marzo 8th, 2018

 

AGONIA

 

Morire come le allodole assetate

sul miraggio

 

O come la quaglia

passato il mare

nei primi cespugli

perché di volare

non ha più voglia

 

Ma non vivere di lamento

come un cardellino accecato

 

 

GIUSEPPE  UNGARETTI,  da  L’ALLEGRIA

 

 

marzo 7th, 2018

Haiku in danza

 

A Cura di Stefania Toscano e di Luigi Celi

 

 

per sabato 10 marzo alle ore 18,00 

all’Aleph in trastevere, Vicolo del Bologna, 72

 

 

Luigi Celi introdurrà parlando dell’haiku e della sua storia

 

Danzerà Stefania Toscano

Leggerà Giulia Perroni

 

Luigi Celi introduce l ’haiku nella sua storia

 

I poeti dell’Associazione Aleph che leggono i loro haiku sono

Paolo Carlucci – Luigi Celi  – Edith Dzieduszycka – Terry Olivi – Roberto Pagan – Giulia Perroni

 

Sandra Fuciarelli, docente dell’Accademia Nazionale di Danza, interverrà su Haiku e Danza

Le musiche del Maestro Mauro Bagella, composte appositamente per gli haiku, saranno riprodotte per sua gentile concessione

Tecnico del suono e delle luci Michele Marsili

 

 

marzo 5th, 2018

 

In occasione del “compleanno” di Pier Paolo Pasolini (5/3/1922), non mi unirò quest’anno a coloro che intendono festeggiarlo (proponendo magari una sua poesia e via discorrendo). Ho detto quest’anno poiché in quello passato non mi sono sottratto alla suggestione della ricorrenza presentando alcuni versi del grande scrittore e regista nel mio blog. Ma siccome soltanto gli stupidi non cambiano idea, ecco che ho deciso per oggi di non “pescare” alcunché all’interno della vasta opera pasoliniana da far poi figurare in Rete. La ragione di ciò è molto semplice. Prima del “compleanno” viene la morte atroce del poeta sulla quale pesano tuttora dei macigni. E siccome il 2 novembre prossimo ci troveremo a ben quarantatré anni dalla scomparsa di Pier Paolo Pasolini, davvero non riesco a vedere proprio niente da festeggiare oggi: in quanto nulla si sta muovendo e pare non debba muoversi sine die circa l’acquisizione di una verità pubblica sui mandanti e gli esecutori del massacro all’Idroscalo di Ostia; laddove, come cittadini e non sudditi, custodiamo utopisticamente -ma con fermezza- il diritto di conoscere le oscure e putride trame del Potere che di fatto hanno condizionato pesantemente la nostra crescita democratica (condividendo da parte mia l’ipotesi tutt’altro che assurda di una matrice politica e ben pianificata di questo brutale omicidio). Il 16 marzo prossimo, inoltre, saremo a quarant’anni esatti dal rapimento di Aldo Moro con la strage della sua scorta in via Fani a Roma; ed io sto scrivendo queste righe toccato da una foto che coglie Pasolini e Moro seduti accanto alla mostra del cinema di Venezia del 1964 (foto inclusa nel libro Morte di un Presidente di Paolo Cucchiarelli, Ponte alle Grazie, 2016). “Quando Pasolini fu assassinato, nel novembre del 1975, l’unico esponente democristiano a inviare un telegramma di condoglianze alla famiglia del poeta fu Aldo Moro. Eppure, era stato proprio Pasolini a chiedere che la Dc fosse processata nelle aule di giustizia”, osserva Cucchiarelli nel suo volume in merito a tale fotografia. Tempo di riflessione quello attuale, inutile girarci intorno, consapevoli del nostro assoluto dovere di non dimenticare siffatte tragedie.

