maggio 23rd, 2018

 

23  MAGGIO 1992 – 23 MAGGIO 2018

 

“Non rimpiango niente, anche se a volte percepisco nei miei colleghi un comprensibile desiderio di tornare alla normalità: meno scorte, meno protezione, meno rigore negli spostamenti. E allora mi sorprendo ad aver paura delle conseguenze di un simile atteggiamento: normalità significa meno indagini, meno incisività, meno risultati. E temo che la magistratura torni alla vecchia routine: i mafiosi che fanno il loro mestiere da un lato, i magistrati che fanno più o meno bene il loro dall’altro, e alla resa dei conti, palpabile, l’inefficienza dello Stato. Sarebbe insopportabile risentire nel corso di un interrogatorio l’ironia e l’arroganza mafiosa di una volta!”

 

GIOVANNI  FALCONE (da Cose di Cosa Nostra, Bur 1993, in collaborazione con Marcelle Padovani)

 

 

 

maggio 20th, 2018

 

Venerdì scorso 18 maggio, presso la  libreria romana Nuova Europa (dove a marzo si era svolta la conversazione su Giacomo Leopardi “poeta della luna”) si è tenuto il secondo incontro per la rassegna Il mondo ha (ancora) bisogno dei poeti, dedicato alla poesia di Giorgio Caproni. Con grande attenzione il pubblico ha seguito il mio interrogarmi circa le ragioni profonde della folgorante attualità del grande Livornese. Nel mezzo della mia ricognizione critica, lettura interiore (ossia a memoria) delle poesie Alba, Preghiera, Il gibbone, A mio figlio Attilio Mauro che ha il nome di mio padre e Dopo aver rifiutato un pubblico commento sulla morte di Pier Paolo Pasolini (letture alternate con quelle dai testi più “narrativi”; fra tutti Il congedo del viaggiatore cerimonioso).

 

 

maggio 15th, 2018

 

MAGGIO

 

ombroso raggio

avevi in tasca

con le bufere di lana

vergine

 

pruriginoso agnello,

presente l’aquila

sei diventato saggio,

un secolare faggio

 

 

Andrea Mariotti, dalla silloge Lungo il crinale, Bastogi, 1998

 

 

 

maggio 14th, 2018

 

Siamo lieti di annunciare che

martedì 15 maggio 2018, ore 15

Sapienza, Facoltà di Lettere e Filosofia

Aula Odeion (piano interrato)

*   *   *

si discuterà il volume

La svolta dell’idillio e altre pagine

leopardiane

di

Luigi Blasucci

(Scuola Normale Superiore, Pisa)

*   *   *

Interventi di

Novella Bellucci e  

Emilio Russo

*   *   *

modera

Franco D’Intino

*   *   *

La Redazione del Laboratorio Leopardi

 

 

 

maggio 13th, 2018

 

Note letterarie

 

