ottobre 16th, 2018

 

ECOSPIRITUALITA’, FILOSOFIA DI VITA PER UN MONDO MIGLIORE

Da questa sera gli incontri nella sede romana

 

di Manuela Minelli

 

L’ Ecospirituality Foundation Onlus è una ONG in Stato Consultativo con le Nazioni Unite, nata dall’iniziativa di Giancarlo Barbadoro e Rosalba Nattero – entrambi giornalisti, scrittori, musicisti e conduttori televisivi – che lavora, tramite apposite commissioni, su temi che riguardano i cosiddetti “Popoli naturali” e il loro peculiare modo di intendere il rapporto fra individuo, ambiente e mistero dell’esistenza.

La Fondazione ha una lunga serie di mirabili obiettivi, tra cui la salvaguardia delle tradizioni e dei patrimoni culturali dei popoli nativi del pianeta e lo scambio di esperienze secondo principi di fratellanza e uguaglianza fra tutte le specie viventi.

Le Nazioni Unite hanno conferito alla Ecospirituality Foundation Onlus il riconoscimento di “NGO in Consultative Status with the United Nations” per il lavoro che svolge nell’ambito della salvaguardia delle tradizioni, dei luoghi sacri e della spiritualità dei Popoli naturali.

Allo staff della Fondazione partecipano rappresentanti di Comunità native da tutto il mondo.

Ma che cos’è e cosa significa ecospiritualità?

L’ecospiritualità è la filosofia della Natura, un’esperienza di armonia interiore che si estende a tutto ciò che ci circonda nel rispetto dell’ambiente e di tutte le forme di vita – spiega Marco Pulieri, fondatore insieme ad altri soci e responsabile della sede romana (la sede principale è italiana ed è a Torino) – L’ecospiritualità definisce il rapporto dell’individuo con l’ambiente globale, che nasce dall’esperienza interiore di ogni essere vivente a contatto con la Natura, intesa non solo nella manifestazione dei suoi cicli naturali, ma anche nella sua accezione mistica, depositaria di un grande mistero cosmico.”

L’ecospiritualità è qualcosa di molto semplice e antichissimo, è un modo di vivere (sentire, percepire, pensare, mangiare) con la consapevolezza che siamo parte dell’ambiente, dove tutte le creature viventi hanno il medesimo valore e dignità di noi esseri umani. E giacché siamo tutti sul medesimo pianeta l’individuo non è più il dominatore incontrastato del pianeta che abita, bensì è affratellato a ogni manifestazione della vita, in una comune esperienza planetaria, che è parte di un’ unica comunità ecologica che orbita nello spazio.

“L’ecospiritualità – continua Marco Pulieri – è una filosofia di vita, cuore di tutte le tradizioni indigene del pianeta, incentrata sulla meditazione, intesa come esperienza intrinseca della Natura, strumento per raggiungere il benessere globale dell’individuo e può essere una chiave per realizzare un mondo migliore. Ha origini antichissime, riconducibili al mito di Fetonte, riproposto ai giorni nostri da Giancarlo Barbadoro, giornalista, scrittore, musicista e conduttore radiotelevisivo, ricercatore nell’ambito delle tradizioni celtiche e pre-celtiche nonchè divulgatore dell’antica filosofia dello sciamanesimo druidico che nasce da questo mito arcaico.

La meditazione è un’esperienza semplice, alla portata di tutti, proposta attraverso la sperimentazione della Nah-sinnar, l’antica musica del Vuoto dello sciamanesimo druidico attraverso le note del flauto di Giancarlo Barbadoro”.

Il risultato? Armonia interiore, benessere, gioia di vivere, che inevitabilmente, a cascata, si ripercuotono sull’individuo, sul prossimo e sull’ambiente per determinare l’obiettivo finale: un mondo migliore. E, di questi tempi, ce n’è quanto mai bisogno!

 

Per diffondere questo concetto di ecospiritualità l’Ecospirituality Foundation di Roma ha studiato un programma di incontri, conferenze, meditazioni guidate, cineforum, totalmente gratuiti e aperti a tutti, che si terranno nella sede romana di Via Machiavelli,7/B.

– Il primo questa sera alle ore 21.15 – “Alieni nella storia dell’umanità”, a cura di Marco Pulieri.

