Archive for Aprile, 2015

lunedì, Aprile 6th, 2015

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A sei anni dal tragico sisma aquilano con 309 morti e 1500 feriti, occorre sottolineare, come scrive il quotidiano il Messaggero, il recente “atto di messa in mora e intimazione di pagamento” inviato ai familiari delle vittime da parte della Protezione Civile,  per via della sentenza di assoluzione in Appello nei confronti  dei membri della commissione Grandi Rischi processati e condannati in primo grado. Nella riunione all’Aquila del 31 marzo 2009, infatti, la popolazione venne rassicurata nonostante le preoccupanti scosse nel territorio in atto da mesi. Alle ore 3,32 del 6 aprile 2009, infine, la terribile “botta” che seminò morte e distruzione, avvertita pesantemente anche a Roma. Ora lo Stato, come detto, a firma Franco Gabrielli, esige da parte dei familiari delle 309 vittime la restituzione “senza indugio” dei 7,8 milioni di euro comprensivi di spese e interessi legali , erogati come risarcimento a seguito della condanna in primo grado dei sette membri della suddetta commissione. A sei anni dalla tragedia, mi sento di presentare qui i seguenti miei versi:

 

QUELLA NOTTE D’APRILE

 

O fontanile di Campitello,

zampilla ancora l’acqua tua ?

e tu, agrifoglio dei Lucrètili

monti, sempreverde barbaglio,

come parli al mio cuore!

ma ecco, all’orizzonte, bianche

del Gran Sasso le cime: zanne

d’un elefante acceso d’ira

per l’umana miopia.

 

poesia di Andrea Mariotti del 2011, inclusa nella silloge Scolpire questa pace, Edizioni Tracce, 2013.

 

P.S. la foto qua sopra è di Michele Sainato, e nonostante l’afa fuori stagione del giorno dello scorso anno in cui è stata scattata, consente di osservare la conca aquilana sulla quale troneggia la sagoma inconfondibile del Corno Grande  (massiccio del Gran Sasso d’Italia).

 

venerdì, Aprile 3rd, 2015

Saba

Nell’augurare Buona Pasqua ai visitatori del blog, propongo una “prova” poetica del primissimo Saba, scopertamente petrarchesca (per esprimerci eufemisticamente) nei versi incipitari; eppure, questa stessa prova, già in parte intrisa -forse- di quella musica soave e ricca di malinconia che segnerà in modo indimenticabile le liriche del poeta maturo (musica, nella poesia in oggetto, che mi ha fatto ripensare al mozartiano e stupendo terzettino “Soave sia il vento”, vera e propria perla dell’opera Così fan tutte):

 

NELLA SERA DELLA DOMENICA DI PASQUA

 

Solo e pensoso dalla spiaggia i lenti

passi rivolgo alla casa lontana.

E’ la sera di Pasqua. Una campana

piange dal borgo sui passati eventi.

 

L’aure son miti, son tranquilli i vènti

crepuscolari; una dolcezza arcana

piove dal ciel sulla progenie umana,

le passioni sue fa meno ardenti.

 

Obliando, io penso alle leggende

di Fausto, che a quest’ora era inseguito

dall’avversario in forma di barbone.

 

E mi par di vederlo, sbigottito

fra i campi, dove ombrosa umida scende

la notte, e lungi muore una canzone.

 

Umberto Saba, dalle poesie dell’adolescenza e giovanili; ora, naturalmente, nel Canzoniere del poeta triestino.