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Budapest: è di questi giorni la notizia del ritrovamento nel magazzino di una biblioteca della città di quattro fogli ingialliti ma infinitamente preziosi, in quanto vergati -è dato per certo- dalla penna di Mozart; si tratta del primo e del secondo movimento della sonata per pianoforte K331 (il cui terzo movimento, il celeberrimo allegretto “Alla Turca” è conservato a Salisburgo). Superfluo soffermarsi sulla passione di chi scrive per la musica di Mozart: quanto intendo aggiungere ora è che, per motivi ascrivibili ai tempi cupi e accelerati di oggi, trovo nelle melodie del genio di Salisburgo -più che mai- una fonte di spirituale risanamento (abbastanza convinto che tutto questo non dovrebbe valere soltanto per me, considerando la somma e sintetica spontaneità di tali melodie). Per farla breve, non più tardi di ieri mi è capitato di riascoltare grazie alla Radio Svizzera Classica la sonata per violino e pianoforte k379, con il primo movimento di una stupefacente bellezza (per il solenne adagio iniziale che lascia ben presto spazio a un febbrile allegro in tonalità minore: storico “documento”, detto allegro, della ribellione decisiva del “dipendente” Mozart nei riguardi dell’Arcivescovo di Salisburgo, nel 1781). Divino Amadeus, capace di far coesistere nel giro di poche battute la tua dolcezza con il grido quasi selvaggio di chi non intendeva seppellire il proprio talento nella retriva città natale puntando per contro al successo a Vienna!

 

 

 

 

2 commenti su “

  1. Francesco

    In questo tuo blog si trovano sempre note di pura bellezza, recensite con ricchi particolari e impreziosite da riferimenti storici minuziosi.
    Un caro saluto
    Francesco

  2. andreamariotti Autore articolo

    Anche a te, Francesco, un caro saluto per l’attenzione con la quale mi segui.

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