Studi “Giuseppe Garibaldi” invita alla

 

conferenza

 

Gabriele D’Annunzio e l’impresa di Fiume

 

che si terrà

 

giovedì 18 aprile 2019 alle ore 17,00

 

presso l’Associazione Nazionale dei Bersaglieri

 

in via Anicia, 23

Roma

 

 

Relatori:

 

Prof. Franco Tamassia: Gabriele D’Annunzio e l’Impresa di Fiume

 

Gen. C. A. Agostino Pedone: Gabriele D’Annunzio e i Bersaglieri

 

Terminata la Prima Guerra Mondiale nella Conferenza della Pace le Potenze vincitrici regolano i nuovi rapporti territoriali. L’Italia, che ha dato uno dei maggiori contributi di sangue, chiede l’annessione di Fiume dove la stragrande maggioranza degli abitanti è italiana. Il rifiuto degli alleati lascia il Governo italiano isolato e indebolito. Gabriele D’Annunzio, che alla vittoria ha dato un decisivo contributo con il pensiero e l’azione, il 12 settembre 1919 occupa la città, alla testa di 2600 legionari, e istituisce la Reggenza italiana del Carnaro.

In quasi 500 giorni il Poeta soldato instaura uno Stato conforme ai suoi ideali sia politici che estetici, retto da una Costituzione, la Carta del Carnaro. Le bende ideologiche, che spesso coprono gli occhi della storiografia di parte, attraverso delle analisi unilaterali hanno fatto condannare questa esperienza come l’avventura di un visionario alla testa di pochi facinorosi. Cadute queste bende la breve esperienza rivela aspetti di imprevedibile attualità, come il fondamentale ruolo sociale della cultura, dell’arte, della poesia e della danza, che domina nell’assetto di quella improvvisata società, rigorosamente interclasse, impostato sui principi della pace, della solidarietà e della tolleranza. Il Poeta soldato, nella sua esperienza bellica, seppe avere un rapporto forte con ogni anima delle Forze Armate, ma un’intesa particolare la ebbe con i Bersaglieri ai quali lo univa la concezione della vita come ardimento eroico, come ritmo, come velocità e soprattutto come particolare dimensione estetica.

 

Via Anicia, parallela a viale Trastevere, è raggiungibile con il bus H (fermata di piazza Sonnino) o con il tram 8 (fermata di piazza Mastai).

 

Ufficio stampa

Cinzia Dal Maso

328.9110434

 

 

 

sabato, 6 Aprile, 2019

 

6 aprile 2009/ 6 aprile 2019 decennale del terremoto abruzzese

 

QUELLA SERA DI APRILE

 

O fontanile di Campitello,

zampilla ancora l’acqua tua?

e tu, agrifoglio dei Lucrètili

monti, sempreverde barbaglio,

come parli al mio cuore!

ma ecco, all’orizzonte, bianche

del Gran Sasso le cime: zanne

d’un elefante acceso d’ira

per l’umana miopia.

 

Andrea Mariotti, dalla silloge Scolpire questa pace, 2013