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“… Altra voce dal profondo

ho sentito risonare

altra luce e più giocondo

ho veduto un altro mare.

Vedo il mar senza confini

senza sponde faticate

vedo l’onde illuminate

che carena non varcò.

Vedo il sole che non cala

lento e stanco a sera in mare

ma la luce sfolgorare

vedo sopra il vasto mar.

Senia, il porto non è la terra

dove a ogni brivido del mare

corre pavido a riparare

la stanca vita il pescator.

Senia, il porto è la furia del mare,

è la furia del nembo più forte,

quando libera ride la morte

a chi libero la sfidò”.

 

Così disse nell’ora del vespro

Itti a Senia con voce lontana;

 

Da  I figli del mare, di Carlo Michelstaedter

 

2 commenti su “

  1. Grazia

    Arduo è il percorso per chi procede verso la vita autentica, lontano dalla pochezza borghese, stimando solo il giusto avvallo. Anche il porto non è più certezza di salvezza e i flutti possono portarlo via, (come nella scultura “Ultima visione” di Rodin), ma scegliere è necessario per potere, un giorno, “fiammeggiar liberi al porto della pace”.

  2. andreamariotti Autore articolo

    Michelstaedter si spinge oltre, credo, nei figli del mare:”…il porto è la furia del mare,/ è la furia del nembo più forte…”. E mi è sembrato giusto associare a questi versi intensissimi la scultura di Rodin. Davvero pregevole, Grazia, mi è infine sembrata la tua citazione dei versi conclusivi di A Senia , poesia successiva a I figli del mare nella raccolta del poeta: versi che in effetti confermano il senso profondo della tua lettura del grande scrittore goriziano.

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