A seguire:

– Martedì 30 ottobre, ore 21.15 – Incontro di meditazione con la Nah-Sinnar, la musica del Vuoto

dell’antico sciamanesimo druidico, dal flauto di Giancarlo Barbadoro.

 

– Martedì 13 novembre, ore 21,15 – Cineforum – “Shan il cuore antico dei popoli naturali”.

 

– Martedì 27 novembre, ore 21, 15 – Incontro di meditazione con la Nah-Sinnar, la musica del

Vuoto dell’antico sciamanesimo druidico, dal flauto di Giancarlo Barbadoro.

 

– Martedì 4 dicembre, ore 21,15 – L’Universo è solo un’illusione, viaggio alla scoperta della natura

apparente della realtà. A cura di Marco Pulieri.

 

 

 

 

ottobre 13th, 2018

 

TANTO E’ POSSIBILE CHE L’UOMO VIVA STACCATO AFFATTO DALLA NATURA, DALLA QUALE SEMPRE PIU’ CI ANDIAMO ALLONTANANDO, QUANTO CHE UN ALBERO TAGLIATO DALLA RADICE FIORISCA E FRUTTIFICHI. SOGNI E VISIONI. A RIPARLARCI DI QUI A CENT’ANNI. NON ABBIAMO ANCORA ESEMPIO NELLE PASSATE ETA’, DEI PROGRESSI DI UN INCIVILIMENTO SMISURATO, E DI UNO SNATURAMENTO SENZA LIMITI. MA SE NON TORNEREMO INDIETRO, I NOSTRI DISCENDENTI LASCERANNO QUESTO ESEMPIO AI LORO POSTERI, SE AVRANNO POSTERI.

 

GIACOMO LEOPARDI, ZIBALDONE, 216-7 (18-20 agosto 1820)

 

(p.s. nota da riportare doverosamente in maiuscolo e da meditare…a/m)

 

 

 

ottobre 12th, 2018

Siamo lieti di annunciare che

 

 

sabato 13 e domenica 14 ottobre 2018

presso l’Accademia “Vivarium Novum”

Villa Falconieri – Frascati

si terrà

Endiadi

Scienza e umanesimo, una sola cultura

incontro di riflessione e di lavoro e fondazione di un Centro studi sulla natura, l’umano e l’unità di pensiero

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Partecipano

Luciano Boi (École des hautes études, Parigi), Remo Bodei (UCLA, Los Angeles), Lamberto Maffei (Scuola Normale Superiore Pisa e Accademia dei Lincei), Paolo Maria Mariano (Università di Firenze), Novella Bellucci (Sapienza), Franco D’Intino (Sapienza), Saverio Forestiero (Università di Tor Vergata), Maria Conforti (Sapienza), Paolo Maroscia (Sapienza), Lucio Russo (Università di Tor Vergata), Antonio Rostagno (Sapienza), Agnese Ilaria Telloni (Università politecnica delle Marche)

e Laboratorio Leopardi (Sapienza)

Saluti di

Lorenzo Fioramonti, Gianluigi Peduto, Roberto Mastrosanti, Emanuela Bruni, Luigi Miraglia, Aldo Pizzuto

*   *   *   *   *

Info:

https://vivariumnovum.net/it/events/congresses/endiadi-scienza-e-umanesimo

 

*   *   *

 

La Redazione del Laboratorio Leopardi

 

 

ottobre 11th, 2018

 

Con piacere propongo questi scarni e inediti versi di Fiorella D’Ambrosio di notevole incisività (a/m):

 

Si può raccontare

un sogno

ma non lo stupore

di essere ostaggio

dell’incredibile:

miscuglio di sorprese,

assurdità

sconcerto…

Si può raccontare

la vita

ma non la sua verità

i miti, i simboli

di un’arcaica

innocenza

l’ansia eterna

di sicurezza.