 

Andrea Mariotti

 

 

marzo 4th, 2018

 

Il bellissimo volto in bronzo dorato di Giovanni XXIII che oggi ho ammirato nel Museo Manzù di Ardea (Rm), mi spinge a proporre questi miei versi del novembre 2013:

 

CINQUANT’ANNI FA

 

avevo otto anni. E ricordo bene

la pena per la morte di Papa Giovanni

che una sera d’ottobre dell’anno prima

contemplando la luna in piazza San Pietro,

aveva affidato ai genitori una carezza

per noi bambini. E l’attentato di Dallas

ricordo altrettanto bene: ucciso Kennedy!

ero piccolo e già vecchio, nel Sessantatré:

un diroccato eden avevo in mano,

io futuro figlio di Piazza Fontana.

 

 

poesia inedita di Andrea Mariotti (11/2013)

 

 

 

 

 

 

 

febbraio 25th, 2018

 

Intorno alla sonata per violoncello op.69 di Beethoven

 

Eccome se le date sono importanti! 1808: l’anno della Quinta Sinfonia op.67, laddove tutto il mondo interiore di Beethoven risulta pienamente dischiuso e sintetizzato in poco più di mezz’ora d’ascolto. Ma nello stesso anno, nasce la sonata in La maggiore per violoncello e pianoforte in tre movimenti: Allegro ma non tanto; Scherzo, allegro molto; Adagio cantabile-allegro vivace. Ebbene, anche quest’opera risulta di durata concisa, pur nella complessità dei suoi temi tenuti insieme da una superiore capacità di sintesi, la stessa a ben vedere della Quinta. Meno famosa e universale di quest’ultima, la sonata in questione trova tuttavia non pochi appassionati cultori soprattutto per via del secondo movimento, lo scherzo/allegro molto, coi travolgenti e diabolici singulti del violoncello (d’una modernità sconcertante e incorrotta!). Il tempo di riprendersi dalla malia di esso, ed eccoci carezzati dal verecondo adagio cantabile dell’ultimo movimento, d’una dolcezza unica e tutt’altro che smielata, in quanto frutto di un genio per definizione tempestoso; a riprova di ciò, la trasformazione di questa stessa dolcezza nello scintillante allegro vivace con cui si conclude l’opera. Che dire? Non si tratterà del Beethoven più sperimentale e inabissato in se stesso della terza sua “maniera” (quella per intenderci della Nona, della Missa Solemnis e degli ultimi quartetti) ma, in tutta evidenza, per il nostro tempo frettoloso e avverso alla meditazione, nulla di più meravigliosamente funzionale della sonata per violoncello di cui abbiamo detto (dotata a conti fatti della stessa travolgente ed estroflessa coerenza che segna l’immortalità della Quinta Sinfonia).

 

Andrea Mariotti

 

p.s.  (riservato per la pubblicazione sulla rivista Kenavò diretta da Fausta Genziana Le Piane)

 

 

 

 

febbraio 21st, 2018

Con piacere do notizia del seguente evento previsto per venerdì prossimo 23 febbraio alle ore 17,00 presso la Biblioteca Pier Paolo Pasolini:

 

Presentazione del libro

 

LE  ORE  DEL  TERRORE

 

di  SIMONE  CONSORTI

 

L’arcolaio, 2017

 

presentazione a cura di Andrea Mariotti

 

sarà presente l’autore

 

 

Municipio IX – Viale Caduti per la Resistenza 410 a 00128 Roma Tel. 06 45460521 e-mail pasolini@bibliotechediroma.it

 

 

febbraio 18th, 2018

 

Siamo lieti di annunciare che

lunedì 19 febbraio 2018, ore 16

Aula IV piano terra (Facoltà di Lettere e Filosofia)

si terrà il seminario interdisciplinare

Leopardi:

varietà e circostanze

della natura

*   *   *

partecipano

 

Paolo Casini (Sapienza) • Antonio Di Meo (Roma) 

Stefano Gensini (Sapienza)

  Giuseppe Mussardo (SISSA Trieste) • Gaspare Polizzi (Firenze)

e il Laboratorio Leopardi (Flavia Di Battista)

