Archive for Ottobre, 2015

mercoledì, Ottobre 14th, 2015

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Con grande piacere do notizia del seguente evento:

 

Roma, 29 settembre 2015

 

 

INVITO

 

La “Sapienza” Università di Roma, Facoltà di Lettere e Filosofia, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca-Direzione Generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, il Cepell (Centro per il libro e la lettura) del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, l’ADI (Associazione degli Italianisti) e l’ADI SD (Ass. Italianisti Sezione Didattica) organizzano la seguente iniziativa:

 

Dante a mezzogiorno

Leggere con SapienzaLetteratura per la Scuola, competenze per la vita

II Edizione

“Sapienza” Università di Roma Aula Magna del Rettorato Piazzale Aldo Moro 5, Roma Giovedì 29 ottobre 2015

ore 8,45 – 13.30

L’iniziativa, realizzata nell’ambito del Progetto nazionale COMPITA (Le competenze dell’Italiano) del Ministero dell’Istruzione-Direzione per gli Ordinamenti scolastici e della settimana Libriamoci. Giornate di lettura in tutte le scuole d’Italia del Cepell, si rivolge alle Scuole secondarie di I e II grado ed è promossa sul territorio nazionale anche da molte altre università e istituzioni culturali, associazioni, biblioteche con la finalità di valorizzare la letteratura e la lettura.

Nella prima parte dell’incontro ci saranno letture di studenti delle scuole e dell’università, di scrittori, artisti e rappresentanti delle istituzioni e associazioni promotrici e di altre istituzioni culturali. Tra gli altri leggeranno, assieme a studenti e docenti dell’università e delle scuole, Eugenio Gaudio Rettore della “Sapienza”, Tiziana Pascucci Prorettore alla didattica della “Sapienza”, Silvia Bre Poetessa, Valerio Carocci Piccolo cinema America, Roberto Costantini Scrittore, Flavia Cristiano Cepell, Francesca Gatto Cepell, Tommaso Ottonieri scrittore, Emiliano Sbaraglia dell’Associazione Piccoli Maestri, Daniele Vicari Regista e molti altri. E’ stata invitata la dott.ssa Carmela Palumbo, MIUR DG Ordinamenti e valutazione del sistema nazionale di istruzione.

Dalle 10.45 alle 11.45 ci sarà lo spettacolo di e con Monica Guerritore Dall’Inferno all’Infinito.

A mezzogiorno in punto, come in tutte le altre sedi d’Italia che ospitano l’iniziativa, saranno letti brani delle opere di Dante. Le letture dantesche saranno curate dall’Umana Compagnia della Sapienza.

Alle ore 12.20 circa si organizzeranno itinerari di lettura attraverso la città universitaria a cura degli studenti e docenti delle scuole secondarie e dell’università. Su tali itinerari, per i quali i partecipanti saranno divisi in gruppi diversi, verranno fornite ulteriori indicazioni il 29 ottobre,

 

Università degli Studi di Roma “La Sapienza”

Dipartimento di Studi greco-latini, italiani, scenico-musicali

CF 80209930587 PI 02133771002

P.le Aldo Moro, 5 cap 00185 Roma

T (+39) 06 49913786-787 F (+39) 06 491609

www.disp.let.uniroma1.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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all’ingresso dell’Aula Magna del Rettorato, dall’Umana Compagnia e dalla segreteria dell’iniziativa.

 

 

Si prega cortesemente di inviare un cenno di adesione, attraverso l’allegata scheda, ad entrambi gli indirizzi: michelcost21@gmail.com   e cliziagurreri@fastwebnet.it

entro il 20 ottobre 2015.

 

Coordinamento a cura di Carlo Albarello, Novella Bellucci, Paolo Corbucci, Michela Costantino, Fabio De Propris, Clizia Gurreri, Rita Sepe, Silvia Tatti, Francesca Vennarucci

 

Il Programma sarà visibile anche sui siti della Sapienza www.uniroma1.it/scuole      e dell’ADI-Sd www.adisd.blogspot.com

 

Contatti:

prof. ssa Michela Costantino michelcost21@gmail.com dott.ssa Clizia Gurreri cliziagurreri@fastwebnet.it

 

Fidando nella Loro partecipazione, si inviano cordiali saluti

 

F.to Prof.ssa Novella Bellucci Prof. ssa Silvia Tatti

domenica, Ottobre 11th, 2015

autunno

AUTUNNO

 

Autunno. Già lo sentimmo venire

nel vento di agosto,

nelle piogge di settembre

torrenziali e piangenti,

e un brivido percorse la terra

che ora, nuda e triste,

accoglie un sole smarrito.

Ora passa e declina,

in quest’autunno che incede

con lentezza indicibile,

il miglior tempo della nostra vita

e lungamente ci dice addio.