 

 

Fiorella D’Ambrosio

 

 

ottobre 8th, 2018

     (“cliccare”  per ingrandire)

 

INVITO

 

Sabato 13 ottobre, alle ore 18.15,

presso la libreria “I Trapezisti” di Roma

(via Laura Mantegazza 37)

 

sarà presentato il libro

Donne Perse(phone)

 

di Annalisa Venditti

(dei Merangoli)

 

 

Marisa Giampietro intervista l’autrice

 

 

Intervengono:

 

Gigliola Funaro, regista e attrice

 

Le interpreti dello spettacolo  Donne Perse(phone) che si esibiranno in  brevi performance.

 

Il libro

 

 

Il libro nasce da un testo teatrale che è già diventato uno spettacolo, portato in scena da donne socialmente impegnate contro la violenza di genere, in cui il femminicidio  viene raccontato da Annalisa Venditti attraverso un mito antico, quello della dea greca Demetra e di sua figlia Persefone.

 

Questo dramma moderno trae spunto dalle cronache dei nostri giorni, dalle storie vere di ragazze e donne uccise o abusate da un marito, un fidanzato o un compagno violento. Vite perdute e spezzate per mano di uomini aggressivi e quindi inadeguati a gestire un rapporto di coppia.

Gli antichi greci ricorrevano al mito di Demetra, dea delle messi, e di sua figlia Persefone, rapita da Ade, per spiegare l’alternarsi delle stagioni.

Il volume, impreziosito dalla prefazione del prof. Willy Pasini, sessuologo e scrittore, è una tragedia che dà voce alle vittime.

Le figlie ritornano e lo fanno per raccontare alla madre gli ultimi momenti della loro vita e per ricucire quello strappo che – nonostante tutto – non potrà mai recidere un legame tanto forte e profondo.

 

Annalisa Venditti è giornalista professionista, scrittrice e autore televisivo. E’ laureata in archeologia e storia dell’arte greca e romana. Si occupa da anni di cronaca nera, giudiziaria e di omicidi irrisolti. Attualmente lavora nel programma di Rai 3 “Chi l’ha visto?”

 

Donne Perse(phone)

di Annalisa Venditti,

dei Merangoli,

collana Giardini

112 pagine

Euro 12.00

www.deimerangoli.it

 

Ufficio stampa:  Praxilla 328.9110434

mail: stampa.praxilla@tiscali.it

 

 

 

settembre 10th, 2018

Istituto Internazionale di Studi “Giuseppe Garibaldi”

 

Comunicato stampa

 

 

Il fulmine che all’alba del 7 settembre scorso ha danneggiato il basamento della statua di Giuseppe Garibaldi sul Gianicolo non ha colpito solo un monumento, ma un’immagine simbolica, l’idea stessa della nostra unità nazionale. Per questo l’Istituto Internazionale di Studi “Giuseppe Garibaldi” esprime tutta la sua preoccupazione per l’entità del danno e per i tempi del restauro di un’opera di valore sia storico che artistico, eseguita dallo scultore toscano Emilio Gallori, la cui realizzazione fu deliberata dal Parlamento italiano e dal comune di Roma il 2 giugno del 1882, lo stesso giorno in cui Giuseppe Garibaldi moriva a Caprera. Fu scelto di collocarla all’epicentro del Gianicolo, dove nel giugno del 1849 c’era stata la disperata resistenza del difensori della Repubblica Romana all’assedio delle truppe francesi comandate dal generale Oudinot: uno dei momenti più alti e significativi del nostro Risorgimento.

L’inaugurazione del monu­mento all’Eroe dei due Mondi ebbe luogo il 20 settembre 1895 durante i solenni festeggiamenti del venticinquennale della breccia di Porta Pia. Giuseppe Garibaldi vi è raffigurato a cavallo, assorto e pensoso. Sui lati del basamento sono i gruppi allegorici dell’Europa e dell’America e due realistiche scene di battaglia: Luciano Manara con i suoi bersaglieri in un attacco alla baionetta durante l’assedio di Roma e i garibaldini impegnati a Calatafimi.

“Il Gianicolo – spiega il prof. Franco Tamassia, direttore dell’Istituto Internazionale di Studi “Giuseppe Garibaldi” – dopo il Palatino, costituisce uno dei luoghi della Roma di ogni epoca dove la sacralità è più intensa e le valenze misteriche coinvolgono il visitatore di ieri e di oggi in un dialogo con le grandi anime del passato. Agli esordi del Risorgimento, la Repubblica Romana ha reso più intensa questa sacralità e il successivo pensiero laico risorgimentale ha ispirato la ricostruzione e la costruzione di un tessuto organico di monumenti  dal quale emana, sulla visione di Roma che si stende ai piedi del Colle, una severa ammonizione per la coscienza etica e politica degli italiani”.

