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Strettamente correlata al precedente articolo del 22 agosto, ecco una mia poesia inedita scritta ieri, durante il Gran Consiglio di Guerra in quel di Arcore; dove, nel suo maniero, un incompreso statista che tanto ha fatto per il bene dell’Italia vive ingiustamente asserragliato (sic!). Ditemi che si tratta di un brutto sogno!…(la foto qua sopra è stata scattata dal musicista Massimo Mancini, amico carissimo e recentemente intervenuto sul blog per commentare prima il mio articolo sul demenziale spot pubblicitario relativo a Dante; e poi, successivamente, per riflettere in modo stimolante sul Grande Rosso, il dipinto di Claudio Fiorentini qui presentato in precedenza…non escludendo un altro interessante commento di Massimo al suddetto mio articolo del 22 agosto ). Ma veniamo alla mia poesia:

AL VESCOVO GUGLIELMO (EPIFANI)

O padre, in quest’ora che volge
al disio di salvare l’Unto del Signore
ascolta, ascolta le preci nostre!
sprezzanti della mondana gloria
ma con i volti di luce circonfusi,
Mortadella abbiamo infilzato
(a egregie cose chiamati fummo;
aprile, poi, dei mesi è il più crudele).
Or dunque a te si addice cotanto
ufficio: salvare l’Unto per l’onore
del Belpaese che così risorgerà.
Altro che Francesco papa! il nobile
tuo volto, padre, da canizie è fatto
venerando; per tacere della mitra tua!

(i centouno chierici dal vetusto e volgare eloquio…saccheggiatori dei versi di Dante, Foscolo ed Eliot)

Andrea Mariotti, poesia inedita, 25 agosto 2013

4 Responses to “”

  1. Massimo ha detto:

    Versi figli di un’arguta ironia, tra misticismo e lirismo, sublimata a poesia!
    Ben altro è il livello del serraglio politico che, rendendosi complice del principale fautore del moderno fascismo, vorrebbe risparmiare la crocifissione all’Unto del Signore, dissolvendo gli inviolabili principi di giustizia e democrazia.
    Un caro saluto ed vero ringraziamento per la tua benevola citazione, Massimo

  2. andreamariotti ha detto:

    In effetti, Massimo, a far data dal primo agosto corrente anno, mi pare a maggior ragione di vivere in un mondo rovesciato, con la crescita abnorme di un linguaggio ad hoc per quanto di recente accaduto: “agibilità politica” per un condannato in terzo grado di giudizio, tanto per dirne una!..mi ha fatto piacere il tuo accenno al “misticismo” dei miei versi; poiché, in effetti, ho voluto ricreare una spiritualità ambigua, losca e graditissima al potere: il linguaggio pretesco, insomma, nella sua peggiore e plurisecolare versione, che a parer mio si addice ai centouno miserabili i quali, lo scorso aprile, prima hanno acclamato Prodi nella veste di nuovo Presidente della Repubblica per poi “impallinarlo” con il voto segreto; tradendo lui e gli elettori di un partito che a ciance s’era dichiarato contro il Cavaliere, per poi inchinarsi ancora una volta al suo volere, dopo le elezioni. Colgo l’occasione per precisare che la stesura dei miei versi è stata dettata dal dubbio circa la rottura della luna di miele fra i due partiti cosiddetti avversari; nel senso che essi, a a mio avviso, vorranno continuare a governare insieme, magari lasciando il Cavaliere per strada… ma non il berlusconismo, male profondo del nostro paese, sottocultura corrotta e tuttora ammiccante, coincidente con quel genocidio antropologico di cui Pasolini parlò in tempi lontani ed ora purtroppo terribilmente veri. Un caro saluto e un ringraziamento per avermi consentito di pubblicare una tua foto che meglio non avrebbe potuto commentare a livello visivo l’ecumenismo di un partito (il PD) che, con Violante, per esempio -lo vediamo in queste ore- si lancia ben al di là delle “larghe intese”, a proposito dell’incandidabilità del Cavaliere. Staremo a vedere, come si suol dire, perlomeno con gli occhi aperti.

  3. Bianca 2007 ha detto:

    Forse la religione del “nostro” tempo sta nel farci condurre da vescovi senza il “giallo della luce”, messo in versi da te, con ironica amarezza. Ma…confidiamo nel tempo delle piogge. Chissà che l’umido alle ossa, non RIsvegli la sovranità del popolo. Che facciano “strage, (vera) d’ogni illusione”, prendendo a prestito il “qui” presente grande Recanatese.

    p.s. E a proposito di Epifani, anche se ha detto che “la sentenza deve essere rispettata”, si è ben guardato dal proferire una sola parola che mettesse a rischio il governo e, magari raccontandoci anche la favola di una lotta all’evasione!

    Mirka

  4. andreamariotti ha detto:

    Grazie per questo tuo commento. Io so soltanto che, come già ho avuto modo di sottolineare, dal primo agosto scorso, non concedo davvero più nulla a chi è specializzato nel cosiddetto gioco del cerino ( lo fate cadere voi/noi il governo…). Davvero aveva ragione Pasolini con il suo epigramma ALLA MIA NAZIONE, incluso nella RELIGIONE DEL MIO TEMPO, laddove, nel verso finale, così conclude:”Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo”. Sì, i miei versi sono amari, amarissimi; ed anche l’ironia a questo punto dovrebbe andare a nascondersi. Troppo grave lo stato attuale del nostro disgraziato paese.

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