Che nella “Divina Commedia” di Dante Alighieri, si realizzi appieno la concezione medioevale secondo cui l’opera letteraria è intesa come enciclopedia dello scibile umano, totalità di invenzione fantastica e di cultura scientifica, è un dato di fatto. Critici autorevoli, studiosi, intellettuali ne hanno parlato ampiamente nei loro scritti. Meno e’ stato detto sulla attualità del messaggio di Dante, tema oggi più che mai sentito, dal momento che ci si avvicina alla lettura della COMMEDIA con una sensibilità decisamente moderna: quella di cercare nell’opera la rappresentazione del “reale storico” attraverso la dialettica tra contingente ed eterno, tra fatti e personaggi del tempo e le “costanti” della” vicenda “umana. Significativa è’ la definizione che il critico tedesco Erich Auerbach ha dato di Dante: ” poeta del mondo terreno”. I personaggi danteschi, con le loro  storie non solo ci restituiscono  un eccezionale spaccato di vita nel Medioevo, ma diventano esemplare veicolo di una coerente e unitaria visione etico- religiosa: “archetipi eterni della condizione umana”…”creature del mondo dell’arte e come tali mediatori tra “particolare e universale”, “accidente e idea”, (Edoardo Sanguineti). Ma, per tornare al tema dell’universalita’dell’opera di Dante, non può sfuggire al lettore il valore allegorico delle immagini in essa presenti. Un esempio: “il cammin di nostra vita”(canto primo dell’Inferno) altro non è se non l’itinerario di ogni uomo nel corso della sua esistenza, nella perpetua lotta tra il bene e il male. Virgilio rappresenta simbolicamente la ragione che affianca sempre l’ uomo, anche se travolto dalle passioni terrene. Dante stesso è figura dell’umanità traviata che anela ancora ad un’idea di speranza, di riscatto etico e religioso. Nel Purgatorio spicca la figura di Catone l’Uticense che simbolicamente rappresenta la liberazione dell’anima dalla schiavitù del peccato. Nel canto dei superbi forti sono le sollecitazioni della poesia di Dante alla coscienza dell’uomo contemporaneo: la loro condizione è un monito a tutti noi a ritrovare i valori dello spirito. Il Paradiso rappresenta, infine, la glorificazione degli uomini che vissero in “eroismo e santità; la vita stessa sublimata nel cielo.

 

Fiorella D’Ambrosio

 

 

 

maggio 9th, 2018

 

9 MAGGIO 1978 – 9 MAGGIO 2018

 

 

Chi mi segue sulla Rete ricorderà forse i miei “pellegrinaggi civili” di un anno fa: prima in via Fani e poi a Torrita Tiberina al cospetto della tomba di Aldo Moro (sepolto nel cimitero della cittadina laziale non distante da Roma; cittadina in cui lo statista soggiornava volentieri nei momenti di riposo). Avevo letto, nell’aprile 2017, il libro-inchiesta di Paolo Cucchiarelli Morte di un Presidente e riletto L’affaire Moro di Leonardo Sciascia; per scuotere a dovere il mio animo narcotizzato dal vuoto ripetersi, negli anni e nei decenni, della narrazione “ufficiale” di quei tremendi cinquantacinque giorni…ebbene, ripensando ad un verso famoso di Montale, c’era effettivamente un’aria di vetro quel primo pomeriggio del 9 maggio 1978 all’imbocco di via Caetani a Roma. Ricordo perfettamente la moltitudine di persone silenziose, il sentimento diffuso e consapevole della gravità dell’accaduto. Mi sanguinò il cuore, il 9 maggio 1978, per quella che sentivo come una ferita inflitta al nostro paese (tale da condizionarne in chiave del tutto negativa -credo di poter dire- gli sviluppi futuri). Sviluppi riconoscibili in questo vile presente che stiamo attraversando a livello innanzitutto politico. Ma una cosa è certa, a distanza di quarant’anni esatti dal 9 maggio 1978: l’indignazione profonda e non soltanto mia per l’impronta omertosa che i vari poteri occulti e sovranazionali hanno nell’immediato e nei decenni successivi cucito addosso alle indagini sul Caso Moro.  Per questo vorrei qui rammentare ad Ezio Mauro che davvero non ne possiamo più di interviste ai brigatisti che parteciparono alla strage di via Fani e al sequestro nonché all’omicidio dell’uomo politico (riferendomi al film documentario in due dvd dell’ex-direttore di Repubblica dal titolo Il CONDANNATO, dove non manca nella prima parte il colloquio con Adriana Faranda). Dei brigatisti dissociati o tuttora piuttosto arroganti ed offensivi come la Balzerani, ne facciamo volentieri a meno; non accettando ovviamente le loro parole come unico punto di vista e fonte storica indiscutibile di tale tragedia (ieri sera perfino la “generalista” RAIUNO ha messo in discussione la cosiddetta ragion di stato e annessa narrazione grazie alla notevole docufiction con Sergio  Castellitto, nei panni di Aldo Moro appassionato docente universitario ). Dai brigatisti in conclusione ci aspettiamo soltanto il silenzio, senza più attenzione nei loro riguardi da parte del sistema comunicativo. Dallo Stato, di contro, utopisticamente ma con fermezza, tutta la verità non soltanto italiana e non più a mezza bocca sul Caso Moro (“Colpa non perdonata dal genere umano, il quale non odia mai tanto chi fa il male, né il male stesso, quanto chi lo nomina”; Giacomo Leopardi, Pensieri, I).

