A Madre Teresa

Un istante ho rubato
alla profondità dei tuoi occhi.
Benedicente
la tua mano rugosa
si inarca
sulla mia fronte madida.

Goccia d’infinito
che plasma
la totalità del nulla.
Forza infinita
che origina
dal mare penoso dell’umanità
e come gemma preziosa
squarcia il dolore
con la potenza divina
dell’Amore.

Fendi o Madre
gli spazi vitali
della mia mente,
dove ali d’orgoglio
e di superbia
imprigionano l’umiltà
dello spirito,
lascia sgorgare
getti di pietà
che risanino
la mia coscienza
e trasfondi
la tua capacità d’amare
nelle tenebre
della vacuità terrena.

Poesia di Doriana Onorati

Grazie al consenso di Doriana Onorati, sono in grado di presentare ai visitatori del blog una poesia a dir poco toccante, vera e propria carezza per l’anima. Non vorrei in questa occasione cristallizzare in chiave stilistica l’emozione in me suscitata soprattutto dalla terza strofe della suddetta lirica: “Fendi o Madre…”, strofe di esemplare limpidezza e immediatezza. Non rimane, credo, che ringraziare colei che ha scritto versi così profondamente umani, frutto di due incontri con Madre Teresa di Calcutta. Chi è Doriana Onorati? un’artista dal talento proteiforme, essendo scultrice, pittrice, disegnatrice e, come ben vediamo, poeta. Non sempre, come sappiamo, all’ispirazione figurativa corrisponde un’adeguata capacità letteraria, da parte di coloro che si esprimono artisticamente su più fronti. Ebbene, la poesia qui presentata di Doriana Onorati “parla” di contro in modo inequivocabile di una ispirazione unitaria e forte, traboccante, direi. Non posso che invitare chi legge a visitare il sito della Onorati, laddove si dischiuderanno ai “curiosi” le fotografie di opere figurative di grande valore espressivo; opere peraltro ben note e apprezzate dalla critica d’arte più seria. E, non ultime, ai curiosi sorrideranno poesie di valore, e la suddetta in particolare (ho inteso fare onore a Doriana con una foto della stupenda PIETA’ di Sebastiano del Piombo).

4 Responses to “”

  1. Franco Campegiani ha detto:

    Caro Andrea, mi rallegra leggere questa bella composizione poetica di Doriana. La conosco da moltissimi anni ed ho stima delle sue elevate pulsioni creative e spirituali. In questi versi colpisce il movimento catartico, purificatore, generato dal gesto benedicente di una persona a dir poco speciale. Un movimento dalle valenze scultoree, ma sicuramente anche pittoriche, da te ben sottolineate nel tuo dotto riferimento fotografico alla “Pietà” di Sebastiano del Piombo. Con la differenza che qui il gruppo raffigurato è tutto al femminile, come del resto è abituale nei lavori artistici di Onorati, con quella linea curva, flessuosa, ovoidale, maternale, che dà vita ad una poetica del femminino particolarmene apprezzata. Grazie, Andrea, per le belle emozioni che ci regali.

  2. andreamariotti ha detto:

    Caro Franco, mi fa piacere il tuo apprezzamento nei riguardi della poesia di Doriana Onorati; del tutto condivisibile, inoltre, il tuo mettere a fuoco il discorso figlia-madre vibrante a tutto tondo in essa. Aver presentato nel blog una poesia di tale umanità mi ha procurato un’emozione viva, considerando le infinite trappole dei vocativi…invece, caro amico, come giustamente osservi, la “valenza scultorea” e non sdolcinata (aggiungo io) della poesia di Doriana si palesa in quel “Fendi, o Madre…” dai suoni non concilianti, in tutta evidenza. Ti ringrazio ancora una volta, in ultimo, per le parole a me riservate.

  3. maria rizzi ha detto:

    Caro Andrea,
    anch’io conosco Doriana come scultrice e come pittrice e sono sempre rimasta
    emotivamente attratta dalle sue opere, non possedendo gli strumenti critici adeguati per valutarli , come tu stesso e il nostro Franco, mostrate di essere pienamente in grado di fare. Non sapevo della sua abilità nel versificare e questa lirica intensa, pregna di un ‘femminino’ forte e lieve, severo e suadente, mi ha sfiorato l’anima come l’arpa sfiora la cetra, facendola vibrare.
    Versi asciutti, sorvegliati, eppure ricchi di pietas e simili alle preghiere che
    restano imprigionate nelle maglie del vivere…
    Doriana con il riferimento ai “getti di pietà che risanino la mia coscienza” invoca
    un canto collettivo di pace.
    Grazie, Andrea e grazie cara Doriana… siete un bellissimo esempio di arte e di coscienza civile! Vi abbraccio entrambi.

  4. andreamariotti ha detto:

    Grazie a te, cara amica, per questo tuo generoso commento. Io non ho fatto altro che dare spazio a dei versi intensi e profondi, sicuramente ispirati a Doriana -oltre che dal suo talento- dal contatto con la Grande Anima di Madre Teresa di Calcutta. Un abbraccio

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