 

Vincenzo Cardarelli

venerdì, Ottobre 9th, 2015

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Il marziano Kunt (alias Ignazio Marino) atterrando a Villa Borghese alla guida del suo disco volante (riferendomi ovviamente al famoso racconto di Ennio Flajano) cosa avrà pensato? a parte la citazione letteraria forse non del tutto peregrina, questo per il momento mi sento di dire in relazione alle dimissioni di ieri: più che probabilmente, Ignazio Marino ha destabilizzato interessi “forti” e ben consolidati; ma quale insensibilità sociale da parte sua all’indomani delle esequie del patriarca dei Casamonica! quel funerale occorreva impedirlo; ma fatta la frittata, ecco che Marino l’avremmo dovuto rivedere tempestivamente nella Capitale, a parer mio. Lui, invece, ha continuato imperterrito le sue esotiche vacanze, lasciando Roma terra di nessuno (si fa per dire, avendo l’Urbe i suoi padroni). No problem, facendosi soprattutto sfuggire -Marino- l’occasione di un contatto caloroso e diretto con i cittadini offesi per l’accaduto (Roma non è poi così sguarnita d’agosto come in passato). Il suo algido stile non gli ha suggerito ciò… un chirurgo di livello non interrompe le sue vacanze dopo un anno pesante di lavoro, ha chiosato forse non a torto il Prefetto di Roma Franco Gabrielli. Molti addebiti si potrebbero muovere a Ignazio Marino in veste di Sindaco di Roma. Anche quello (non secondario, è un mio tweet di ieri) di un rapporto sempre più teso con Bergoglio. E a Roma, da che mondo è mondo, non si muove foglia che papa non voglia (o sbaglio?)…amen (o alla prossima puntata).

lunedì, Ottobre 5th, 2015

Con vivo piacere do notizia dell’evento previsto a Roma per giovedì prossimo 8 ottobre:

 

Centro di Mostre e Studi sull’Arte Contemporanea        

Via G. Mompiani, 1/A (Viale delle Milizie)

-Metro Ottaviano- 00192 ROMA Tel. 39. 34735109

 

 

Il Centro di Mostre e Studi sull’Arte Contemporanea diretto da Carla Mazzoni

ha il piacere di invitare la S.V. alla presentazione della rivista

 

I Fiori del male N. 61 maggio-agosto 2015

Quadrimestrale di poesia, cultura letteraria e arte

Presiede Antonio Coppola

Giovedì 8 Ottobre 2015, ore 17,00

 

 

 

Interverranno: Paolo Carlucci, Francesco Dell’Apa, Monica Martinelli e Roberto Maria Siena

 

L’Attore Salvatore Puntillo leggerà le poesie pubblicate

 

Presentazione di alcune opere a matita del Maestro Mario Moretti pubblicate nel 61° numero de I Fiori del Male

 

Saranno graditi interventi esterni dal pubblico

P.S. esprimo qui la mia soddisfazione per essere stato nominato recentemente Redattore della Rivista in oggetto.

 

 

 

 

 

domenica, Ottobre 4th, 2015

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LINO TARDIA

REGOLA ED EMOZIONE Inaugurazione SABATO 3 OTTOBRE ORE 18

a cura di Francesco Ciaffi

presentazione di Franco Campegiani

 

La rinascita del mito nella pittura di Lino Tardia

mostra del 03/10/2015 presso il Museo Mastroianni di Marino

 

“Regola ed emozione” è il titolo della mostra allestita presso il Museo Mastroianni di Marino e curata dalla Galleria “Edarcom Europa” in occasione della 91esima Sagra dell’Uva di Marino, il cui Manifesto è stato quest’anno realizzato dal Maestro Lino Tardia. La selezione delle opere esposte include tele presentate dall’artista nella storica mostra “La scatola dei miti” del 2009 presso il Museo Nazionale di Palazzo Venezia di Roma, e propone dipinti dell’ultimo ventennio, alcuni dei quali presenti nella mostra “In viaggio con i Fenici” del ’96 presso la Galleria d’Arte Moderna di Spoleto. In quale ambito poetico nasce e si sviluppa la voce pittorica di Lino Tardia? Essa si afferma nel secondo dopoguerra entro il solco del Neorealismo e dell’amarezza generata dall’avvento della società di massa dei tempi attuali.

Siciliano di origine, l’artista giunge a Roma sul finire degli anni Cinquanta. Frequenta Via Margutta e gli studi di Guttuso e Mirabella, dove vive esperienze indimenticabili. Poi, negli anni Sessanta, la sua ricerca si sposta dal Realismo all’Informale, quindi alla Nuova Figurazione dietro le stimolazioni esistenzialiste e tragiche di Francis Bacon (artista non meno insulare di lui), conosciuto a Londra durante un viaggio di lavoro. La presente vetrina documenta l’immaginario figurativo cui l’artista è giunto attraverso questa stratificazione complessa, all’incrocio tra de-figurazione astratta e maniere figurali, tra rappresentazione realistica e riduzionismo geometrizzante, tra evocazione paesistica e poetiche materico-informali.

Il risultato è una forma di simbolismo astratto che sembra alludere ad una sorta di geometria cosmica o sacra. Il punto di svolta, in tale ricerca di senso e di anima, è rappresentato dalla mostra citata del ’96, “In viaggio con i Fenici”. In quella mostra tornava alla grande il tema mitologico, non più in chiave classica ma in chiave totalmente rinnovata. La mitologia riscopriva la sua originaria natura mitopoietica ed il mito tornava ad essere sorgivo ed autentico, non più ingabbiato in dogmi e storie precostituite. Un indirizzo, del resto, comune a molte avanguardie dei nostri tempi che si sono ispirate al primitivismo e alle culture native, non certo per passatismo nostalgico, o per desiderio di recupero, quanto piuttosto di rifondazione civile e culturale.