“Un bene così prezioso deve essere tutelato con ogni mezzo e immediatamente risanato, anche per evitare danni peggiori”, ribadisce il dott. Giuseppe Garibaldi, presidente dell’Istituto e pronipote dell’Eroe. “La posizione elevata e la presenza di un ingente quantitativo di metallo aumentano per il monumento le probabilità di essere colpito da una folgore. D’altronde non sarebbe la prima volta – spiega Garibaldi – dal momento che abbiamo ritrovato nell’Archivio dell’Istituto un prezioso documento che testimonia come nel novembre del 1944 si fosse verificato un fatto analogo. Era stato proprio il nostro Istituto – che allora prendeva il nome di Società Giuseppe Garibaldi – a promuovere, nell’ottobre dell’anno seguente, una sottoscrizione, viste le precarie condizioni finanziarie del  Paese, appena uscito dal secondo conflitto mondiale”.

Riportiamo alcuni brani  del volantino:

“Il monumento a Giuseppe Garibaldi sul Gianicolo, colpito da fulmine nel novembre scorso, minaccia di crollare nella parte posteriore.

A detta dei tecnici, per le riparazioni, occorrono non meno di 500.000 lire.

Il Municipio, per le sue note condizioni finanziarie, non può imporsi tale spesa; inutile fare appello ai componenti organi statali.

MA LE RIPARAZIONI SONO URGENTI.

Far trascorrere altro tempo senza avervi provveduto, potrebbe segnare la catastrofe della magnifica opera d’arte del GALLORI, che in altri tempi la democrazia italiana volle innalzato su quel SACRO COLLE, quasi a NUME TUTELARE DELLA PATRIA.

Ci rivolgiamo pertanto alla generosa solidarietà degli italiani degni di questo nome.

La generosità del popolo nostro faccia in modo che l’EROE, già SUO RAPPRESENTANTE ALLA COSTITUENTE ROMANA del 1849, domani ben saldo in arcioni, possa spiritualmente presiedere LA COSTITUENTE ITALIANA che darà alla nostra Patria quel regime di democratiche libertà da LUI costantemente auspicato, col pensiero e con l’azione…”

“E questo è solo uno dei documenti presenti nel nostro Archivio”, conclude Giuseppe Garibaldi. “Alcune delle carte, ancora inedite, risalgono all’ultimo quarto dell’Ottocento. Per questo aspettiamo con ansia il momento in cui tutto questo prezioso materiale potrà essere consultato da studiosi e appassionati di storia, nella rinnovata sede dell’Istituto, in piazza della Repubblica 12”.

 

 

Ufficio stampa

Cinzia Dal Maso

328.9110434

 

 

 

settembre 9th, 2018

 

A VENT’ANNI DALLA SCOMPARSA DI LUCIO BATTISTI (9/9/1998-9/9/2018)

 

Vent’anni fa moriva a Milano Lucio Battisti, colonna sonora della gioventù (e non credo di parlare soltanto per me, naturalmente). Il modo più giusto per ricordarlo consiste per quanto mi riguarda nel rievocare un lontano pomeriggio del 1970, uscito da non molto il singolo “Mi ritorni in mente”. Ebbene mia madre, attenta e appassionata ascoltatrice di Beethoven, Schubert e Verdi, nel sentire la melodia del brano di Battisti esclamò: ” Ma questo sembra un pezzo di musica classica per quanto è bello!”. Che altro aggiungere se non che la canzone in questione rimane tuttora emblematica della doppia anima battistiana fra melodia e ritmo graffiante, un qualcosa di inaudito per quei tempi lì ed oggi costituente la classicità di un autore che non tramonta? Si, davvero, l’innovazione di Battisti nei primi anni Settanta è stata dirompente per quanto concerne la canzone italiana; storicamente la più incisiva in assoluto; tant’ è che ieri sera la trasmissione su Rai Uno “techetechetè”, molto emozionante nel riproporre celebri brani del cantautore, ha anche offerto le testimonianze concordi di Lucio Dalla, Renato Zero, Massimo Ranieri e Gianni Morandi (2008) circa la portata della ” rivoluzione” battistiana nel fin troppo solare solco dell’italico canto (così com’ era ancora agli esordi del grande Lucio). Che dire poi del celeberrimo duetto con Mina a Teatro10 (1972)? Qualcosa di unico, impensabile ai nostri giorni, e non credo trattarsi di sterile passatismo da parte mia. Se non esagero, si potrebbe dire che la cristallina, moderna e inossidabile bellezza delle melodie di Lucio Battisti è “gioventù del cor“, senso di perenne freschezza che ci avvolge allorché leggiamo per esempio Stendhal. Progressista vero in musica Lucio Battisti, e riservatissimo nella vita privata magari oltre il giusto…davvero tanti i motivi per ricordarlo oggi con profondo affetto e riconoscenza.