• modera Franco D’Intino 

*   *   *

 

 

 

 

febbraio 17th, 2018

 

E’ sempre un momento di smarrimento quello che si prova dopo avere abitato in un bel libro. Trattasi nella circostanza di Die Welt von Gestern ovvero Il mondo di ieri, di Stefan Zweig, 1942 (testo autobiografico fra i più tipici riguardo al dissolvimento della compagine asburgica). Zweig, di famiglia ebraica altoborghese, letterato poliglotta dalla raffinata cultura, scrittore di grandissimo successo tradotto in vari paesi, nonché amico di spiriti illustri della sua epoca, non ci ha lasciato a conti fatti creazioni indimenticabili (per certo estenuato e superficiale estetismo oggettivamente palese). Ma, in tutta evidenza, come non sentire caro il suddetto e comunque notissimo suo libro nelle cui pagine si snoda la storia europea dalla vigilia del primo conflitto mondiale fino ai giorni londinesi dello scrittore (giorni nei quali l’Inghilterra dichiara guerra alla Germania di Hitler)? In effetti a mezzo di uno stile disteso Zweig, con questi suoi “ricordi di un europeo”, offre al lettore ritratti intensi di scrittori e artisti di primaria grandezza: Rilke, ad esempio, sconvolto dal rumore nella sua ipersensibilità; Rodin, di tutto diméntico nel momento in cui scolpisce; Richard Strauss capace di governare quotidianamente la propria ispirazione con la metodicità di un ragioniere; Freud riparato a Londra dopo l’Anschluss e vicino alla morte ma con gli occhi vigilissimi e inespugnabili fino all’ultimo. Notevoli soprattutto le pagine finali del Mondo di ieri, laddove l’autore, già nella condizione interiore dell’apolide alla vigilia del 1939, viene raggiunto in Texas ascoltando la radio da un violento discorso di Hitler (come dire la veste ante litteram del bombardamento on line che ci toglie oggi pace e serenità). Sì, davvero un libro affascinante, quello di Stefan Zweig, nel suo raccontare con lucida nostalgia la Finis Austriae, la dissoluzione di un mondo di bellezza in cui ardeva la passione intellettuale di spiriti senza frontiere.

 

 

Andrea Mariotti

 

 

 

febbraio 13th, 2018

 

Vorrei non più sentirmi entro una gabbia,

uscirmi assai di vista, esser per tutti

rompighiaccio d’un bel colore arancio.

Con levità si desta questo afflato

profondo e terso, brezza d’esistenza.

Ma le atlantiche nubi non si dànno

per vinte: spadroneggiano rigonfie

d’ira contro un’ipotesi d’azzurro.

Nero di storni ho visto tutto il cielo;

era il tramonto, i frettolosi passi

verso il parcheggio del metrò dei topi

che siamo, frecce con le chiavi in mano.

Dal panettone al fritto in un baleno:

il carnevale incombe. O me tapino,

dinanzi ai baci di San Valentino

sollevati alla gloria degli altari!

 

Andrea Mariotti, versi del 2003 tratti da Spento di sirena l’urlo, Ibiskos Editrice Risolo, 2007

 

 

febbraio 6th, 2018

 

GARIBALDINI PER L’ITALIA”           Via del Fontanile Arenato, 206 – 00163 Roma – Tel. 335 6856880 – www.garibaldini.org info@garibaldini.org

 

 

VENERDI’

9 FEBBRAIO 2018 ORE 9,30

 

le Associazioni:

 

  • Garibaldini per l’Italia
  • Associazione Nazionale Garibaldina
  • Istituto Internazionale di Studi Garibaldi
  • Naz. di Mutuo Socc. reduci garibaldini

 

celebreranno insieme alle associazioni

culturali e d’arma, il 169° anniversario della proclamazione della

 

 

 

Repubblica Romana 1849 – 2018

 

 

 

Mausoleo Ossario Garibaldino del Gianicolo Roma – Via Garibaldi, 29/e