 

Andrea Mariotti

 

 

maggio 7th, 2018

Siamo lieti di annunciare che

lunedì 7 maggio

inizia a

Frascati

Scuderie Aldobrandini

La Forza della Poesia

VIII edizione

dedicata a

Charles Baudelaire

*   *   *

La manifestazione, che prevede una settimana di lavori e varie iniziative (lezioni, letture, musica, lavori con i ragazzi delle scuole ecc.) è nata nel nome di Leopardi, poeta al quale è stata dedicata la prima edizione (2011).

Leopardi (2011) – Dante (2012) – Omero (2013) – Dickinson (2014) – Ariosto (2015) – Virgilio (2016) – Shakespeare (2017) – Baudelaire (2018)

La Forza della Poesia è ideata e diretta da Novella Bellucci, co-fondatrice del LeoLab, e si avvale fin dall’inizio della collaborazione di molti amici leopardisti.

 

 

*   *   *

La Redazione del Laboratorio Leopardi

 

(Info: Tel. 069417195 – Scuderie Aldobrandini, Piazza Marconi n. 6)

 

 

maggio 6th, 2018

COMUNICATO STAMPA


 

Il mondo ha (ancora) bisogno dei poeti

Venerdì 18 maggio ore 18.30

alla Libreria Nuova Europa I Granai di Roma

Conversazione e “lettura interiore” a memoria

del poeta Andrea Mariotti su Giorgio Caproni

 

La Libreria Nuova Europa di Barbara e Francesca Pieralice nel Centro Commerciale I Granai di Roma propone ai lettori un nuovo evento dedicato alla Poesia, genere letterario dimenticato e quasi scomparso dagli scaffali. Un dono di pura bellezza. Perché, per usare le parole di Giorgio Caproni, Il mondo ha bisogno dei poeti. Dopo l’incontro dedicato a marzo a Giacomo Leopardi Poeta della Luna, venerdì 18 maggio alle 18.30 l’appuntamento è con la poesia di Giorgio Caproni, grazie alla passione e alla competenza del poeta Andrea Mariotti in conversazione con il pubblico. L’evento prevede anche un’affascinante e ipnotica “lettura interiore” a memoria, di alcuni canti del poeta livornese.

 

Venerdì 18 maggio ore 18.30

Conversazione di Andrea Mariotti su

GIORGIO CAPRONI

Poeta chirurgico, riservato e fiero, maestro elementare che insegnava ai suoi alunni invogliandoli a scrivere versi perché, per usare le sue stesse parole, Il mondo ha bisogno dei poeti.

Alcuni versi di Caproni saranno oggetto di una “lettura interiore” da parte del poeta Andrea Mariotti.

LASCIATEMI PERCIO’ USCIRE.

QUESTO, IO VI VOLEVO DIRE.

PER QUANTO SIANO BUI

GLI ALBERI, NON CORRE UN RISCHIO

PIU’ GRANDE DI CHI RESTA, COLUI

CHE VA A RISPONDERE A UN FISCHIO

 

Sono i versi conclusivi di una poesia di Giorgio Caproni, Il fischio (parla il guardacaccia) del 1961, e risuonano in modo incisivo. Versi attualissimi sulla condizione umana e quindi esemplari di una voce poetica, quella del grande Livornese, fra le più alte del nostro Novecento ed oggi vibrante d’una forza d’attrazione sempre più potente. Quali possono essere le ragioni della “fortuna” di Caproni allargata ormai a macchia d’olio? Intorno ad esse ci si interrogherà all’interno di questa seconda conversazione.

