Questa mia foto del 2007, è stata scattata presso la Pasqualatihaus a Vienna, vale a dire la casa abitata da Beethoven in alcuni periodi che vanno dal 1804 al 1815 (ivi sono state composte la Quinta e Settima sinfonia). Nella foto, è visibile la “maschera” del compositore da vivo, in tutta la sua enorme suggestione. Bene. Non potevo non cominciare da Beethoven, immerso come sono nella rilettura della Sonata a Kreutzer di Tolstoj, opera nella quale molto si insiste, giustamente, sulla forza “demoniaca” del primo movimento della celeberrima sonata beethoveniana per violino e pianoforte (cui il grande romanziere russo si è ispirato alla lettera, per il titolo del suo racconto, del 1887-9). Al 1897, risale invece il saggio Che cos’è l’arte , laddove Tolstoj afferma: ” L’autentica opera d’arte nasce raramente nell’anima dell’artista, come frutto dell’esistenza precedente, esattamente come l’atto di concepimento nella donna”. Bello davvero, questo “elogio della lentezza” da parte del grande scrittore: dedicato a quanti, nei tempi nostri, conoscono le fatiche del corpo a corpo con il testo; badando, in ultimo, a scrivere bene; e con questo abbiamo detto tutto.

4 commenti su “

  1. Bianca 2007

    Tolstòj disse anche a proposito del processo artistico portato a compimento: “Rievocare in se stessi un sentimento già provato e quindi trasmetterlo mediante movimenti, linee, colori, suoni o immagini espresse in parole, in modo da far provare agli altri lo stesso sentimento: questa è la funzione dell’arte, e gli altri vengono colpiti da quei sentimenti e li provano”. Beethoven oltre che titanico musicista fu anche un filosofo. Attingendo a Kant, comprese che ogni grandezza va rinvenuta nella capacità di individuare il segreto dell’esperienza estetica nell’originaria inoggettualità dell’essente-concepito nel suo farsi perfetta espressione di quell’Assoluto a cui lui sempre mirò e al quale tu gli stai dando riconoscimento e tributo. Mirka

  2. andreamariotti Autore articolo

    Proprio non si può, cara amica, fare a meno di Beethoven: a maggior ragione al giorno d’oggi. Il genio di Bonn mi pare davvero cemento armato col quale fortificarci. Mi piace aggiungere al tuo colto commento quanto osserva -sull’ultima fase creativa del compositore- Maynard Solomon nel suo Beethoven (ed. Marsilio/Saggi): “…la lotta viene sublimata nell’estasi, come nella Arietta della Sonata op.111” (pag.327). Un ringraziamento e un abbraccio.

  3. roberto de luca

    Sonata a Kreutzer e ‘Che cos’è l’arte’ sono due opere che non ho mai letto ma posso immaginare tranquillamente che l’assioma tra la composizione musicale di Beethoven e quella dell’opera scrittoria di Tolstoj, sia, come tu stesso asserisci essendoti documentato e stando al titolo stesso, veramente esistito (ed esiste tutt’ora visto che la vera arte è immortale). La tua interessante trovata di mettere sul blog questo articolo che nella sua semplice esposizione dona il giusto compendio a due autori eterni, mi ha dolcemente portato alla mente qualcosa che anch’io ho provato, o forse ho pensato, leggendo alcuni racconti di Tolstoj e ascoltando poi la musica di Beethoven; e, a pensarci ora, grazie a te, caro Andrea, il paragone più interessante e più naturale che mi viene da fare tra le opere é quello tra il racconto dal titolo ‘Il diavolo’ e La Quinta sinfonia di Beethoven. Questo, per i contenuti altalenanti tra forze demoniache e forze celesti, nell’eterno portare in luce i caratteri del Bene e del Male cui Tolstoj certamente ha dedicato gran parte della sua opera( ma credo anche Beethoven). Grazie quindi, Andrea, per per le tue chicche e per gli stimoli regalati al Pensiero. Un abbraccio e a presto. Roberto

  4. andreamariotti Autore articolo

    Grazie a te, caro amico, per aver colto la mia febbre nel rileggere il racconto di Tolstoj dopo tanti anni, dal tempo della giovinezza. A mia volta farò tesoro del tuo suggerimento di lettura. Leggendo il tuo commento, mi hai fatto venire in mente un passo de I fratelli Karamazov di Dostoevskij, che conosco a memoria (il passo, ci mancherebbe!); a parlare, è il sensuale Dmìtrij: “Dio e il Diavolo lottano fra di loro, e campo di battaglia è il cuore dell’uomo”. Citazione forse non a sproposito, considerando le violente passioni rappresentate da Tolstoj nel suo racconto Sonata a Kreutzer (da sempre considerato vicino alle incandescenti narrazioni di Dostoevskij). Ti saluto e ti abbraccio a mia volta, caro Roberto.

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