Così, di sfuggita, alla vigilia dell’avvio in pompa magna della cosiddetta fase 2: davvero com’è stato detto e ridetto, occorrerà tanta cautela da parte di tutti, in quanto proprio ora viene il difficile e per ovvi motivi. Lo iato fra le decisioni politiche -che francamente non potevano essere più rimandate- e le riserve del fronte medico scientifico, va appunto ridotto da parte nostra tramite comportamenti improntati al buon senso (“in medio stat virtus” più che mai, in questa occasione). Anche perché, prima di formare allegri assembramenti nei parchi cittadini e altrove, bisognerebbe non dimenticarsi di quelle immagini terribili dei mezzi militari per le strade di Bergamo non più tardi di due mesi fa; delle quali, in coscienza, non siamo stati semplici spettatori televisivi. Ma come al solito è il tessuto psico-antropologico del nostro paese a preoccupare, dedito qual è al culto della smemoratezza, della santificazione di vigili del fuoco, giudici antimafia ed ora dei medici che tutto hanno dato in prima linea nella lotta contro il covid, perfino la vita. Sarebbe abietto da domani averli definiti degli eroi quest’ultimi (con tanto di melensi spot televisivi), e sentirsi liberi e belli, con tanto di pernacchia allo scampato virus (che invece invisibile continua a convivere con noi, ancora in parte sconosciuto e in attesa di un vaccino).

 

Andrea Mariotti

 

 

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