Di miti non può fare a meno il genere umano. Non a caso, nel mentre abbandonava le vecchie favole, la cultura contemporanea ne veniva creando di nuove: il Futurismo, con il suo mito della macchina, del dinamismo, della velocità, dell’azione. Ma non è certo il mito tecnologico ad affascinare Tardia. Egli ascolta con disincanto le sirene dei moderni paradisi artificiali e la sua arte si radica in quella cultura visiva dei nostri tempi, sostanzialmente veristica e crepuscolare, che avverte il distacco dell’anima dal mondo attuale. Di ascendenze guttusiane, questa voce non percorre la scia del furore avanguardistico dominato dalle poetiche dell’azione di area futurista, bensì la scia di quella visionarietà che sente e che piange la perduta misura umana.

In quest’area assai variegata, dominata, se vogliamo, dal teatro del vuoto dechirichiano, ma poi ribadita dalla glorificazione surrealista degli oggetti, per non dire dell’ironia feticistica di Duchamp o della polemica anticonsumistica della Pop Art, la ricerca di Tardia si staglia per valenze e risultati assolutamente personali. Nell’immenso naufragio dell’anima, egli viene come folgorato dall’humanitas delle arcaiche culture, dai loro miti ed archetipi, fino a rinnovarli in forme originali e creative. Ed è un’innovazione formidabile in tempi in cui alle essenze, ai principi, alle radici, ai valori, non si è disposti a dare molta considerazione. Ne nasce una visione nuovamente cosmocentrica della vita, che cattura ed affascina per le prospettive di rinascita che propone.

Queste tele sono delle vere e proprie cosmogonie, racconti del germinare dei mondi, l’uno dall’altro, secondo un’incessante e incandescente esplosione vitale. Un teatro fresco e zampillante, fantasmagorico, che pone in scena la creazione universale, ciò che affiora e viene alla luce da sorgenti misteriose e incorruttibili. Una poetica del rinnovamento, del capovolgimento, capace di scorgere, al di là di ogni limite, nuovi mondi e inedite alternative. Al contrario del teatro dechirichiano, che mostra l’eterna consunzione, l’infinito logoramento e l’inappellabile estinzione delle cose, qui è l’alba della vita a fare la sua apparizione, con quello sdoppiamento (si noti la frequente divisione della tela in due campiture) che sembra evocare la Madre Fenicia, la sua capacità di spezzarsi come il pane per dare vita a tutti gli esseri e a tutti i mondi.

E’ la weltanschauung dei Fenici, come di altre civiltà scomparse del Mediterraneo antico, legate ad una visione generativa e ciclica dell’esistenza, alle metamorfosi della Terra-Madre, capace di passare dalla vita alla morte e dalla morte alla vita (ricordiamo il mito dell’Araba Fenice?). In fondo la specularità, il paesaggio a specchio che troviamo in queste tele può essere considerata un riflesso della dualità e del bifrontismo tipici di ogni mito sorgivo: il rispecchiamento, l’allineamento degli archetipi con il mondo reale. Le figure sono grumose e totemiche, intrise di suggestioni astrali, di riflessi spesso dorati, come ad evocare la sacralità del creato. Sono coaguli di materia e di energia pensante, scatole dei miti, appunto, che come calamite attraggono elementi eterogenei, caricandoli di contenuti psichici straordinari.

Vi entra di tutto: lune, soli, astri e satelliti, unitamente a cenni antropomorfi e a citazioni cronachistiche, a stralci di giornale (dipinti e non incollati). Il tutto condito da richiami arcaici, come corni, portali, cattedrali, luoghi sacri ed altro. Ma un discorso a parte merita il ciclo degli aquiloni, dove la dualità si presenta sotto forma di antitesi/osmosi tra il Bene ed il Male. Qui il gioco innocente dei bimbi si trasforma nel becco adunco di un rapace, o nella testa di un siluro, più spesso nel muso minaccioso di un cacciabombardiere che semina morte, per poi tornare a volteggiare bonario sulla spiaggia in quei fanciulleschi occhi incantati. E qui fa capolino Eraclito, con la sua mediterranea e ionica armonia dei contrari.

                      Franco Campegiani

 

 

 

sabato, Ottobre 3rd, 2015

Immag000

Secondo anniversario, oggi, della tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013 (le 368 bare dei migranti allineate davanti ai nostri occhi). Di sabato 3 ottobre peraltro, nel 1226, chiudeva gli occhi il Poverello di Assisi presso la Porziuncola, sulla nuda terra. Coincidenza forse significativa, chissà…pur non avendo lo scrivente risparmiato critiche di recente a papa Francesco circa l’imminente Giubileo nel presente blog, come dimenticare il suo primo viaggio da pontefice proprio a Lampedusa?