Tramonto1

Ecco una poesia che ieri sera, alla lettura, mi ha colpito molto per la sua limpidezza estrema. Una di quelle poesie che ci lasciano, credo, con un sentimento di gratitudine nei confronti di chi ha saputo incisivamente esprimere la nostra pena durevole, dalla nascita fino al momento in cui…e qui veniamo alla plastica, concreta chiusa della lirica in oggetto:

il paese oscuro

il paese oscuro te lo ritrovi dentro
è un labirinto di pensieri impenetrabili
le numerose cadute non servono
per imparare a districarti

quando nasci è già lì
col tempo vi accendi delle piccole luci
è come un presepe dell’anima con cui convivi
ma non ci sono angeli che annunziano la buona novella

l’aurora ne avvolge i confini
circonda la sua cupa aura ma non la penetra
unica salvezza lasciarlo
abbandonarlo per fabbricare il presente

(poesia di Rosaria Di Donato)

Assertiva, volevamo dire, la chiusa della lirica, al pari -oserei affermare- di uno “stacco” beethoveniano; come un potente faro in grado di squarciare la palude Stigia nella quale brancoliamo. Tale poesia è inclusa nell’ultima silloge di Rosaria Di Donato, dal titolo LUSTRANTE D’ACQUA, Genesi Editrice (con prefazione di Sandro Gros-Pietro). La forte ispirazione della Di Donato, risulta affidata a una scrittura consapevole e moderna, estremamente raffinata nell’uso dell’allitterazione; come si può vedere soprattutto nella prima quartina de IL PAESE OSCURO, egemonizzata, è proprio il caso di dire, dalla consonante liquida vibrante “erre”: a suggerire, sul piano fonematico del discorso poetico, il nostro doloroso vagare intrappolati “nel labirinto di pensieri impenetrabili”. Rosaria Di Donato è nata a Roma, città dove vive e insegna in un liceo statale. Laureata in Filosofia, ha pubblicato diverse raccolte poetiche note anche all’estero, premiate e recensite, tra gli altri, da Giorgio Barberi Squarotti. La foto qua sopra, infine, è mia, ed è stata scattata giorni addietro nel parco romano di Villa Doria Pamphilj.

8 Responses to “”

  1. rosaria di donato ha detto:

    Ringrazio vivamente Andrea Mariotti per il suo apprezzamento e per la sua sensibilità. Molto bella la foto del parco romano e in sintonia con lo stato d’animo del testo poetico proposto.

    Un cordiale saluto,

    Rosaria Di Donato

  2. andreamariotti ha detto:

    Ringrazio a mia volta Rosaria Di Donato per aver sottolineato l’armonia fra la sua lirica ( veramente significativa) e la foto da me scelta. Un cordiale saluto,

    Andrea Mariotti

  3. Sandro Angelucci ha detto:

    Mi piace il connubio tra la foto scattata da Andrea e la poesia di Rosaria Di Donato. Inizio da qui perché (è una mia obiettabilissima opinione ovviamente), poiché – dicevo – mi è sembrato di cogliere in questi versi la “volontà” poetica di fare luce su qualcosa che, comunque, può e deve restare oscuro; qualcosa che fa parte del nostro io più profondo.
    Mi si dirà: quale, allora, lo scopo d’illuminare? Rispondo con un’altra domanda: a cosa serve la poesia? A niente e, proprio per questo, a tutto, a metterci in salvo abbandonando ciò che, senza volerlo, ci ritroviamo dentro. Non m’interessa sapere se la foto è stata presa all’alba o al tramonto, così come, fuori dal tempo, immagino l’eterno presente cantato dalla poetessa.
    Ringrazio Andrea e Rosaria per questa fusione d’intenti.

    Sandro Angelucci

  4. andreamariotti ha detto:

    Grazie, carissimo Sandro, per questo tuo commento in cui ho avvertito tutto l’amore che portiamo alla poesia (con la lettera minuscola, come del resto scrivi tu, evitando quell’enfasi che nuoce al quotidiano, incessante rapporto che abbiamo con essa). E concordo con quel rapporto problematico che abbiamo con la nostra ombra. Tuttavia, che scatto di volontà, in chiusa di questa poesia! un abbraccio

  5. rosaria di donato ha detto:

    Ciao Sandro, grazie per il tuo passaggio! sì, mi leggi nell’animo attraverso la poesia…come, del resto, anche Andrea. Felicissima di essere in vostra compagnia,

    vi abbraccio,

    Rosaria

  6. Franco Campegiani ha detto:

    E’ molto bello, Andrea, l’antagonismo della chiusa di questa dolente poesia. Bello perché ogni cosa viene e deve venire a noia: l’abitudine al mistero, come pure all’assenza di mistero. La ribellione è dovuta, affinché tutto si possa rinnovare, ma la realtà dell’anima è e rimane composita, non unidimensionale. Per cui l’ombra camminerà sempre al nostro fianco, inseparabile da noi. Da qui il rapporto problematico tra le due sfere, di cui giustamente tu parli nel rispondere a Sandro. D’altronde questo rapporto è bene espresso nei primi tre versi della seconda strofe, dove Rosaria ci parla della sua consuetudine con il “paese oscuro” e della convivenza della luce con le tenebre. Io dico che dobbiamo amare l’ombra, se davvero amiamo la luce. E viceversa. Tanto che potremmo capovolgere la comune accezione dei due termini considerando la luce come ombra e l’ombra come luce. Di noi sempre e comunque parliamo. E la “buona novella”, in fondo, è che non esistono “angeli bianchi”, né “angeli neri”, perché esiste un solo angelo, ed è bianco-nero (ossia… juventino, per prevenire ogni facile e prevedibile ironia). Un caro abbraccio

  7. andreamariotti ha detto:

    Mi fa molto piacere ricevere questo tuo commento, caro Franco, in merito a una lirica -quella di Rosaria Di Donato- a proposito della quale ho già detto tutto il bene possibile. Trovo le tue riflessioni interessanti e condivisibili; e, in particolare, mi è piaciuta la chiusa, con quella lieve ironia sull’angelo “bianconero” davvero godibile e sacrosanta, a pensarci bene. Un abbraccio

  8. rosaria di donato ha detto:

    Ringrazio Franco Campegiani per il suo gradito commento che trae spunto dai miei versi per capovolgere il rapporto luce/ombra al fine di valorizzare il “paese oscuro” consustanziale al nostro “essere nel mondo”. Certo che l’ombra contende spazio alla luce e viceversa, ma il senso del nostro esistere è in questo combattimento, in questo gioco che impone un riscatto: la volontà di procedere dando inizio al nuovo.

    Un cordiale saluto,

    Rosaria

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