 

Andrea Mariotti

 

 

 

settembre 5th, 2018

 

Oggi mi sono recato per la prima volta a visitare la Casa d’Arte Duir di Fausta Genziana Le Piane nei pressi di Casperia (Rieti), sotto la dorsale dei monti Sabini da me frequentati in escursione da decenni. Grazie alla squisita ospitalità e al fervore artistico-culturale di Fausta, ho trascorso delle ore liete ed interessanti. Ma fra tutti gli oggetti d’arte di notevole fattura che ho potuto ammirare, una breve riflessione forse di comune interesse la merita a parer mio il dipinto di Vincenzo Lachimia (zio per parte materna di Fausta) “I giocatori di scacchi” qui nella foto. Come negare infatti la dirompente idea figurativa che qualifica il quadro, per tacere della plastica forza che scolpisce i due avversari? sì, perché di avversari in tutto e per tutto si tratta, menti contrapposte a noi visibili per grazia d’intuizione artistica…metafora potente ed efficace dei tempi conflittuali che stiamo vivendo, mi sentirei di dire (tempi peraltro carenti di visione strategica a vantaggio delle tattiche che non premiano un buon giocatore di scacchi…e meno che mai noialtri, in veste forse di pedoni).

 

 

Andrea Mariotti

 

 

 

agosto 24th, 2018

 

24 agosto 2016- 24 agosto 2018

 

Nessuna sia pur concisa analisi metrico-stilistica in questo caso da parte mia della poesia di Tiziana Marini che oggi propongo a due anni dal sisma del Centro Italia. La mia cura si è doverosamente risolta nella scelta di una foto credo significativa per l’occasione (scattata dieci anni addietro sulla vetta del Monte di Cambio, nel Reatino, da cui si osserva bene il Vettore, montagna a sua volta ferita dal terremoto di due anni fa). Il resto è raccoglimento, per riflettere e non dimenticare, qui ringraziando la poetessa per il dono di questi suoi struggenti, ispirati e bellissimi versi…a/m

 

 

 

 

FUTURO

 

 

 

Madrebuio si aprira’ al mattino

 

e cresceranno nuove erbe battezzate

 

sciami innocui come sassi

 

scritti di fiato

 

come dita segnatempo

 

nel risveglio fiore a fiore

 

del silenzio sceso nella cavità.

 

Resta, è vero, nella faglia-ferita

 

tutto il dolore

 

ma in questa terra durissima

 

franata

 

nulla è perso per sempre.

 

 

 

(poesia inedita di Tiziana Marini)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

agosto 18th, 2018

 

DE  PROFUNDIS

 

Crollato il ponte Morandi, di Genova

vanto. Lo schianto al cuore d’un paese

da troppo tempo preda dell’abisso.

Per il giorno del lutto non si blocchi

il pallone più ricco; rispettiamo

i colori locali e così sia.

 

18 agosto 2018

 

 

versi inediti di Andrea Mariotti

 

p.s. non si poteva certo bloccare integralmente la “prima” di campionato di serie A con i suoi sontuosi campioni, pur di fronte ad una tragedia spaventosa come quella genovese del 14 agosto 2018…quindi sono state sospese le sole partite di Genoa e Sampdoria nel giorno di lutto nazionale.