 

Andrea Mariotti è nato a Roma, città dove vive. Laureato in Lettere Moderne presso La Sapienza con una tesi sullo Zibaldone di Giacomo Leopardi, ha pubblicato finora tre raccolte di poesia: Lungo il crinale, Bastogi Editrice Italiana, 1998; Spento di sirena l’urlo, Ibiskos Editrice Risolo, 2007 (silloge con la quale ha vinto nel 2010 per la Sezione Libro Edito di Poesia, il V Concorso Nazionale di Poesia e Narrativa “VOCI 2010”, Venezia-Mestre); e Scolpire questa pace, Edizioni Tracce, 2013 (secondo classificato per Sezione Libro Edito di Poesia alla seconda Edizione del Premio “Mario Arpea”, Rocca di Mezzo, L’Aquila, 2015). Sue poesie sono apparse su varie riviste letterarie italiane a partire dagli anni Novanta, con diversi riconoscimenti e premi riservati alle singole liriche. Il poeta è stato incluso nel 2013 nell’antologia letteraria dal titolo L’evoluzione delle forme poetiche (La migliore produzione poetica dell’ultimo ventennio, 1990-2012, Kairòs Edizioni, 2013). Di particolare rilevanza da parte di Mariotti la lettura interiore (ossia a memoria) della leopardiana GINESTRA presso La Sapienza di Roma il 20 febbraio del 2015 (giornata inaugurale del Laboratorio Leopardi, a cura della Facoltà di Lettere e Filosofia). Mariotti è stato altresì redattore dal 2015 a tutto il 2016 della rivista letteraria I Fiori del Male, distinguendosi per le sue ricognizioni critiche relative ai grandi poeti del nostro Novecento (Montale, Ungaretti ed altri). Ha tenuto lezioni su Giacomo Leopardi, Pier Paolo Pasolini e Giorgio Caproni. Figura in Rete all’indirizzo andreamariotti.it

 

 

 

 

 

 

maggio 2nd, 2018

 

Siamo lieti di annunciare l’inaugurazione di un centro di ricerca gemellato con il Laboratorio Leopardi

 

LEO – Leopardi studies

at Oxford

venerdì 4 maggio 2018 – ore 17

*   *   *

Inaugural Lecture

Franco D’Intino

 

“Nature and modernity in Leopardi’s Zibaldone

seguirà una reception

Taylor Institution, room 2

 

*   *   *

La Redazione del Laboratorio Leopardi

 

 

maggio 1st, 2018

In foto la pagina del Mattino (edizione di Benevento, 27/4/2018) relativa alla terza edizione del Festival della Cortesia che si è svolto presso l’Auditorium Al Cilindro Nero a San Giorgio del Sannio sabato scorso 28 aprile. Quale relatore dell’evento e in considerazione del tema in oggetto, ho proposto la lettura critica di una poesia famosa di Pier Paolo Pasolini scritta esattamente cinquant’anni fa, IL PCI AI GIOVANI! della quale sarà opportuno riportare qui l’inizio (a fronte del mezzo secolo che ci separa, oggi, dal Sessantotto…A/M):

 

E’ triste. La polemica contro

il PCI andava fatta nella prima metà

del decennio passato. Siete in ritardo, figli.

E non ha nessuna importanza se allora non eravate ancora nati…

Adesso i giornalisti di tutto il mondo (compresi

quelli delle televisioni)

vi leccano (come credo ancora si dica nel linguaggio

delle Università) il culo. Io no, amici.

Avete facce di figli di papà.

Buona razza non mente.

Avete lo stesso occhio cattivo.

Siete paurosi, incerti, disperati

(benissimo!) ma sapete anche come essere

prepotenti, ricattatori e sicuri:

prerogative piccolo-borghesi, amici.

Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte

coi poliziotti,

io simpatizzavo coi poliziotti!

perché i poliziotti sono figli di poveri

 

Appunti in versi di Pier Paolo Pasolini, in “Nuovi Argomenti”, n.10, aprile-giugno 1968 ed ora leggibili in Empirismo eretico (2015), Garzanti Editore, raccolta di saggi del grande scrittore e regista.