2014-01-19 16.11.26

 

Questo gennaio 2014 che ci ha fatto dire addio prima al grande Arnoldo Foà e oggi al Maestro Claudio Abbado!… sì, Maestro con la maiuscola, considerando l’altezza del suo magistero artistico. Lascio naturalmente agli organi di informazione notizie più dettagliate su cinquant’anni di carriera ai massimi livelli dell’illustre scomparso. Amante come sono della musica classica e mozartiano nel profondo dell’animo, quanto segue mi preme osservare oggi, in onore di Claudio Abbado. Lasciamo stare la sua profonda, polivalente intelligenza delle partiture musicali dei grandissimi e dei grandi, da lui costantemente vivificate. Lasciamo stare per modo di dire, volendo qui sottolineare da parte mia, a proposito di Abbado, una sensibilità artistica impareggiabile (meno scontata a pensarci bene  del talento,  nella direzione d’orchestra). Mi spiegherò in breve e più concretamente chiamando in causa la musica di Mozart, al riguardo. E’ noto agli addetti ai lavori e anche agli ascoltatori attenti come il genio di Salisburgo, apparentemente facile, mille trappole riservi ai direttori, musicisti e cantanti per l’appunto bravi finché vogliamo ma poco o non profondamente artisti ( spero di non beccarmi una scomunica se qui ricorderò la fin troppo teutonica, accelerata lettura del mozartiano Requiem K626 ad opera del pur insigne Herbert von Karajan; come del resto la didattica resa delle Nozze di Figaro da parte di Riccardo Muti, grandioso solo in Verdi, a parer mio). Quanto precisato, a maggior lode di Claudio Abbado: capace di non farsi sfuggire la suprema vocazione (direi trascendentale) di Mozart a dire le cose più profonde senza alzare la voce. Ricordo, per brevità di analisi, di Claudio Abbado, al cospetto della sua impareggiabile carriera, la memorabile serie di concerti mozartiani per pianoforte e orchestra dei primi anni Ottanta da lui diretti con la London Symphony Orchestra e un solista del calibro di Rudolf Serkin. E commosso  rammento pure una serata romana del 2005, quando il Maestro ebbe a dirigere nell’Auditorium progettato da Renzo Piano una meravigliosa esecuzione della celeberrima Settima Sinfonia di Anton Bruckner. E qui mi fermerei, non rimanendo altro, per me e tutti coloro che hanno amato e amano questo grandissimo direttore, che ascoltare la sua musica, come sempre (mia la foto qua sopra, scattata non più tardi di ieri).

 

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